Binasco 2000  |   Informazioni  |   Album

Portici è un servizio di community offerto da Binasco2000:
* Per le caratteristiche del servizio, Binasco2000 non può essere considerata responsabile del contenuto delle conversazioni: gli utenti sono gli unici responsabili del loro comportamento nei confronti del servizio stesso, degli altri partecipanti e di terzi.
* Gli amministratori e gli operatori di Binasco2000 possono (ma non ne sono obbligati) intervenire per impedire l'accesso a utenti che hanno un comportamento scorretto.
* E' buona norma che i minorenni non siano "abbandonati" dai genitori durante la navigazione in Rete.


Regole e modalità di inserimento 'voce' -  CLICCA QUI

Utilizzo dei link colorati:
Commenta - per scrivere un post sullo stesso argomento
Vedi solo questo argomento - per visualizzare SOLO i post con lo stesso titolo
Vedi tutti gli argomenti - per visualizzare TUTTI i post
Per introdurre un nuovo argomento cliccare su SCRIVI



Elenco degli ultimi interventi, clicca sul titolo per visualizzare quello che ti interessa
Paura d´Amare
8 GENNAIO 2026 BINASCO CINEMA SAN LUIGI
America, non invoco il tuo nome invano
sono di Prassi
Sculture Imperfette
sintesi
Preferisco il rumore del mare
25/11/2025 BINASCO CINEMA SAN LUIGI
Problemi scottanti
Antistrofe prima
L´etaa pussee bella
Tutti si girano a guardarmi
Vivere in Arrocco
4/11/2025 BINASCO CINEMA SAN LUIGI
9
7
28/8/2025 BINASCO POSTEGGIO AUTOSTAZIONE AUTO
BINASCO VIA ROMA CHIUSA AL TRAFFICO
L´uomo di alluminio
Inutile ambizione
La Beata Veronica e Papa Leone XIV
Distanze
10/4/2025 BINASCO VIA ROMA CHIUSA AL TRAFFICO
9 APRILE 2025 BINASCO OSSERVATORI CIVICI
Parole
Memoria
Camminando ....
Non lo conoscevo
Stelle d´Amore - Liebessterne -
Imperfetti
Lezzo
Sera
Il vento
Natale
Quelli come noi
Si fa notte
La risposta
quattro birre
In epitaphium eius
I Gufi
Vai a Portici Anno 2000

Voci più recentiVoci più vecchie
23 Novembre 2007
Questa sera
Commenta   Vedi solo questo argomento


ore 21.30, Castello Visconteo, Sala Consigliare...

uno specchio...angolo "opposto" all'unica e semplice realtà conosciuta..
riflette o cerca di riflettere ciò che è all'interno di vite simili alle nostre....
o altre, che invece sono diverse....


Pietro Gandini

22 Novembre 2007
Fin che la barca va
Commenta   Vedi solo questo argomento


Esterno altre considerazioni.
Dopo quelle sui ragazzi mi preoccupa la situazione economica attuale.
Si sente in giro che le cose non vanno bene,girano pochi soldi.
Come mai?
La situazione sventagliata anche dai Tg è veramente preoccupante.
Ogni sera sentiamo che aumenta tutto e francamente cresce anche il nervosismo.
Probabilmente la colpa è del governo precedente e di quello attuale.
Quello precedente ci ha spronato a investire aprendo mutui.
Comprare di tutto anche il superfluo.
A tal punto che se non hai un LCD nel cesso non sei nessuno.
Se vai in giro e non sei firmato non sei nessuno.
Spronati ai facili acquisti con pagamenti rateali che partono dopo 6/7 mesi.Ma prima o poi li devi pagare.
30 paia di scarpe,Occhiali di ogni tipo,Orologi alla moda.
Diciamo la verità,ci siamo lasciati andare al consumismo sfrenato.
In casa SKY 50 euro al mese
Internet 20/30 euro al mese
telefonino 30/50 euro al mese
Totale 100/130 euro nel cesso.
Ci hanno messo nella rete ed ora da poveri pesci veniamo catturati.
La colpa non è di un governo o l'altro.
La grande colpa è nostra che trasmettiamo dati quotidianamente lasciando in giro le nostre tracce, vedi carte di credito,bancomat e così via.

