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22 Ottobre 2002
Un batiman
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Vurevi fag un batiman a tut i gent che han fai la rapesentàsion dal Napuleon in Binasc.
Ma sensa desmentegas, da tuti quei che han laurà, sensa andà in scèna.
Bravi FIOEU.
Tanti bei rob a tutti.

Un cumpaesan

(Marco Benati)

22 Ottobre 2002
La Fiat è finita...
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Bella la lettera del sig.VELLA ,altrettanto bella la lettera del
sig.TOSI,tutti e due con giri di parole differenti tra loro,dicono le stesse
cose .....la FIAT purtroppo e' finita

SALUTI
PEPIN LOPEZ
Giorgio Albertini

22 Ottobre 2002
Fiat, un dramma che non può essere banalizzato.
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Scopriamo con orgoglio che anche a Binasco abbiamo uno che "si è fatto da solo". Uno che ha anticipato quello che oggi Berlusconi va propinando: ... "Italiani Fatevi da soli prendete esempio da me". Or dunque anche qui, nel nostro piccolo, abbiamo un "berlusconino" in miniatura che non ha mai avuto bisogno di nessuno e buon per lui, men di meno, del ricorso all'articolo 18, uno che si è autogestito le proprie doti professionali, volta per volta, non perchè mancasse lavoro o perchè il "padrone" (non ho capito perchè PADRONE maiuscolettato, peraltro, termine superato e non più di attualità nel linguaggio corrente, giustamente, sostituito con datore di lavoro o imprenditore) lo riteneva un esubero oppure perchè non sopportava il suo asfissiante controllo ma, anche su questo buon per lui, solo perchè decideva, in piena autonomia, libero da qualsiasi condizionamento, di cambiare. Così sempre a somiglianza di B.......... ha fatto l'apprendista, l'operaio, il libero professionista, forse ha tentato la carta di mettersi in proprio ma non ce l'ha fatta ed è tornato a fare il dipendente. Pensate, ha deciso anche di "scendere in campo" nell'impegno istituzionale ma anche in questo campo non è riuscita l'impresa e ha dovuto ripiegare nell'attività di "osservatore fotografo". Non so sinceramente se tra le sue attitudini professionali annovera anche l'esperienza canora, così, si fà per dire, tanto per non essere da meno.

E adesso parliamo di alcuni particolari argomenti toccati dallo scritto di Tosi L., a dire il vero, con un pò di disinvoltura e superficialità e un pizzico di presunzione. Sottolinea che nel passato nei confronti della FIAT si è prestato più attenzione ad assistere il salario che alla qualità del lavoro. Mi sembra che emerga una scarsa conoscenza sia della storia di quella realtà industriale che del contributo dato da migliaia di Lavoratori dal tempo della sua nascita 1899 ad oggi. Incominciamo col precisare che quello che viene definito dal Sig Tosi salario assistito nella storia della FIAT viene memorizzato e riconosciuto, invece, quale risultato di conquiste frutto di lunghe lotte e sacrifici anche di molte vite umane (leggi periodo gestione Valletta). Leggere ogni tanto la storia vera di questo Paese farebbe bene allo spirito, all'anima oltre a rinverdire la memoria. Anche se le cose che si sentono dire e si scrivono, in questi ultimi tempi, tendono più a un revisionismo storico, non per intima convinzione di chi le dice e le scrive ma perchè fanno tendenza e finalmente permettono di salire in ribalta.
Secondo aspetto: "la qualità del lavoro trascurata" e quelli di Pomigliano d'Arco poco professionali. La qualità del lavoro non è data dal solo risultato delle capacità e conoscenze proprie espresse dai lavoratori, ma è il concorso tra queste, il modello organizzativo produttivo, l'innovazione tecnologica degli impianti e del prodotto, investimento in ricerca e un serio piano di formazione permanente che investe tutta la scala gerarchica direzionale e produttiva. Senza investimenti in questo senso non si ha ne la qualità del lavoro, ne quella del prodotto ancora di meno si è competitivi sul mercato. Spiace notare una vena un pò razzista quando si cita il lavoro poco professionale di quelli di Pomigliano d'Arco (ecco i soliti poco di buono terroni) come se stante l'attuale situazione di crisi generale della FIAT possa essere adossata a questa citazione e a quella sola realtà produttiva la responsabilità di un fenomeno che ha radici ben più profonde che travalicano lo stesso confine delle politiche economiche, industriali e produttive nazionali.

