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6 Dicembre 2007
I furbetti del casellino
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Non mi dilungo sulle drammatiche condizioni del traffico nei pressi del casello di Binasco. La situazione è nota a tutti (o quasi). In attesa che chi di dovere provveda mi piacerebbe almeno fosse ripristinata un po' di "legalità".
Ogni mattina è il far west dove l'arroganza e la maleducazione non hanno limiti: la doppia fila non è più nemmeno di moda. Ormai i furbetti si inventano la terza ed in alcuni casi addirittura la quarta. Scendendo dalla rotonda Agip c'è chi si immette, in barba alla fila, alla seconda entrata (quella destinata a chi arriva da Noviglio). Ciò comporta ovviamente ulteriori intoppi nel regolare scorrimento…..oltre che il concreto rischio che si vada a finire a "sportellate".
Dobbiamo attendere l'arrivo di Batman per tutelare i soliti onesti cittadini che civilmente rispettano le file? Magari qualche bella multa, che male alle casse non farebbe…..

Riccardo Benvegnù


5 Dicembre 2007
Come parlare ai giovani
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Era ora!!!! Meglio tardi che mai.
Dopo quasi un ventennio iniziato con la scoperta del sito di S.
Maria in Campo, durante il quale l'amico Alberto Cuomo ha scritto la
storia di quasi "tutti i comuni" della bassa Milanese e dell'alto
Pavese. Dopo i ripetuti appelli di molti, tra cui il sottoscritto (in
particolare su queste pagine fino all'esasperazione) affinché fosse
affidata ad Alberto la stesura della storia di Binasco, (per la quale
aveva ed ha materiale d'archivio sufficiente a stilare
un'enciclopedia). Buoni ultimi, i nostri amministratori hanno
finalmente provveduto.
A loro ed alla sig.ra Mary Migliacvacca và il mio più sincero
ringraziamento, in particolare perché il taglio che si è voluto dare
alla pubblicazione è prettamente orientato alle giovani generazioni
che, in un questo momento storico caratterizzato da incertezza e
confusione, hanno un assoluto bisogno di conoscere il passato e di
mantenerne viva la memoria.
Ringrazio anche Alberto per aver pubblicato sul testo diverse
significative immagini dei reperti ritrovati durante gli scavi a
S.Maria in Campo (effettuati con la collaborazione di parecchi
Binaschini allora "giovani" ed oggi quasi tutti sposati con figli),
ad ulteriore testimonianza di un patrimonio storico senza precedenti
nel nord Italia, purtroppo trascurato e non valorizzato dalle
amministrazioni di Binasco e Casarile come avrebbe meritato.
Ritengo giusto sottolineare che la pubblicazione del libro di Alberto
si deve primariamente al contributo economico della società ASM, a
dimostrazione che, a fronte di progetti credibili, il privato è ben
disposto ad investire nel pubblico.
Concludo con l'augurio che il percorso scelto per questa
pubblicazione (sinergia pubblico/privato) possa essere perseguito
dalle amministrazioni di Binasco e Casarile al fine di realizzare un
museo dedicato ai reperti di S.Maria in Campo. Sarebbe un modo,
seppur tardivo e parziale, di valorizzare un patrimonio storico di
rilievo e di rendere giustizia agli ottocento aderenti al comitato
per il recupero archeologico.

Modo migliore di parlare ai giovani forse non c'è.

