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| |  | | Antenne Commenta Vedi solo questo argomento
SI RITIENE PREVALENTE L'INTERESSE PRIMARIO DELLA SALUTE DEI CITTADINI RISPETTO AD OGNI ALTRO INTERESSE GIURIDICAMENTE PROTETTO??
Questo è l'interrogativo che rinnovo ai nostri Amministratori!
L'inquinamento elettromagnetico ormai è entrato nel novero delle forme di danno alla salute ed all'ambiente potenzialmente più pericolose; tanto più pericolosa e subdola proprio perchè ancora conosciuta e poco studiata.
Aumento della leucemia infantile; incremento di rischi tumorali per chi abita vicino ad impianti di telefonia mobile ed elettrodotti.
La potenzialità del rischio è direttamente proporzionale alla mancanza di marcate e nette posizioni in difesa della salute e dell'ambiente. Ricordiamo il rischio dell'amianto? Un prodotto usato persino come coibentante per le scuole si è rivelato (dopo quanti anni?) una pericolosissima sostanza per l'organismo umano.Quante sono state le vittime di una scellerata politica di interessi e di arricchimento?
E' vigente la legge quadro sull'elettrosmog, la Camera l'ha approvata il 14 Febbraio 2001. Non si può più aspettare oltre! Quelle antenne, per la telefonia mobile, collocate sul serbatoio pensile dell'acquedotto, in pieno centro abitato vanno rimosse.
Sarebbe anche interessante sapere se l'area Cascina Bozza su cui è stata collocata una infrastruttura per un nuovo impianto per la telefonia mobile sia stata interessata da un cambiamento di destinazione d'uso rispetto a quanto previsto dal Piano Regolatore del Comune e se siano state concesse, per l'installazioe e il suo funzionamento, le relative autorizzazioni rilasciate dagli organismi competenti previsti dalla legge.
Caro Salvemini, quando è in gioco la salute pubblica non servono "rapporti epistolari" e o di amicizia con questo o quell'altro assessore, non serve neanche rompergli le..........., così come tu solleciti, per risvegliare un loro interessamento. Serve, forse, risvegliare le coscienze di molti di noi a rivendicare i nostri Diritti, saperli diffondere e affermarli. Serve, forse, pretendere da chi ci amministra più competenza, più conoscenza e rispetto delle leggi, più ascolto e attenzione alle ragioni dei Cittadini rispetto a quelle "dei potentati economici" e soprattutto,questo vale per alcuni dei nostri amministratori, meno presunzione ed arroganza.
Alcune amministrazioni comunali, in questi anni, sulla materia specifica dell'inquinamento elettromagnetico hanno, con coraggio, assunto posizioni nette nel negare e vietare l'insediamento di impianti in spregio all'interesse primario e assoluto della salute dei Cittadini. Sono certo che l'hanno fatto perchè consapevoli che nessun interesse economico e giuridicamente protetto può valere il rischio di un grave danno sanitario, sociale ed ambientale per le popolazioni amministrate. E' un fatto che tra queste, mi permetto di citarle con orgoglio, considerate le mie origini pugliesi, ci sono le amministrazioni del Comune di Bitonto (Ba) dove io sono nato e del Comune di Corato (Ba). Rispettivamente il Consiglio di stato e il T.A.R. Regionale della Puglia hanno accolto le ragioni dei Comuni e respinto quelle della Wind S.P.A. Telecomunicazioni.
E' altrettanto un fatto, e ciò non mi meraviglia pìù di tanto, che i nostri amministratori Villa e Migliavacca a Binasco facciano "Orecchie da mercante".
Pino Vella
| |  |  | | | |  | | Quando riaprirà la Scuola Materna ? Commenta Vedi solo questo argomento
A questo proposito ho "captato" in giro voci che danno per fortemente incerta la data di riapertura a Settembre della scuola materna?
Quanto sono vere queste voci e quando saranno informati i genitori sulla reale situazione.
Possibile che le istituzioni di Binasco non abbiamo ancora capito quanto abbia modificato le conoscenze dei "cittadini binaschini" l'esistenza di questo sito e di come li abbia resi più consci e più esigenti dal punto di vista "civico"?????
Claudia Oliveri | |  |  | | | |  | | Siamo alle solite Calimero Commenta Vedi solo questo argomento
Novità (vecchie) dalla scuola materna.
Ieri (4 aprile) si è tenuta una riunione dei genitori della scuola materna.
E' stato chiesto ai genitori che dal 18 giugno (per circa due settimane),
chi può dovrebbe portare a casa i bambini alle 13.
Sono, infatti, previsti estesi lavori di ristrutturazione del fabbricato
(pavimenti e soffitti) e quindi ci sono dei preparativi da fare.
Non ho parole (ormai già da diverso tempo).
Domande:
Per una comunicazione di questo tipo, non sarebbe stato più opportuna una
singola riunione con il "DIRIGENTE" didattico quale relatore piuttosto che
riunioni nelle singole classi con i RAPPRESENTANTI DI CLASSE in veste di
portavoce della richiesta della direzione didattica?
(Qualche perplessità anche riguardo l'aver accettato di assumere questo
onere da parte dei rappresentanti)
Non era il caso di dare un maggiore anticipo alla comunicazione?
(Con lavori di questa portata le delibere e quant'altro saranno state già
pronte da chissà quando)
Quali attività potranno svolgere i bambini con mezza scuola a soqquadro e i
materiali imballati o sgomberati?
(comunque C'E' STATO ANCHE QUALCHE GENITORE CHE HA ADDIRITTURA DATO LA SUA
DISPONIBILITA' PER LO SGOMBERO DEGLI AMBIENTI !)
Con quale coraggio la direzione didattica chiede "favori" a genitori quando
questi ultimi hanno sempre incontrato (o si sono sempre scontrati con) un
atteggiamento non disponibile al confronto, ostinatamente burocrate e
attento solo alle questioni interne di gestione del personale?
E' possibile che, aldilà delle frasi retoriche pronunciate in ogni occasione
dalla direzione, alunni e genitori siano sempre i primi ad essere
penalizzati?
Colgo l'occasione anche per sottolineare le perplessità già evidenziata da
qualcun altro in questo spazio:
- ci sarà quest'anno il centro estivo ?
- dove sarà ?
