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Che mangiata!
Che mangiata!
Che mangiata!
Strage di alberi - Stati d´animo
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Vento
Il ministro
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Sporcizia
Sporcizia
Sporcizia
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Vento
Immagine fiabesca
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La menta
Luglio
83 secondo componimento
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24 LUGLIO 2019
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Primi Astronauti
L´Ignorante
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Luglio
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Luglio
La luce, mutata
Amleto a Roma
Rinvio calcolato
I Tempi nuovi
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7 Agosto 2019
La menta
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II mio privilegio
è respirar erba di menta
a quarant'anni
ora ch'è maggio
sulle rive dei prati
m'abbandono
e lascio a lei cercarmi
in grembo alla mia nonna
all'odor severo
delle sue tasche fonde
di mentini bianchi
e grani neri di rosari
rigirandomi fra l'erba
la guardo in viso
e vedo il sole
tramontar da dov'è nato
m'inginocchio davanti
e rivedo fresca
la mia infanzia
capovolta nell'azzurro
dei suoi occhi
tondi sul trifoglio

Giuseppe SCAPUCCI
1 Agosto 2019
Luglio
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Luglio, i merli hanno ormai smesso di cantare.
Sono seduto su una panchina sulla riva di un fiume lento,
sento la lite piena d'odio di due amanti
che non conosco né mai conoscerò.

Gli sportivi sudati corrono per il viale.
Indifferentemente luccica il sole del mattino
sulla scura acqua tranquilla
che è la personificazione della passività.

Un ragazzino porta una busta di plastica
con la sfolgorante scritta Men's Health.
Le anime non s'incontrano quasi mai,
i corpi combattono l'uno con l'altro sotto
la cortina della tenebra.

A notte giunge la pioggia delicata come un haiku.
All'alba balbettano lievi campane.
Finché noi siamo vivi.

Adam Zagajewski
29 Luglio 2019
83 secondo componimento
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Secondo componimento

Non fosse amato il vino in Cielo,
non ci sarebbe la Stella del vino lassù;
non fosse amato il vino in Terra,
non avremmo la Sorgente del vino quaggiù.
Tanto amano il vino il Cielo e la Terra,
che nell'amarlo non si reca offesa al Cielo.
Già sentii che il vino chiaro si paragona al saggio,
inoltre si dice che come il virtuoso è quello torbido.
Saggi e virtuosi già tanto vino hanno bevuto,
quale bisogno avremmo noi di ricercare l'immortalità?
Tre coppe e alla Grande Via mi congiungo,
una brocca e mi unisco alla Natura.
Soltanto del piacere d'esser brillo ho desiderio,
che mai ai sobri ciò sia raccontato.




LI BAI
24 Luglio 2019
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Il dubbio non intristisce, il dubbio ammonisce perché è felicità nell'incertezza.
Vivere senza malinconia, vivere senza più gelosie, vivere portando con te la tua gioventù (SEMPRE), perché la vita è bella la puoi vivere sempre più
Il Merlo
24 Luglio 2019
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Chi nel dubbio intristisce nel dubbio perisce
Il Gufo
24 Luglio 2019
24 LUGLIO 2019
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malinconia del passato,gioa.del presente,pentimento del futuro..questa e la vita....lucio
lucio ferrari
24 Luglio 2019
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Le certezze sono il limite dell'Uomo: oltre la siepe deve esistere il dubbio.
Il Merlo
23 Luglio 2019
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no
no
si
si
no
si

forse
forse
forse

no

El Tapo
23 Luglio 2019
Immagine fiabesca
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E' vero che sulla luna ci sono andati per finta?
E' vero che la terra è piatta?
E' vero che c'è la fame nel mondo?
E' vero che la ricchezza dell'uomo ha distrutto molte specie animali?
E' vero che quando moriamo c'è solo il buio?
E' vero che il vero nome di Ulisse è Odisseo?

E' vero che ........
E' vero che ........
E' vero che ........

E' vero che l'unica cosa certa è l'INFINITO?

L'estate è lunga, il caldo avanza .... ognuno cerca con mano stanca di fermar la sua ombra .. che sfugge e manca __----
El Topo
23 Luglio 2019
Primi Astronauti
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I primi astronauti sulla Luna,
due anni e due mesi prima di Armstrong,
due anni e due mesi prima di Aldrin,
furono una colonia di batteri,
un gruppo del tipo streptococcus mitis,
giunti con il Surveyor 3
il 20 aprile del ’67,
poche ore prima che ad Atene si avviassero
i cingolati dei colonnelli.

Rimasero due anni e mezzo sulla luna
rannicchiati nella videocamera dello scafo,
là dove li aveva scagliati forse
lo starnuto di un tecnico o di un meccanico
raffreddato della NASA,
quando il lancio era ancora in cantiere.

Quando l’Apollo 12 ricondusse
di nuovo il congegno sulla Terra,
alla fine di novembre del ’69,
alcuni streptococchi erano ancora vivi.
Per novecento e rotti giorni
erano sopravvissuti alla temperatura
prossima allo zero assoluto, senza
caschi di protezione o altri mezzi,
tute per difenderli dai raggi,
o un corpo caldo per nutrirsi.
Per novecento e rotti giorni
avevano resistito nel deserto.
Profughi di questo pianeta, divennero
i suoi primi coloni in cielo.

La loro conquista passò sotto silenzio,
non fu notizia da prima pagina,
non provocò scalpore alcuno.
Erano i giorni del massacro di My Lai,
le vittime in Vietnam si moltiplicavano,
Panagulis era nel carcere di Boghiati,
le notizie grondavano di sangue e stragi,
quanta simpatia poteva avanzare
per il nostos di pochi batteri comuni,
per l’odissea di questi microbi,
davvero, chi aveva motivo di occuparsene?

Così la vicenda fu archiviata.
Gli esperti parlarono di un “rebus”,
alcuni dubitarono che fosse avvenuto così,
non fu rispettata la quarantena
quando ricuperarono la videocamera del Surveyor,
accadde sicuramente così, senz’altro
gli streptococchi entrarono lì dopo.

Meglio così, forse. Non era giusto
che un evento casuale distogliesse
dalle abbaglianti luci della ribalta
le imprese nostre, degli uomini.
È inglorioso, ingiusto accettare
che semplicemente così, senza fatica
né desiderio, alcuni batteri,
creature tanto insignificanti, fossero diventati,
due anni e due mesi prima di Armstrong,
due anni e due mesi prima di Aldrin,
i primi astronauti sulla Luna,
i primi coloni della Terra sull’Altrove.

2019
Kostas Koutsourelis
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