Cordialità

Gianfranco Salvemini

5 Dicembre 2007
Reagire, non prenderne atto
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Caro Pino,
Concordo in modo "TOTALE" col tuo pensiero che, sicuramente, sai essere anche il mio sull'argomento. Così come sono sicuro che, conoscendomi, avrai capito lo spirito provocatorio del mio rivolgermi agli "amici degli amici". La provocazione era finalizzata a verificare la disponibilità "dialogante" ed "operativa" espressa da Mario Vecchi su queste pagine, il suo peso all'interno di una maggioranza poco cristallina nei suoi confronti (per le note vicende post elettorali) ed evidenziare ancora una volta la "peculiarità" di Binasco.
Nel caso di una futura conquista della rocca, saprà il nuovo PD amministrare con uno stile diverso?
Sinceramente me lo auguro.
Con altrettanta simpatia

Gianfranco Salvemini



5 Dicembre 2007
Come parlare ai giovani
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L'Invito ai giovani a leggere e conoscere la Storia di Binasco: ho trovato questa iniziativa ricca di conoscenze, di sapere e di spunti di riflessione per il futuro.
Chi è stato presente non ha potuto che apprezzare la entusiasmante e profonda relazione di Alberto Cuomo nel presentare questo suo ennesimo lavoro di ricerca storica. Penso anche che il modo in cui Alberto mette a disposizione, di tutti, le sue conoscenze sia meritevole di ampio riconoscimento e considerazione. Mi ha molto impressionato la sua semplicità e umiltà nell'esporre i passaggi più significativi della sua opera, ma anche la capacità di collegare la lontana storia di questa comunità ai giorni d'oggi alla enfatizzazione della società dell'immagine rispetto a quella del pensiero e della riflessione. Vorrei evitare malintesi: non scopro oggi le qualità e le doti di Alberto ed è a maggior ragione che ho voluto, anche attraverso questo sito, dare testimonianza di pubblico apprezzamento. Devo congratularmi anche con la Sig.ra Mery Migliavacca per aver saputo ideare e credere nella realizzazione di questa iniziativa oltre a dare atto all'Amministrazione Comunale e allo sponsor di averla resa concreta.

Pino Vella

5 Dicembre 2007
Reagire, non prenderne atto
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Caro Gianfranco, credo che sia profondamente sbagliato perpetuare una cultura della raccomandazione, della onnipotenza di chi siede sulle "sedie del potere" o di chi è vicino a quelle sedie per veder risolti i problemi di una comunità, ancor di più se si tratta di interventi che rientrano in un dovere e in una conduzione ordinaria della Pubblica Amministrazione e cioè quella di garantire un minimo di manutenzione stradale e dei marciapiedi, anche questo per la sicurezza dei Cittadini che, non dimentichiamolo, versano alle casse comunali i loro contributi e tasse . E' ineludibile prendere atto di un "comune modus vivendi" come Tu a malincuore sostieni? Non pensi invece Tu insieme ad altri ci possa essere un altro modo di interpretare sia il ruolo istituzionale che la stessa gestione e organizzazione dell'Amministrazione Pubblica? Io credo di sì considerato quello che scrivi all'inizio della tua considerazione......Sarebbe la cosa più logica e sensata, ma per Binasco è troppo normale.... Allora, battiamoci per questa normalità. L'Amministrazione Comunale di Binasco conosce le Leggi dello Stato che obbligano le Amministrazioni Pubbliche a istituire servizi per le relazioni con il pubblico. In questi stessi servizi sono indicati i percorsi gestionali, organizzativi e anche di responsabilità affinchè sia data ampia soddisfazione alle aspettative e alle prerogative dei Cittadini.
Rivolgersi agli "amici degli amici" alla lunga paga un prezzo salato e può diventare un esercizio che incoraggia e molto utile al così detto "voto di scambio".
con simpatia

Pino Vella

3 Dicembre 2007
Ufficio relazioni con il pubblico
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Sarebbe la cosa più logica e sensata, ma per Binasco troppo normale. Va fatto presente, nello specifico del marciapiedi di via Matteotti, che prima del mio appello all'arch. Mario Vecchi, la segnalazione era stata fatta ripetutamente dai negozianti al personale comunale senza risultato (almeno così mi è stato detto).
D'altronde, è o non è l'Italia la patria della raccomandazione e degli amici degli amici? Anche se a malincuore bisogna prenderne atto.
Saluti

