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9 Novembre 2007
Enzo Biagi
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In questi giorni la discussione nazionale verte su vari temi, immigrazione e finanziaria, editti e buoni propositi. Io vorrei semplicemente ricordare un grande uomo che ci ha lasciato, Enzo Biagi, uomo della Resistenza ed uomo dalla schiena dritta nei confronti dei poteri forti e non. Credo sia stato un punto di riferimento fondamentale ed un esempio di valori per i giovani e per le generazioni future. Il ricordo di Biagi mi spinge anche a pensare al Partito Democratico che sta nascendo, al Partito Democratico che vorrei… almeno. Libertà, cultura, memoria storica, rispetto per le istituzioni, capacità di analisi e discussione e, perché no, la grandezza di mettere in discussione anche convincimenti sulla fede e sulla concezione laica dell’essere umano. La speranza di chi come me ha votato alle primarie del PD è quella di vedere un nuovo soggetto politico capace di non fare revisionismo storico di bassa portata ma che sappia mettere alla base delle sue proposte di indirizzo politico buona parte degli insegnamenti che Enzo Biagi ci ha lasciato
So che il forum ha carattere “locale” ma permettetemi di trarre spunto da quanto scrivo anche per iniziare a gettare le basi per una discussione su questi temi partendo proprio dall’insegnamento che ci lascia Biagi
A lui ed alla sua memoria dedico quanto segue:

Voi, che emergerete dalla marea
Nella quale noi siamo annegati
Ricordate
Quando parlate delle nostre debolezze
Anche i tempi bui
Ai quali voi siete scampati.

Abbiamo camminato, cambiando più spesso i paesi delle scarpe,
Attraverso le guerre di classe, disperati
Quando c'era solo ingiustizia e nessuna rivolta.

Eppure sappiamo:
Anche l'odio verso la bassezza
Distorce i tratti del viso.
Anche l'ira per le ingiustizie
Rende la voce rauca. Ah, noi
Che volevamo preparare il terreno per la gentilezza
Noi non potevamo essere gentili.

Ma voi, quando sarà venuto il momento
In cui l'uomo sarà amico dell'uomo
Ricordate noi
Con indulgenza.

Da “Un discorso sugli Alberi” di Bertolt Brecht

Grazie Enzo

Vincenzo Pignataro









7 Novembre 2007
Società Cooperativa Sociale Sette
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Il Consiglio di Amministrazione della Società Cooperativa Sociale Sette Onlus ringrazia tutti i contribuenti che hanno destinato il 5 per mille a suo favore.

In particolare i contribuenti che hanno destinato il 5 per mille sono stati 226 per un importo totale di Euro 6.978,26, come risulta dal tabulato dell’Agenzia delle Entrate consultabile via internet.

Questo riconoscimento da parte dei contribuenti non può che essere uno stimolo al lavoro che questo Consiglio di Amministrazione, tutti i soci, i volontari e i dipendenti svolgono a favore dei più deboli e bisognosi di cure ed assistenza.

Ci adopreremo per dare, tramite questa rubrica e tramite Radio Hinterland Binasco, quelle informazioni che possono dare l’entità del lavoro che viene svolto.

A tutti un particolare e sentito grazie

Il Consiglio di Amministrazione

Aldo Oliveri


6 Novembre 2007
4 novembre
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testimonianza, impegno sociale e saggezza ...
leggo con piacere quanto Daniela e Franco hanno scritto, l'intervento di un "vecchio Sindaco di Binasco" nella giornata dedicata a chi davvero ha dato la vita per la libertà, è stata una "lezione di vita" o meglio, una proposta di analisi della nostra quotidianità ... purtroppo io non c'ero ma Daniela e Franco mi hanno dato la possibilità di aver partecipato almeno virtualmente ... grazie a voi e grazie soprattutto all'Ingegner Erminio al quale chiedo di essere sempre più presente ed attivo tra noi ... la saggezza e il senso di giustizia non si comprano al mercato ... sono valori conquistati nelle cose di tutti i giorni che piano piano si radicano nell'animo per poi germogliare e spandere i pollini spetta a tutti noi farceli nostri e, insieme, camminare ... basta davvero pensare quante persone hanno dato la vita per la pace, la giustizia, la democrazia, la dignità dell'uomo oltretutto qualcuno si è fatto mettere in croce anche per questi valori.... dopo una semplice riflessione su questo che non si può far finta di niente.

