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8 Febbraio 2008
Si fa ma non si dice...
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Basta poco a vivacizzare le discussioni che languono, neh?
Ma entriamo nel vivo: prima gli "aumma aumma" non spiegati pubblicamente ma sussurrati nelle orecchie di pochi, poi altre affermazioni tipo "Non sempre è facile intervenire (o non tutti se la possono sentire) toccando certi argomenti/ambienti/personaggi"

Quindi non sono molto lontana dal vero quando affermo che Binasco, in un match contro Corleone, in quanto a omertà non rischierebbe di fare brutta figura, eh?!
Anche qui ci sono argomenti e soprattutto persone che è meglio non toccare?!!!
Del resto il "Tengo famiglia" è più noto refrain italiano... buono in ogni occasione.
Qui si parla dei problemi ma mai dei... problematici.
Mi torna alla mente una vecchia canzone di inizio secolo (scorso) ripresa dal sublime Paolo Poli:"Si fa ma non si dice! E chi l'ha fatto tace, lo nega e fa il mendace ma non ti dice mai la verità. Si fa, poi si rifà...".
Un po' come le corna.

"sono una commerciante quindi ritenuta 'responsabile' del caro vita che affligge molti...Insomma, sono un concentrato di qualità negative!"
Capisco sia più facile fare del vittimismo piuttosto che entrare nel merito degli argomenti, ma mi scusi, dati alla mano, è forse falso che i negozi di Binasco hanno avuto per molti anni (e forse ancora tutt'oggi) i prezzi più alti del circondario? nessuno ha detto che LEI sia responsabile del carovita a Binasco, tuttavia questa codina di paglia che prende fuoco facilmente non depone a favore.
E' significativo anche il fatto che nessuno risponda in merito all'unico supermercato che vi sia qui e ai suoi proprietari (almeno quelli iniziali). Comunque, dato che specifica di non essere proprietaria di supermercati (e qui la coda di paglia sembra inzuppata nella benzina), se legge bene il mio post precedente ho scritto "un gruppo di commercianti locali", non tutti. Considerato che questa voce gira da anni in paese e i meglio informati sembrano essere proprio i commercianti, lei, pur essendo stata esclusa dalla partita, ne ha mai sentito nulla dai suoi colleghi?
O anche questo è meglio non dirlo perchè rientra negli argomenti e tocca quelle persone di cui sopra?
Per quanto riguarda la valorizzazione delle vecchie corti e cascine da valorizzare, anzichè perseverare nelle nuove edificazioni, concordo poerfettamente con lei: sarebbe la strada più logica. In molte zone del pavese si sta perseguendo questa via.
Qualche riflessione invece mi suggerisce la lamentela sullo scarso passaggio a Binasco: io mi riferivo al TRAFFICO di passaggio che fa danno, cosa ben diversa dal passaggio di persone. Si tratta di veicoli che attraversano il paese per abbreviare il percorso da un'estremità all'altra, mancando altre scorrevoli circonvallazioni.
Questo paesello era (alcuni decenni fa) un punto di riferimento per tutto il circondario, anche per gli abitanti dei paesi circostanti. Ora cosa c'è di peculiare a Binasco? a parte la moltitudine di agenzie immobiliari cosa offre questo paese? fare la spesa qui, coi prezzi che ci sono? e la sera?è mai uscita la sera, in piazza? non c'è più un bar aperto, non c'è vita e non è granché gratificante starsene desolatamente seduti sulle nuove panchine (scomodissime senza schienale!!!) a contemplare la rinnovata piazza e la facciata della chiesa tirata a lucido.
E di chi è la colpa di questo mortorio? questo non è forse un modo per spingere i binaschini ad andarsene altrove?
Tasse al 20% : io penso che il problema non stia tanto nel quanto paghiamo in tasse ma nel quanto ci ritorna in servizi.
Mi spiego: parlando con la mia amica danese mi dice che il suo stipendo finisce per oltre metà in tasse ma poi tutto ciò le ritorna in servizi (sanità, istruzione e sotto molte altre forme). Quel che dà fastidio a me è che invece oltre a pagare le tasse debbo anche pagare i servizi e pure a prezzi esagerati! Chi ha fatto un prelievo di sangue o un'ecografia sa di cosa parlo.
Abolire le tasse come vuole qualcuno significa alzare ancor di più le tariffe dei servizi sociali e se li potrà permettere solo chi guadagna molto, gli altri... ciccia.

Infine, come passatempo per la primavera si potrebbe cercare qualcosa di più stimolante, non crede? dice un proverbio: "Quando il saggio indica la luna lo stolto guarda il dito".
Vuole un'altra metafora? ogni volta che un politico viene intercettato telefonicamente per qualche malefatta non risponde nel merito dell'argomento ma si indigna del fatto che è stato ascoltato nella riservatezza delle sue conversazioni (truffaldine) e che le conversazioni sono state rese pubbliche.
Singolare, no?
Si tranquillizzi, sono una donna almeno quanto lei e circa la mia identità non c'è nulla da scoprire, anche se fa sorridere l'accanimento su questa sciocchezza del "chi è". Non le piace il mio nome? lo italianizzi pure: può chiamarmi Addolorata se lo preferisce.
Ma molto meglio sarebbe dedicare la mente al nocciolo dei problemi seri, non continuando a spostare l'attezione su aspetti assai futili.