Voi cosa ne pensate?
C'è un esperto che può darmi una spiegazione di come venirne fuori?
Possibilmente lasciando fuori la politica.
Saluti.

Walter Pellegrin



21 Novembre 2007
L'ingresso a teatro è gratuito
Commenta   Vedi solo questo argomento


L'ingresso a Teatro è gratuito... Venerdì 23 c.m. ore 21.30

e, in Sala Consigliare, gli Attori, nella loro prova, ispirandosi a frammenti di Harlod P. entreranno nell'azione teatrale attraverso un dialogo surreale di una telefonata assolutamente realistica, concedendosi alla necessità di recitare storie sull'umana esperienza......

Pietro Gandini

20 Novembre 2007
Gli attori provano
Commenta   Vedi solo questo argomento


gli attori provano... al venerdì sera in sala consigliare

"..potrei farti vedere il mio album di fotografie.
Potresti trovarvi una faccia che ricordi la tua,
che ti ricordi quello che eri.
O facce di altri, nell'ombra, o profili di guance,
o mascelle, o nuche, o occhi neri sotto i capelli..."

Harold P.

Pietro Gandini

19 Novembre 2007
Cosa stanno combinando i ragazzi?
Commenta   Vedi solo questo argomento


Stanno esagerando.
Sono giorni che mi faccio delle domande a cui non trovo risposte.
Dopo i fatti di Garlasco,Perugia,violenze fuori dallo stadio,ragazzi che riprendono con il cellulare la morte di una coetanea a Bologna.
Trasmissioni TV dove si fanno tirare addosso di tutto pur di apparire nel piccolo schermo.
Siamo veramente alla frutta.(andata a male)
Non c'è limite al peggio.
Non esiste più la vergogna,il senso di disagio che si prova dopo aver sbagliato.
Dove sono da ricercare le nostre colpe?
Cosa possiamo fare per porre rimedio?
Qualche risposta l'avrei,ma potrebbe sembrare drastica.
Vedi in giro ragazzi vuoti,trasposrtati dalla quotidianità,pronti a fare qualsiasi scemata.

Ho scritto queste frasi in uno dei tanti momenti a cui penso a queste cose.Non so se è una poesia o cosa.

Cresciuti senza sponde
Nella terra che non vi appartiene
Pagate gli errori
Di chi,volendo giocare da grande
grande non era
Terra di tutti
senza confini
Dove ogni azione
non è frutto dell'anima
Solo un destino nella terra
che ascolta il respiro dell'uomo
cercando lontano
cio che è dentro di se.

