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14 Settembre 2007
I Palasion...
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Gugliemo Marconi..invento il telegrafo..prima da 5 Km...poi da 20 ..poi oltre mare....questo Marconi non lo fermerà nessuno..ve lo dico io....
Infatti arrivò a Binasco e, sulla strada vecchia per Pasturago..investì i soldi ricavati dai diritti d'autore sul telegrafo..costruendo 4 o 5 "palasion"..concedendo la gestione, per motivi d'età, alla società pubblica "aler"......
Il tempo è passato e i "palasion" sono state affiancati da nuove costruzioni.
Ma, se si deve consigliare un acquisto, direi che le prime strutture, benchè costruite con intento architettonico da vecchia "era industriale", per la serietà professionale e di mano d'opera con cui sono state innalzate, anche se considerate obsolete, sono più solide e sicure nel tempo di quelle costruite con le più moderne indicazioni architettoniche elevate con il cosi detto metodo dello "sputo"........


Pietro Gandini

14 Settembre 2007
Case popolari?
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Io non sottovaluterei che per tutta la vita dovrà, dettando l'indirizzo, precisare "Marcone con la E, Marconi con la I".....

Simpaticamente...benvenuto nella nostra community

Riccardo Benvegnù

14 Settembre 2007
Case popolari?
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Egregio sig. Marcone, con picere La informo sperando di poterLa aiutare, che il complesso delle palazzine sito al numero 29 di via Marconi, qui a Binasco, é costituito da ex alloggi popolari, riscattati alcuni anni orsono dagli inquilini, parte dei quali trascorsi gli anni contrattuali che ne impedivano la rivendita, in quanto acquistati a prezzi estremamente vantaggiosi, stanno ora cercando di rivenderli.
Un mio conoscente nel lontano inverno del 2004, pensò di trasferirsi in questo ridente e ameno paese, si rivolse ad una nota Agenzia Immobiliare di Binasco, ubicata in via Matteotti, la quale gli fece visionare diverse unità immobiliari, tra cui una inserita nel complesso immobiliare di via MARCONI al 29, naturalmente tacendo sulla proprietà originaria del complesso stesso.
Alla fine trovò la soluzione ideale attraverso un'altra Agenzia.
Qualche tempo dopo, mi raccontò di aver scoperto che gli era sto proposto, tra le varie abitazioni un alloggio ex popolare, uno di quelli in via Marconi, al civico 29.

Auguri per un giusto acquisto.

Carlo Ripa



14 Settembre 2007
Case popolari?
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Sig. Alessandro Marcone, se Lei si riferisce alle case in via Marconi (Quartiere Aler) Le confermo che sono case ERP (Edilizia Residenziale Pubblica ex IACP). Molto probabilmente case aquistate e/o riscattate dall'ALER. Attenzione, però, nel verificare direttamente, magari rivolgendosi all'ALER, la posizione contrattuale dell'alloggio in questione.
Saluti

Pino Vella

13 Settembre 2007
Case popolari?
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Mi chiamo Alessandro Marcone abito da un anno e mezzo a Binasco, sto pensando di acquistare un appartamento che si trova in via Marconi, ovviamente a Binasco, la domanda che vorrei fare a qualcuno che ne sa più di quanto io sono riuscito ad informarmi è: le case di via Marconi sono popolari??
Posso comprare con tranquillità?? Forse sono state case popolari ed ora sono private??
Grazie mille e spero che possiate aiutarmi.