Terzo aspetto: La FIAT è in crisi perchè l'utenza interna non si fida e non acquista il prodotto che produce e i box degli Italiani sono pieni di auto "straniere". Povero orgoglio Nazionale che fine ha fatto!. Carissimo Tosi ma l'esempio Ferrari non ti ha insegnato niente?
Non hai provato a chiederti che là dove si è investito in ricerca e innovazione, qualità del prodotto e professionalità sono evidenti i risultati, si è stati competitivi, si è avuto prestigio e mercato, la soddisfazione di chi quel prodotto ha contribuito a realizzarlo e si è risvegliato anche l'orgoglio Nazionale per quello che siamo in grado di progettare e produrre.
Più semplicemente chiediti perchè l'azienda per cui lavori ti ha affidato una Ford Focus e non una FIAT o perchè un numero di Cittadini, in costante aumento, si rivolge a un mercato di prodotti non Italiani. Forse la colpa è di quei Lavoratori "sciagurati" che si battono per l'articolo 18 oppure di quei "poco professionali" di Pomigliano d'Arco, o per citare un argomento caro a Confindustria al costo del Lavoro? Abusando di qualche mia esperienza personale provo ad azzardare qualche possibile causa.
Una politica industriale inesistente che non incoraggia e investe in risorse umane che possono produrre ricerca idee e progetti. Le nostre teste pensanti al contrario li si incoraggia a prestare la loro intelligenza ad altri Paesi. Si impoverisce consapevolmente il tessuto dello studio, della ricerca e della progettazione. Alla nostra nomenclatura imprenditoriale non interessa più progettare e creare un prodotto ma assemblarlo impoverendo così la motivazione di chi è chiamato a produrlo. Per assemblare non c'è bisogno di grandi capacità professionali e così si impoverisce la qualità del prodotto. Gli spazi di produzione industriale si ridimensionano si parcellizzano, si produce in spazi sempre più ristretti al di fuori di ogni controllo, di ogni regola. Aumenta il Lavoro nero e il sommerso, i sottopagati e i mercanti di manodopera. I profitti vengono quasi esclusivamente destinati ad operazioni finanziarie per accumulare ulteriori concentrazioni di ricchezza escludendo a priori ogni ecqua distribuzione nel Paese Altro che liberalizzazione della rete prroduttiva si và verso la distruzione di quel poco che ci rimane. Un Paese senza una solida rete industriale che è il punto di riferimento per il rilancio di ogni economia Nazionale è destinato ad un inesorabile declino. Noi ci siamo molto vicini! E' interesse di tutti non banalizzare argomenti di importanza vitale per milioni di famiglie ma proporre vie d'uscita dalle difficoltà e per rivitalizzare una presenza industriale di qualità.
Scusatemi ho scritto più del dovuto, grazie per l'attenzione

Pino Vella


22 Ottobre 2002
Complimenti !
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Sabato e domenica è stato suggestivo trovarsi nelle vicinanze del nostro CASTELLO ... era impossibile non fare un salto nella storia ...
Complimenti davvero a tutti: chi l'ha pensata, chi l'ha fatta e tutti coloro che si sono impegnati.
BRAVI, BRAVI e.... grazie!
Attenzione !!!
nello spezzone filmato proposto da RAI 3 , ... la "CIA" ha individuato una popolana binaschina "infiltrata" si tratta di una cittadina francese che, in prima fila, inveiva contro l'esercito ... attenzione potrebbe trattarsi di una "spia" travestita da binaschina ... controllate ... si sa mai !!!!
(Attenzione anche al Giancarlo Riccardi che si è intrufolato per vendere i biglietti della sottoscrizione)
ciao a tutti e ancora grazie per aver donato a Binasco due belle giornate preparate con stile e professionalità.

BELLE LE FOTO DEL SERVIZIO DI "BINASCO2000"

Mario Manzolini

21 Ottobre 2002
Complimenti
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Complimenti vivissimi a tutti quanti hanno prima voluto e poi realizzato
l'evento "Napoleone a Binasco".
Purtroppo ho potuto seguire da vicino solo la rappresentazione in Castello
di domenica sera, ma sono stato davvero entusiasta della riuscita.
La drammatizzazione è stata molto efficace, la scenografia essenziale, le
luci utilizzate davvero bene... gli attori... bravi, bravi, bravi.
Ancora grazie a tutti gli organizzatori, le associazioni e i gruppi
coinvolti, gli sponsor vari e soprattutto le persone che si sono impegnate
per realizzare questo spettacolo.

