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11 Febbraio 2009
La vita è ...vita?
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Spero anch'io che un rispettoso silenzio sulla vicenda Eluana prenda il posto dello squallido circo cui siamo stati sottoposti in questi giorni. La dolorosa vicenda ha lasciato mille interrogativi e nessuna certezza. Ho vissuto il difficile percorso di amici con un figlio cerebroleso che da ventisette anni lo curano con una dedizione e un'amore incredibile; ho potuto constatare che a dispetto delle apparenze, col loro figlio esistono rapporti affettivi, di scambio ed emozionali che dimostrano quanto sia arduo stabilire il confine tra la vita e la NON vita. Pretendere di stabilirlo per decreto poi...... Anche gli scienziati più avveduti non hanno nessuna certezza. Fino a che punto un cerebroleso grave o una persona in stato vegetativo non è in grado di recepire stimoli esterni? Di non sentire dolore? Di non provare sentimenti? Ci dicono che la morte della corteccia cerebrale impedirebbe tutto ciò. Forse può essere sufficiente per una visione prettamente biologica dell'essere umano, ma nell'essere umano convive la dimensione della spiritualità. Per un credente è l'anima che si incarna e l'anima è immortale. Più o meno vale per tutte le religioni. Una visione di questo tipo ci dice che anche in uno stato vegetativo lo spirito é sempre vigile pur nell'impossibilità di comunicare con la realtà che lo circonda, molti racconti di gente uscita dal coma o che hanno avuto esperienze di premorte lo confermano.
Questo però non semplifica, ma al contrario complica ulteriormente le cose.
Da più parti si invoca una legge sul testamento biologico, che dovrebbe dare la possibilità ad ognuno di decidere in piena coscienza la propria fine. Ma, l'esperienza ci insegna, che non esiste cosa più aleatoria ed incerta del futuro, specie in campo psicologico. La vita è un continuo divenire, la persona subisce continue trasformazioni, non necessariamente le decisioni restano granitiche nel tempo.
Come sarà possibile stabilire se "lo spirito" di un essere cerebroleso grave o ritrovatosi improvvisamente in stato vegetativo, vorrà rimanere in quello stato o vorrà porre termine alla propria vita? Come stabilire se in questo straordinario stato di coscienza si vorranno confermare le decisioni prese in passato? Sulla base di quale diritto o quale pietà si potrà decidere di togliere la spina oppure di accanirsi fino alla disperazione per mantenere la vita? E poi, fino a che punto è giusto prolungare stati senza speranza solo perché medicina e tecnologia lo consentono? E poi ancora: Sulla base di quale principio etico, un parente, un medico o uno stato potranno decidere quale strada percorrere? Può essere esaustivo e mettere la coscienza in pace un testamento biologico? Io credo di no anche se penso sia l'unica strada democraticamente percorribile.
Inoltre, come diceva Mario, esistono anche concreti pericoli "eutanasisti" da non sottovalutare:
Come evitare che lo "staccare la spina" per legge non diventi comoda scorciatoia alla difficoltà del vivere? Come evitare che società sempre più materialiste e sempre meno etiche possano arrogarsi il diritto di "decidere" magari per ragioni prettamente economiche, di casta, o di etnia, chi vale la pena di curare e chi no?
Una vita di questo genere sarebbe ancora VITA?

Saluti

Gianfranco Salvemini



11 Febbraio 2009
Qui viviamo
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le dimissioni di enrico mentana dalla carica di direttore editoriale di mediaset nonchè conduttore di matrix, sono l'ennesima conferma del clima che soffia sul nostro paese.
voleva realizzare uno speciale in prima serata sulla morte di eluana englaro, come ha fatto bruno vespa su rai uno, ma gli è stata negata la possibilità perchè quella sera era in programma "il grande fratello".
ognuno può pensare ciò che vuole in merito alla linea editoriale di mediaset e di come segua perfettamente le indicazioni del suo proprietario, silvio berlusconi.

ma forse lo spunto più desolante è che "il grande fratello" l'altra sera ha battutto ogni record di ascolto mantenendo uno indice che oscillava dal 36 al 42% e verso mezzanotte ha superato il 50%.
questo significa che di tutti coloro che guardavano la tv in quel momento metà era interessata ai deliri della "casa" e ll'altra metà era distribuita sul resto delle reti.

tutti hanno scelto liberamente su che canale sintonizzarsi, le alternatve c'erano.

non c'è che dire, berlusconi sa fare bene il suo lavoro.
quanti possono dire altrettanto?

luigi colombo - l.colombo58@alice.it - 11.