Saluti.
Walter Pellegrin

18 Novembre 2007
Molti di più...
Commenta   Vedi solo questo argomento


In cerca di poesia e bellezza
Sempre in tema di riflessioni sul futuro del nuovo PD, propongo un altro stralcio dal libro "In cerca di una rosa bianca" di Paolo Giuntella
........L'uomo no può vivere una vita vera se non partecipando in qualche misura alla vita sovrumana dello spirito, o a quello che in lui è d'eterno. Ha disperatamente bisogno di poeti e poesie, in quanto tengono sollevati dalla triste occupazione e dalle norme dell'amministrazione e guida dell'anima razionale e testimoniano la libertà dello spirito - scrive il padre fondatore Jacques Maritain (La responsabilità dell'artista, Brescia 1973) -; la poesia è necessaria nella misura in cui è inutile e disimpegnata perché porta all'uomo una visione della realtà-oltre-la-realtà, un'esperienza del significato segreto delle cose, una oscura intuizione dell'universo della bellezza, senza cui l'uomo non potrebbe vivere nemmeno moralmente. Perché, come dice san Tommaso, nessuno può vivere a lungo senza diletto. Ecco perché, colui che è privato del diletto dello spirito va a quelli carnali. E santa Teresa soleva dire che anche per le contemplative, se non vi fosse stata la poesia, la vita non sarebbe stata tollerabile. Lasciate quindi l'artista alla sua arte: serve l'umanità meglio dell'ingegnere e del commerciante.
E l'altro padre fondatore, Emmanuel Mounier scrive "L'eccessiva importanza che il lavoro ha nella nostra esistenza, ci fa spesso dimenticare che anche la vita di poesia è un aspetto fondamentale della vita personale e dovrebbe far parte del nostro pane quotidiano. Trascendente e sublime nel senso proprio del termine, essa non può ridursi né alla ghiottoneria della sensibilità né all'altezza della vita; ma, quando è incorporata, non si riduce d'altra parte alla pura contemplazione dell'idea o della potenza creatrice dello spirito; essa è, su tutta l'estensione dell'esistenza, l'espressione sensibile dell'intima gratuità dell'esistenza; si compiace di sconcertare le visioni consuete, di colpire con un raggio di luce divina, di introdurre in regioni sublimi la commovente presenza di una percezione familiare. Come la scienza delle onde, essa ci avvicina a ciò che i nostri sensi e i nostri pensieri non possono cogliere direttamente, si sforza di accostare a noi l'infernale e il sovrumano" (Il personalismo, Roma 1964).
Se l'uomo non può vivere senza poesia, non può liberarsi ne liberare, perciò educare e convertirsi, pregare ed amare.
Anzi la contemplazione, la fruizione e la costruzione del bello sono entro le finalità per cui ci si batte per cambiare equilibri politici, per trasformare un modello di sviluppo fondato sulle lacrime e il sangue che a fatto versare il capitalismo, in un nuovo modello fondato sull'egualitarismo; giacché la lotta per la liberazione dell'uomo non è solo lotta per instaurare istituzioni e strutture di giustizia e di libertà formali. È lotta per liberare dallo sfruttamento e dall'oppressione che negano la libertà del gioco, della contemplazione, del gratuito, della musica e della poetica, della fraternità e della convivialità.
In questo senso, senza che per questo siano state "create", perché il loro fine era il raggiungimento della conoscenza attraverso il bello e il fantastico, le poesie di Ho Chi Minh, la prosa di Miguelangel Asturias o di Marquez, di Boll o di Green, di Tagore o di Silone, offrono un preciso documento, una precisa testimonianza ed indicazione politica. Ma proprio perché il lettore ne ricava la lezione dal "bello" e non dal "politico", cioè non dalla funzionalità real-socialista.
Il secondo punto è la valenza teologica della poesia. Giustamente Pietro Rossando ha scritto di recente: "Non si dà comunicazione senza bellezza, e la bellezza è intrigata con la teologia o meglio con l'oggetto della teologia. Dicendo comunicazione, non mi riferisco a quella astratta, scientifica, del "sapere" direbbe Kirkegard, ma alla comunicazione di tipo socratico, che non plagia l'altro ma lo libera e lo espande nel suo essere personale. Per questo Socrate paragonava il suo dialogare al lavoro della levatrice che aiuta a far nascere. Codesta comunicazione maieutica, per dirla ancora con le parole di Socrate nel Convito, può avvenire soltanto sulla base di quella "passione smisurata e violenta per la bellezza", di quel "desiderio di possesso eterno del bene" che è l'Amore, l'eros, latente germe nel cuore di ogni essere umano. Perché avvenga vera comunicazione è necessario che si desti l'eros e si attui un concepimento interiore. Ma chi desta l'eros nel profondo del cuore? Risponde Socrate: "Bellezza solo può liberare l'uomo da questa immensa doglia"; "Venendo infatti a contatto di bellezza e ad essa avicinandosi l'uomo dà alla luce e genera quei germi che facevano l'anima grave". È un linguaggio immaginoso e realistico, ma quanto vero per indicare la meccanica del comunicare profondo, liberante e letificante. Ne consegue che l'arte, di qualunque genere sia, poetica, architettonica, plastica, pittorica, filmica, poiché diretta a produrre bellezza diventa in virtù di essa il mezzo più vigoroso e universale di ogni comunicazione interpersonale. Mi sembra chiaro che non si dà vera comunicazione tra le persone senza la mediazione della bellezza".......
(Pubblicato nel 1981)

