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Legge 285 - Venerdì d'effetto

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Legge 285 - La parola alle istituzioni


Corre l'obbligo…………………

Iniziamo questo piccolo contributo istituzionale al ricco dibattito che nella scorsa settimana ha occupato "i Portici" del sito comunitario di Binasco, con una voluta e retriva frase burocratica, per segnalare la nostra differente appartenenza e il nostro "pubblico", "tecnico" e " amministrativo" punto di vista: con rammarico, perché in un fresco e spontaneo parlarsi sulle e con le ragazze/ragazzi dell'oggi delle nostre comunità, sui loro comportamenti, ma anche sulla loro vita, sui loro sogni, sul loro essere e non essere è sicuramente più piacevole, più gratificante, più ricco mettere anche quanto di personale, umano, emotivo sta in ognuno di noi.

Non è la prima volta che, dalle prime realizzazioni e interventi comuni in applicazione della L.285/'97 ( " diritti e opportunità per l'infanzia e l'adolescenza"), le singole Amministrazioni Comunali o il Laboratorio di coordinamento delle azioni, intervengono su interrogativi o rispondono a curiosità e dibattiti locali sugli interventi promossi e organizzati, spesso dettati da curiosità e responsabilità degli adulti, a volte - bisogna dire poche volte - anche su polemiche.

E' in assoluto un bene, un risultato: parlare di bambine/i, di ragazze/i e di quanto pensano e desiderano, o di quanto pensiamo vogliamo di/da loro è uno degli obiettivi importanti della Convenzione Internazionale dei Diritti ( ONU 1989 - L.176/'91), e della citata L. 285, che in Italia ne è la traduzione operativa.

In questa società spesso ai nostri bambine/i, ragazze/i, ai loro diritti, aspirazioni e bisogni, riserviamo scarsa attenzione, scarsa visibilità: non solo questi cittadini sono il nostro concreto e tangibile futuro, sono anche il presente, l'odierno di tutte le nostre collettività.

Quindi, ben venga per tutti noi parlare di e con loro: cittadini a tutti gli effetti, portatori - questo sì - di loro particolari diritti e necessità.

Se tutta una comunità esprime responsabilità attiva per la crescita nello "star bene" dei cittadini ragazzi, questo è prova di un complessivo benessere, di una comune volontà, di un senso forte di appartenenza.

Appartenenza e significato che proprio le giovani generazioni stanno perdendo nella organizzazione sociale odierna: non lo diciamo noi, ma montagne di ricerche internazionali e nazionali………ed è anche per questo - a risposta a un cittadino di Binasco - che occorre pensare e proporre azioni positive per contrastare la tendenza, per dimostrare un impegno concreto.

Questo è la L.285, ma anche alcune leggi analoghe del resto di Europa; e per organizzare e pensare servono - non solo, ma anche - disponibilità economiche, che questa piccola grande legge ha concretamente stanziato.

L'intervento organizzato a Binasco, nei confronti dei giovani dai 14 ai 20 anni, è solo uno fra molti: concentriamoci intanto su questo concreto "pezzetto", risultato di un molto più ampio Accordo di programma fra Istituzioni diverse del nostro ambito territoriale.

L'idea viene in realtà da un lavoro interessante e ben condotto promosso dal Comune di Binasco già dal 1996, che ha poi trovato "gambe" e connessioni/cooordinamento con l'accordo 285: con il centro di Analisi Transazionale di Milano , un gruppo di ragazze/i aveva promosso una ricerca intervento sui propri coetanei, che rivelava la ricerca di uno spazio civico dove trovarsi e "fare insieme delle cose".