(fuori tema)
Grazie a tutti coloro che hanno portato le caramelle e il denaro per comperarle ... molti bimbi indiani vi regaleranno sorrisi e, dopo aver scartato la caramella se la ciucceranno un pochino per poi rimetterla nella carta ... così dura di più .......

Mario Manzolini

5 Novembre 2007
4 novembre
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Concordo con Gianfranco. Sono forse un po’ troppo giovane per ricordarmi l’ingegner Astori come sindaco, e forse proprio per questo mi ha piacevolmente stupito il suo intervento: profondo, pieno di contenuti, di spunti di riflessioni, lucido, critico ma allo stesso tempo pieno di speranza. Penso che al nostro dibattito manchino persone del suo spessore…

Daniela Fabbri


4 Novembre 2007
4 novembre
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Come ogni anno vado in piazza ad assistere alla commemorazione e sinceramente mi aspetto le solite cose: Corteo, banda, deposizione di fiori al monumento dei caduti, discorsi a volte un po' retorici delle autorità ecc. Anche quest'anno mi aspettavo questo, ma quando ha preso la parola l'Ing. Astori, ex sindaco Democristiano di Binasco, sono stato colto da entusiasmo. Partendo da un'ipotetica domanda dei caduti agli attuali cittadini italiani:
"Abbiamo combattuto e siamo caduti per darvi indipendenza e libertà. Voi cosa ne avete fatto?"
Astori ha fatto una lucida e disarmante analisi di alto profilo sulla società italiana, mettendo l'accento sulle storture della politica, sul fenomeno della criminalità diventata sistema, sulle troppe morti sul lavoro, sulla mancanza di prospettive per i giovani e sulla libertà senza regole. Un particolare richiamo ha dedicato alla società guidata da uomini piccoli, del quale un passaggio molto significativo: "Quando un uomo piccolo genera un' ombra lunga, significa che siamo al tramonto".
Il suo auspicio, che penso sia l'auspicio di molti, è che sia lasciato spazio e date opportunità alle giovani generazioni, perché esse sono l'alba di un giorno ancora tutto da vivere e da scoprire.
Caro Ing. Astori, l'ho conosciuta come il miglior sindaco di questo paese ed oggi le sue parole mi hanno commosso. Credo anch'io che sia giusto che i vecchi si facciano da parte, per lasciare spazio ai giovani, tuttavia credo che uomini come lei in pensione non debbano andarci mai. Lei alla comunità e alla politica di Binasco potrebbe dare ancora molto, sia in termini di operatività politica, che in termini di moralità e socialità. Credo che ci si sono parecchie possibilità, non è necessario entrare in una lista o far parte di un partito. Basterebbero la propria testimonianza storica, un costante rapporto con le giovani generazioni o più semplicemente rendere pubblico il proprio pensiero su ciò che ci circonda.
Le pagine di questa rubrica possono essere una buona occasione.


Con profondissima stima


Gianfranco Salvemini






4 Novembre 2007
4 novembre
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Uomo .....

In agguato
in queste budella
di macerie
ore e ore
ho strascicato
la mia carcassa
usata dal fango
come una suola
o come un seme
di spinalba...

Soldato
uomo di pena
ti basta un'illusione
per farti coraggio
Un riflettore
di là
mette un mare
nella nebbia..

Pietro Gandini

4 Novembre 2007
4 novembre
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(valloncello dell'albero isolato il 27 agosto 1916)

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro

Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto

Ma nel cuore
nessuna croce manca

E' il mio cuore
il paese più straziato..