- se ci sono problemi, quando pensano i responsabili di comunicare qualcosa? la settimana prima ?
Avrei voluto inviare copia di questa e-mail anche alla direzione didattica
ma, pur sapendo che ha un collegamento internet, non so se ha un indirizzo
di posta e se ce l'ha si è ben guardata dal divulgarlo.
saluti
Roberto Gerli
| |  |  | | | |  | | "Un figlio all'altro capo del mondo" Commenta Vedi solo questo argomento
In data 2 aprile 2001 presso il CENTRO COMMERCIALE "METROPOLI" è stato presentato il libro "Un figlio all'altro capo del mondo" di GIUSEPPE CAFFULLI giornalista caporedattore della rivista MONDO e MISSIONE del Pontificio Istituto Missioni Estere - PIME -
Testimonial della serata FEDERICA PANICUCCI a sua volta "mamma adottiva" di una bimba in India.
La pubblicazione che tratta il problema dell'adozione a distanza in Italia ci propone uno sguardo alla storia del sostegno a distanza fino alle proposte recenti di regolamentazione del settore.
L'autore presenta alcuni casi che dimostrano quanto variegato e vivace sia il fenomeno.
Il messaggio che traspare è che gli "adottanti" non compiono una semplice elemosina, ma un vero atto di giustizia.
Il libro, distribuito dal SEGRETARIATO MISSIONI ESTERE CAPPUCCINE - P.le Cimitero Maggiore, 5 20151 MILANO OVEST -
Tel. 02 30 88 042 - Fax 02 33 40 2164 - E mail: info@missioni. org
Chiunque volesse acquistare la pubblicazione, oltre ad approfondire la conoscenza in questo MONDO DI SOLIDARIERTA' rivolto ai fanciulli, CONTRIBUISCE DIRETTAMENTE a due progetti:
"La piaga di Buruli"
intervento volto a combattere la nuova lebbra africana in Costa d'Avorio
e il progetto "Pane, Acqua, Carità"
per il sostegno alle attività missionarie in Brasile, Thailandia, Camerun.
per informazioni, rivolgersi al Segretariato ai numeri sopra scritti
Comunicato a cura della Fondazione P. Alessi Fratelli Dimenticati sede di Binasco
| |  |  | | | |  | | Antenne pericolose a Binasco? Commenta Vedi solo questo argomento
Antenne pericolose a Binasco?
“probabilmente” le stangate sul firone sono meno pericolose
In un attrezzatissimo laboratorio, un ricercatore faceva esperimenti sulla mobilità delle pulci servendosi di soggetti ammaestrati. A fronte di un preciso comando la pulce presa in esame faceva un salto, il ricercatore rilevava la distanza percorsa e annotava. Dopo ogni salto toglieva una zampa alla pulce, dava di nuovo il comando e la pulce faceva un salto di misura inferiore, il ricercatore accuratamente annotava. Tolta al soggetto anche l’ultima zampa, nonostante i comandi, la pulce rimaneva assolutamente immobile. Ripetuto successivamente con altre pulci ammaestrate l’esperimento il ricercatore ottenne sempre lo stesso risultato e quindi accuratamente annotò “l’esperimento ha chiaramente dimostrato che una pulce senza zampe diventa totalmente sorda”
La barzelletta, sicuramente conosciuta da molti, mette in berlina la sicurezza e la faciloneria che contraddistingue a volte certo mondo scientifico, nel trarre conclusioni basate sulle prime evidenze. Un amico biologo mi diceva che uno degli enormi problemi riscontrati nello stabilire la nocività o meno sulla salute umana di determinate sostanze, o agenti inquinanti come i campi elettromagnetici, consiste nel fatto che la vita media delle cavie usate per gli esperimenti è di gran lunga inferiore alla vita media degli esseri umani, ed è quindi molto difficile valutarne gli effetti a lunga scadenza, se non dopo aver constatato nel tempo la percentuale di esseri umani morti o colpiti dalle patologie correlate. Le ricerche sono spesso mirate a stabilire i limiti di tossicità sopportabili di un agente inquinate, ovvero, a quanta “merda” è possibile sottoporre mediamente un individuo prima che possano svilupparsi patologie, inoltre, ancora poco si sa sugli effetti combinati di tutte le “merde” (addittivi, pesticidi, coloranti, idrocarburi, mangimi per mucche sceme, scarichi industriali, microonde, raggi UV ecc.ecc.) che (principalmente per interesse economico) ci vengono propinate ogni giorno ormai da anni a dosi ritenute innocue se prese singolarmente.
Anni fa, a Binasco, si tennero in collaborazione con le Amministrazioni Comunali alcuni interessantissimi corsi di Ecologia, un professore dell’Università di Pavia, ci spiegò che per stabilire il buono stato di salute di un corso d’acqua la legge prevedeva che dovesse sopravvivervi il Carassio (o Carasso o Caracio non ricordo bene), e diceva che avevano provato sperimentalmente ad immergere questo “pesce?” in una vasca d’acqua con una dose di cianuro atta a stecchire un elefante, lo avevano effettivamente visto barcollare un po’ “mbriago”, ma rimesso in una vasca di acqua pulita si è subito ripreso bello pimpante. È evidente che una legge a cui stanno più a cuore gli interessi dei potentati economici che la pulizia dell’ambiente e la salute dell'uomo, prende a misura il carassio che potrebbe sopravvive benissimo nelle fogne non depurate di Milano e non la trota Fario che esige le acque cristalline dei laghi alpini.
Con la stessa logica si va avanti anche nelle valutazioni degli effetti sulla salute provocati dall’esposizione ai campi magnetici. Dichiarazioni di assoluta innocuità da parte degli interessi miliardari, preoccupata reazione a fronte dei risultati di molte ricerche che ne indicano la pericolosità, il livello della quale non è dimostrabile a lunga scadenza per le logiche di indagine spradescritte, data la novità del fenomeno.
Un dato però è certo e scientificamente inoppugnabile, gli effetti negativi dell’esposizione ai campi elettromagnetici, decadono fino a zero proporzionalmente alla distanza dalla fonte di emissione, in genere, per gli impianti di telefonia cellulare, dai centocinquanta ai trecento metri. Quindi, a prescindere dalle quantità di onde (peraltro ancora non chiara e oggetto di diatribe) alle quali si può effettivamente restare esposti, è indispensabile che chi è chiamato a rilasciare licenze, eticamente senta il “dovere” di prevedere sempre e comunque la collocazione degli impianti al di fuori dai centri abitati, con distanze di assoluta sicurezza dalle abitazioni.