Gianfranco Salvemini







3 Dicembre 2007
Ufficio Relazioni con il Pubblico
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Anche io ringrazio l'Architetto Mario Vecchi per il suo interessamento.
Ma vi sembra che i problemi debbano essere risolti solo se c'è qualcuno, direttamente o non direttamente investito di responsabilità che prende a cuore che si interessa? Non è il caso che invece si costituisca, così come avviene inmolti Comuni che si rispettano, un UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO diretto interlocutore per segnalazioni, reclami, informazioni

Pino Vella

2 Dicembre 2007
Un dialogo che continua
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Ritengo doveroso complimentarmi e ringraziare l'architetto Mario Vecchi, per il positivo risultato del suo interessamento presso l'ufficio tecnico comunale, relativo alle buche nel marciapiedi di via Matteotti. Il lavoro è stato fatto ed ora il marciapiedi è in sicurezza.
Visto il positivo riscontro di questo nuovo canale di comunicazione, invito i navigatori dei portici ad usarlo per segnalare anomalie e problemi che riguardano il territorio comunale.
Saluti a tutti

Gianfranco Salvemini

2 Dicembre 2007
Vieni!
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I tuoi occhi sono cieli stellati.
I capelli il velo crepuscolare
della tarda sera, i tuoi capelli!
Il tuo respiro - fresco, di fanciullezza,
è il fresco alito del sud che dà vita,
uno zefiro addormentato in mezzo ai fiori.
Vieni, morta e fredda è la giornata.
In questa notte di luna, coi capelli sciolti,
china su di me,
vieni e respira sul mio volto,
vieni e riscalda il freddo cuore,
in questa notte di luna, sotto i cieli stellati.

Pejo Javorov

Pietro Gandini


1 Dicembre 2007
Democratici
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DEMOCRATICI
(In ricordo di Luigi granelli e Pietro Scoppola)

Cattolici , da noi, si nasce, democratici si diventa. Pietro Scoppola osserva che il sostantivo cattolico ha sopportato tanti, troppi aggettivi. Quello democratico, il meno usato, si dice sia scomparso. Secondo Piero Gobetti il cattolico non può essere democratico. L’affermazione ha ricevuto la smentita dalla storia, da una moltitudine ispirata a Rosmini, Manzoni, Sturzo, Mazzolari, De Gasperi, Lazzati… a Luigi Granelli e Pietro Scoppola.
Oggi, riferendosi alla scomparsa di voci cattoliche/democratiche, si parla della resistenza cattolica come una forza nascosta, risorsa in grado di rivelarsi al momento della necessità.
*
Il Concilio Vaticano II è stato il fatto più importante del dopoguerra, anche dal punto di vista politico, riformulando su basi nuove il rapporto tra la politica e la fede. Valorizzando il ruolo strategico dei laici all’interno della Chiesa, il Vaticano II ha liberato anche il mondo cattolico, nelle sue scelte politiche e ha creato le premesse della crisi della DC, che si concluderà col delitto di Aldo Moro nel 1978.
Crisi Paese prima che di un partito; crisi che la DC non ha saputo anticipare attraverso le riforme e l’affermazione delle regole annunciate nella costituzione.
Da questo processo incompleto nasce il nuovo qualunquismo delle liste civiche -guidati da “stupid ma di noster”; il Leghismo, il Berlusconismo, il leaderismo dei sindaci-podestà .. una miscela esplosiva pronta a coagularsi in un neofascismo, ritorno ad un problema italiano che sta alimentandosi da altre fonti: dalla paura islamica al neocolonialismo energetico USA, che hanno spinto Bush a minacciare la guerra nucleare all’IRAN. A completare il quadro… sullo sfondo i problemi del processo di globalizzazione- emigrazione lavoro, narcotraffico, collasso ambientale.
*
Di fronte a questi problemi non ci si può sottrarre al dovere di operare con determinazione unendo le forze popolari democratiche, senza scadere nelle crociate ideologiche, perché le ombre neofasciste che condizionano con rischi reali la svolta a destra in corso, possano essere dissolte nell’interesse generale e in modo rassicurante.
La prospettiva democratica è l’unica che consente da fare politica senza restare troppo legati alle varie forme di appartenenza. E’ una prospettiva vitale.
Grazie Luigi, grazie Pietro.