11 Febbraio 2009
La vita è vita...per tutti
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berlusconi:" il padre di eluana vuole interrompere l'alimentazione alla figlia per disfarsi di questo fastidioso fardello"
alfano, ministro di giustizia:"eluana è morta per sentenza".

e dovremmo mantenere un rispettoso silenzio? nei confronti della famiglia englaro certamente, ma su quello che la vicenda rappresenta per tutti noi (che siamo tutti potenzialmente eluana) credo sia necessario di far sentire forte la voce.
almeno più forte di quelle del manipolo di invasati che sotto le finestre dell'ospedale di udine urlavano assassino al padre di eluana.

ha scritto asor rosa in quest giorni che "... viviamo in un paese komeinista, dove i religiosi (leggi il vaticano) dà ordini al governo che per puro tornaconto politico-elettorale esegue. gli integralisti cattolici, foraggiati dalla santa sede, stanno portando un duro attacco alle libertà di ognuno di noi. il cardinal bertone pretende di decidere sulla nostra vita: decidesse sulla sua di vita e lasciasse a ognuno di noi la libertà di decidere della nostra".
come non condividere?

la sola "colpa" di beppino englaro (se, paradossalmente, di colpa si può parlare in questa vicenda) è di aver voluto agire sempre e solo nella legalità e con la massima trasparenza.
ogni giorno, in quasi tutti gli ospedali italiani vengono staccate metaforiche spine, risparmiando inutili sofferenze a molte persone. poteva essere la stessa cosa anche per eluana ma la rettitudine morale del padre ha preferito agire nella correttezza legale. e mal gliene incolse.

il massimo del dramma sarebbe stato se veramente fosse stata rattivata l'alimentazione forzata dopo esser stata sospesa per alcuni giorni. non si sarebbe più parlato di accanimento terapeutico ma di vera e propria tortura.

che lezione se ne trae da questa vicenda? forse si conferma la teoria tipicamente italiana che è sempre bene diffidare delle strade legali, essendo più rapide e silenti quelle "non ufficiali"...

vaticano e berlusconi strenui difensori della vita: ma come non pensare ai medici e ginecologi cattolici che negli ospedali pubblici si dicono obiettori di coscenza, negano le pillole "del giorno dopo" alle donne e si rifiutano di praticare aborti, salvo fare tutto ciò nei loro studi privati a fior di migliaia di euro incassati sotto lo sguardo dei crocefissi appesi sopra le loro scrivanie? la vita è vita... business is business.

altra riflessione: se invece che in italia la vicenda di eluana si fosse svolta in spagna, dove zapatero si è finalmente staccato dai diktat e ricatti morali del clero, o in francia (paese pure governato dal centrodestra ma dove la matrice laica dello stato è indiscutibile) l'iter e le polemiche sarebbero state le stesse che da noi?

la vita è vita, per tutti. strano quindi che questo governo si dica difensore della "vita" umana per una persona in coma irreversibile da 17 anni ma lasci morire senza casa per strada (7 solo a milano in pochi mesi), o neghi l'assisitenza sanitaria agli immigrati, o ancora ponga ticket sanitari talmente alti da limitarne l'accesso agli indigenti.
o forse la vita non è vita per tutti?

luigi colombo - l.colombo58@alice.it - 11.2.09


11 Febbraio 2009
I film del Giovedì
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Continua la serie, domani sera al cinema dell'oratorio "IL matrimonio di Lorna" di Jean Pierre e Luc Dardenne.