Un saluto cordiale
Dolores Panza



8 Febbraio 2008
800 abitanti
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Buongiorno,
è molto che manco da queste pagine, ma appena posso le leggo andando a ritroso nel tempo.
Questa sera ho visto che la Sig.ra Dolores ha messo tanta carne al fuoco.
Si chiede chi ha pensato alla viabilità del nostro paese, domanda come mai i negozi hanno prezzi esorbitanti, vuol sapere chi sono i palazzinari di Binasco?
A parte che credo che la Sig.ra ne sappia una più del diavolo, lascia intendere di non sapere che gli amministratori attuali sono gli stessi da diversi anni, forse è nuova da queste parti?
Ma se è nuova come fa ad aver già annusato l'aria che tira?
Io ci ho messo qualche anno eppure Binasco l'ho sempre frequentato.
Qualche risposta sulla viabilità è semplice, le provinciali che attraversano Binasco sono gestite da due province diverse (Pavia, Milano) e noi siamo giusto sul confine amministrativo di tali province.
Provi a chiedere a una o all'altra perchè non vengono pattugliate o perchè non si fa nulla per gestirle, come succede in tutte, o quasi, le altre provinciali nel resto d' Italia con limiti fatti rispettare e arredi urbani degni di questo nome. Si sentirà rispondere da Milano chieda a Pavia, da Pavia chieda a Milano e da entrambe di chiedere al nostro comune che su questo tira e molla ci sguazza,gioca e fa quello che vuole.
I negozi che lei ritiene cari, io li frequento poco perchè in paese è difficile parcheggiare.
I palazzinari? Chieda all' amministrazione, dovrebbe essere tutto agli atti.
Nel 2003 ho iniziato a predicare sui portici che la viabilità di Binasco era illogica, ci sono due arterie sulle quali passano più mezzi che sull'autostrada che ci attraversa, un casello importantissimo per tutto il circondario, ma tutto è stato lasciato come 20/30 anni fa, quando da ragazzino venivo sul muretto del castello a trovare gli amici.
Il traffico nel frattempo si è centuplicato, Casarile, Noviglio e altri paesi intorno a noi hanno conosciuto un incremento demografico in questi ultimi 5 anni da far invidia a Rimini il mese di agosto.
Le strade del paese non godono di sorte migliore, strette rotte senza marciapiedi, senza nessun adeguamento contro le barriere architettoniche, però, come è bella la nostra piazza, una volta c'erano persino gli alberi...
Ci sono aree fuori e dentro il paese che andrebbero riqualificate nel rispetto dell'esistente, ci sono zone che andrebbero valorizzate, basti pensare a Santa Maria in Campo, sa che bello un'area archeologica trasformata in giardino pubblico, con i resti in evidenza che servirebbe da passeggiata per ben due comuni che si potrebbero suddividere i costi ed i vanti di un giardino archeologico.
I parchi a Binasco non esistono, perchè comunque tutti portano i loro pargoli sotto il muro del castello a giocare ( mi chiedo come mai non si sia ancora pensato di mettere qualche scivolo e qualche altalena) , mio figlio di 4 anni mi fa prendere la macchina e andare al parco di Zibido se non addirittura a Milano dai nonni.
L'autostazione della Sila, che con la scusa che si tratta di area privata è stata lasciata al suo destino, sporca senza nulla dove proteggersi dalle intemperie o dal sole cocente, di notte pericolosa e alcova delle prostitute.
Atti vandalici si ripetono per tutto il paese ogni santa sera, tutti sanno chi sono, ma perchè non si fa nulla per combattere questi mini delinquenti? Aspettiamo che diventano grandi e che invece di buttare per aria un po' di cartone e fare qualche scritta sui muri, inizino ad andare in giro a commettere reati più gravi?
Scuole nuove in parte da rifare, sono stati chiesti circa 250 mila Euro per lavori all'elementare Anna Frank alla provincia o regione che sia, non ricordo l'ente interessato, scuole vecchie che andrebbero rifatte per le quali sono stati chiesti meno di 50 mila Euro tra asilo e medie ( dati letti sull'allora Sabato in un intervista al nostro Sindaco).
Certe sere mentre sono in coda per tornare a casa mi domando se i nostri amministratori sanno, se ogni tanto escono da Binasco e osservano i comuni limitrofi, se sono mai andati oltre i confini del nostro comune.
Mi chiedo, come mai da circa 20 anni vengono rieletti, ma questo disagio lo sentiamo solo noi che scriviamo su queste pagine?
O tutti fanno finta di nulla? Tutti continuano a votare per abitudine come si farà ad aprile?
Siamo diventati tutti privi di contenuti? Basta che l'interno di casa mia è bello, poco importa di ciò che oltre la mia porta devo vedere tutte le volte che esco?
Forse Sig.ra Dolores anche lei fa parte di loro? Altrimenti non vedo perchè nascondere la sua identità dietro una vecchia filastrocca milanese.
Ha forse paura? Di cosa? O ho ragione e ne sa una più del diavolo?.

