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La Maschera
Il sole declina
Istante
Sulla soglia ....

Istante
Istante
Il ministro
La pace delle cose selvagge
Uccidere è facile
Sul finire della sera
Che mangiata!
Che mangiata!
Che mangiata!
Strage di alberi - Stati d´animo
Strage di alberi - Stati d´animo
Vento
Il ministro
Preghiera politica
Sporcizia
Sporcizia
Sporcizia
Più che puoi
La grazia
Vento
Immagine fiabesca
Immagine fiabesca
La menta
Luglio
83 secondo componimento
Immagine fiabesca
Immagine fiabesca
24 LUGLIO 2019
Immagine fiabesca
Immagine fiabesca
Immagine fiabesca
Primi Astronauti
L´Ignorante
Ciò che ti offro
Luglio
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12 Novembre 2019
Istante
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I

E se fosse proprio il diluvio quel che,
onda dopo onda, giorno dopo giorno,
spinge fino in fondo le vecchie carte
i vecchi amori, i volti, le luci
le case sui loro tetti, balene insabbiate;
se fosse proprio lui, questo lungo brivido
come un corridoio che ci attraversa
quando lo squillo del pescivendolo
risuona nell'aria umida,
resteremmo noi come una barca vuota
nell'ombra e senza muoverci
in attesa che il battelliere assopito
rinsaldi le due rive?

Guy Goffette
7 Novembre 2019
Sulla soglia ....
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Sulla soglia delle tombe

Le civiltà vengono tirate su e buttate giù
come i birilli su una pista da bowling.

Le civiltà finiscono nei carri della spazzatura
e vengono trascinate via come le bucce
di patata o gli avanzi di cibo.

Le civiltà, le opere degli artisti,
degli inventori, dei sognatori di lavoro o d’ingegno,
finiscono nella discarica, l’una dopo l’altra.

Non dite nulla; perché sulla soglia delle tombe
il silenzio è un dono, non dite nulla; perché di fronte
agli epitaffi scritti nel vento, di fronte ai canti di cigno
sospesi nell’aria, il silenzio è un dono; non dite nulla;
dimenticate.

Se un qualche sciocco, chiacchierone, fanfarone, si alza e
dice:
Fondiamo una civiltà in cui le opere sacre e belle possano
durare –

Se un qualche chiassoso idiota si alza e si fa
sentire – buttatelo fuori – mandatelo via – rinchiudetelo
a Leavenworth – ammanettatelo nelle gattabuie di Atlanta
– fatelo mangiare nei piatti di latta a Sing Sing –
dategli l’ergastolo a San Quintino.

È la legge; mentre una civiltà muore e finisce
a mangiare la cenere insieme alle altre civiltà estinte
– è la legge, che tutti i pazzi, luridi sognatori muoiano per
primi –
imbavagliateli, rinchiudeteli, fateli fuori.

E poiché sulla soglia delle tombe il silenzio è un dono,
non dite nulla, sì, non dite nulla – dimenticate.

Carl Sandburg
28 Ottobre 2019

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In questo fine settimana il Cab ha tenuto due concerti che ho molto apprezzato, per la bravura come per l'impegno profuso.
È encomiabile come questa Associazione da tempo, tramite l'espressione canora, tenga viva una forma di aggregazione che ha radici lontane.
Il canto come manifestazione di gioia e di festa era ben presente tra le nostre genti quando la condizione economica non era paragonabile a quella attuale. Il canto corale, come l'associazionismo, offrivano momenti di svago: davano modo gioire insieme e di darsi un reciproco sostegno nel far fronte alle fatiche quotidiane della vita.
Teniamolo sempre vivo – o meglio facciamolo rifiorire – questo spirito comune e ringraziamo il Cab per avercelo conservato nel tempo.
Bravi ed entusiasti tutti i "giovani" cantori e molto apprezzato il maestro che li dirige!