La trama:


Lorna è una giovane immigrata albanese a Liegi. Per ottenere la cittadinanza si è messa nelle mani del malavitoso Fabio. Costui le ha procurato un matrimonio con Claudy (un tossicodipendente) e Lorna ha ottenuto ciò che desiderava. Ora vorrebbe poter aprire un bar con il suo fidanzato Sokol che fa il pendolare da una frontiera all'altra. Per ottenere la somma necessaria deve però portare a compimento il piano di Fabio. Deve cioè poter ottenere un rapido divorzio per poter così sposarsi nuovamente. Questa volta con un mafioso russo che ha, a sua volta, bisogno della cittadinanza belga. Le procedure rischiano però di essere troppo lente e allora Fabio mette in atto la soluzione che già aveva in mente: elimina Claudy con un'overdose. Lorna mantiene il silenzio ma c'è qualcosa di nuovo nella sua vita.
Qualcosa è cambiato anche nel cinema dei Dardenne. Noti agli appassionati (e vincitori di ben due Palme d'oro con) per il rigore di un cinema da sempre attento a scavare nelle cause del dolore delle persone più vulnerabili, i due fratelli vantano caratteristiche stilistiche ben definite. La camera a mano, la scelta del super 16 mm, l'assenza di qualsiasi commento musicale hanno sempre costituito gli elementi identificativi del loro cinema unitariamente a uno stile teso a non aggiungere al film un'inquadratura in più del necessario.
In questa occasione la forma (camera molto meno mobile e scelta del formato 35 mm) sembra avere avuto il suo influsso anche sul contenuto. Lo sguardo che i due fratelli belgi proiettano sul grave problema dell'immigrazione, legalizzata attraverso percorsi illegali, si lascia andare con maggiore disponibilità a un'indagine sui sentimenti venata da un accenno di patetismo. Lorna ha un volto dolcissimo ma è entrata in un'arena in cui dominano i lupi. Se vuole realizzare i propri sogni non può e non deve affezionarsi in alcun modo a Claudy con il quale è costretta a convivere per rispondere ad eventuali controlli delle autorità belghe. Ma Lorna non è un lupo. È una giovane donna che finisce col provare una pietà che sconfina nell'amore per quel relitto umano che le chiede costantemente aiuto per uscire dal tunnel in cui si è infilato. La scoperta di questo sentimento precede di poco l'eliminazione fisica del ragazzo. Il quale muore ma continua a viverle 'dentro' al punto da farla sentire in attesa di una nuova vita.
Come sempre i Dardenne offrono nel finale ai loro protagonisti una luce (per quanto fioca) di speranza. È quanto accade anche a Lorna, protagonista dell'inizio di un nuovo corso del loro cinema.


Saluti

--

Gianfranco Salvemini






10 Febbraio 2009
La vita è vita
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credo sia doveroso mantenere un rispettoso silenzio, magari con qualche preghiera e, davvero senza giudicare ma vorrei capire a livello giuridico e medico e il medico dovrebbe essere deputato alla tutela della vita non ad altro, quali sono le giustificazioni che hanno portato a lasciar morire di fame una persona: se da un punto di vista medico l'alimentazione nelle diverse metodologie non può essere considerata o confusa con il termine "terapia" allora i giudici hanno autorizzato una eutanasia? la prima, ufficiale e sentenziata ? Io mi sento molto vicino alla famiglia che in diciassete anni ha sofferto impotente e che ha desiderato e ottenuto la sentenza per dare fine ad una vita parziale e forse anche sofferente e, purtroppo, come tante altre persone in condizioni simili o peggiori perché attaccate inesorabilmente a "macchine" senza mescolare le carte o ipocrisie emotive o sentimentali io temo che tutto questo potrebbe essere "l'embrione" di un "concepimento" di una forma eutanasica addolcita ma soprattutto legale; quello che vedo: aborto, eutanasia e dopo ? attenzione che fino ad oggi siamo arrivati ad uccidere un sacco di bimbi non nati e adesso forse siamo all'inizio di un "raccordo anulare" che potrebbe portarci, trovando scappatoie, all'eutanasia?
scusandomi per il momento scelto ma sono giorni che penso a tutto questo.