Paolo Frigerio (anche a nome dell'Amministrazione Comunale)


21 Ottobre 2002
A proposito di Fiat
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Ho letto con attenzione il volantino della sinistra di Binasco, alla domanda, Dove è e dove va la politica del governo? io rispondo con un’altra domanda: "Dove sono finiti i miliardi che i cittadini italiani, hanno dato alla Fiat in tutti questi anni, quando c’erano altri a Governare??. Poi la sinistra non si è ancora accorta che la crisi della Fiat esiste da molti anni, a questo punto mi viene da pensare che i precedenti governi si sono sempre preoccupati di garantire stipendi e non qualità del lavoro. Perché la Fiat è in crisi? Perché neanche chi lavora alla Fiat compera Fiat, basta fare un giro nel parcheggio dell’Alfa Romeo di Arese per verificare. Io sono stato anche nello stabilimento di Pomigliano d’Arco – NA. e posso garantire che tutta quella professionalità che si dovrebbe salvaguardare io non l’ho vista. Questo è il giudizio di chi ha sempre lavorato con il PADRONE dietro al sedere, che non ha mai avuto bisogno dell’articolo 18, perché ha sempre scelto lui di cambiare lavoro, che quando è rimasto senza lavoro ha aperto la partita IVA e avendo della professionalità da vendere ha fatto il libero professionista e non il disoccupato ( avevo 45 anni con 31 anni di lavoro alle spalle), fino a ritornare a fare il dipendente in una delle aziende con cui collaboravo, è poi le mie macchine sono state: Fiat 500 L – Fiat 128 Coupè - Alfa Sud – Alfa Sud ( non è un errore sono state 2 ) Alfa 75 – Fiat Bravo TD e solo ora guido una Ford Focus perché è della ditta per cui lavoro. Quindi il mio consiglio è: Fare un piccolo esame di coscienza, guardare nel proprio box e poi eventualmente criticare.

Tosi Luciano



21 Ottobre 2002
Dal Guatemala con amore ...
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Padre GIUSEPPE CONTRAN il frate francescano che dirige il "Cottolengo del Guatemala" nella città di Antigua, che tutti noi abbiamo visto nello "spot" televisivo del 8x1000, mi scrive:
"... In questa DOMENICA DELLE MISSIONI la nostra risposta al Signore deve essere molto personale ed effettiva. Coraggio! Continuate con il vostro impegno, noi contiamo su tutti voi.
Ho appena celebrato il funerale di un nostro paziente, qui solo da tre giorni, è stato portato qui in situazioni da ... "Madre Teresa": con ulcere, sporco, abbandonato da mesi e mesi ... in situazioni inumane ...
L'abbiamo lavato, cambiato, servito ... ma ci è morto.
Almeno ha ricevuto un poco di dignità che forse non aveva ricevuto prima.
... una piccola testimonianza di MISSIONE da un luogo che ho visitato ... malati di mente, persone emarginate, handicap di ogni genere ... cose orribilmente umane ...
In questo inferno regna la serenità ...
... una serenità "cosciente" e vera, io non sono in grado di sapere se i molti "ospiti" dell'Hermano Pedro, così si chiama l'ospedale, siano in grado di capire ma una cosa è certa, l'amore e la totale dedizione dei frati e dei volontari , hanno trasformato un esempio di LUOGO DI SOFFERENZA in un'isola serena dove si percepisce la pace, dove si è rispettati"

Mi permetto di rendere partecipi i lettori dei PORTICI in questo periodo di CELEBRAZIONE MISSIONARIA del breve pensiero che Padre Giuseppe Contran missionario francescano in Guatemala ha voluto inviarci.
Approfitto dell'occasione per comunicarvi che il prossimo 7 novembre partirò per l'India e il Nepal ... sarebbero gradite caramelle per i bambini dei CENTRI MISSIONARI
loro ... una caramella la fanno durare tutto il giorno perché, dopo qualche succhiata la rimettono nel cartoccio per conservarla e rimetterla in bocca in un altro momento.
La nostra SEDE è in Largo Loriga, di fianco all'Oratorio e siamo aperti dal LUNEDI' al VENERDI' dalle 15 alle 19 e il sabato dalle 8,30 alle 12.30
... SE VI "AVANZA" QUALCHE CARAMELLA ... PENSATE ANCHE A LORO.