Viviamo in un mondo di bellezze apparenti, che ha sempre meno a che vedere con la bellezza dello spirito e la poesia descritte da Giuntella, un mondo dove la pessima estetica a preso il sopravvento sulla bellezza vera. Basta guardarsi intorno:
Urbanistica ed edilizia volgare dovuta alla speculazione ed all'incompetenza di addetti ai lavori senza cultura ne amore per il bello (basterebbe la chiesa di Casarile come esempio, ma anche Binasco non sfugge alla regola). Una moda che propone modelli esclusivamente consumistici, violenti e socialmente devastanti (si modelle sempre più anoressiche). Arti pittoriche e plastiche via via sostituite da pseudo artigianato da mercante in fiera. Cinema e televisione con scarsi contenuti via via sostituiti da Playstation e videogiochi violenti e alienanti. Comunicazioni interpersonali limitate al codice degli SMS. ecc.ecc.
Io penso che un nuovo soggetto politico che voglia dirsi tale, non può prescindere da un'attenta analisi dello stato di fatto, ed elaborare proposte finalizzate a fermare l'imbarbarimento progressivo e dilagante.
Rivendicare il diritto/dovere a poesia e bellezza è ineluttabile.
Saluti

Gianfranco Salvemini





15 Novembre 2007
Nella mia arte scontrosa o mestiere
Commenta   Vedi solo questo argomento


Praticata nel silenzio notturno
Quando soltanto la luna infuria
E gli amanti giacciono nel letto
Con tutti i loro affanni tra le braccia,
Io mi affatico a una luce che canta
Non per pane o ambizione
O per pavoneggiarmi e vender fascino
Sui palcoscenici d'avorio,
Ma per il comune salario
Del loro più intimo cuore.

Non per il superbo che s'apparta
Dalla luna che infuria io scrivo
Su queste pagine di spuma
Nè per i morti che torreggiano
Con i loro usignoli e i loro salmi,
Ma per gli amanti, per le loro braccia
Attorno alla angosce dei secoli,
Che non pagano lodi nè salario
E non si curano del mio mestiere o arte.

Dylan Thomas

Pietro Gandini

14 Novembre 2007
In cerca di una rosa bianca
Commenta   Vedi solo questo argomento


Andavo alle scuole medie quando uccisero Moro, ero al liceo a vivere gli ultimi brandelli di forte presenza politica dei giovani, anche se purtroppo ricordo più manifestazioni contro le uccisioni barbare dei terroristi (da Tobagi a Alessandrini) che momenti di gioia partecipativa, in quel 1980 di cui parla il bellissimo brano proposto da Gianfranco. Però mi piacerebbe saperne di più, mi piacerebbe confrontarmi con chi ha vissuto quella stagione da un’altra postazione rispetto alla mia (di sinistra, non cattolica). Ci sono spunti di verità e riflessione profondi e attualissimi, che forse sarebbe utile ritirare fuori dai cassetti proprio in questo momento, proprio perché stiamo cercando di costruire qualcosa di nuovo e abbiamo bisogno di dargli radici forti. Mi piacerebbe, mi piacerebbe lasciare da parte per una volta le piccole beghe di cortile e provare davvero ad interrogarmi/ci su quello che da quella stagione di buono è scaturito. E di quello che potrebbe (dovrebbe, spero) scaturire anche da questa. Lo dobbiamo a noi stessi, ma soprattutto lo dobbiamo a quelli che sono i liceali di oggi, che di queste cose e di questi valori non sanno nulla

Daniela Fabbri


14 Novembre 2007
Il PD a Binasco
Commenta   Vedi solo questo argomento


Confermo l'iniziativa del Comitato promotore di Binasco per il Partito Democratico che si terrà presso il Centro Civico il giorno 28 Novembre alle ore 21.00
Nasce una nuova speranza, una nuova cultura della politica, una risposta concreta ai bisogni di questo nostro Paese. Nascono i protagonisti del domani.