L’antenna della cascina Bosa o Bozza, a prima vista sembrerebbe rispondere a queste cautele poiché, le abitazioni immediatamente sottostanti, non dovrebbero essere interessate dai campi magnetici per il cosiddetto effetto campana che le mette al sicuro.
Resta a Binasco il grosso problema delle antenne sull’acquedotto che mi coinvolge “molto da vicino” e per il quale, sembrano esserci finalmente buone possibilità di spostamento a distanza di sicurezza. È un problema che riguarda una delle zone più densamente popolate del paese, speriamo che si faccia il più presto possibile. Personalmente, quando trovo l’amico Migliavacca o il Villa non perdo occasione per stressarli sull’argomento, ma i Binaschini più direttamente interessati, dopo un’iniziale “agitazione”, sembrano (come in molte altre occasioni) scesi in un tranquillo letargo (chissà, potrebbe essere un effetto collaterale dei campi magnetici) e non preoccuparsi più di tanto.
Cari concittadini, se veramente vi sta a cuore la vostra sicurezza, rompete anche voi le balle al Migliavacca, al Villa e al Sindaco, è vostro diritto, altrimenti, non solo la soluzione del problema potrebbe rivelarsi più difficoltosa del previsto e spostarsi nel tempo, ma darete l’impressione di comportarvi come il Ferrante nei “Promessi Sposi” di Manzoniana memoria, per il quale la peste non era un problema, bastava comportarsi come se fosse inesistente, salvo poi, morire anch’esso di peste.
Meditate Binaschini.......meditate.
Cordialità
Gianfranco Salvemini | |  |  | | | |  | | Asilo Nido Commenta Vedi solo questo argomento
Carissimi, vorrei aggiungere un dettaglio all'informazione riguardante la costruzione del nuovo asilo nido.
Forse chiamarlo "asilo nido" è un po' esagerato visto che i posti
disponibili saranno ben 16 ! Non è per essere sempre critici e mai contenti
ma forse il Comune di Binasco poteva fare qualche sforzo in più, senza
sacrificare quel poco di verde a disposizione della scuola materna per un
progetto così limitato. Quale sarà il criterio adottato per le iscrizioni
(immagino che in un paese di 7.000 abitanti le richieste saranno forse un
po' più di 16) ? Il reddito ? La necessità ? Il merito ?
Vorrei anche lanciare un sasso nello stagno: visti i lavori per la costruzione del
nuovo asilo nido, noi mamme dei bambini frequentanti la scuola materna e la
1° elementare ci chiediamo: ci sarà quest'anno il centro estivo, e
soprattutto, dove sarà ?
Se qualcuno ha notizie "fresche" mi piacerebbe sapere come si suol dire "di
che male dobbiamo morire".
Saluti a tutti
Ambra Bordin
P.S. nel frattempo tifiamo tutti per la costruzione della nuova scuola
elementare: i lavori procedono. Speriamo che rispettino i tempi.
| |  |  | | | |  | | Viabilità a Binasco Commenta Vedi solo questo argomento
Cari amici,
voglio riprendere l’argomento trattato da altri sulla viabilità a Binasco. I lavori per la sistemazione della rampa del Castello, che a parer mio si sono protratti più del previsto (una vera fabbrica del Duomo) sono stati ultimati.
La viabilità automobilistica sospesa per tali lavori è rimasta però tale con notevoli disagi di chi da via Marconi 29 deve recarsi in via Cavour (senso unico di quest’ultima) dovendo accompagnare all’ufficio postale (per ragioni di firma) una persona con difficoltà di deambulazione si ritrova a: dover passare il ponte sul Ticinello, proseguire per via Albertario, via Turati, via Martiri d’Ungheria , via Don Minzioni, via Matteotti indi via Cavour (ufficio postale): quanto tempo! Quanta benzina! E lo smog? Qui l’ecologia va a farsi benedire! Vorrei dire a chi di competenza di provare con una vettura privata a fare questo giro.
Colgo l’occasione per dare un suggerimento, condiviso da molte persone: non sarebbe più pratico riaprire a senso unico dal ponte sul Ticinello alla piazza il tratto di strada di fronte al Castello (via Matteotti) riducendone, con transenne mobili, la carreggiata al passaggio di un solo automezzo, evitandone così in modo assoluto la sosta e la fermata che non sarebbe più possibile su ambo i lati (le transenne si potrebbero rimuovere solo per consentire il servizio ecologico).
La circolazione diventerebbe più scorrevole e verso il lato del Castello si avrebbe un ulteriore passaggio pedonale.
Mi auguro che queste mie righe vengano lette anche da chi di competenza.
Saluti a tutti.
Stefano Ordanini
| |  |  | | | |  | | FUMO, ARROSTO E .... PRIORITA' Commenta Vedi solo questo argomento
Ho seguito, intervento dopo intervento, il susseguirsi dei pareri e sfoghi delle persone coinvolte nella "fumosità" e di quelle, come me, che sono venute a conoscenza della situazione "FUMO AL CENTRO CIVICO" attraverso i "nostri" portici.
La mia opinione è stata espressa nella precedente E mail successiva a quella di Giacomo, al quale rinnovo il sostegno e l'incoraggiamento nella difficile "impresa" di aggregazione e socializzazione intrapresa, rivolta ai giovani in generale, insomma a chi desidera partecipare alle serate.
A proposito di fumo e arrosto, metodi educativi e formativi, mi è venuta tra le mani una lettera che ho ricevuto da una Suora Missionaria impegnata nella formazione dei giovani.
Così mi scrive proponendomi una meditazione;
... "Un esperto di "time management" tenendo un seminario ad un gruppo di studenti, usò "un'illustrazione" che rimase per sempre impressa nelle menti dei ragazzi ...
Prese un grosso barattolo di vetro, lo posò sulla cattedra e poi, da una scatola, tolse dei sassi abbastanza grossi, li mise, uno ad uno nel barattolo, quando fu riempito completamente e nessun'altra pietra poteva essere aggiunta, chiese alla classe: "il barattolo è pieno?" Tutti risposero di si'.