Mario Manzolini

19 Ottobre 2002
Napoleone
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Dovevo essere del gruppo che rappresentava i binaschini contro le truppe Napoleoniche.
Purtroppo alcuni problemi familiari mi hanno impedito di essere del meraviglioso gruppo che si sta dando da fare in questi giorni.
Auguro a tutti loro un grande successo che ripaghi le enormi fatiche svolte da settembre fino ad oggi.
Saluti
Walter Pellegrin

16 Ottobre 2002
Con il patrocinio di...
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Sulle locandine di NAPOLEONE a Binasco, spicca il logo della regione Lombardia, peccato che tra gli Eventi con il patrocinio della Regione Lombardia ( vedi www.cultura.regione.lombardia.it ) la manifestazione di Binasco non c’è, come mai???

Attendo notizie aggiornate, senza polemica.

Tosi Luciano



16 Ottobre 2002
Cordoli e Panettoni: tra un po' è Natale
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Grazie don Andrea, peccato che ci sono cose che solo le persone normali riescono a giudicare negativamente, mentre gli esperti trovano soluzioni tecnicamente ineccepibili e come tali esenti da critiche. Domenica pomeriggio armato di macchina fotografica ho passeggiato per circa tre ore per Binasco e di situazioni dove i nostri amministratori dimostrano tutte le loro capacità tecniche ne ho fotografate fino ad esaurire la memoria della macchina. Si va dai panettoni sparsi per il paese, e in molti posti qualcuno dovrebbe chiarirne l'utilità, alcuni cominciano ad essere posizionati incassati nell'asfalto, in modo da essere ancora meno visibili e quindi regalare ulteriori ammaccature durante le manovre di parcheggio, basta vedere di quanti colori sono segnati. Ci sono villette ad un piano che sono diventate o stanno diventando palazzi a tre piani, mentre ad altri si vieterà in futuro, di realizzare la cuccia del cane. Transenne parcheggiate ogni dove, la soluzione tecnica della transenna + archetti di via Dante, legati con il fil di ferro. La Bacheca del comune dove è stato esposto il manifesto riguardante l'accensione degli impianti di riscaldamento, ma era proprio necessario anche li?? Verificare la qualità delle asfaltature fatte di recente, in diverse zone, il nuovo incrocio con la via P.L.da Palestrina. Potrei continuare, ma non voglio annoiare, faccio solo notare che risposte da chi dovrebbe non arrivano, come mai?

Tosi Luciano

Ps. Un'ultima annotazione, da Sabato il cestino dei rifiuti di fronte alla chiesa è aperto, i blocchetti di porfido sempre sul piazzale della chiesa sono un disastro, qualcuno è già caduto, ma forse oltre agli accidenti al comune non ha detto altro, Si lo so che la piazza sarà sistemata a scomputo degli oneri di urbanizzazione della casa di riposo, ops.. la Residenza Sanitaria ecc. ecc. ma forse si potrebbe fare qualcosa anche prima, non vorrei che inciampasse Napoleone e se si Inca ...za di nuovo sono guai.


15 Ottobre 2002
Cirami The End
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Anche Pino Vella “forse” non ha capito, o più probabilmente anch’io mi sono
spiegato male. Su una sola cosa concordo....le coscienze e la dignità non si
comprano....o perlomeno, non si dovrebbero comprare, perché la realtà
insegna che spesso non è così.
Lo sforzo di osservare la realtà a trecentosessanta gradi, (tipico dell’uomo
rinascimentale e andato perduto) che Vella scambia per “tuttologia”
sicuramente non è esente da errori di valutazione, ma è più positivo
dell’ostinarsi ad osservare la realtà col “paraocchi”.