Pino Vella

13 Novembre 2007
PD...non più soli
Commenta   Vedi solo questo argomento


A Riccardo grazie, sono ben contenta, ed anche disponibile a partecipare all'organizzazione, da qualunque buona volontà venga. A Gianfranco grazie, anche per lo spessore e la profondità dell'apporto: non sono un "giovane Cattolico Popolare di Binasco", soprattutto non sono giovane e non sono Cattolica, ma ho trovato comunque interessante e stimolante. La battuta finale era semplicemente "statistica", riguardando all'indietro, e si riferiva alla potenzialità espressa da Gianfranco e Riccardo nel riaccendere temi di confronto a tutto campo, anche nei confronti dei più "restii". Dunque, un vero e sincero complimento. A volte se ne fanno, ed i più sinceri sono quelli gratuiti. Quindi nessun retropensiero, solo un riconoscimento.

Cristina Gallione

13 Novembre 2007
Molti di più....in cerca di una rosa Bianca
Commenta   Vedi solo questo argomento


A proposito di, ritrovarsi, scambiare opinioni ecc. per il nuovo PD. Riporto, quale contributo alla riflessione (che auspico sia fatta in modo particolare dai giovani Cattolici Popolari di Binasco), Uno stralcio dal libro "In cerca di una rosa bianca" di Paolo Giuntella, edito dalla Locusta di Vicenza.

Paolo Giuntella, romano, cristiano e democratico (all'epoca trentacinquenne), era redattore della pagina culturale di un quotidiano. Il suo libro mostra un lato frettolosamente archiviato del sessantotto, in favore di una lettura fatta per lo più di negatività e luoghi comuni. Ne emerge chiara una stagione che fu anche ricca di fermenti, profondità di pensiero e speranze spesso frantumate dalla cosiddetta real-politik, con le conseguenze sociali e morali che ancora oggi viviamo.