Mario Manzolini




10 Febbraio 2009
Eluana è volata via
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(...) Eluana è volata via. Tutti si attendevano una lunga agonia, e uno spettacolo interminabile, ma la giovane sventurata ha lasciato a bocca aperta milioni di sciacalli. Voglio pensare che abbia desiderato fuggir via dalle gabbie della saliva lasciva con cui tutti, nessuno escluso, hanno costruito la sua ultima prigione. (...)

tratto da un articolo di Gabriele Adinolfi Testo integrale al sito http://www.noreporter.org/dettaglioArticolo.
asp?id=12723

Marco Cattalini


9 Febbraio 2009
Eluana...
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Anch'io solo di una cosa sono sicuro, i "deficienti al potere" non hanno perso l'occasione per una squallida speculazione finalizzata alla distruzione della costituzione e per affermare "unicamente" il loro potere.
Più rispetto per le disgrazie e per i drammi di coscienza sarebbero opportuni, invece ogni giorno si scatenano gli appetiti degli avvoltoi mediatici e politici.
Domenica 8 Febbraio TG nazionali, affacciato all'ambone, l'avvoltoio Berlusconi dichiara:
"La nostra è una costituzione sovietica, sappiamo tutti come è nata e chi furono gli autori. È ora di farla evolvere".
Tristemente penso ad Einaudi, Dossetti, Croce e La Pira, uomini dall'alto spessore intellettuale e morale, penso ai nostri padri che hanno conosciuto i campi di concentramento e a tutti coloro che hanno sofferto per darci un'Italia democratica sulla quale lo sputazzo quotidiano sta diventando sport nazionale. Ogni giorno di più mi vergogno di vivere nella patria dell'ignoranza, dell'arroganza e della supponenza.
Che Dio aiuti Eluana.

Saluti

Gianfranco Salvemini



9 Febbraio 2009
Eluana...
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Sono giorni che la mia coscienza tribula su questo caso.
Rispetto il volere del padre.
Rispetto il valore della vita, se quella è vita.

Di una cosa sono sicuro, che i deficenti di partito non hanno esitato a sventolare in piazza la bandiera di appartenenza. Complimenti !

Di un altra ho la certezza.
Silenzioso rispetto.

Saluti.
Walter Pellegrin

5 Febbraio 2009
Il tempo
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Il tempo per imparare a vivere è già passato
Piangano nella notte i nostri cuori all'unisono
Quanta infelicità per la più piccola canzone
Quanti rimpianti per scontare un fremito
Quanti singhiozzi per un accordo di chitarra
.......Non esistono amori felici

Louis Aragon


Pietro Gandini

4 Febbraio 2009
Auguri Gino
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A chi non l'avesse fatto a suo tempo, consiglio di leggere i ricordi di Luigi Porri pubblicati su questo sito
http://www.binasco2000.com/nonni
Un po' di storia e qualche curiosità sul nostro più o meno recente passato dal cui racconto traspare la grande sensibilità e umanità del narratore.

Auguri Gino

Saluti
Roberto Gerli


3 Febbraio 2009
Auguri Gino
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Auguri Gino.

Mi unisco alle parole di Pietro Gandini.

Walter Pellegrin

2 Febbraio 2009
Auguri Gino
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Mi associo agli auguri di Pietro per il 98 compleanno del "Signor"
Gino Porri. Caro Gino, so che lei, uomo grande umiltà, non ama molto il sostantivo signore per le valenze negative cui spesso è associato, ma nel suo caso l'ho volutamente messo virgolettato per la valenza positiva di "gentiluomo". Gentiluomo di grande sensibilità e bontà d'animo, amico di Giuseppe Scapucci e cattolico dallo spirito critico costruttivo di quella Binasco degli anni cinquanta/sessanta di cui si stanno ormai perdendo le tracce. Come abbiamo avuto modo di verificare in occasione di una recente video intervista e dalla lettura di alcuni scritti pubblicati in queste pagine, la sua memoria storica, e la sua lucida analisi delle contraddizioni moderne e del disagio giovanile, sono un patrimonio che merita di essere preservato e tramandato con grande cura.

Averla conosciuta è stato e resterà per me un grande onore.

Di nuovo auguri

Gianfranco Salvemini


2 Febbraio 2009
Auguri Gino
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2 febbr. 1911 - 2 febbr. 2009.....
Tanti auguri di buon compleanno Gino Porri ....

Sprito Libero .... Anima Sensibile e critica della Comunità Binaschina ...

Non ha mai avuto bisogno di parole,
i tuoi gesti, la tua vita, sono "macigni"
che pesanio sui nostri pensieri e sulla nostra vita....

Il tuo respiro poetico libera le nostre spalle dagli incubi della quotidianità
e dall'indifferenza del mondo "moderno"...