Giuseppe Ungaretti....presente!
il 4 Novembre


Pietro Gandini

3 Novembre 2007
Dopo 15 giorni di riflessione...
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Il dibattito ed i temi di dibattito fuggono via veloci.... dopo appena 15 giorni di "preallarme primarie del PD", con annessi proclami, precisazioni, distinguo, inviti ecc... ed altri 15 giorni di entusiasmi, critiche, perplessità, dichiarazioni su storie e pedigree, solleciti e forse qualche strumentalizzazione di uomini e fatti , diverse valutazioni del voto e dei suoi numeri.... ecco il silenzio. Silenzio che dovremmo rompere, che io sento la responsabilità di rompere, visto che, per parafrasare Pietro Rognoni, "sento comunque quell'entusiasmo per il progetto" di un nuovo partito forte di passato e di passati ( su cui ho già scritto delle congruenze e delle essenze democratiche, ugualitarie, sociali e costituzionali) e ancor più forte di futuro. Allora proviamo a riparlarne... all'indomani della Assemblea Costituente ed alle soglie della assemblea regionale. A scriverne qui, certo, perché è un buon luogo di dialogo, ma soprattutto faccia a faccia con le 288 persone che a Binasco un po' ci credono, se hanno deciso di spendere un quarto d'ora della loro vita e un euro dei loro risparmi ( qualcuno molto di più) per fare da levatrici al nuovo; forse vogliono anche costruirlo mattone su mattone, anche nel loro paese.
Un invito a tutti, ma soprattutto a quelli più avvezzi a organizzare luoghi di discussione e di confronto: fissiamo una data e vediamoci, invitiamo chi ritiene a parlarne, qui a Binasco. Anche portando dubbi, perplessità, preoccupazioni... al confronto con i forse facili entusiasmi. Io sono a disposizione.

Cristina Gallione

3 Novembre 2007
Attaccati
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Siamo attaccati in casa nostra da diversi popoli,che si sono insediati nei luoghi peggiori.
Ci attaccano con azioni deprimenti.
Siamo impotenti davanti all'ennesimo stupro con conseguente Morte di una Donna.
Ma chi cavolo li ha fatti entrare questi?
Umiliati,in casa nostra.
Non siamo padroni delle nostre città,delle nostre case,delle nostre strade.
Non bastano i nostri delinquenti.
No,siamo tolleranti,allora importiamo la delinquenza.
Perchè noi siamo furbi.
Davanti a questa ennesima forma di barbaria,mi sento sempre meno di amare la mia nazione.
Tabula rasa.
Saluti.
Walter Pellegrin

1 Novembre 2007
La sindrome cinese
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Giovedì 1 Novembre 2007, notizia TV.

"Pechino proibisce l'ostentazione pubblica di segni religiosi da parte degli atleti prima e durante le manifestazione sportive"

La Cina.
La Cina del comunismo.
La Cina del post comunismo capitalista.
la Cina del grande boom economico senza etica, ne regole, ne morale, ne diritti sindacali, ne rispetto per l'ambiente.
La Cina mecca dello sfruttamento capitalista occidentale a buon mercato.
La Cina della conquista dello spazio e dei futuri viaggi lunari.
La Cina grande potenza militare.
La Cina che si avvia ad essere onnipotente.

Questa Cina ha un'unica paura:

Il segno di croce.

Il comunismo è morto, il capitalismo è in agonia, la solidarietà tra i popoli ha i giorni contati e la politica è in rianimazione.
Una sola cosa gode di buona salute e non morirà mai:

L'imbecillità.

Saluti

Gianfranco Salvemini







31 Ottobre 2007
Gli amici
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Non è il ricordo degli amici uccisi
che mi strazia le viscere.
E' il pianto per le migliaia di sconosciuti
che lasciarono gli occhi spenti
nei becchi degli uccelli,
che stringono nelle mani gelate
una manciata di bossoli e di spini.
I passanti sconosciuti
che non ci parlarono mai
con cui solo per poco ci guardammo
quando ci fecero accendere la sigaretta
nella strada serale.
Le migliaia di amici sconosciuti
che diedero la vita
per me.

Titos Patrikios....

dedicato...
alla generazione dei miei nonni e
dei miei padri.....