Davvero? Replicò l'esperto .
Da sotto la cattedra tirò fuori un secchiello di ghiaia, versò la ghiaia agitando leggermente il barattolo affinchè i sassolini scivolassero negli spazi tra i sassi più grossi e chiese di nuovo "adesso il barattolo è pieno?"
Probabilmente no, rispose qualcuno, "bene" replicò l'insegnante ... si chinò nuovamente e prese un secchiello di sabbia, la versò nel secchiello riempiendo tutto lo spazio rimasto libero ...
"il barattolo è pieno?" No, rispose in coro la classe, "bene" rispose l'insegnante e, tirata fuori una brocca d'acqua, la versò nel barattolo, riempiendolo fino all'orlo !
Qual'è la morale di questa storia?
Se non metterai dentro prima i sassi grossi, dopo, non ci riuscirai più.
In realtà la storia si riferisce al far posto nelle nostre coscienze a quei "valori" cardine, poi piano piano tutto il resto e ... per adattarla alle fumosità del CENTRO CIVICO mi permetto di dire che: "ben venga l'iniziativa, grazie per l'impegno profuso a favore dei giovani e ... per la sabbia, l'acqua o ...il fumo da combattere, aiutiamoci tutti perché anche questo deve essere debellato ma senza compromettere iniziative che, altrimenti, potrebebro davvero andare in fumo.
Mario Manzolini | |  |  | | | |  | | Venerdì d'effetto Commenta Vedi solo questo argomento
Nonostante sia una delle 14 persone, i cosiddetti promotori, che si
impegnano attivamente per "mandare avanti" la 285 e il Venerdì d'effetto,
non ho scritto subito una risposta alla provocazione di Andrea sia perché
Valentina e Giacomo hanno già espresso il mio pensiero nei loro interventi,
sia perché non ho voluto scrivere qualcosa dettato dalla rabbia del
momento, commettendo a mia volta l'errore di giudicare con troppa fretta.
Vorrei però approfittare del dibattito che si è aperto (unico esito positivo
dell'intervento di Andrea) per sottolineare una cosa che considero
straordinaria: 14 persone, giovani e molte delle quali minorenni
appartenenti a quella generazione che viene tacciata come senza obbiettivi
né ideali) sia riuscita non solo a creare ma a sviluppare uno spazio
completamente autogestito proponendo, realizzando e pubblicizzando attività
culturali nuove.
Inoltre le email inviate in questo spazio da persone estranee alla 285 , e
quindi disinteressate, hanno mostrato che il lavoro svolto fino ad ora è
strato molto apprezzato. Tutto questo non vuol dire chiaramente che
possiamo considerarci "arrivati"; tutti noi siamo consci del fatto che
dobbiamo migliorare in molti aspetti e sicuramente il fumo, anche se non il
più importane, è uno di questi (azione peraltro, che come è stato fatto
notare deve essere intrapresa da tutta la società), ma per farlo abbiamo
bisogno di un confronto e di un dibattito consapevole e maturo che riesca a
ignorare questioni futili e fuorvianti
Saluti.
Alessandra Boati | |  |  | | | |  | | Ancora sui Venerdì d'Effetto Commenta Vedi solo questo argomento
Innanzi tutto chiedi scusa per il tono, ma quando ci vuole ci vuole.
Premetto che non ho niente di personale contro Andrea.
Carissimo Andrea non mi sembra di averti mai visto i nostri incontri
al centro civico (una "seria" discussione si può fare quando si conosce ciò
di cui si parla, se la disussione deve essere obiettiva la tua opinione non
lo è).
Il problema del fumo è un problema molto importante, anche se tu (forse per
invidia?)lo riduci al gruppo della 285!
Credi che in oratorio o a scuola non sia mai stata accesa nessuna "prima"
sigaretta?
(nelle scuole fumano oltre che agli studenti, professori e maestri non lo
sapevi?)
(non sei mai stato alla scuola media Enrico Fermi di Binasco, perchè poni
problemi a noi e non alla scuola media... mah?... (sei stato ultimamente nei bagni dell'oratorio?)
Quanto al pub mi sembra di essere in un paese libero (almeno per ora), le
persone minorenni dovrebbero avere un certa autocoscienza (nel rispetto
delle regole imposte dai genitori come mi sembra sia sempre stato fatto),le
persone adulte possono andare dove gli pare! Non mi sembra che i pub siano
dei luoghi malsani(forse dovresti frequentarli di più, così socializzi un
po' anche tu), anzi trovo molto positivo
che ci siano dei "Pub" (diversi di soliti luoghi comuni), a Binasco, dove
incontrarsi e poter bere qualcosa con gli amici.
Non trovo nulla di costruttivo a denigrare il nostro gruppo,
Se sei così "esperto", perchè invece di criticare chi lavora per costruire
qualcosa, non ti unisci a lui per migliorarla?
Riflettici...
Gambaele staff
Marco Rossetti
Ps. Non credi di dover parlare con le persone che puzzano di fumo per capire
perche puzzano?
(sarà per il fumo attivo o passivo... mah?)