In cerca di una rosa bianca
Si è chiuso irrimediabilmente il "maledetto decennio". Con la morte di Fromm, l'ultimo, il più semplice, il più diffuso dei nostri padri, l'epoca sembra chiudersi definitivamente. Dopo Marcuse e Dutschke e Ted Kennedey, il fantasma di Bob anch'egli un nome che evoca, sia pure con tanto meno vigore, la stagione irripetibile di Bob Dylan e di JoaN BAEZ, la nostra primavera, s'impantana definitivamente in Illinois. In Germania il comunista alternativo Rudolf Bahro è capolista del "partito verde", benedetto dal Wolf Biermann l'amico cantautore di Rudi. E Garaudy capeggerà le liste "verdi" in Francia. I nostri sogni, ma anche le nostre contraddizioni, finiscono in palude, irrimediabilmente. L'amore per un fenicottero sostituisce le assemblee del maggio. E gli ultimi "zaccagniniani" fanno le valigie. A due anni dalla morte di Moro, ad un mese dalla morte di Bachelet. E uccidono come Thomas Beckett Oscar Romero arcivescovo di San Salvador, mite ribelle senza odio, pretaccio di Dio fedelissimo in Cristo. L'avevo intervistato l'anno scorso. Un'altra porta chiusa.
C'è radicale sapore biblico in questo svuotamento. Denudati di fronte al Signore. Una quaresima di totalità. Mi ha chiesto tutto. Ci sono momenti nella storia di una persona, ma anche nella storia di una comunità, di un popolo in cui Dio chiede tutto, impietosamente. E chiede tutto quando ti sembra d'avere già poco. Anzi il poco te lo strappa.
Noi si cercava una "Rosa bianca". Nella crudeltà di cemento e acciaio, ripiegati gli striscioni del '68 con grinta e con rabbia, abbarbicati, pur con infedeltà e ribellioni, al'Eucarestia, a quel pezzo di carne del Cristo, a quel vino non adulterato, abbiamo cercato di lottare ancora. Ritrovando la fede dei padri, ritrovando la passione di essere "dentro", accettando la complessità del reale, la dura quotidianità in cui vivere la tensione utopica, il servizio, la sete di giustizia e di immaginazione al potere, entro le istituzioni per costruire nuove istituzioni, nella storia ma assetati di nuova storia e nuovi cieli.
Per questo una generazione frantumata dal provvisorio, dalla nuova alienazione della società industriale, dall'universo dei consumi occidentale, dalla pretesa del "tutto è politica" alla rinascita del proprio soggettivo come priorità, questa generazione ha superato l'enfasi del marxismo utopico, il fascino della rivoluzione leninista ed ha riscoperto la strada dei padri. Dossetti, Donati, Ferrari, Mazzolari, Milani, il cristianesimo latino-americano, la democrazia parlamentare e la militanza politica, il cattolicesimo democratico. Ma abbiamo anche e con fatica cercato la nostra "Rosa bianca". Tensione a rivivere la "rivoluzione di Mounier" e la "reformatio" di Dossetti, i "tempi nuovi" di Moro e la stagione di Isaia di La Pira, nell'oggi. Ma anche vivere la nostra "rivoluzione", la nostra novità. La nostra "Rosa bianca" è questa utopia dei vivere la festa e la trasformazione del reale, nell'imperfetta comunità degli atti degli apostoli superando le paure piccolo-borghesi ed il grigiore ecclesiale del nostro piccolo modo antico, in un nuovo stile di vita. In una nuova "amicizia" che strappasse all'individualismo le nostre esistenze, che trasformasse in comunità le nostre risorse, che superasse la proprietà privata, il moderatismo, prima nella vita personale e poi nella lotta politica. La nostra "Rosa bianca" è ritrovare nella nuova austerità, nella nuova povertà, un nuovo modello di sviluppo, ma anche un supplemento di senso, ma anche una nuova "felicità". Conosciuta però sulla conoscenza della Croce, ma nella forza della resurrezione.
Per questo abbiamo cercato di dire di no al riflusso, di resistere, accettando il confronto con i luoghi reali in cui ogni giorno la democrazia si costruisce, i luoghi pienamente laici, perché pienamente umani, in cui si tesse non solo la convivenza ma anche la difficile comunione degli uomini. Lotta dura e difficile contro le mura erte della real-politik, contro i conformismi modernizzati contro i luoghi comuni dei nostri fratelli e compagni. La "Rosa bianca" del Concilio e delle grandi stagioni teologiche, la "Rosa bianca" della rinascita zaccagniniana, la "Rosa bianca" nascosta in ciascuno di noi, dai contorni non definiti all'esterno, ma ben nitida e netta nel nostro cuore, è stata raccogliendo petalo su petalo. Sperando che il lavoro, la vita, l'integrazione pur necessaria non ci divida.
Crisi del welfare state, crisi del sottosistema keynesiano, ritorno al neoliberismo, socialdemocrazia ultima spiaggia, imbarbarimento culturale, dispersione, spersonalizzazione, crisi della militanza e crisi della forma-partito. Il dinosauro che allarga le sue braccia e inghiotte tutto, caduta del senso e morte della speranza. Sì, tutto vero. Anche la nuova restaurazione, la nuova conservazione ecclesiale. Ma il cielo continua ad essere rosso se noi riusciamo a raccogliere le nostre forze, a rinvigorire i nostri caratteri, a sfidare l'impossibile, a sentire che domani sarà bello, che nella nostra anima batte un cuore nuovo. È il mistero pasquale che rende impossibile ai cristiani ripiegamento e disperazione anche quando il cuore è colmo di pianto e vorresti fermarti con la schiena squassata dalla stanchezza e l'anima in pezzi, devastato, alla porta dell'ultima osteria, a lasciarti bagnare dalla pioggia.
Dopo gli anni dell'emozione stanno per nascere gli anni della ragione. Dopo gli anni dell'emozione dobbiamo lasciare i viali del "campus" adolescenziale ove le potestà ci lasciano liberi di ridurci, istrioni e giullari,a coltivare nostalgie inguaribili, illusioni e rimpianti, interminabili autocoscienze collettive e solitarie. L'emozione è stata sconfitta dai grandi manipolatori, dai nuovi e volgari re, da spade di cemento e d'acciaio. Per questo la nostra "Rosa bianca" deve piantarsi nei campi della razionalità sapienziale. Che è si resistenza,tenerezza, fraternità, austerità, nuova paternità, nuova fertilità, ma che è necessariamente il transito dall'emozione alla ragione sapienziale.
È dovere morale tornare alla ragione, alla competenza, al duro studio notturno, al confronto tra amici sui libri letti, sui problemi di cui si conoscono le coordinate. È dovere morale tornare nelle periferie, nelle sacrestie, nelle case di amici a fare pedagogia popolare, cultura popolare alternativa, a convertire i cuori ma anche le menti.
(Venerdì santo, 1980).