Cordiali saluti Giovanni Gorgoglione

PS: Cosa vuol dire aumma aumma? Io ero presente durante lo spoglio, forse ero distratto? Forse la presenza di qualcuno ha deviato le nostre attenzioni?
Forse quel qualcuno era lì perchè sapeva e non voleva essere f....... come al solito? Ma se era così non poteva avvisare? Non pensarla nello stesso modo non vuol dire per forza essere nemici, si può collaborare per uno scopo comune.



7 Febbraio 2008
Leggo spesso...
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Leggo spesso e scrivo poco quindi mi sento chiamata in causa.

Gli argomenti sollevati in questi ultimi giorni sono molti e li ho letti tutti con interesse, devo confessare che mi sono astenuta dal fare commenti perché non ho potuto non notare una grande competenza da parte di alcuni di coloro che scrivono, che io non ho, quindi ho preferito leggere e non scrivere per non rischiare di parlare a sproposito.

Inoltre io sono una dei pochi binaschini (forse) che non ha una casa di proprietà e che quindi non vede l'ora che si inizi a costruire soprattutto con la legge 167 e sono una commerciante quindi ritenuta 'responsabile' del caro vita che affligge molti (Non posseggo un supermercato comunque...). Insomma, sono un concentrato di qualità negative!

Vorrei solo puntualizzare un paio di cosucce.

Come ho già avuto occasione di dire in merito ad un altro argomento, io sono più dispiaciuta per il vecchio che si distrugge che per il nuovo che si costruisce.

Binasco aveva un'identità fatta di corti, cascine, vecchi palazzi che sono tutti stati distrutti per far posto a nuove costruzioni (a volte discutibili) e che sarebbe stato bello al contrario valorizzare.

Mi chiedo poi: ma tutto questo passaggio di gente a Binasco dov’è??????

A parte l’orario-ufficio alla mattina e alla sera, che tra l’altro credo sia una caratteristica di tutti i paesi dove la maggior parte delle persone fa il pendolare, durante tutte le altre ore del giorno Binasco è fin troppo vuoto!

A proposito invece della recente discussione in merito alla produzione in Cina piuttosto che in altri paesi esteri, mi sembra che non sia emerso un fatto che io invece ritengo basilare: la tassazione sul lavoro dipendente (e non solo!) che nel nostro paese è davvero esagerata.

Faccio notare un altro piccolo particolare: su ogni oggetto che viene venduto-comprato grava l'iva del 20 % !

Lo riscrivo: VENTI PER CENTO!

Mi permetto anche una domanda provocatoria: se io mettessi in vetrina un braccialetto in argento con tanti ciondolini a cuoricino (riuscite ad immaginarvelo?) con una bella garanzia che certifica che è stato prodotto in Italia, rifinito a mano etc. etc. al costo di, poniamo, 50 euro e uno identico (Identico!) al costo di 30 euro, ma che viene dalla Thailandia per esempio, secondo voi quale venderei? (non chiedo quale comprereste perché sicuramente tutti voi siete attenti a queste cose….)

Io credo che venderei sicuramente quello da 30 euro (sempre ammesso che in un periodo come questo io riuscissi a vendere almeno uno dei due!!!!) e quindi sarei costretta a rimpiazzare quello venduto con un altro della stessa serie o magari due perché no, visto che l’ho venduto così bene e che il mio ‘stipendio’ è dato dalla quantità di oggetti che riesco a vendere.

Un saluto cordiale a tutti.

Laura Massoni

P.s. complimenti alla Sig.ra Dolores che oltre a vivacizzare i portici con i suoi scritti, non sempre condivisibili, ha sollevato una questione che incuriosisce molti e che potrebbe essere il gioco della primavera: chi è dolores?

Secondo me è un maschietto sotto mentite spoglie…….





7 Febbraio 2008
Leggono in molti, scrivono in pochi
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Sulle motivazioni che citi, Walter, non credo ci sia il menefeghismo totale.
Però aggiungo un'altra ragione: Non sempre è facile intervenire (o non tutti se la possono sentire) toccando certi argomenti/ambienti/personaggi.
Chi interviene ci mette "la propria faccia" (forse ultimamente non tutti), prende una posizione e a volte....deve essere pronto a subirne le conseguenze.
Penso che chi scrive è perchè si sente di farlo e chi non scrive ha il diritto di fare lo spettatore (anche se avolte alcuni personaggi...magari pubblici....magari tirati in causa, farebbero più bella figura a "far vedere la faccia").

saluti
Roberto Gerli

7 Febbraio 2008
Leggono in molti, scrivono in pochi
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Va bene caro Walter, se non te la senti di spiegarmi gli "aumma aumma" su B2K, ti invito per un caffè....ops....per un panino col salame e croatina sotto i portici. Tu, come me, sicuramente non hai problemi a mostrarti in pubblico.
Per quanto riguarda il ritiro meditativo, è una cosa che anch'io macino da tempo. Ho già addocchiato una celletta alla Certosa che sarebbe l'ideale. Zona giorno al piano terra, zona notte al pieno superiore, orto.
Gli incensini e le vesti arancione le porto io, qualche buona posizione Yoga me la insegni tu e....che il Nirvana sia con noi.

ciao

Gianfranco Salvemini




7 Febbraio 2008
Imprenditoroi e cinesi
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Caro Aldo,
è vero che nelle imprese si difendono i posti di lavoro ed è assolutamente vero che l'aggressività cinese ne ha messe (e ne metterà in crisi molte). Come però ha dimostrato la storia tutta italiana delle Partecipazioni statali proteggere le imprese non ha portato nulla di buono a nessuno. Magari invece bisognerebbe migliorare il sistema scolastico per immettere "manodopera" (si dice ancora?) più qualificata, migliorare le infrastrutture, eliminare le strettoie burocratiche. Cosa che non sono riusciti a fare né i governi di destra né quelli di sinistra.
Questo a livello generale. Nel caso specifico che ha dato l'avvio a questa discussione, cioè Binasco e la cementificazione, francamente non so se il "bene pubblico" sia sempre venuto prima dell'interesse dei costruttori. Anzi, forse proprio no.