Pietro Gandini

29 Gennaio 2009
Giovedì Cinema
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Continuano le proiezioni del giovedì al cinema dell'oratorio. Grazie all'intraprendenza di un gruppo di signore binaschine ed alla disponibilità della parrocchia, ci viene offerta la possibilità di staccare le chiappe dalle poltrone di casa, uscire dal nefasto vortice televisivo e recarci a gustare film di ottimo livello, poco noti e che niente hanno a che vedere coi vari Natali a Rio di demenzial Boldi/De Sicana memoria.
Prossima proiezione Giovedì 5 Febbraio. Film "Pranzo di Ferragosto". Regia di Gianni Di Gregorio.


La trama
Gianni, un uomo di mezz’età, figlio unico di madre vedova, vive con sua madre in una vecchia casa nel centro di Roma. Tiranneggiato da lei, nobildonna decaduta, trascina le sue giornate fra le faccende domestiche e l’osteria. Il giorno prima di Ferragosto l’amministratore del condominio gli propone di tenere in casa la propria mamma per i due giorni di vacanza. In cambio gli scalerà i debiti accumulati in anni sulle spese condominiali. Gianni è costretto ad accettare. A tradimento, l’amministratore si presenta con due signore, perché porta anche la zia che non sa dove collocare. Gianni, travolto e annichilito dallo scontro fra i tre potenti caratteri, si adopera eroicamente per farle contente. Accusa un malore e chiama un amico medico che lo tranquillizza ma, implacabile, gli lascia la sua vecchia madre perché è di turno in ospedale. Gianni passa ventiquattr’ore d’ inferno. Quando arriva il sospirato momento del congedo però le signore cambiano le carte in tavola...

Saluti

Gianfranco Salvemini


29 Gennaio 2009
Io (ahime) c'ero :-)
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Ho un bel ricordo della manifestazione del giugno '86 che sanciva la nascita della sezione di Binasco della Croce Bianca Milano (in realtà la sezione funzionava dal giugno dell'anno prima operando dalla sede di Pieve Emanuele).
Dico "ahime" perchè questo mi annovera tra "i vecchi" della sezione (vado comunque abbastanza fiero del numero 11 della mia tessera di volontario della sezione :-).
Mino Reitano venne coinvolto nell'inaugurazione tramite una serie di passaggi.
L'indimenticato Piero Re era amico di Vittorio Bacchetta (in arte Victor Bach, arrangiatore e direttore d'orchestra) che in quel periodo dirigeva l'orchestra nel programma televisivo RAI "Vent'anni della nostra storia" che aveva come ospiti fissi Little Tony, Bobby Solo e appunto Mino Reitano.
Lui non era certo un mio idolo per genere musicale ma indubbiamente era un onesto e capace professionista.
In ogni caso era una persona estremamente umile e disponibile (qualità umane non da poco). Accettò di buon grado di presenziare alla festa e improvvisò la sua performance a fronte anche dell'entusiasmo con il quale era stato accolto dal pubblico presente.

saluti
Roberto Gerli

PS
Per la cronaca, la chitarra era di Aldo Busca: una Eko acustica a dodici corde :-)



28 Gennaio 2009
Un caro ricordo di Mino Reitano
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La notizia della morte di Mino Reitano mi ricorda che venne a Binasco, non ricordo su invito di chi, per la inaugurazione della prima Sede della Croce Bianca di Via Matteotti, proprio di fronte al Castello.

Persona molto semplice e cordiale, visto il radunarsi di molte persone al suo arrivo chiese di avere una chitarra e cantò per tutti uno dei suoi pezzi migliori.

Era presente Monsignor Vescovo di Pavia che era di fatto l’invitato ufficiale, visto che la Croce Bianca si ispira nei suoi principi alla Dottrina Sociale della Chiesa, che avrebbe dovuto tagliare il nastro, ma Mino, con tutta semplicità, precedette Monsignor Vescovo nell’afferrare le forbici, si avvicino al nastro e lo tagliò. Monsignor Vescovo accolse questo gesto con un cordiale sorriso e tutti insieme ci incamminammo a vedere la prima Sede della Croce Bianca.

Per Mino Reitano invito tutti i croce bianchini a voler ricordarlo con una preghiere; anche lui è stato un po’ un volontario perché ha fatto alla Croce Bianca tanta pubblicità con questa sua presenza.