Francesco Gatti




1 Dicembre 2007
Riditi addosso cabaret
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Serata stupenda,quella vissuta ieri sera 30 Nov. al Cinema Teatro Oratorio S.Luigi di Binasco.
IL Gomitolo (Telenova) Eddy Bosco, Luca Maciacchini(Strepitoso)
Hanno dato vita a 2 ore continue di risate e divertimento.
Ringrazio tutti i partecipanti alla serata,provenienti da Noviglio,S.Corinna,Casarile,Zibido e Binasco.

Questa è una delle tante serate di Cabaret che andremo ad organizzare.
Ringrazio gli amici che mi hanno dato una grande mano.
Giuseppe Costigliola
Carlo Repossi
Massimo Quattrini
Claudio Pizzolato
Marco Marchioni
Giampy Vercellesi
Roberto Gerli.
Davide Pellegrin
Gli Osvailer

Grazie a tutti.
Walter Pellegrin



30 Novembre 2007
"Divini" ascolti
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Perfettamente d'accordo con Riccardo. Fortunatamente anche alla "TV dei deficenti" ogni tanto scappa qualcosa e ne vengono fuori serate stupende. Purtroppo sono rare. Grande ed eclettico Benigni, sia il guitto che il colto. Checche se ne pensi, la grande letteratura, l'arte, andrebbero proposte in questo modo nelle scuole. Sicuramente i risultati sarebbero eccellenti.
Con buona pace dei dotti paludati e di coloro che fanno di tutto per rincretinire l'umanità.
Saluti

Gianfranco Salvemini



30 Novembre 2007
"Divini" ascolti
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Oltre 10.000.000 davanti alla TV a sentire Begnini che recita un canto della Divina Commedia in un contesto essenziale che di più non si può. Oltre un milione qualche giorno fa su LA7 a seguir Paolini che racconta il Sergente della Neve di Rigoni.
.....e qualcuno dice che siamo un popolo di rimbambiti.....
Rimbambiti sicuramente in giro ce n'è. Pare che la maggior parte lavori ai palinsesti tv.

Riccardo Benvegnù

30 Novembre 2007
Senza respiro
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Solo per un attimo
bussando
al tuo cuore
chiamo a raccolta
tutte le parole
che riesco a trovare
sul ciglio della strada.
Tutte le parole
ciottoli levigati
sotto le nostre lingue.
Li lascio cadere
lungo il cammino
per ritrovare la strada
che mi riporta a casa.

Erika Burkart

Pietro Gandini


28 Novembre 2007
Proibito parlare
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Condivido il pensiero di Anna Plitkovskaja, che purtroppo non riguarda solo quanto succede nell'ex unione sovietica. Purtroppo riguarda anche paesi a grande tradizione democratica come l'Italia, dove per fortuna non ti uccidono ma comunque ti impediscono di comunicare e di lavorare.
I piccoli grandi casi Biagi sono stati esemplari.

Cordialità

Gianfranco Salvemini

P.S.: Non ho letto l'articolo di Daniela Fabbri sulla rappresentazione teatrale degli Zeri e degli Specchi di Venerdì scorso, ma ho visto lo spettacolo. L'ho trovato di livello eccellente come al solito. Tutti bravi. In particolare ho trovato eccezionale il monologo finale di Fausta, che ha rivelato qualità di espressione drammatica che non avevo ancora avuto modo di apprezzare a fondo e che mi auguro continui a coltivare in futuro.
Unica pecca il luogo (sala consigliare Comunale) che non è adatto per le rappresentazioni teatrali. Da seduti buona parte della platea non riesce a vedere lo svolgersi delle scene.