Pietro Gandini

30 Ottobre 2007
Le grazie del quotidiano
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Vedere, d'inverno,
alzarsi da un bosco una colonna di fumo
come se uno spirito
facesse a un altro un segno.
Non poter contare i gabbiani
sul campo di nebbia dissodato,
pensare al cammino dell'acqua,
al tempo delle pietre -
Entrare col gelo tra le ciglia
in una stanza dove arde il fuoco,
scaldarsi le mani sulla teiera,
dare ascolto al cuore
fuori di sè
per null'altro che la vita
così breve,
che ci ricorda che
prima che fosse tardi
abbiamo visto le stelle
.........
rabbrividendo di notte
accanto alla stufa spenta
mentre il vento
batteva alla finestra
e in un cielo
come di ghiaccio chiaro
agli alberi cresceva
una corona di neve.

Erika Burkart
----------
Pietro Gandini


30 Ottobre 2007
Don Mansueto di stimolo al dibattito
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Carissimo Don Mansueto,

di tanto in tanto lei appare, nei momenti più giusti, e ci regala consigli ispirati dei quali dovremmo tutti far tesoro, ma poi noi cerchiamo negli eventi della vita, tutte le scuse per giustificarci e non tenere conto dei buoni consigli. Mi raccomando, lei non si stanchi di dare consigli; siamo un po’ duri di cuore, ma prima o poi…………………..

Colgo da quanto da lei scritto una frase che riporto:

“Quando uno è convinto che sta facendo la cosa giusta deve farla mettendo in conto anche le critiche delle quali fa tesoro se le ritiene opportune.”

Proprio ieri alla televisione hanno rifatto il film “il ponte sul fiume Kwai” (quello della musichetta che ai nostri tempi giovanili andava per la maggiore) nel quale il Maggiore dell’Esercito Inglese, convinto di fare la cosa giusta, costruisce il ponte per i giapponesi, (ma soprattutto per soddisfare il proprio orgoglio di inglese), e si accorge solo alla fine di avere sbagliato tutto e dice “Mio Dio ……. Cosa ho fatto !”, e provoca la morte dei suoi compatrioti.

Siamo noi tutti un po’ così?

Io credo che prima di fare le cose, soprattutto se si gestisce la Cosa Pubblica, bisogna confrontarsi al di là delle nostre convinzioni che, proprio perché convinzioni, ci irrigidiscono nelle nostre decisioni. E questo dovrebbe divenire un nostro metodo di vita, nel costruire, nel gestire, nel criticare.

E’ un argomento sul quale si possono sentire le varie opinioni, che lei, con la sua mail ha stuzzicato, e sul quale sicuramente ha ancora molte cose da dire e da dirci.

Contraccambio di cuore gli auguri e spero in un arrivederci a presto.

Aldo Oliveri




30 Ottobre 2007
Namste' Don Mansueto
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Namste' Don Mansueto.

tra pochi giorni riparto per l'annuale visita ai molti Centri Missionari dell'India "misteriosa" come dice il binaschino Padre Luigi Delissandri;
saranno tre settimane che mi immergeranno completamente nelle realtà del "sud del mondo": Calcutta, Ranchi, Delhi, Mumbai e Kochi ... tutti luoghi dove molti benefattori binaschini e non, hanno seminato tanta solidarietà che ha fatto germogliare bellissimi frutti: scuole, ospedali, case e molti sostegni a distanza di bimbi e bimbe che posso guardare al domani con la certezza di essere aiutati nella dignità e l'autonomia economica ma soprattutto i molti benefattori che ci hanno e ci danno fiducia hanno seminato e fatto radicare il valore della Carità.
Spesso il mio pensiero ricorre alla tua figura di "pastore tra e con la gente", tu a Binasco, sei stato un amico che condivedava la quotidianità di tutti e, senza formalità o protocolli, sei entrato nel cuore di molti ... grazie per la tua missione tra le nostre mura domestiche.
Namastè é il saluto indiano che significa: "io saluto ed onoro tutto quello che c'è di buon nel tuo cuore"