| |  |  | | | |  | | Ancora sui Venerdì d'Effetto Commenta Vedi solo questo argomento
ANCORA SUI VENERDI’ D’EFFETTO
Dovendo scrivere un articolo sui “Venerdì d’effetto” per “La Provincia Pavese”, giornale a cui collaboro, mi sono recata venerdì sera al Centro Civico per assistere di persona a una di queste serate e parlare con i suoi organizzatori. Mi inserisco quindi anch’io nel dibattito/polemica che è nato in seguito alla lettera di Andrea Zurla. Capisco perfettamente il risentimento di coloro che hanno risposto (Giacomo, Valentina, Francesca) poiché il loro operato di tre anni, che mi sembra abbia dato ottimi e concreti risultati, viene giudicato in maniera riduttiva e liquidato occupandosi solo della questione “fumo”. Ho constatato di persona – e chiunque potrebbe farlo – le “opportunità concrete” che vengono offerte in queste serate, e che Andrea dice di non vedere, o per lo meno lui vede solo la possibilità di fumare e recarsi al pub a fine serata. Queste opportunità sono state puntualmente elencate da Giacomo Gatti e Valentina Maggio nelle loro risposte, non mi sembra neanche il caso di ripeterle; direi comunque che l’obiettivo che si erano dati, di SOCIALIZZAZIONE E AGGREGAZIONE GIOVANILE, sia stato invece pienamente raggiunto, e lo sforzo di tutti coloro che vi hanno lavorato – soprattutto dei 14 ragazzi del gruppo promotore – sia meritevole di considerazione e vada riconosciuto con giudizi positivi. Per quanto riguarda il problema del fumo, come ha fatto notare Gianfranco Salvemini (… e io faccio parte di quelli che lo affumicano il martedì sera) è un problema di tutta la nostra società, non solo dei ragazzi e potrebbe essere lo spunto per un interessante dibattito: non mi sembra infatti che il “proibizionismo” e la pubblicità terroristica contro le sigarette abbiano dato molti frutti. Ai tempi in cui io ero adolescente si fumava in qualunque locale pubblico e sui pacchetti di sigarette non c’era scritto “nuoce gravemente alla salute, ecc.ecc.”, eppure i giovani – e i meno giovani – fumano oggi come si fumava allora… Si potrebbe quindi discutere su quali siano le tattiche migliori da usare per dissuadere la gente da questo “orribile vizio”, sul perché nonostante tutti sappiano che il fumo fa male si continui a fumare, su come sia giusto comportarsi per non ledere i diritti altrui e nel contempo non ghettizzare… argomenti estremamente interessanti ma che nulla hanno a che vedere con i “Venerdì d’effetto” e le opportunità che questa iniziativa offre ai giovani.
Maria Pia Derseta
| |  |  | | | |  | | Strade a Luci Rosse Commenta Vedi solo questo argomento
Gentilissimi concittadini,
Mi riferisco ai molteplici messaggi inerenti strade a "luci rosse" (nel senso di colore dell'illuminazione) e strade senza luce, una volta magari ci si poteva anche sentire sicuri in tali strade ma oggi non è più così. Le cronache sono zeppe di notizie riguardanti episodi di criminalità dove sono sempre i soggetti più deboli ed esposti della società a subirne le conseguenze tanto è vero le ultime notizie parlano di finti "assistenti sociali" che pedinano i pensionati che hanno appena riscosso la pensione raggirandoli ed estorcendoli, spesso con la violenza oltre che con l'inganno, i pochi risparmi.
Purtroppo le strade a luci rosse vere e proprie a Binasco ci sono e come, il rifermento è al noto "mercato della prostituzione" che si trova lungo la statale dei Giovi proprio nei pressi del Cimitero cittadino, una cosa oscena non solo per il discorso prostituzione tanto per la locazione di tale attività.
Non voglio aprire una polemica sulla prostituzione, su chi offre "merce, chi la gestisce o chi l'acquista" se mi concedete di semplificare in puri termini commerciali la questione, ma sul luogo in cui si svolgono i fatti.
Fermo restando l'indignazione per la profanazione di un luogo di riposo per i nostri cari mi domando e dico: come fa uno a caricare una prostituta (potrei capirlo) ed appartarsi nei pressi del cimitero per fare quello per cui paga? Questo sinceramente non lo capisco!!!! Non gli scappa la voglia di fare certe cose in quel posto sia per rispetto di chi lì riposa sia per una questione puramente di ambiente, evito di aggiungere battute a tema.
Già il fatto che presso la stazione di servizio Agip agiscano altre professioniste non è bello, ma qualcuno mi ricordava che una volta c'erano le stazioni di ristoro lungo certi tragitti dove oltre a mangiare e dormire trovavi pure la compagnia....ora non so se l'Agip ha lanciato un nuovo tipo di servizio mi chiedo come sarà l'eventuale campagna pubblicitaria.....
Saluti a tutti
Giovanni Ordanini
| |  |  | | | |  | | In risposta ad una provocazione! Commenta Vedi solo questo argomento
Caro Andrea,
citando le tue stesse parole:
"Inizio questa lettera chiedendo scusa", non so ancora bene di cosa io debba chiedere scusa!?
Forse del fatto che fumo da 11 anni?
O forse del fatto che molti ragazzi di 13 anni fumano?
Beh non mi sembra che ci sia molto da scandalizzarsi!
Soprattutto se si pensa che il fumo, ormai, lo si trova anche nelle nostre care e molto istruttive scuole!
E su quanto siano istruttive le scuole italiane, stendiamo un velo pietoso!
Pensiamo piuttosto a come è possibile che un genitore non si accorga che suo figlio fuma!?
Sul discorso del fumo si è sempre fatta molta retorica ma non si è mai cercato di fare veramente qualcosa!
Chi si trova a dover affrontare il problema che un figlio od un fratello abbia cominciato a fumare, solitamente colpevolizza la compagnia o gli ambienti che quest'ultimo frequenta!
Ed ancora una volta, scarichiamo il fardello che pesa sulla nostra coscienza, sulle spalle degli altri!!!
La colpa, se colpa la si vuol chiamare, è sempre degli altri, i nostri sono solo meriti!? VERO?
Ma ora passiamo oltre!
Ho letto e riletto la tua lettera caro Andrea; e sinceramente penso che tu non sia stato in grado di vedere oltre l'apparenza! Dimmi! Non riesci a notare che metti sullo stesso piano le discoteche ed i pub, luoghi che per eccellenza non sono adatti alla socializzazione dei giovani, in quanto luoghi ove i ragazzi si recano in piccole compagnie e vi restano isolati pur essendo in compagnia. Paragoni questo genere di luoghi con un ambiente, si fumoso, ma ben lungi dal non essere luogo di aggregazione, confronto, crescita e socializzazione!
Sul fatto che alcuni ragazzi, abbiano forse fumato la loro prima sigaretta al centro civico, è molto improbabile! Ma anche se fosse capitato, e ribadisco che è molto improbabile, di sicuro questi ragazzi, ne sono stati costretti, ne incoraggiati e nemmeno condizionati al farlo! Posso affermarlo con certezza, visto che io stesso sono stato attivo promotore dell'iniziativa alle sue origini, vi ho collaborato anche in prima persona come obiettore, fino a che sono restato in servizio presso il vostro Comune.
Per ciò che concerne il fatto che all'interno dell'oratorio non si possa più fumare, ne sono molto felice! anche se dal canto mio sono convinto che l'impedirlo con divieti e imposizioni , sia poco istruttivo e per giunta poco efficace!