Alessandro Marcone


11 Settembre 2007
Loreto
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Cinquecentomila giovani hanno ascoltato il Papa a Loreto. Ratzi ha dato loro due consegne fondamentali:
• Non perseguite l'avere, ma l'essere.
• Proteggete e curate l'ambiente.
Querste frasi, anni fa, avrebbero bollato chi le pronunciava come estremista nemico del progresso. Oggi, semplicemente il Papa ricorda a tutti verità evangeliche spesso messe in secondo piano:
• L'ambiente NON è dell'uomo, gli è solo stato affidato (vedi Genesi). L'umanità deve averne cura e un giorno dovrà renderne conto al grande Capo.
• Tra avere o essere, il vangelo raccomanda di pensare primariamente ai tesori dell'anima (essere).
Debbo dire che ho trovato entusiasmante il richiamo Papale. Purtroppo però (come sempre), i media te la buttano li senza dare spazio alle riflessioni, mentre invece
le raccomandazioni di Ratzi suscitano parecchi interrogativi che meritano di essere approfonditi. Ne lancio qualcuno.
• Protezione dell'ambiente e accumulo di beni materiali (avere) fanno a cazzotti.
Come sappiamo, la legge dell'entropia o terzo principio della termodinamica (se ricordo male bacchettatemi) ci insegna che in natura nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma. Ovvero: Un albero può essere trasformato in blocchi di legno - il legno può essere bruciato e trasformato in energia termica - l'energia termica può far muovere macchinari. Alla fine del processo resta il risultato delle trasformazioni (le ceneri). Purtroppo non è possibile il percorso inverso, cioè dalle ceneri tornare all'albero (l'ho detto un po' con la zappa ma sostanzialmente è così).
Dalla cacciata dal Paradiso terrestre in poi, l'uomo, per due fondamentali necessità: la sopravvivenza alle avversità naturali e la diminuzione della fatica, ha interagito con l'ambiente usandolo come risorsa inesauribile, prelevando a man bassa e quattro ganasce (filosofia dell'avere). Con l'avvento della civiltà industriale, il depauperamento ha raggiunto livelli insostenibili. Tutto ciò che facciamo è "troppo". L'ambiente non regge più al continuo processo di trasformazione e le anomalie climatiche dovute all'effetto serra sono un segnale di non ritorno col quale bisogna inderogabilmente fare i conti. Tutti sembrano essere d'accordo.
Se così è, non si può sfuggire ad altre riflessioni implicite nelle raccomandazioni di Ratzi. Ovvero: come si possono coniugare tutela dell'ambiente ed esigenze della civiltà industriale, della quale, libero mercato e ipercompetitività sono le parole d'ordine? Detto in altro modo, valori esponenziali di produzione (il famigerato PIL) con conseguente crescita esponenziale dei rifiuti (la trasformazione) sono conciliabili con la rigida biologia dell'ambiente e le leggi della termodinamica?
Se la crescita continuerà ad essere esponenziale NO.
Anche le migliori politiche di gestione delle risorse e riciclaggio delle materie prime/seconde non potranno reggere.
Il problema diventa politico. Quale è il livello massimo del cosiddetto "sviluppo sostenibile" sopportabile dal pianeta? Chi o che cosa potrà stabilirlo? Quali ragioni l'occidente, maestro di spreco, massimo esponente della filosofia della crescita illimitata, potrà porre ai paesi emergenti per limitarne lo sviluppo? Chi lo andrà a raccontare a due miliardi di Cinesi e ad un miliardo di Indiani che ancora fanno qualche conto con la fame, che per salvare il futuro del mondo non potranno avere un automobile a testa, quando noi, per quasi un secolo, abbiamo fatto anche il bagno nel latte di gallina?
Dubito che la politica possa farcela. Più probabile lo scatenarsi di continue guerre per la conquista delle risorse.
• Abbandonare la strada dell'avere in luogo dell'essere può salvare il pianeta.
Il quadro non è roseo, ma il richiamo di Ratzi contiene una strada per uscirne: Se ogni volta che sentiremo la necessità fare un acquisto ci chiederemo se serve veramente alla crescita del proprio essere o soddisfa solamente un bisogno velleitario, forse cominceremo a prendere coscienza che le cose essenziali sono molto meno di quante ci vogliono far credere. Ho già un'automobile, i media e il mercato vogliono dimostrarmi che non posso vivere se non ne ho almeno altre quattro. È veramente così? Lo scopo della vita è di avere tutti tre ville al mare e quattro in montagna? Possiamo pensare di mangiare per dieci pur avendo uno stomaco solo?
Ho due orecchie e dieci telefonini, già il mercato ne propone uno nuovo. Butto i vecchi (rifiuto, entropia) e contribuisco alla rovina del pianeta o mando a farsi friggere telefonini produttori e pubblicitari?
Di esempi se ne potrebbero fare molti, ma tutti portano ad una conclusione: l'unico modo per salvaguardare l'ambiente consiste nel darsi una grossa regolata. Come? Innanzitutto attraverso una maggiore giustizia nella ridistribuzione mondiale delle risorse, poi sostituendo la filosofia della crescita illimitata con l'adozione della filosofia dello sviluppo sostenibile. Ma ciò sarà possibile solo attraverso una presa di coscienza individuale, perché dubito che politica economica e industria siano seriamente intenzionate a mettersi in discussione, anche se dovrebbero farlo, perché morto l'ambiente saranno finite anche loro.
Ai giovani cattolici il Papa ha lanciato una bella sfida. Speriamo sappiano giocarsela bene, perché in materia di avere o essere e di salvaguardia ambientale, la nostra generazione ha proprio perso.


saluti

Gianfranco Salvemini



11 Settembre 2007
Questo solo bramire
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David Maria Turoldo

Altri, sì, altri
scavalchino la siepe, altri

godano il dolce naufragio
nell’infinito mare

a me questo solo
bramire di cerva

tra
le petraie.