Francesco Carissimi
24 Ottobre 2019
Istante
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la fulgida saetta,
arriverà il 25 ottobre
e non il 22 che è già trascorso.
al Cinema Teatro San Luigi
come tutte le intemperie
la saetta come il fulmine
alcune volte sbaglia "bersaglio"
così noi abbiam sbagliato "data"
la situazione è palesemente
lapalissiana.
Ricordate, la Contessa passerà tra noi
Venerdì 25 ottobre in un'ora tarda della sera.
Bon chance


Jacqes II Chabanne de la Palice
23 Ottobre 2019
Istante
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Come fulgida saetta
Venerdì p.v.
22 ottobre
giungerà
presso il Cinema Teatro San Luigi
La Contessa di Guastalla
al secolo Ludovica Torello
Passerà un Istante tre le 21.00 e le 21.30
forse anche le 21.45 - fino a ora tarda
e racconterà la sua Storia
la Storia della sua Bellissima avventura
la sua Vita.
Vi aspetta numerosi ---
l'Organizzazione
22 Ottobre 2019
Il ministro
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Ci servirà un ministro del culto
per consegnare alla terra questo corpo pesante.

Ma non scaverà la fossa;
altri più forti e più deboli di lui lo faranno.
E non si strofinerà gli occhi e il naso;
altri più deboli e più forti di lui lo faranno.
Non infornerà dolci e non baderà ai bambini –
ci sono le donne, per questo. Altrimenti,
che ci starebbero a fare in un momento simile
se non facessero queste cose?

No, faremo venire il ministro del culto
per badare alle parole.

Non le deve abbellire,
non le deve dir bene,
non devono nemmeno piacergli
purché accettino di obbedirgli.

Serve il ministro
perché le parole sappiano dove andare.

Immaginale a girare e girare
confuse per il cimitero.
Immaginale a vagare per il mondo
senza mai trovare riposo.
Anne Stevenson
16 Ottobre 2019
La pace delle cose selvagge
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Quando la disperazione per il mondo
cresce dentro di me
e mi sveglio di notte al minimo rumore
col timore di ciò che sarà della mia vita
e di quella dei miei figli,
vado a stendermi là dove l’anatra di bosco
riposa sull’acqua in tutto il suo splendore
e si nutre il grande airone.
Entro nella pace delle cose selvagge
che non si complicano la vita per il dolore che verrà.
Giungo al cospetto delle acque calme.
E sento su di me le stelle cieche di giorno
che attendono di mostrare il loro lume. Per un po’
riposo tra le grazie del mondo e sono libero.

Wendell Berry
11 Ottobre 2019
Uccidere è facile
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Ho ucciso (facile!) con un’unghia
una piccola zanzara
atterrata senza licenza e brevetto
su di un foglio

Era di un tono invisibile,
ala senza consistenza di visione
e fece, morta sul foglio, un segno
in quasi niente

Ma era un segno
in resto di magia, pretesto
di una poesia e bruciando la sua linfa
per un tempo minore
che il mio tempo di vita
era comunque
un tempo vivo

Abbattuta senza lancia, né pugnale
né sostanza mortale
(un degno cianuro o stricnina),
è morta, vittima di un’unghia,
ed è tornata polvere:
una corta farina tritata

Ma deve contenere,
come i suoi parenti,
qualcosa di concreto,
sarà, da qui a meno di cento anni,
di una sostanza uguale

quella che alimenta la tibia del poeta,
il viso amato,
la polpa della carta dove mi trovo,
il più minimo punto imperturbabile
di coda di cometa
Ana Luísa Amaral
8 Ottobre 2019
Sul finire della sera
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Sul finire della sera
gli ultimi lembi di luce sostano
sul muro di calce,
collisioni, cenere.
E allora i paesaggi
suonano negli occhi come di smalto
e sembrano persino lacrime,
tanto giungono dolcemente.
Parlo di me poiché temo la nuda
morte delle cose
e che essa venga su questa terrazza,
per restare tranquilla e nella valle silente.
Come nella tazza il tè arabo e verde
o il vecchio libro accanto aperto
hanno raggiunto la loro quiete,
e nella loro calma
sembrano astri che girano in ampie orbite,
così quel vecchio libro e tazza da tè,
questo luogo ricorda e questo momento.
Un giorno verrà che ti chiedi:
che è stato di te, di me, di tutto quello?
e degli occhi
non ci saranno più parole.
Andrés Trapiello
3 Ottobre 2019
Che mangiata!
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Che Tigre!
Ma, anche un ringraziamento al cuoco e suoi aiutanti non è disprezzabile.
Poi, la cucina, come l'aggregazione è cultura.

giuandalpacc
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