Cordialità

Gianfranco Salvemini

15 Ottobre 2002
La tuttologia e la dietrologia imperano
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Che questo sito sia la libera espressione del sentire quotidiano dei Cittadini è cosa certamente positiva e utile. Non a caso sono presenti una grande quantità di pensieri, critiche, proposte, idee, emozioni ecc..Ma a volte ho la sensazione che in alcuni interventi dominino i "Saperi universali". Non c'è freno! Si spazia dalla conoscenza dell'intincolo della pastasciutta della nonna alla psicologia analitica della mente umana; dalla analisi, puntigliosa, degli eventi del quotidiano vivere alla storicizzazione delle responsabilità, quasi a connettere dietrologie con giustificazioni ai comportamenti dell'oggi.
Poichè ritengo le cose dette sulla Cirami, da parte di Riccardo Benvegnù, corrette e l'indignazione espressa degna di rispetto, mi associo e aggiungo per i tuttologi: La storia dei nostri tempi non la fanno i scimmiottamenti, più o meno consapevoli, del pensiero revisionista e qualunquista (tanto sono tutti uguali oppure se uno è disonesto c'è stato senz'altro qualcuno prima che gli ha fatto scuola o ancora ieri W mani pulite oggi abbasso le "toghe rosse").Ci sono già quelli che in barba ad ogni pudore pensano e si impegnano in tal senso a far si chè la storia e la memoria di questo Paese sia suscettibile a variazioni a secondo del "prezzo a disposizione" che qualche magnate nostrano è disposto a pagare. Penso e spero, concordiate con me, che le coscienze e le dignità non si comprano. Così come ritengo utile che ognuno di noi rispetti l'ordinamento democratico che la Costituzione Italiana ci ha consegnato ivi compreso la piena autonomia dei Giudici. Il legittimo sospetto (proposta di legge Cirami?) serve a scardinare l'autonomia di giudizio del collegio giudicante ed è funzionale ai Gaglioffi che pur di sfuggire alla giustizia mettono mano al borsellino per dotarsi di un congruo numero di avvocati professionisti che volta per volta individuano o inventano un "legittimo sospetto" magari fino alla prescrizione del reato.

Se proprio vogliamo non vedere e sentire quello che accade possiamo affogare in una tinozza di vino. Ma penso proprio che su queste questioni convenga a tutti essere astemi.

Pino Vella


14 Ottobre 2002
Viabilità
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Vorrei fare alcune considerazioni circa la viabilità a Binasco... Non intendo essere "critico", ma vorrei con queste osservazioni essere costruttivo.
Venendo a Binasco da Pavia noto la difficoltà della circolazione in paese, soprattutto in certi orari e ho l'impressione che questo sia dovuto alla particolare situazione della nostra viabilità (sensi unici, ecc.).
Facciamo alcuni esempi: se per caso mi capita di entrare in paese al primo ingresso arrivando da Pavia, per andare in via Cavour (casa paterna) devo fare tutto il giro dell'asilo e riprendere dall'inizio v. Matteotti. Non è un giro inutile? Non si inquina maggiormente il paese così? Non si rallente il traffico? Già feci qui una mia proposta: perché non riportare v. Dante a doppio senso di circolazione, così da unificare un paese ora diviso in due come viabilità?
Un secondo esempio: l'incrocio davanti all'autostrada: è veramente una confusione. Uno che arriva dal paese deve andare fino all'incrocio "pericoloso" di lacchiarella e milano per tornare poi indietro. Non è un giro inutile?
Gli esempi potrebbero continuare...
Ma vorrei concludere con una nota un po' "comica": ho potuto notare di giorno e di sera il lavoro in v. Cannito (e non solo) con i paletti catarifrangenti messi sulla striscia di cemento. Che obbrobrio!!! Sono veramente di pessimo gusto. Ma chi ha avuto questa idea? Speriamo spariscano presto, anzi forse si potrebbe togliere tutto quello che era stato messo e anche la striscia di cemento. A che serve lì una pista ciclabile? Anzi sembrerebbe una "autostrada" ciclabile. NOn è meglio rendere la strada più grande, considerato che le biciclette raramente usano quel passaggio, sopratutto quando piove e quella zona si allaga?
Scusate le mie osservazioni molto pratiche, ma l'osservazione di questi giorni mi ha spinto a scrivere.
Buon lavoro a tutti...

don Andrea Migliavacca

14 Ottobre 2002
Civiltà
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"il grado di civiltà di una nazione si misura dalla percentuale di macchine che in prossimità di una pozzanghera con a fianco un pedone, rallentano..." (anonimo)

....tacci sua! a quello che mi ha lavato ieri sera.

PS - un bel butigliòn da vin da past e sem a post.