Daniela Fabbri

7 Febbraio 2008
Leggono in molti, scrivono in pochi
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Esprimo un mio parere.
So che molte persone leggono questa rubrica dei portici e non intervengono.
Probabilmente perchè non ne sentono il bisogno.
Oppure gli argomenti non sono di loro gradimento.
Oppure rispecchia l'andamento della società in cui viviamo.
Menefreghismo totale" tanto io sto bene,il resto chi se ne frega".

Per Gianfranco.
Non ho niente da dire su queste pagine,preferisco parlartene di persona.Comunque è stata una mia senzazione.

Ora vi lascio e per 40 giorni me ne vado a meditare.

Saluti
Walter Pellegrin



7 Febbraio 2008
I posti di lavoro italiani...
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I posti di lavoro italiani si difendono... in Italia

Aldo Oliveri scrive:"...credo che andrebbero protette dall’aggressione cinese le IMPRESE, perché è nelle imprese che si difendono i posti di lavoro per operai e impiegati."

Mi sembra di sentire la discussione fra un industrialotto brianzolo e un suo operaio: entrambi dovevano rinnovare il bollo auto e l'assicurazione delle auto e il titolare dell'impresa si rivolgeva al dipendente dicendogli:"Sei fortunato tu che per la tua 500 spendi una sciocchezza. Ma lo sai quanto devo tirare fuori io per la Mercedes???!!! Non si può più andare avanti cos!".

I posti di lavoro di operai e impiegati italiani si difendono evitando la chiusura di fabbriche e uffici in italia da parte di imprenditori ITALIANI, i quali preferiscono spostare (o commissionare) le produzioni in posti come la Cina, l'India o i Paesi dell'Est perchè pagano meno la mano la manovalanza locale e quindi possono avere margini di guadagno ben superiori a quelli che avrebbero da noi.
Non fa molta differenza se gli imprenditori italiani aprono fabbriche in altri Paesi o commissionano la produzione a imprese già esistenti in quelle località: è sempre lavoro sottratto ai nostri concittadini.
Avere margini superiori di guadagno per i nostri imprenditori, si badi bene, non significa avere più soldi da reinvestire per il bene dell'Italia, ma solo un più cospiquo conto in banca (estera pure quella, vedi il fiorire di società offshore).
L'alternativa che i nostri imprenditori propongono per salvagardare i posti di lavoro di italici operai e impiegati ? che lavorino a prezzi da cinesi (o rumeni), rendano da giapponesi e spendano da italiani!
Suvvia, smettiamo di scatenare guerre fra poveri e spostare le responsabilità su altri: non sono gli operai cinesi e neppure i loro industriali a mettere in pericolo i posti di lavoro italiani ma la cupidigia dei NOSTRI imprenditori.

Saluti con gli occhi a mandorla

Dolores


7 Febbraio 2008
E no!
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roppo facile liquidare così la questione Cinese. Se oggi siamo invasi dalle loro merci, lo si deve esclusivamente al fatto che molte IMPRESE del democraticissimo occidente, hanno scoperto paesi di bengodi (poco importa se retti da regimi comunisti o senza nessun rispetto dei diritti umani) dove si poteva e si può produrre per "quattro chicchi di riso". La cuccagna era tale, che imprenditori ITALIANI pervasi da "GRANDE SENSO DI RESPONSABILITA' NAZIONALE" hanno delocalizzato tutto il delocabilizzabile in Cina, Romania, Polonia, Tunisia ecc.ecc.ecc.
prepensionando, mobilitando, cassaintegrando, precarizzando tutto il precarizzabile possibile a spese dell'INPS. Ovviamente non per impinguare le proprie saccocce, ma per difendere imprese e posti di lavoro italiani.
Purtroppo, i nostri IMPRENDITORI non avevano considerato, che i cinesini hanno si gli occhietti a mandorla, ma non sono mica venuti giù con la piena dello Yang Tze. Abituati da un comunismo geneticamente modificato in veterocapitalismo a farsi pochi scrupoli, con molti inchini ed eterni sorrisi stampati sulle labbra, hanno imparato "come si fa", copiato spudoratamente e cominciato a vendere in proprio in italia per "cinque chicchi di riso".
E no cari cinesini! Così non si fa! Ne va dei posti di lavoro italiani! Che sono si stati delocalizzati, prepensionati, mobilitati, cassaintegrati, precarizzati. Ma fino a quando la torta la mangiavamo noi IMPRESARI allora era tutto normale, se la torta la volete mangiare anche voi il gioco non vale più.