PS - io parto il 7 novembre e .... le caramelle sono sempre graditissime

Mario Manzolini


29 Ottobre 2007
Grazie Don
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Carissimo Don Mansueto,
Grazie per il suo scritto, per me motivo di parecchie riflessioni. Per quanto riguarda il Gino Porri, (che ha abbondantemente superato i novanta), è ancora in gamba come un bersagliere e ha ancora molto da raccontare, sia sulle virtù che sulle pecche che hanno fatto la storia degli ultimi cento anni della nostra Binasco. Nell'ambito delle iniziative in memoria del venticinquesimo anniversario della scomparsa dell'amico Peppino Scapucci, assieme ad un gruppo di amici, stiamo organizzando per la primavera prossima una mostra fotografica con una video/intervista a diversi personaggi che lo hanno conosciuto. Il Gino Porri è stato il primo a darci la sua adesione e il materiale video lo abbiamo già girato. Ha raccontato molto: della sua giovenù, di come si viveva allora, della guerra, della vita del paese e della sua amicizia con Peppino. In occasione di questa mostra, e magari delle altre iniziative, spero proprio di rivederla a Binasco. Sarebbe per me una cosa veramente gradita.
Per quanto riguarda il dibattito politico, purtroppo le asprezze sono inevitabili, ma come giustamente lei ci ricorda, quando c'è buona fede, anche le asprezze e le provocazioni sono comprensibili. Quello che non mi è mai piaciuto e non mi piace della politica, è il concepire "l'altro", colui che la pensa in modo diverso, come il "nemico" da abbattere, lo speculatore politico o colui che anela solo a prendere il tuo posto, e non come il soggetto portatore di altre verità, altre esigenze, altre opportunità da mettere a frutto per il bene della comunità. Troppo spesso l'interesse personale o di parte prevale sull'interesse generale e questo sicuramente a Dio non piace. I nostri Sacerdoti ce lo ricordano ad ogni predica, dovremmo saperlo, ma ce lo dimentichiamo. In una sua predica, il compianto Don Lucini citando Il grande violinista Pablo Casals, disse che ogni sera era solito esaminare la sua giornata, sia dal punto di vista morale che spirituale. Alla fine concludeva: "anche oggi mi sono comportato come un cretino, mio Dio perdonami". Ecco, forse anche i politici e sicuramente noi tutti, dovremmo ogni sera fare un bilancio come Casals. Temo che marcherebbe pesantemente in rosso.
Grazie anche per il ricordo dei nostri morti, tra i quali mio padre e i miei suoceri che ci hanno lasciato troppo presto, anche se per una vita migliore di questa.


Un caro saluto


Gianfranco Salvemini

29 Ottobre 2007
La stanca...la facciamo passare
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Ciao, don Mansueto " di nome e di fatto"....Il tuo pensiero attraversa questo borgo come un soffio di dolcezza d'amore per gli uomini; con la tua profonda semplicità riesci sempre a penetrare, attraverso le corde del ricordo, i sentimenti più intimi,veri ed umili dei binaschini.... Sono contento di leggerti ogni tanto, non perchè ho sempre un buon ricordo di te di tua mamma e del tuo papà, ma perchè tu, per me sei sempte stato un "uomo" oltre che un prete.. dal mio punto di vista un buon prete e un vero uomo...Non leggerò la vita dei Santi...santi per me sono quelli che tu hai accompagnato ed accompagni alla "Patria".....

Pietro Gandini

29 Ottobre 2007
Mini interrogazione parlamentare
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Per ora posso solo ringraziare Gianfranco Salvemini per l'opportuna segnalazione del 23 Ottobre scorso; prima dell'inverno, un tempestivo ripristino del marciapiede sarebbe oltretutto più efficace e duraturo.