Per quanto riguarda il fatto che gli educatori, si intrattengano oltre l'orario di chiusura del centro civico per andare a bere o mangiare qualcosa, SONO SOLO AFFARI LORO!!!! e non debbono subire critiche su comportamenti e/o azioni che sono solo di carattere strettamente personale e non confacenti a critiche o discussioni pubbliche; in quanto questi ragazzi debbono rispondere delle loro azioni solo a se stessi ed al massimo ai loro genitori, se minorenni! Di certo non debbono rispondere alla comunità su ciò che fanno al di fuori del centro civico e nel loro tempo libero! Oltretutto, visto che i loro genitori non mi pare abbiano mai sollevato obiezioni sul fatto facciano tardi, non vedo perché lo debba fare tu!!!
FORSE UNO DI QUEI RAGAZZI CHE SI FERMANO OLTRE L'ORARIO E' TUO FIGLIO?!
CHE IO SAPPIA NO!!!!
Ora ti saluto mentre mi fumo una buonissima Marlboro Light!
Scusa per la battuta finale!
Besana Norberto
| |  |  | | | |  | | Tanto per chiarire Commenta Vedi solo questo argomento
Nella risposta a Giacomo (se sono stato offensivo nella prima lettera gli chiedo scusa. Era dettata solamente da un momento, da una situazione che mi ha coinvolto senza che lo volessi)avevo sottolineato che ritengo molto importante quello che viene fatto in centro civico!
Cito parola per parola:
"Comunque auguro a Giacomo, e a tutte le persone che si occupano di educazione, di trovare vie sane e positive che aiutino gli adolescenti a diventare giovani-adulti...
sono pienamente a favore del gruppo dei venerdì in centro civico e, proprio per questo, mi agito un po' perchè ci tengo molto!"
Non ho manifestato disgusto o altro. Ho soltanto espresso un parere di esperto senza voler assolutamente tirare in ballo chissa che cosa.
Il problema del fumo resta nonostante le parole.
A Valentina dico che è bellissimo che abbia imparato a credere in un ideale e a lottare per questo.
Ma il problema del fumo resta e, forse, è più importante di qualsiasi ideale, perchè è terribilmente concreto.
A Francesca dico che non ho mai parlato di obbligo, ci mancherebbe. E il lavoro del gruppo non viene sminuito da un pensiero, da un giudizio esterno, anzi credo che possa uscirne rafforzato se è valido e positivo e quindi non hai niente da temere.
Ma il problema del fumo resta!
Sono giustissime anche le parole del Sig. Vella (anche se io non ho mai detto che il progetto dipende totalmente dal problema fumo) ed è vero: non esistono i giovani dell'Oratorio e quelli del Centro Civico.
Esistono i giovani che fumano e quelli che non fumano.
Andrea Zurla
| |  |  | | | |  | | Fumo...Fumo...Fumo... c'è anche l'arrosto? Commenta Vedi solo questo argomento
L¹interessante polemica relativa ai 'fumosi' Venerdì della 285 al Centro civico mi stimola alcune brevi riflessioni.
Come considerazione di carattere generale non si può che ritenere positivo che, in un periodo storico nel quale la capacità di socializzare delle persone (non solo dei giovani) sembra essere decisamente crollata, finalmente lo stato, attraverso una legge, abbia cercato di creare i presupposti per favorire l'aggregazione giovanile, attraverso attività di carattere pedagogico e creativo. Non avendo nessuna conoscenza diretta delle attività svolte, se non attraverso dépliant illustrativi, non sono in grado di esprimere pareri sulla qualità del lavoro svolto e sui risultati raggiunti. Trovo comunque più che legittima la preoccupazione relativa al modello pedagogico che viene proposto all'interno di questi laboratori, perché l'esempio del fumo, anche se può sembrare banale, è abbastanza significativo e vi dico perché.
Ogni martedì sera, dal 1989 mi trovo al centro civico con gli amici del "Comitato per il recupero archeologico di S.Maria in Campo" a coltivare un sogno (forse un'illusione), dotare Binasco di un museo archeologico e di un parco. Gli amici, Alberto Cuomo e consorte in prima fila, fumano come un'orda di turchi quasi assatanati e io, che nonostante reiterati tentativi adolescenziali di darmi al fumo (ho persino provato con una pipa), non sono riuscito a prenderci gusto e sono diventato un 'militante' antifumo, non potendo dare cattivo esempio sono prodigo di buoni consigli, attraverso vani tentativi di persuasione a smettere, mediante occultamento dei pacchetti di sigarette o l'apertura di finestre a Gennaio. Risultato? ogni Martedì rientro a casa bello pronto per essere affettato come uno Speck tirolese della migliore qualità.
L¹esempio mostra chiaramente che modelli comportamentali negativi si verificano anche in momenti di aggregazione adulta, ed è perciò illusorio pretendere comportamenti irreprensibili dai giovani. Nonostante ciò, ritengo fondamentale che un modello pedagogico, (comunque fornito da adulti in base ad una legge fatta da adulti) finalizzato all'aggregazione giovanile, non possa prescindere dal trasmettere 'regole' e che ognuno abbia il sacrosanto diritto di mettere in discussione e trasgredire ogni tipo di regola salvo una che, anche se non sempre rispettata, ha premiato le democrazie di tutti i tempi ovvero:
"La mia libertà finisce dove iniziano i diritti degli altri"
Forse qualcuno potrà ritenere questa regola frutto di una banale cultura perbenista, ma una riflessione più attenta potrà far capire che è l'esatto contrario del "me ne frego" e forse, in questo momento storico, la sua stretta osservanza può corrispondere all'atteggiamento più rivoluzionario possibile.
Concludo con un rammarico e un augurio.
Il rammarico:
I giovani della mia generazione, che non erano ne migliori ne peggiori di quelli di oggi, senza "leggi ad hoc", hanno vissuto una stagione di ideali, di speranze, di aggregazioni e creatività "spontanee" autofinanziandosi anche per l¹affitto di cantine o teatrini dismessi per potersi esprimere, dando in molti casi un notevole contributo allo sviluppo culturale e sociale del territorio in cui operavano. Oggi, purtroppo i giovani per "fare" sembrano necessitare di essere spinti da qualcuno o qualcosa di preconfezionato, tanto che, pur di farli aggregare, si tenta di istituzionalizzare attraverso laboratori forme espressive come la musica rap o la pittura murales che hanno la loro ragione d'essere solo nella misura in cui restano manifestazioni spontanee scevre da ogni tipo di insegnamento. (potrebbe essere l'oggetto di un interessante scambio di vedute).