Datti da fare cara Daniela. Perché se non trovi la ricetta per difendere le imprese dall'aggressione cinese, le conseguenze ricadranno come al solito sul povero Cipputi.

Simpaticamente


Gianfranco Salvemini


6 Febbraio 2008
Gli imprenditori aggrediti dalle merci cinesi
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A Daniela,

credo che andrebbero protette dall’aggressione cinese le IMPRESE, perché è nelle imprese che si difendono i posti di lavoro per operai e impiegati.

Se poi riesci a difendere le imprese senza difendere gli imprenditori ne avrai grande merito.

Aldo Oliveri


6 Febbraio 2008
Chi ha fatto cosa?
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Dolores elenca una serie di punti, tutti piuttosto interessanti.
Credo molti di questi punti abbiano la risposta depositata negli atti pubblici e le motivazioni siano state anche espresse nei consigli comunali; sarebbe grave il contrario.
Libertà non era partecipazione ?
Con la partecipazione si possono conoscere molte cose.

Luigi Sacchi



6 Febbraio 2008
Vabbè, ma Binasco chi l'ha cementificata?
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Si vabbè, ma non ho ancora capito: chi ha cementificato Binasco in questi decenni?
Santocielo! tolto il castello e qualche vecchio edificio del centro, della Villata e poco altro, il resto delle costruzioni riguarda edifici piuttosto recenti e altri nuovissimi. O no?
Eppure nessuno può dire che non sapeva: la densità costruttiva di Binasco èà sotto gli occhi di tutti da parecchi anni.
Binasco è forse un paese di costruzioni abusive, peggio di San Giorgio a Cremano o di Piana degli Albanesi? non credo.
Immagino che le costruzioni qui siano tutte (o quasi) perfettamente legali, e allora
1) - CHI HA RILASCIATO LE NUOVE LICENZE EDILIZIE E PERCHE'?
2) - CHI HA AUTORIZZATO I PALAZZINARI A COSTRUIRE I RESIDUI METRI QUADRATI DI VERDE? (non tanto per l'utilità di dare abitazioni alle giovani coppie binaschine desiderose di metter su casa, ma attirando migliaia di nuovi abitanti).
3) - Ma soprattutto: PERCHE' L'HA FATTO?
4) - Perchè Binasco non ha un parco pubblico degno di questo nome?
5) - Fra quanto tempo le costruzioni colmeranno il "vuoto" che ancora esiste fra Binasco e Rognano? unici campi rimasti.
6) - Perchè chi governa oggi Binasco o chi lo governerà fra qualche anno, non si impegna a destinare a verde pubblico quel tratto di terreno?
7) - E i responsabili (a vario titolo) di questa cementificazione, bazzicano ancora gli uffici pubblici?
Mi pare che qui si continui a girare intorno al problema ma non si arriva mai a fare NOMI e COGNOMI, a indicare chiaramente le responsabilità di "CHI HA FATTO COSA".
Le costruzioni saranno legali, più che in Campania o in Siclia, ma in quanto a omertà mi pare che qui non vi sia nulla da invidiare a quelle regioni.
Un plauso mi sento di farlo all'intervento di Daniela. Forse non è un caso che sia una donna a mettere i piedi nel piatto, concretamente: maschietti solo permalosi e parolai?
La ringrazio di aver evidenziato l'annosa questione del rischio di impresa.
E' incredibile come la destra dei "migliori" si riempia la bocca di parole che inneggiano al liberismo ma in realtà voglia il protezionismo più bieco degli ineressi di bottega e appena si cerca di liberalizzare veramente un settore sciolgono i cani (vedasi le vicende della lobby mafi.... ops! magari si offendono!!! dei tassisti o degli autotrasportatori).

Un saluto a tutti

Dolores Panza

P.S.: A proposito di protezionismo locale: qualcuno può confermarmi (o smentire) la voce secondo cui fu un gruppo di commercianti locali, temendo di perdere affari e non potersi più permettere di applicare i prezzi più cari del circondario, a rilevare la licenza dell'unico supermecato che fu aperto in Binasco (dove i prezzi erano i medesimi dei negozi) ? è un po' di tempo che sento questa storiella e mi piacerebbe sapere se è vera o no.