Edo Oliveri


14 Ottobre 2002
.
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Decisamente Riccardo non ha capito cosa intendevo.
E' probabile che mi sia spiegato male.
Non fa niente.

saluti a tutti
Roberto Gerli


14 Ottobre 2002
giustizia uguale per tutti???
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Caro Riccardo, forse non ti sei accorto che anch’io sto aspettando risposte concrete, e per questioni molto più banali, ma non per questo penso che non mi si risponde perché si vuole nascondere qualcosa. A proposito di giustizia io non so se tu hai mai avuto occasione di avvicinarti. Io ho fatto solo una causa, ma ho dovuto ricorrere in appello per avere ragione su una questione che solo guardando la data di tre lettere si poteva risolvere tutto in prima istanza. Avrei dovuto fare un’altra causa per chiedere i danni, ma mi è stato sconsigliato, perché forse non avrei recuperato neanche le spese a cui sarei andato incontro, e a me la cosa sembra assurda, ma forse la mia controparte lo sapeva che facendo i propri affari l’eventuale rischio era inferiore ai vantaggi ottenuti. I personaggi contro cui mi ero schierato sono ancora molto attivi e la giustizia se la cucinano in casa a suon di amicizie. Cosa dovrei dunque pensare. E poi o pensiamo che tutti i giudici sono onesti e indipendenti, a questo punto in qualunque posto si faccia un processo la verità verrà sempre fuori, i colpevoli prima o poi pagheranno, oppure si pensa che con questa legge non sarà più possibile per chi la giustizia l'ha sempre gestita a scapito di altri, continuare a farlo?

Io comunque la legge non l’ho letta, spero che tu l’abbia fatto.

Luciano Tosi




14 Ottobre 2002
Cirami parte terza
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l mio è il pensiero di un cattolico non duro, men che meno puro, finalmente
libero da stereotipi come “destra-centro-sinistra”
Solo un “perfetto cretino” o fortemente interessato può trovare la Cirami
una buona legge, banale rischia di essere il ribadirne l’ovvia negatività.
Ciò che Riccardo non fa, o omette di fare, è un minimo di analisi
storico/critica sulle “cause” che hanno prodotto questa legge. Non si può
prescindere dal considerare che dopo Tangentopoli vi è stato sovente un uso
strumentale della giustizia dal quale, un solo grande partito è uscito
indenne (e non è un caso). Quando il Cavaliere, fruitore di copiosi benefici
e regalie da parte del centrosinistra della prima repubblica, conquistò per
la prima volta quel potere che la sinistra del tempo (ex P.C.I.) era sicura
di avere ormai a portata di mano, iniziò nei suoi confronti un inseguimento
giudiziario ad orologeria (per misfatti guarda caso avvenuti durante i
governi di centrosinistra) col chiaro intento di riprendersi quel potere che
elettoralmente era stato negato.
Seguì il ribaltone con anni di lotte di potere all'interno del nuovo
centrosinistra e tentativi di delegittimazione dell'avversario, sicuramente
motivati, ma condotti in modo talmente maldestro da ottenere l’effetto
contrario, ovvero, all’inquisito venne data credibilità.
Chiaro il perché, riconquistato il potere, la cosa prioritaria per l'uomo di
Arcore sia stata il crearsi uno scudo (la Cirami) per proteggere “affaracci
e cortigiani” da una prevedibile giustizia programmata.
Gli effetti li stiamo vedendo e sicuramente il peggio deve ancora venire.
Oggettività impone di “riconoscere” che il Cavaliere non si è generato per
partogenesi ma ha radici ed è circondato da transfughi provenienti dai
partiti del malcostume della prima repubblica, e di quel malcostume vengono
ora usate e amplificate le espressioni peggiori.
Morale: Se qualcuno tira di spada altri gli han fatto da maestro e gli hanno
armato la mano.
Indignarsi è il minimo, almeno per me, che dalle ceneri del vecchio sistema
politico speravo nascesse una nuova generazione di “giusti ed onesti” che
sapessero ricreare un sistema dal quale ripartire. Opporsi è d’obbligo, ma
solamente ricomponendo il puzzle con tutti i tasselli al posto giusto ed
avendo ben presenti le responsabilità storiche sarà possibile evitare gli
errori commessi. Concentrarsi solo sugli “orrori” attuali rischia veramente
di generare retorica e non dare risultati “concreti”. Se sapremo fare questo
forse qualche spiraglio per uscire dal tunnel sarà possibile, altrimenti,
ingollarsi damigiane di Pio Cesare e fare girotondi non risolverà i
problemi, ci renderà tutti più “incazzosi” e non rimarrà che recitare i
nostri “mea culpa”.