L¹augurio:
La 285 è una legge dello stato che ha stabilito dei fondi di "spesa", ovvio quindi che non è scevra dai rischi di diventare oggetto di spartizione, lottizzazione, assalto alla greppia da parte dei personaggi che gravitano intorno al teatrino della politica nazionale, attraverso incarichi ad amici degli amici, fratelli, cugini, cognati, lontani parenti del potentato politico del territorio nel quale operano, al fine di assicurarsi in qualche modo futuri e il più possibile cospicui bacini elettorali. Mi auguro che, almeno a Binasco, tutto ciò non accada e che coloro ai quali è stato affidato questo incarico di grande responsabilità possano fare in assoluta autonomia il migliore dei lavori possibile per lo sviluppo della socializzazione e libertà di espressione giovanile, ma soprattutto, che sappiano far recuperare ai giovani la capacità di coltivare sogni e di essere creativi perché, la storia ce lo insegna, quando una società perde la capacità di sognare e di essere creativa è destinata ad un rapido ed inesorabile declino.
Se ciò si verificherà, sono sicuro che dai laboratori della 285 in mezzo a tanto "fumo" qualche pezzo di arrosto ben cucinato lo vedremo uscire sicuramente.
Cordialità
Gianfranco Salvemini | |  |  | | | |  | | Perchè non parliamo di "Sostanza" Commenta Vedi solo questo argomento
La sensazione è quella che si voglia ridurre l'alto contenuto del progetto e delle finalità fissate dalla Legge 285 a due aspetti, che Andrea mette in evidenza. Il primo è quello della lotta al fumo, il secondo quale è la struttura più idonea nella quale trattare le tematiche giovanili (Oratorio o Centro Civico).
Premetto, ritengo importante comunque che si sia aperto un dibattito. Lo ritengo importante perchè è una opportunità in più data a chi più giovane non è, compreso il sottoscritto, per comunicare con il futuro del Paese.
Ma torniamo alle questioni sollevate da Andrea! Sono aspetti importanti perchè si inseriscono a pieno titolo nell'argomento della corretta e sana crescita psico - fisica ed educativa della persona. Sono temi che comunque i "ragazzi della 285" si sono posti e cercano, mi sembra di capire, di affrontare.
Quello che è fuorviante è la pretesa che si discuta solo di questo, facendone discendere un giudizio di incapacità e di fallimento del progetto, non cogliendo e sminuendo (Andrea dice: non ci sono soluzioni) il significato e la portata del valore che ha assunto il fatto che ragazzi e ragazze si siano fatti interpreti operativi di una Legge i cui contenuti e finalità
sociali ed educativi sono molto più avanzate e complesse di quelle messe in rilievo da Andrea.
Il fumo nuoce alla salute propria e a quella degli altri? E' un argomento sanitario ed educativo, trattiamolo come tale. Pretendiamo che se ne discuta, ma per carità non facciamolo diventare un alibi per promuovere un "referendum" pro o contro l'impegno, l'entusiasmo, la fantasia e il sogno delle nuove generazioni, e soprattutto restiamo in tema: La Legge 285.
Per quanto riguarda poi il secondo degli aspetti sollevati da Andrea è necessario dire che gli spazi, le strutture organizzate, di ogni fede e religione sono tutte abilitate, doverosamente, a prendere in considerazione una Legge dello Stato.Il fatto che il progetto trovi il suo spazio operativo nel Centro Civico, non annulla e non si pone in alternativa a quello che in termini di contributo può arrivare dall'Oratorio. I ragazzi e le ragazze di questo Paese costituiscono un'unica realtà, un'unica risorsa con pregi e limiti. Non esistono i giovani dell'Oratorio e quelli del Centro Civico. Quelli che sono legittimati perchè non fumano e frequentano l'Oratorio e invece quelli che non lo sono perchè trasgrediscono e frequentano il Centrto Civico. Per favore non si continui a dividerli. Aiutiamoli ad affrontare il loro avvenire e quello del Paese dandogli degli strumenti, dei valori, facendogli maturare la speranza che si può credere nel proprio futuro, essere felici e sereni con quel poco che si ha anche nella vita terrena.
A voi ragazze e ragazzi della 285, a Giacomo: Forza, Credeteci!!!
Pino Vella
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Sono rammarricata per il fatto che Andrea, che ha vissuto come tutti noi
l'adolescenza, e che mai
-come già è stato detto-ha verificato quanto il nostro gruppo si stia
impegnando per offrire uno spazio e un ambiente che soddisfi i giovani,
possa additarci per una banale scia di fumo.
Sinceramente non mi ha infastidito l'appunto sul fumo, quanto invece i
giudizi espressi da Andrea sul lavoro del nostro gruppo e sull'operato
del nostro coordinatore, che sembra obbligare i ragazzi a proseguire la
serata dopo la mezza notte in un Pub, a tornare a casa all'una e mezza
di notte," quando il giorno dopo c'è scuola" e a "trasgredire" le regole
di famiglia.
Qui allora mi chiedo se è vero che ognuno di noi ragazzi, soprattutto
se minorenne, sa quello che può e quello che non può fare, o meglio se
sa quello che gli è permesso e quello che non gli è permesso fare: se
non posso tornare a casa tardi, non aspetto l'una e mezza,quando se ne
vadano tutti, per capire che è ora di andarmene.
Poi Andrea ha scritto che "si cresce quando si smette di fare
esperienze": sono giovane ma ho comunque realizzato che la vita è una
continua esperienza: chi smette di fare esperienze si annulla, "smette
"di vivere.