Se potrò all'incontro non mancherò.
Saluti

Gianfranco Salvemini

P.S. per Cristina
.....Forse la ricetta per riaccendere il dibattito, almeno sul sito, c'è: basta che ci rispondano o Salvemini, o Benvegnù; ..... a cui tutti fanno, da sempre, una gran fatica a NON rispondere. Sei un neo-binaschino? verifica questa regola aurea nel passato recente dei portici. E se i "citati" mostrano ulteriore benevolenza.........
Questa non l'ho proprio capita. Magari un giorno me la spieghi.

13 Novembre 2007
Amur del Temp
Commenta   Vedi solo questo argomento


Cume se fa a parlà de la belessa?
la furma che sa dìs al fià del coeur?
La vardi e, nel murì, la mia parola
la dìs dumà del pòch restà nel moeur.


Franco Loi...

Pietro Gandini

13 Novembre 2007
Molti di più
Commenta   Vedi solo questo argomento


All'appello rispondo.
Confermo che è in fase di organizzazione un incontro aperto a tutti coloro che vorranno dare il proprio contributo al nascente PD binaschino. Sicuramente entro fine mese (data e luogo da confermare).
.....spero di non aver interrotto un idillio a due....
Con simpatia.

Riccardo Benvegnù


13 Novembre 2007
In due..in teoria molti di più
Commenta   Vedi solo questo argomento


Caro Vincenzo, certo che dovremmo essere "almeno" 288, come scrivevo in una mia precedente, ed anche ragionavo, come tu fai, che un franco confronto parte dall'attuale situazione, oltre che da un serio confronto sulle convinzioni e sul possibile futuro; fra donne e uomini "di buona volontà", ognuno con il proprio livello di motivazione. Che fare? ( come diceva quello là.....ora ridotto a turismo "postumo" e di scarso buon gusto) Forse la ricetta per riaccendere il dibattito, almeno sul sito, c'è: basta che ci rispondano o Salvemini, o Benvegnù; ..... a cui tutti fanno, da sempre, una gran fatica a NON rispondere. Sei un neo-binaschino? verifica questa regola aurea nel passato recente dei portici. E se i "citati" mostrano ulteriore benevolenza.........alla fine magari meritiamo una data utile anche noi. Con gratitudine, la bollicina.

Cristina Gallione

12 Novembre 2007
In due...spero di più
Commenta   Vedi solo questo argomento


In due?
Spero di più in realtà! Sono un “novello” binaschino e quindi poco conosco le vicissitudini locali; il Partito Democratico però può essere l’occasione per voltare pagina, senza buttare via il buono che il passato offre al futuro ma allo stesso tempo riformulare bene le basi del nuovo soggetto politico. Leggo sul forum e sui giornali locali le difficoltà presenti legate in particolar modo alla disomogeneità tra Margherita e Ds, forse bisognerebbe partire proprio da qui! Come dicevo però sono nuovo alla discussione indigena, pertanto per un attimo mi metto da parte pronto ad aggregarmi ed a contribuire nel mio piccolo a ciò che nascerà (??) e crescerà. In questo periodo lontano da elezioni non dovrebbe risultare molto complicato parlarsi in modo sereno confrontando le argomentazioni che ognuno porta anche se la situazione in consiglio comunale non agevola forse ciò

A presto

Vincenzo Pignataro



12 Novembre 2007
Antielegia
Commenta   Vedi solo questo argomento


Mio unico tema è ciò che non è più.
La mia ossessione, quanto si è perduto.
Mai più - il mio pungente ritornello.
Eppure amo questo cambio perpetuo,
questo variare istante dopo istante:
senza di lui ciò che chiamiamo vita
sarebbe pietra.