Buon vino a tutti.

Gianfranco Salvemini


12 Ottobre 2002
Risposte concrete.
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Soltanto due righe per chiarire definitivamente la mia posizione agli amici dei Portici.
So benissimo che l'Italia ha una storia recente fatta di scandali, insabbiamenti, tangenti e prevaricazioni. Ma ciò che trovo agghiacciante è prendere un drappello di avvocati, studiare il sistema di cambiare le regole del gioco ed utilizzare poi il parlamento per stravolgere l'ordinamento legislativo in modo da decretare la fine di processi in corso. Avrei preferito che si dichiarasse l'impunità (immunità) di alcuni intoccabili piuttosto che si stravolgessero norme a vantaggio di una miriade di truffatori e delinquenti comuni. Non si capisce che il danno è duplice: oltre ad insabbiare procedimenti eccellenti si sconquassano altre decine, se non centinaia di processi in corso.
Per una volta vorrei che invece delle solite risposte (un po' banalotte) del tipo "è sempre la solita storia, era così anche prima" un liberale convinto, un "duro e puro", o, perchè no, un cattolico di centro destra, mi spiegassero l'utilità ed efficacia della nuova legge sul falso in bilancio. Vogliamo essere concreti e non retorici: benissimo, allora ditemi che vantaggi avrà il mio paese dall'approvare in fretta e furia la Cirami o la legge sulle rogatorie. Voglio risposte pratiche, che mi facciano dire: "E sì, è proprio una buona legge, proprio quello che ci voleva!!!"

Riccardo Benvegnù

11 Ottobre 2002
Polemica...ma veramente è una trappola?
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Riportare fatti in modo puramente “neutro” senza considerazioni personali e
relazioni storiche per paura di essere “demagoghi” rischia veramente di
generare retorica, tuttavia, non capisco perché si debba temere di essere
tacciati di “polemismo” dando di fatti e situazioni valutazioni soggettive.
Dal mio vecchio Garzanti della lingua Italiana rilevo:
• Polemica - controversia accesa per lo più scritta
• Polemizzare - discutere contendere con qualcuno con scritti o discorsi per
sostenere le proprie idee.
Quindi, di per sè la polemica non ha l’accezione negativa che gli si vuol
dare ma è cosa positiva se e vero che, discutere e contendere, sono alla
base di democrazia e libertà. Grandi pensatori e uomini di cultura sono
passati alla storia proprio per i loro scritti polemici, un esempio per
tutti, il mio omonimo Gaetano Salvemini (purtroppo non parente) statista e
autore della famosa “questione meridionale”.
Relativamente al fatto che paragonare l’operato dell’attuale governo a
quelli della prima repubblica voglia dire fare di tutta l’erba un
fascio...beh, mi sembra un tantino esagerato. Caro Riccardo, hai mai sentito
parlare di “insabbiamento di processi” o sentenze sui casi Ustica o piazza
Fontana? Questi sono solo alcuni esempi, ma se cerchi bene di
“docomentazione” ne trovi a valanghe, di destra di centro e di sinistra. E
per favore risparmiamoci l’accusa di qualunquismo.
Mi associo al brindisi, però con Pio Cesare dell’oltrepo.

Ciao a tutti

GHianfranco Salvemini

11 Ottobre 2002
Un po' d'ordine
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Mi sembrava che il mio discorso volesse associare
- Commento alle notizie = Retorica
- Precisazione sull'orientamento (non comunista) della fonte = Inutile in quanto le notizie sono in forma neutra.
Ma ne è venuta fuori una risposta di
Cronaca! non retorica.
boh. E' possibile che abbia fallito nei mio intento.
Non ho messo in dubbio la verità dei fatti riportati.
Non ho detto (o non intendevo) "tanto sono tutti uguali" ma al limite "sono tutti uguali" (c'è in meno la rassegnazione).
Retorico è usare i toni e le frasi fatte del commento ("vengono calpestati ideali e valori ecc. ecc.") come se fossimo davanti a eventi senza precedenti il che, in ultima analisi, non è vero.

Roberto Gerli

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