Francesca Misiano
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Mi rivolgo a te Andrea, alla comunità binaschina, a tutti quelli che come me credono in questo progetto e "si sbattono" fisicamente e intellettualmente per essere, per non farsi passare la vita addosso, ma per vivere con forza, coraggio e onestà il nostro piccolo mondo. Da tre anni seguo attivamente insieme a pochi altri questo progetto, dopo un passato, che non rinnego, nell'aria sana dell'oratorio. Oltre a far tardi la sera, credo di essere cresciuta, credo di aver imparato a relazionarmi e ad aprire la mia mente agli altri, a guardare con maggior sensibilità la realtà dei miei coetanei. Ho imparato a credere in un ideale, ho imparato a sentirlo mio, ho imparato a lottare per questo. Ho imparato cosa significa sentirsi parte di un gruppo e con questo realizzare un sogno. Ho imparato quanto è difficile sapersi organizzare. Ho imparato ad avere amici con cui condividere non solo chiacchiere, ma sentimenti e obiettivi più sinceri. Ho imparato a meritarmi uno spazio, seppur minimo. E ho dato, ho dato il meglio di me. Ho superato tanti miei limiti, come quello di stare in mezzo a tanta gente, quello di non sapermi rapportare ad estranei, quello di confrontarmi con persone di cui non condividevo gusti, aspirazioni, ambienti, ma alle quali mi sono avvicinata in quanto "promotrice", in quanto anello di congiungimento tra realtà spesso distanti nella vita di tutti i giorni anche solo per il diverso modo di vestire. Anche con i ragazzi del tanto osannato e sano oratorio. Argomento di tanti incontri tra noi promotori è infatti stata la questione
-oratorio-: come avvicinarci a questa realtà? Come trovare un punto di intesa? Come poter pensare ad una collaborazione? Ne abbiamo discusso molto perchè, diversamente da quanto sembra trasparire dalle parole di Andrea, noi vorremmo legarci e collaborare con questa -a noi estranea- realtà. Mi dispiace davvero veder andare in fumo, scusate il gioco di parole, 3 anni di impegno civile e morale, per basse chiacchiere finto perbeniste di chi ancora non riesce andare al di là delle apparenze, dei pregiudizi, di chi non vuole arrivare all'essenza del nostro progetto, di chi rimane arroccato su certe idee conservatrici sentendosi protetto dal nome dell'oratorio, additandoci come rivoluzionari senza morale. Sai, credo che ci voglia moralità, maturità, nobiltà d'animo per fare tutto quello che stiamo facendo e forse sarebbe il caso di parlarne: non credo rispettoso nei nostri confronti dare un giudizio su tre anni di lavoro in base ad una scia di fumo.
Ci tengo dunque a ripercorrere brevemente le tappe di questo lungo e intenso cammino. Abbiamo iniziato con il tener aperto tutti i Venerdì sera il Centro Civico: passo importante dato che, oltre all'oratorio, non c'erano spazi aperti per i giovani dove incontrarsi e confrontarsi. Dicendo "oltre all'oratorio" non voglio criticare nè sminuire la sua importante e onesta presenza sul territorio, ma solo evidenziare la funzione del Centro Civico di altro spazio, nè migliore, nè peggiore. Una volta presa coscienza di questo spazio e una volta formato un gruppo più o meno solido, abbiamo iniziato a proporre dei laboratori e a darci da fare perchè questi partissero e funzionassero, cercando di ascoltare e capire le esigenze della totalità dei nostri coetanei e studiando insieme delle linee orientitative per la loro impostazione. Poi abbiamo sentito necessario trasformare lo spazio 285, seppur una sola sera al mese, in uno spazio di scambio culturale e umano, dando via al "detto tra noi", serate dedicate alla discussione di un tema di interesse giovanile con il supporto di alcuni esperti. Successivamente, intorno a ottobre 2000, alla proposta di Giacomo di formare un gruppo promotori all'interno del gruppo 285 che si prendesse l'impegno di assumere un ruolo più attivo al fine di render più articolato e soddisfacente il progetto finora ad uno stato ancora primordiale, abbiamo risposto in 14. Da circa 5 mesi il gruppo promotore si occupa di organizzare i laboratori e il Venerdì d'effetto e di pubblicizzarli. Entrambe questi momenti mirano a soddisfare le esigenze di tutti. Oltre ad offrire, infatti, diversi tipi di laboratori, alterniamo, per il Venerdì d'effetto, una serata dedicata alla visione di un film a quella dedicata alla discussione di un tema, una serata mirata alla promozione di gruppi di giovani musicisti emergenti ad un'altra a scopo maggiormente aggregativo, dedicata a tornei. Inoltre, per garantire una maggiore qualità del "prodotto" che vogliamo offrire, stiamo lavorando su una carta di valori del promotore che ognuno di noi 14 si impegna a rispettare, una carta in cui si parla di valori e di atteggiamenti da tenere sia all'interno del gruppo promotori stesso, perchè tra di noi ci sia un miglior funzionamento e coordinamento, sia nei confronti degli altri ragzzzi che partecipano alle serate del Venerdì. Credo che questo sia già un ottimo effetto: un gruppo di ragazzi, che potrebbero starsene tranquillamente a casa o in giro con gli amici, si riunisce circa due volte a settimena "solo" per offrire un servizio ai propri coetanei che soddisfi le loro esigenze e le loro necessità. Un altro effetto, che non definirei proprio negativo, è il fatto che un gruppo di ragazzi, non solo si riunisce per fare qualcosa di concreto per sè e per gli altri, ma ci crede talmente tanto che lo vuol fare nel migliore dei modi e per questo si propone dei principi , dei valori.
Se questo è troppo poco per schiarire lo schermo del fumo, beh...mi chiedo a cosa sia servito tutto quello che ho cercato di fare con passione e grande forza di volontà. Mi chiedo se sia giusto e legittimo valutare tre anni di progettualità in base all'odore di fumo dei vestiti di tuo fratello. Mi chiedo se sia giusto mettere in dubbio, la preparazione e la capacità di Giacomo senza neanche essere venuto una sola volta a verificarne l'operato. Ti chiedo di pesare con maggior sensibilità e conoscenza le parole che ti senti in diritto di dire nei confronti di questo progetto che sta offrendo ai giovani la possibilità di mettersi alla prova,di confrontarsi e di dare il meglio di sè.
Mi sento profondamente offesa per le tue tanto superficiali accuse e ti chiedo, anzi ti consiglio, di verificare la fondatezza delle tue parole nel caso ti venisse in mente di dare altri opinioni a riguardo.
Con amarezza, Valentina Maggio ( a nome anche degli altri promotori). | |  |  | | 
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