Josè Emilio Pacheco

Pietro Gandini

11 Novembre 2007
Binaschini fino ai confini
Commenta   Vedi solo questo argomento


Stufo di essere cittadino di secondo ordine (come tanti) che per sfortuna risiede fuori dalla cerchia del "Centro", vorrei capire come vengono spesi i nostri soldi riguardo la pulizia e sistemazione delle strade.
Mi muovo in moto tutti i giorni, estate ed inverno, pioggia o sole e sopratutto a Binasco, in quanto oltre ad abitarci ci lavoro; ed ogni giorno altre ad intuire cio' che gli automobilisti intendono fare come prossima mossa devo anche stare attento ogni volta che tocco il freno o sterzo il manubrio perche' a terra c'e' sempre di tutto.
Qualche giorno fa ho rischiato di finire a terra per della ghiaietta ad un incrocio, mentre ieri sera, all'incrocio tra via Ferraris e via Marconi, ho visto un ragazzino con un motorino cadere lungo disteso per lo stesso motivo e fortunatamente senza conseguenze.
Le stesse difficolta le si incontrano in bicicletta, amplificate dal cattivo stato di conservazione del manto stradale e dall'assenza di un'adeguata pista ciclabile (io per il momento dovrei mandare le bambine a scuola, non l'anziano alla casa di cura!!!!)
Faccio notare, ed invito a verificare personalmente, che al di fuori della cerchia centrale ogni oggetto pattumiera abbandonato da altrettanti incivili, rimane li fino a degradarsi naturalmente.
Un esempio?
La carcassa di un telefono all'incrocio menzionato prima, risiede ormai da 3 mesi e sta lentamente regredendo in diverse decine di pezzetti sparsi per l'incrocio; da notare che questo incrocio si trova ad una decina di metri dal deposito comunale dove parecchi addetti passano tutti i giorni, ma nessuno nota nulla.
Personalmente non ho mai visto passare un camioncino lavastrade nella zona in cui abito mentre in centro si, ma non lo paghiamo tutti questo servizio?

Paolo Pavanati

9 Novembre 2007
Enzo Biagi
Commenta   Vedi solo questo argomento


"Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie...ma tira un forte vento"

Ungaretti...Biagi

Riccardo Benvegnù

9 Novembre 2007
in due...
Commenta   Vedi solo questo argomento


Grazie Vincenzo: condivido e mi associo, soprattutto alla volontà di mettere in discussione aperta e non di semplice facciata, o revisionistica visione, i convincimenti, che ci sono e sono forti. cominciavo a sentirmi come la bollicina dell'acqua lete. che dici, ci vediamo noi 2?

Cristina Gallione

9 Novembre 2007
Enzo Biagi
Commenta   Vedi solo questo argomento


Purtroppo sono sempre i migliori che se ne vanno.
È una frase fatta, retorica, ma in questo caso ci stà. È vero sig.
Pignataro, Biagi potrebbe essere definito un archetipo di "UOMO", del
quale si stanno perdendo le tracce. Uomini con la schiena sempre
dritta, via via messi da parte in favore di uomini sempre più piccoli
senza anima, senza idee, senza palle, sempre disposti a qualsiasi
compromesso o bassezza pur di stare col potere; qualsiasi tipo di
potere, anche il potere da pollaio. Non so come finirà col nuovo PD,
può essere una buona occasione per dare una svolta di tipo etico e
morale alla politica Italiana, ma sarà necessaria molta attenzione,
perché disonesti, esperti di politichese, cacciaballe, venditori di
fumo e uomini piccoli devoti solo al dio denaro sono sempre in
agguato e pronti a saltare sul carro del vincitore.
Concludo anch'io con una frase di Bertolt Brecht che può essere anche
un invito.

"Chi non riflette non dubita mai, splendida è la sua digestione,
stupende le sue notti, egli non crede ai fatti ma soltanto a se stesso.
E tanto peggio per i fatti".

Biagi ci raccontava i fatti e ci metteva nella condizione di
riflettere; uomini piccoli piccoli hanno cercato di proibirglielo.
Non dimentichiamolo mai.

Saluti

Gianfranco Salvemini=

Voci più recentiVoci più vecchie