6 Febbraio 2008
Vacanze
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In merito alla questione + 800 e PRG, ho già detto in altra mail a proposito di "elastico delle mutande" e mi sembra di aver sintetizzato bene quanto descritto da altri nelle mail successive. Faccio presente solo un dato inconfutabile:
All'epoca della revisione del piano regolatore (reggente la giunta D.C./P.C.I. LISTA CIVICA) facevo parte dell'allora commissione ecologica (poi dimessasi in massa per divergenze con le linee politiche amministrative in materia) fummo chiamati a valutare i piani paesistici della provincia di Milano (come al solito rimasti cosa morta) e ci rendemmo conto di quanto Binasco stesse rischiando a causa delle previsioni di crescita dei comuni circostanti, che già avevano cominciato ad addossare ai nostri confini attività produttive ed edificatorie, col duplice scopo di allontanare il più possibile "la spazzatura" dal proprio salotto e sfruttare i servizi allora centrali di Binasco. Inoltre, il territorio di Binasco era classificato a rischio ambientale "A" per la presenza della raffineria OMAR al suo confine (responsabile anni dopo del disastro ecologico, dovuto a quel Rossi genio/delinquente che gabellava di saper ricavare petrolio dai rifiuti), le aziende RESINDION e POLIFIBER (che trattavano Amine e altro), lo stoccaggio dei cianuri presso la ditta CIMBALI (che allora effettuava ancora trattamenti galvanici). Era prossima anche la costruzione sul territorio di Binasco del DEPURATORE CONSORTILE, atto a risolvere le esigenze di diversi comuni della zona (non si è mai capito bene perché proprio qui dato che gli altri comuni hanno territori decisamente esponenziali rispetto al nostro) in una zona del paese già allora a vocazione edilizio/residenziale, depuratore del quale oggi possiamo godere dei profumatissimi effluvi. Inoltre, non meno importante per una valutazione di salvaguardia ambientale, era la constatazione che la parte abitabile dei 3,8 Km2 era meno della metà, in quanto la ragnatela viabilistica e il naviglio rendevano (allora) impensabile (grazie al cielo) un'espansione nelle zone di Cascina S.Giuseppe/Cicognola. Buon ultimo, già si ventilavano tangenziali, raddoppi stradali, stazione delle metropolitane ecc. che non si capiva bene perché dovessero confluire o lambire i miseri 3,8 Km2 del nostro territorio.
Vista la situazione di "cortissimo respiro", suggerimmo, per il futuro, di pensare a piani di sviluppo il più possibile legati all'incremento di natalità del paese e di prevedere un sistema di difesa verde ai confini (barriere verdi, boschi, parchi o quant'altro) al fine di contenere al massimo il possibile degrado futuro.
Risultato - grasse risate e picche -

Per Walter

Io non c' ero allo spoglio delle amministrative. Ci devi spiegare caro Walter. Non puoi lasciarci con gli "aumma aumma"


Per Aldo Oliveri


riporto col copia incolla.
......Per quanto riguarda i miei riferimenti alla DC alla quale sono sempre orgoglioso di essere iscritto da più di 50 anni, (sono sempre il segretario locale del PPI anche se il partito è attualmente inattivo).....

Caro Aldo, qualche anno fa, in una mail ai portici, riportavo (ironicamente) un simpatico episodio. Alla domanda fattami da due signore: "Sa dirci per favore dove sta la sede del P.C.I. di Binasco?" Detti le indicazioni. Poi, riflettendo, mi dissi: Ma il P.C.I. il P.S.I. e la D.C. non ci sono più. Vuoi vedere che si sono presi solo una vacanza?
Lei mi rispose in modo piuttosto risentito, giustamente vantando il suo orgoglio democristiano. Oggi ci conferma di essere solo in vacanza. Quindi la mia ironia non era tanto lontana dal vero. Per carità più che legittimo avere nostalgie del passato, soprattutto quando il presente si vive all'insegna della precarietà. La politica in questi anni (PD compreso al quale ho dato, pur con cautela, un piccolo contributo) è tutto un proliferare di evoluzioni e involuzioni Darwiniane, e si sà in natura non sempre è necessario mutare biologicamente per sopravvivere. Alcune specie, quando non riescono ad adattarsi, vanno in letargo in attesa di tempi migliori. Ma soprattutto, Darwin ha dimostrato che non sempre vince il più forte. A volte è proprio il più debole che ce la fa.
La prego, non mi risponda in modo risentito, perché anch'io (che non sono mai stato democristiano), per quanto possa sembrarle incredibile, a volte (e lo scritto anche qui), oltre ad avere nostalgia di Federico II° di Svevia, ho anche nostalgia della D.C. dei grandi uomini come De Gasperi, non certo della mutazione genetica subentrata con gli anni sessanta.

Simpaticamente
Gianfranco Salvemini






6 Febbraio 2008
Prg
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Se un terreno viene acquistato al prezzo di terreno edificabile perché previsto nel PRG e poi il nuovo PRG toglie la possibilità di costruire l’abitazione e viene messo a verde o artigianale non credo che si compia un atto onesto nei confronti del cittadino."

Una volta si diceva che gli imprenditori sono tali quando si assumono il rischio di impresa, cioè scelgono di investire spesso non avendo garanzie sul fatto che il loro affare vada in porto. Si chiama, correggetemi se sbaglio, "libero mercato" e ultimamente viene sbandierato da tutti come panacea di tutti i mali. Difficile che un cittadino singolo compri un terreno per costruirci 200 appartmenti, probabilmente al massimo per una villetta. Le variazioni della destinazione d'uso che possono essere proposte (e concordo con Roberto che 99 su 100 un'area verde diventa edificabile e non il contrario) al massimo possono ledere gli interessi di qualche imprenditore. E allora cosa dovrebbero dire gli imprenditori che si sono trovati dall'oggi al domani a fare i conti con le merci cinesi? Dobbiamo tutelare anche loro? In questo caso penso che il bene collettivo sia superiore al bene del singolo.
Quanto alle domande di Dolores sul rapporto fra giunte e costruttori penso che si sia già data la risposta da sola. Qualcuno ricorda la puntata di Report in cui la Gabanelli indagava sulla nuova cementificazione milanese? Si raccontava fra le altre la vicenda dell'area dell'ex Fiera: area pubblica ceduta di fatto ai costruttori senza nessun ritorno per il comune e il bene pubblico. Veniva intervistato l'assessore all'urbanistica di Monaco, mi pare, su un caso simile: l'imprenditore privato che aveva investito sull'area aveva pagato per intero il terreno, gli oneri e non aveva ricevuto una lira di finanziamento... Il suo ritorno lo avrebbe avuto dall'efficente gestione della struttura.
Noi invece, sempre qui a preoccuparci del ritorno economico del povero costruttore (che, i vari Ricucci, Coppola, Zunino ecc insegnano), non rischiano neppure in proprio, perchè lo fanno con i lauti prestiti delle banche...