Mario Vecchi

29 Ottobre 2007
C'è un po' di stanca
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Da un po' di giorni il dialogo è fermo. Sono contento quando vi leggo in PORTICI. Mi pare di stare al corrente con la vita del paese. Scusate, della cittadina. Il Gino Porri non ha più niente da raccontare? Ho letto della bella iniziativa per il Peppino Scapucci e di qualcuno che ha ricordato certi personaggi "minori" che avevano tuttavia la saggezza del vivere. Seguo un po' anche il vostro dibattito politico e credo che da certe asprezze verbali possono nascere ragioni più forti e operatività più generose.
Sono certo che ognuno fa del suo meglio perchè il primo giudice è la propria coscienza con la quale è bello stare in pace; poi c'è il giudizio degli altri e, per il cristiano credente c'è addirittura il giudizio di Dio.
Quando uno è convinto che sta facendo la cosa giusta deve farla mettendo in conto anche le critiche delle quali fa tesoro se le ritiene opportune.
Ma, giustamente, il dibattito si fa nelle sedi opportune e meno sotto i portici. E allora mi armo di un po' di fantasia verosimile e m'immagino i sentimenti, le preoccupazioni, i tuffi al cuore, i consigli dei padri e delle madri degli attuali amministratori e delle minoranze aspiranti ad amministrare.
Non è facile e non c'è tregua. Quando hai quasi risolto un problema complesso e pensi di stare un po' tranquillo se ne è già inanellato un altro.
Sono vicine le feste dei Santi e dei Morti. I Beati di Binasco li invoco come particolari intercessori anche per me.
In undici anni (1967 - 1978) della fortunata per me presenza a Binasco ho accompagnato al cimitero alcune centinaia di Binaschini. Nel "memento" dei morti, durante le sante Messe feriali e festive, non li dimentico (sia quelli di cui ricordo bene il volto e l'animo sia quelli che si sono un po' sbiaditi nel tempo) e faccio di loro memoria insieme con mio papà, i miei nonni... i miei famigliari. Sono quelli che hanno raggiunto la Patria e sono raggianti. Ci pensano con un desiderio amoroso e delicato e, se hanno una preghiera per noi, è che per noi risplenda, quando il Padre Nostro lo vorrà, l'eterna Luce della felicità di cui essi già godono e che non baratterebbero per nessuna delle cose che per noi sembrano irrinunciabili.
Auguri a tutti voi Binaschini.
Se non conoscete nulla dei Santi di cui portate il nome, cercate in internet SANTI E BEATI e vi stupirete di quello che essi hanno saputo fare per gli altri per amor di Dio. E vi stupirete anche del loro numero che è solo una piccola parte degli effettivi.
Ciao a tutti.

Don Mansueto.


24 Ottobre 2007
Epigrafe su Ettore di Troia
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Qui, dove gli alberi dormono sulle sponde,
e nel fiume Acheronte il fuoco è acceso,
e l'usignolo canta nella luce,
tu riposi e non ascolti le onde,
che battono alla tua riva fiorita,
per richiamarti alla vita
dalle chiare caverne dell'Ade.
Tutte le voci ha disperso il vento;
lievi barche vengono dalle pallide strade
della terra; le stanche anime sento
mormorare davanti alla scogliera.
Sia spento in te il ricordo delle vane
lotte e del mare e della lancia pronta,
ora che l'universo ti circonda
e questa solitudine.

Angelo Maria Ripellino

Pietro Gandini

23 Ottobre 2007
Dialogo che continua
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"Mini interrogazione parlamentare" per l'Arch. Mario vecchi.
In Via Matteotti, più o meno all'altezza del negozio di Elvy e Pier, sul marciapiedi si è formato un falso gradino di pochi centimetri. Per ben due volte vi ho inciampato e rischiato il ruzzolone. I presenti assicurano che spesso vi si inciampa e qualche anziano è anche caduto abbastanza rovinosamente.
Chiedo:
• Come mai, dato che i negozianti assicurano che l'anomalia è stata segnalata da tempo, non si è ancora provveduto alle necessarie messe in sicurezza del marciapiede?
• Dato che l'amministrazione Comunale è responsabile civilmente dei danni a persone e cose causate da incuria o mancata manutenzione della cosa pubblica: come mai, si preferisce rischiare un grave danno di immagine (oltre che economico) in caso di incidente, anziché riparare celermente il marciapiede con pochi Euro?
• È una riparazione che richiede necessariamente gara d'appalto, con offerte in busta chiusa da parte di imprese e conseguenti tempi pleistocenici o la può fare anche il personale Comunale?


In attesa di gradite risposte, saluto cordialmente


Gianfranco Salvemini






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