28 Novembre 2007
Condivido al 100%
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Condivido al 100%
Anna Plitkovskaja nel suo libro " Proibito parlare"

"In questo periodo nel nostro paese si riscontra un raro fenomeno di stupidità irresponsabile: centinaia di persone ne costringono altre ad accumulare odio,tanto da rendere il futuro di tutti totalmente incerto."

Saluti.
Walter Pellegrin

27 Novembre 2007
Il cuore dell'uomo
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Disse Giovanni Paolo II ad Erice a diecimila scienziati:
“Come al tempo delle lance e delle spade,così anche oggi, nell’era dei missili, a uccidere, prima delle armi è il cuore dell’uomo”
Gli hanno sparato per ucciderlo
Scrive Anna Politkovskaja nel suo libro “Proibito parlare”:
“In questo periodo nel nostro paese si riscontra un raro fenomeno di stupidità irresponsabile: centinaia di persone ne costringono altre ad accumulare scorte di odio, tanto da rendere il futuro di tutti totalmente incerto”
Le hanno sparato e l’hanno uccisa.

Aldo Oliveri




27 Novembre 2007
Un bell'articolo
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Come simpatizzante dei gruppi teatrali "Gli specchi" & "Zerodeltotale", mi congratulo con Daniela Fabbri e la ringrazio per il bell'articolo apparso sulla Provincia Pavese e riguardante lo spettaccolo tenutosi venerdì scorso presso il Castello......Non è facile al giorno d'oggi poter leggere articoli giornalistici scritti "bene" con contenuti equilibrati, comprensibili e di spessore. Non dico questo perchè sono amico della Daniela, lei sà benissimo che non amo i giornalisti moderni.. anzi sono ipercritico nei loro confronti... ma quando un artico è scritto bene ..è scritto bene... grazie Daniela.

Pietro Gandini

26 Novembre 2007
Dialogo o ascolto?
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Dialogo o ascolto?
O più semplicemente ...
uno sguardo dal ponte?

E' bello.. fantasioso
e facile, guardare dal ponte..
o stare alla finestra.............

Qui,
di finestre..e specchi surreali
ve ne sono a centinaia.........

Lo spettacolo, molte volte
non è piacevole
altre volte stizzoso..........
Il più delle volte, noioso.

Chi vuole arrabiarsi ......
o non addormetarsi......
Può, infilare liberamente su queste pagine,
un "Contributo" .. anche ispirato dai Pink Floyd....
Nella ragionevolezza di pensiero, non si è mai mostrato
alcun vincolo o censura....

Così almeno possiamo alleggerire le vecchie mura de' "I Portici" dai pesanti
momenti di abulia e solitudine....

anche perchè il Gianfranco, sebbene mostri ancora grande
vitalità, ha anche lui i suoi anni!


con affetto...