Daniela Fabbri



6 Febbraio 2008
Prg
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"Se un terreno viene acquistato al prezzo di terreno edificabile perché previsto nel PRG e poi il nuovo PRG toglie la possibilità di costruire l’abitazione e viene messo a verde o artigianale non credo che si compia un atto onesto nei confronti del cittadino."
Giusto, anche se sinceramente mi è sempre capitato di vedere il contrario: terreni comprati come non edificabili che cambiano destinazione......incrementando non poco il loro valore.

Riguardo la DC, nella mia ignoranza politica pensavo non esistesse più.

"I Partiti sono il luogo dove si elaborano le strategie per attuare il bene dei cittadini;"
anch'io sorvolo su questa affermazione per non cadere in sterili polemiche.

salutoni
Roberto Gerli



6 Febbraio 2008
Prg e 800 abitanti
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Aldo Oliveri scrive:"... se un terreno viene acquistato al prezzo di terreno edificabile perché previsto nel PRG e poi il nuovo PRG toglie la possibilità di costruire l’abitazione e viene messo a verde o artigianale non credo che si compia un atto onesto nei confronti del cittadino".
Giusto. Ma non dovrebbe prevalere l'interesse pubblico su quello del singolo?
Insomma ha più importanza la villetta del singolo rispetto al verde di cui tutti possono usufruire?
E come la mettiamo invece con quegli "onesti cittadini" che acquistano (per investimento s'intende, mica per speculazione!) i terreni agricoli ai margini dei nostri paeselli in attesa che qualche amministratore li trasformi in terreni edificabili, moltiplicando di parecchio il valore di quel pezzo di terra?

Un dubbio mi assale.....

Saluti terreni

Dolores Panza


6 Febbraio 2008
Tasto dolente
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Buon Giorno a Tutti e Buon giorno Dolores.

Se tu fossi stata presente allo spoglio delle schede durante le ultime amministrative che si sono svolte a Binasco.

Avresti capito tantissime cose,osservando il comportamento delle persone candidate ad amministrare.

Mi fermo quì,perchè è meglio aumma aumma.

Saluti.
Walter Pellegrin


6 Febbraio 2008
Domanda "costruttiva" agli amministratori
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Domanda "costruttiva" agli amministratori (vecchi e nuovi)

A proposito dei messaggi in bacheca circa l'edificazione nei nostri paeselli, vorrei rivolgere una domanda agli amministratori locali (di giunte comunali del passato ma anche recenti) circa la costruzione di nuovi insediamenti abitativi e produttivi.
Domanda: per quale ragione tutte le giunte (chi più chi meno) sono pervase dalla sistematica frenesia cementificatrice?
Giuro che, nonostante l'aparenza, non è una domanda provocatoria ma in buona fede, davvero vorrei capire.
Quando si arriva ad insediare una nuova giunta comunale perchè, invece di rimediare ai disastri (se ce ne sono stati) di quella precedente, si continua verso la distruzione scientifica di ogni angolo di verde?
A Binasco, è sotto gli occhi di tutti, non è rimasta più un'aiuola; a Noviglio si sta costruendo a tutto spiano snaturando la vocazione agricola del comune; a Moncucco, Vernate e Papiago assistiamo allo spuntare di case come funghi; Casorate P. ormai ha poco da invidiare a Binasco per densità cementifera; Anche Bubbiamo viaggia in questa direzione, così come Casarile, Lacchiarella e Zibido S.G.... e l'elenco potrebbe continuare.
MA PERCHE'??? PERCHE' OGNI NUOVA AMMINISTRAZIONE CONTINUA A CEMENTIFICARE OGNI METRO QUADRO POSSILE?
E' forse questo il progresso (ho già citato le parole di un vecchio sindaco della zona che sosteneva questa tesi demenziale a proposito del suo comune. Ma quell'ingegnere è anche costruttore edile)?
A pensar male si fa peccato ma qualche volta ci si indovina, diceva quella vecchia volpe di Andreotti e pensar male in questo caso significa pensare alle licenze edilizie, agli assessorati all'edilizia privata e ai lavori pubblici, ai finanziamenti che vanno e vengono, ai soldini che girano da una saccoccia all'altra, ai favori di una mano che lava l'altra e di entrambe che lavano la "faccia".....
"Palazzinari" era un termine romanesco ma sempre più attuale nel panorama lombardo e pare che ormai i palazzinari siano i veri amministratori del territorio.
Altra domanda: sono le giunte comunali che favoriscono i costruttori o sono i costruttori che dettano le regole (economiche) agli amministratori?
Si, si, lo sappamo: ufficialmente sono i Consigli e le Giunte comunali a deliberare i Piani Regolatori.... ma poi nella realtà...... come funziona veramente dato, che ogni giorno scopriamo una palazzina nuova fiammante, un cantiere che ieri non c'era, dei vicini che non sapevamo di avere....???
C'è un modo fantastico per fugare i cattivi pensieri: dare risposte esaustive.
Le domande sono semplici, dirette e senza ambiguità: vorrei che lo fossero anche le risposte.
Del resto basta guardarsi attorno per capire chi dice bugie o la verità: l'ambiente in cui viviamo... urla.