Aldo Oliveri



28 Gennaio 2009
Per non dimenticare
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Colgo l'invito di Emiliano Tentori per alcune considerazioni sull'evento proposto dalla Civica Scuola d'arte.
Pregevole lo spettacolo "VITE". La bravura di Mara Sfondrini l'avevo già constatata in occasione di altri lavori fatti con gli Zerideltotale, ma mi sono piaciute anche le allieve. Nota MOLTO ma MOLTO dolente la location.
Trovo "vergognoso" (per usare un'eufemismo) che l'amministrazione comunale costringa ragazzi di buona volontà, artisti di buon livello e professionisti, ad esibirsi in una saletta del centro civico che non ha le minime condizioni per eventi teatrali e musicali. Nel caso in oggetto, la parte iniziale caratterizzata da un'animazione a pavimento non è stata fruibile in modo decente dal 90% degli spettatori, gli spazi lillipuziani limitano i movimenti e le possibilità scenografiche sono ridotte al minimo. Non ultima, la palese violazione delle norme di sicurezza, in quanto l'accesso e l'uscita d'emergenza dalla sala sono possibili attraverso una porta larga 90 cm e le finestre hanno sbarre da carcere medioevale.
Trovo inoltre vergognoso che, a seguito di un fortuito incidente durante una passata rappresentazione teatrale, il sindaco abbia deciso (in modo praticamente unilaterale) di non mettere più a disposizione la sala consigliare, la quale, in mancanza di uno spazio pubblico per teatro, musica o audizioni, è sicuramente uno spazio più adeguato del cento civico.
Per quanti riguarda la mostra "AUSCHWITZ", quale autore di diverse mostre, senza entrare nel merito della qualità dell'installazione, do solo un consiglio: meglio evitare l'abbondanza di testi, lunghe letture in piedi non sono agevoli, la lettura richiede tempi adeguati e spazi individuali che consentano la riflessione. Meglio abbondare con immagini significative e brevi testi sintetici a sottolineare la pregnanza delle immagini. Nel caso la parola sia preponderante, meglio puntare su proiezioni audiovisive. Però sempre in spazi adeguati.
Comunque complimenti e grazie per lo sforzo prodotto.

saluti
Gianfranco Salvemini





28 Gennaio 2009
27 gennaio Festa della Memoria
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27 gennaio FESTA DELLA MEMORIA

Il Comune di Binasco e la Civica Scuola d'Arte hanno ricordato la shoah con l'evento "PER NON DIMENTICARE" che si sta svolgendo al Centro Civico fino al 1 febbraio.
Ci farebbe piacere sapere da chi ha visitato la mostra "AUSCHWITZ" o ha visto lo spettacolo "VITE" cosa ne pensa, se lo sforzo fatto dalla scuola a dalle attrici ha raggiunto l'obbiettivo o anche le lacune, cosa non è piaciuto...

Grazie

la Civica Scuola d'Arte a.d.c.f.

Emiliano Tentori

28 Gennaio 2009
Tennistavolo
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La partita di sabato 24, è terminata con la vittoria della squadra di casa, con una brillante prestazione.
La prossima partita sarà giocata il 31 gennaio, ore 15,30, nella palestra delle ex scuole elementari di via Roma.
Nostra avversaria la squadra del Bonola di Milano, come al solito vi aspettiamo numerosi!

Vi segnalo inoltre che venerdi' 30 gennaio, a Pieve Emanuele, Palazzetto Comunale, ore 19,30 si svolgerà un incontro di Campionato Europeo che vede la squadra di Milano confrontarsi con il Borussia Dusseldorf.

Stella di questa squadra il campione europeo Timo Boll.

Carla Montani



28 Gennaio 2009
Se questo (immigrato) è un uomo
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Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi
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un brano ancora attuale dopo sessant'anni , pensando alla vita che fanno molti immigrati nel nostro paese vivendo in baracche, sotto teloni o nelle aree dismesse. quegli stessi immigrati preziosi nei cantieri o nei campi ma che danno fastidio quando cercano una casa. quegli immigrati che fanno comodo ormai per i lavori più umili ma che bisogna nascondere e cacciare quando parlano di diritti civili. quegli immigrati che fanno notizia solo quando avviene uno stupro ma che altrimenti non esistono agli occhi di molti.

luigi colombo - l.colombo58@alice.it - 27.1.09


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