Pietro Gandini

23 Novembre 2007
Fin che la barca non va...a fondo
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La situazione è quello che è: Preoccupante. Anch'io non voglio entrare nel merito delle responsabilità politiche che pure ci sono, sono gravi e imputabili in misura maggiore o minore anche ai politici, mi interessa di più analizzare le responsabilità dell'economia, ovvero il sistema delle produzioni/consumo, e il sistema delle comunicazioni partendo da Fromm.
Fromm nel suo "Avere o Essere" descrive in modo perfetto le differenze fra due archetipi: L'uomo della civiltà dell'AVERE e l'uomo della civiltà dell'ESSERE.
L'uomo della civiltà dell'avere, aspira costantemente ad accumulare beni materiali a prescindere dall'effettivo bisogno fisico o spirituale, pena il sentirsi irrealizzato e disadattato. Ciò che più lo interessa è il possesso per il possesso.
L'uomo della civiltà dell'essere non tende all'accumulo di beni materiali e al consumo fine a se stesso, egli è interessato a disporre di quei beni che contribuiscono alla sua sopravvivenza e all'evoluzione del suo ESSERE in quanto tale (corpo e anima). Il possesso per il possesso non lo interessa.
Uno dei grandi meriti della civiltà industriale che stiamo vivendo, è quello di aver messo a disposizione beni materiali in grande quantità a fasce sempre più grandi di popolazione. Nella storia non si era mai verificato niente di simile, tutte le conquiste e i progressi dell'umanità avvenuti nel secolo scorso si devono anche e soprattutto alla civiltà industriale.
Purtroppo però, per far funzionare il giocattolo, è vitale per il sistema produrre beni in quantità esponenziali da distribuire al minor costo possibile, al fine di raggiungere fasce di mercato sempre più ampie e incrementare costantemente i guadagni. Per ottenere questo risultato si fa ricorso all'ottimizzazione dei costi e alla competitività, che vuol dire spremere al massimo uomini e popoli in termini di fatica/lavoro e razzia delle materie prime. Altra condizione indispensabile alla sopravvivenza del giocattolo, consiste nel disporre di uomini/consumatori dediti alla filosofia dell'AVERE.
Per fare ciò un sistema di informazione studiato per suscitare costantemente nuovi desideri (pubblicità e persuasione occulta) e che faccia sentire una cacca chi non ha un LCD nel cesso (per dirla con
Walter) o dieci telefonini, o il tutto griffato ecc. e che tende a nascondere modelli di vita alternativi, può garantire e garantisce risultati eccellenti (lo disse anche Marshall Mc Luan).
In certe condizioni però il giocattolo mette in crisi se stesso. È quello che sta succedendo adesso. Popoli usati per almeno un secolo in termini di forza lavoro e sfruttamento delle materie prime da parte della civiltà occidentale, stanno a loro volta diventando protagonisti su scala mondiale con il loro "giocattolo" estremamente più competitivo del nostro in termini di efficienza e basso costo. Si chiudono quindi le possibilità di conquistare fasce di mercato sempre più ampie sulle quali scaricare le produzioni occidentali e la comunicazione/persuasione ha sempre più difficoltà a suscitare la propensione al consumo, di per sé già messa in crisi dalla scarsità di lavoro e di reddito.
Visto dal punto di vista dell'economia (così come la intendiamo oggi), è un bel casino. Un bel casino anche per chi come noi, cresciuto nella filosofia dell'avere, deve cominciare a rinunciare a qualche cosa. Io penso che sia giunto il momento di mettere seriamente in discussione questo sistema economico, partendo da una semplice riflessione sui due modelli di civiltà analizzati da Fromm e ricordati anche da Papa Ratzi durante il suo discorso a Loreto ai
giovani:
"Abbandonare l'avere e perseguire l'essere".
Proviamo a domandarci: Ci serve veramente tutto quanto ci viene proposto in termini di beni di consumo? Quanto ci viene proposto serve veramente alla nostra crescita fisica, intellettuale e spirituale, o serve solamente per soddisfare la nostra brama di possesso per il possesso? È giusto anelare alla "proprietà" di un bene oppure è meglio cercare di "disporre" di un bene per quel che deve servire e non per quello che può significare? (prestigio, simbolo di stato e stupidaggini simili).
Forse, ponendoci interrogativi di questo tipo, ci accorgeremo che molto, forse troppo di ciò che ci viene proposto è superfluo e se ne può fare a meno, e forse cominceremo a manifestare altre esigenze con le quali anche l'economia e il sistema di produzione dovranno fare i conti.
Non dobbiamo dimenticarci che in ultima analisi gli attori dell'economia e del mercato siamo noi. Se veramente lo vogliamo, con le nostre scelte le cose possono cambiare.

Detto con la zappa e senza essere un esperto.

Gianfranco Salvemini


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