Saluti edificanti

Dolores Panza


6 Febbraio 2008
Prg e 800 abitanti
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Ho solo fatto la storia dei fatti accaduti per informare di come l’ultimo PRG approvato dal Consiglio Comunale di allora alla unanimità è nato senza incremento del numero di abitanti rispetto al PRG precedente, è stato messo a disposizione di tutti i cittadini secondo quanto stabilito dalla legge, i quali cittadini hanno avuto la possibilità di fare le loro osservazioni per eventuali osservazioni e cambiamenti, ed alla fine è entrato in vigore.
Viene criticato anche il fatto che tutte le forze politiche si sono accordate per fare un PRG ben strutturato e condiviso e si interpreta questa condivisione delle responsabilità come uno spartirsi interessi e poltrone. Se una forza politica agisce da sola viene accusata di interessi specifici. Mi pare la storia di quel povero proprietario dell’asino che criticato prima perché andava a piedi trascinando l’asino, poi perché era salito sopra l’asino perché lo stancava, aveva finito col prendere in spalla l’asino e portarselo fino a destino.
Ho chiarito,anche con forza, che la DC di allora aveva accettato la proposta del PCI per dare incarico ad un architetto da loro proposto, per dire che nella nostra gestione non c’è stato nulla di ideologicamente imposto, ma vi è stata una apertura che oggi viene considerata una spartizione di poltrone. E’ stato invece un atto di grande responsabilità, di grande intuizione e di grande lungimiranza come è sempre stato negli uomini della DC di Binasco.
A Roberto voglio chiarire, non da tecnico perché non lo sono, che se un terreno viene acquistato al prezzo di terreno edificabile perché previsto nel PRG e poi il nuovo PRG toglie la possibilità di costruire l’abitazione e viene messo a verde o artigianale non credo che si compia un atto onesto nei confronti del cittadino.
Per quanto riguarda le abitazioni costruite con la legge 167 (per intenderci, per riservare le aree per edilizia convenzionata ) Binasco è uno dei paesi che maggiormente ha riservato un’alta percentuale di aree, rispetto al numero di abitanti.
I PRG poi danno i parametri fra aree coperte e non, la cubatura costruibile e tutti i parametri cui le costruzioni si devono attenere.
Dire che un PRG di 14 anni fa (dal 1994 al 2008) può calpestare i diritti acquisiti dai cittadini sulla base dei PRG in vigore è pura e inutile demagogia e come tutte le demagogie è solo seminatrice di negatività.
Per quanto riguarda i miei riferimenti alla DC alla quale sono sempre orgoglioso di essere iscritto da più di 50 anni, (sono sempre il segretario locale del PPI anche se il partito è attualmente inattivo) ed al PCI, non capisco perché sembra ci si voglia scusare chiarendo che non si è mai stati iscritti ad alcun partito. Da uomo di partito ritengo la cosa molto negativa.
I Partiti sono il luogo dove si elaborano le strategie per attuare il bene dei cittadini; in più si è nei Partiti e meglio si raggiungano i risultati.
Chiudo qui per non rischiare di finire in sterili polemiche.

Aldo Oliveri





5 Febbraio 2008
Scienza e libertà?
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Bhe...prima l'accusa di voler imporre al mondo il mio pensiero, poi l'accusa di pretendere di salvare il mondo con le mie ricette (mi pare di aver esposto solo argomenti e interrogativi), poi l'accusa di tentare di distorcere le sue argomentazioni con raffinata abilità dialettica (che peraltro non mi riconosco). Non è male come civile scambio di opinioni. Francamente mi sembra che lei lanci sentenze leggermente gratuite. Ripeto: fortuna che i frequentatori di B2K liberamente leggono e ancor più liberamente trarranno le loro conclusioni.
Quanto al fatto che lei mi definisca un esperto di comunicazione solo perché ho detto...."Avendo una certa cultura" (nel senso di un po') sulle tecniche di comunicazione, anche qui la conclusione mi pare un tantino affrettata. Troppo onore! Ho solo studiato gli elementi di base della comunicazione per praticare una disciplina che fa parte del mondo della comunicazione. Per quanto riguarda la mia supposta cultura superiore, le posso assicurare che ho fatto solo le scuole serali. L'università, ai miei tempi, per più era solo un miraggio irraggiungibile. Gli esperti sono ben altra cosa. Nonostante ciò, qualcosa di interessante a proposito di libertà di scelta e condizionamento comunicativo, penso di poterglielo raccontare quando avrà la bontà di accettare l'invito che le ho fatto.
Con questo chiudo anch'io il sipario sulla polemica, altrimenti finisce che che provochiamo dei forti dolores (de) panza a tutti.
Senza nessun rancore ma con assoluto rispetto e cordialità, resto in attesa di poterle offrire il caffè.

Gianfranco Salvemini







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