Questo è l'iniziale desiderio e proposta a cui si è insieme risposto: procurando pochi ma utili strumenti - fra cui lo spazio, il computer, il tavolo da ping pong, i giochi…ma anche laboratori specializzati di teatro, di cinema…… -, selezionando, formando e offrendo supervisione specializzata ( le buone cose in questo campo non si improvvisano) a una figura educativa espressa dal territorio e conosciuta/riconosciuta dalle ragazze e dai ragazzi: non amicizia, non clientela, ma un progetto comunitario, nessun estraneo "esperto" calato dall'alto e da chissà dove…………..proprio in linea con ciò che la Legge suggerisce. Lavoro/scelta che ha funzionato: in termini di aggregazione, in termini di correttezza educativa e di progetto , che viene comunque costantemente "monitorato" ( che brutta parola: vuol dire che un gruppo di tecnici non interviene direttamente ma segue e si prende cura).

Non vogliamo qui ripetere quanto, con legittimo orgoglio umano e professionale, il nostro educatore G. Gatti - e le ragazze/i del gruppo - hanno espresso nei giorni scorsi - i contenuti ci sembrano esaustivi, reali, concreti: non li troviamo oltretutto distanti dalle altre posizioni: tutte esprimono partecipazione e responsabilità - cioè obiettivi specifici dell'intervento promosso -

Il fumo delle giovani generazioni ( di tutte le generazioni) è comportamento dannoso, così come ci sono altri comportamenti dannosi, anche ben più dannosi: non solo il reale, ma spesso esagerato, pericolo dell'uso e abuso di sostanze nocive, ma altri meno evidenti: individualismo, materialismo, indisponibilità alle esigenze collettive.

E, sappiamo, tanti altri "rischi": tristezze, incomprensioni, mancanza di autostima, conflitti dentro e fuori di sé………………………. L'età dell'adolescenza e della giovinezza è età complessa, fatta di transiti e trasformazioni, di metamorfosi e di punti interrogativi.

Per fare, per educare, a volte si scelgono compromessi: sia quelli già citati dai "grandi" intervenuti ( le finestre aperte anche le sere di gennaio), sia limitazioni, regole parziali ma osservate e fatte osservare dagli stessi ragazzi del gruppo promotore.

Di questo comunque si è parlato, discusso, e si parla e si discute, nei gruppi tecnici del progetto; con costanza, cercando il meglio.

Cogliamo l'occasione per informare che, negli ultimi tre mesi, si sono svolti gli incontri per la riprogettazione degli interventi relativi alla 285: abbiamo invitato tutti, adulti e ragazzi, a partecipare, a dire la propria. E' successo: fra tutti i gruppi di discussione abbiamo contato 78 persone che non partecipavano come tecnici di, amministratori/amministrativi di, insegnanti educatori di, ma solo come ragazzi, genitori, gente che voleva portare contributi; abbiamo ricevuto 50 e mail di genitori e ragazzi: il " tavolo" più frequentato è stato quello sull'adolescenza.

E' un vero peccato che quanti sono intevenuti sul sito non abbiano portato pensiero e proposte, specie se svolgono già una professione educante, ma possono ancora partecipare alla conduzione delle azioni e alla loro valutazione.

Infine, gli Oratori: in questi tre mesi abbiamo lavorato costantemente con 11 fra coadiutori e Parroci: abbiamo studiato una linea comune, proprio perché "non esistono ragazzi dell'oratorio o no", abbiamo chiesto finanziamenti in comune, lavoreremo insieme per tre anni. Questo anche grazie alla lettera Pastorale del Cardinale Martini e alla concreta disponibilità della Federazione Oratori Milanesi, che ha anche attivato uno "sportello" per informare e guidare all'utilizzo della legge.

In alcuni di questi oratori è possibile fumare, in altri non è consentito. In alcuni Centri Giovanili del territorio è possibile fumare, in altri non è consentito.

Da ora in poi continueremo a discuterne insieme.

Forse non siamo in grado - chi lo è veramente ?- di decidere ancora in assoluto quali sono "le buone possibilità" per i nostri ragazzi; stiamo lavorando per garantire loro opportunità concrete fra cui scegliere.

Il Sindaco di Rozzano
(ente capofila)
Maria Rosa Malinverno
Il Sindaco di Binasco

Lucio Rognoni


p. L'équipe del Laboratorio 285
la responsabile C. Gallione