Pietro Gandini

10 Settembre 2007
Sanjahna
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Grazie Mario per le info.
A me fanno molto piacere queste notizie.
E' comunque una bambina malata ma sapere che la si potrà curare è già consolante.
Nonostante tutto, ogni tanto gira qualcosa per il verso giusto in questo mondo.

saluti
Roberto Gerli


10 Settembre 2007
Il tempo e l'oblio
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Angelo Maria Ripellino


Su questo magico violino verde
vorrei ancora sonare, se le mani
non brancolassero.
Quanti propositi vani,
che sicumera farnètica e buffa
e che sussulti di passero.
Indosserò tuttavia il vecchio frac,
che sa di muffa,
chiamerò la mia claque,
perché coi suoi applausi nasconda
le stecche e le stonature.
O vita confusionale,
o barcollante baraonda
di piatti e alloppiati fantasmi,
di angeli falsi, o imposture
da Puvis de Chavannes.
Ma voi, claquers, ditemi immantinente
se resterà almeno un filo
dei miei concerti o se, tranne
la spuma dei vostri entusiasmi,
di fatto non c’era niente.
Sonerò ancora lo splendido violino verde,
finché le mani ce la faranno.
Sento però che la mia destrezza si perde
e crescono il disinganno e l’affanno.
Ma voi, claquers, assicuratemi
che di me durerà almeno un rigo,
che delle mie sconsolate sonate
qualcosa resterà vivo.


Pietro Gandini




10 Settembre 2007
Sanjahna
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Sanjahna la bimba cardiopatica debilitata e gravemente a rischio, come precedentemente annunciato, si è rimessa molto bene e il 18 settembre sarà ricoverata per sistemare la patologia cardiaca con due possibili soluzioni, la prima è il tentativo di aprire la valvola con un intervento non invasivo, proveranno con una apposita sonda, altrimenti opereranno chirurgicamente per la sostituzione della valvola (I medici non me ne vogliano per la grossolanità dei termini e delle spiegazioni) ma quello che conta è la bimba può davvero guardare avanti.
Grazie per tutti quelli che hanno aiutato e si sono interessati e ci "risentiremo" dopo l'esito dell'operazione.

Questa bella notizia l'ho avuta questa mattina durante la conversazione telefonica con Sorella Lella in Nepal

Mario Manzolini

27 Agosto 2007
Grazie
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Umberto era mio cugino di secondo grado. Non riesco a dire altro.
Grazie Pietro per la bella poesia che gli hai dedicato.


Gianfranco Salvemini





27 Agosto 2007
Ad un amico
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Tu che conosci l'antica pazienza
di sciogliere ogni nodo della corda
e allevi un pioppo zingaro venuto
a crescere nel coccio dei garofani,
lascia ch'io senta in te, come la sorda
nenia del mare dentro la conchiglia,
la voce della casa che il perduto
tempo, ha ridotto in cenere.........

....... Raccogli ancora e sempre il pigolame
nido abbattuto dal vento di marzo
e ripara le falle della ciglia.
Nessuno è senza casa se l'attende
a sera la tua voce di conchiglia.

ad un amico...discreto e tacituno
che parlava e sorrideva al mondo
attraverso la dolcezza del suo sguardo
e la semplicità di pochi gesti.

CIAO! UMBERTO


Pietro Gandini

27 Agosto 2007
Epilogo
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Vita, - una ferita nell'inesistenza.

29 luglio 1968

"Ghiannis Ritsos"


...a proposito le Cicogne sono migrate....verso Est;
almeno io le ho viste partire verso il sorgere del sole.

Forse anche loro carovanano verso la nuova frontiera
..del benessere?


Pietro Gandini

27 Agosto 2007
Il tempo libero
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È aperta la caccia
l'industria produce salmì di cittadini
con fegatini di ex ministri
cani e padroni annusano i giornali
va mica male - fra morti e feriti
nemmeno un industriale

Gli operai stanno elaborando
la propria fine guadagnandosi il 50% di cottimo "Un morto e un ferito per un fagiano conteso"
"Compratevi un FRANCHI servirà anche ai vostri figli"

Sotto la propaganda del giornale c'era la notizia di un Poeta morto per una crepa al cuore Uno fra gli operai legge la notizia nel cesso sul ritaglio di giornale "Un poeta morto di crepacuore per aver visto alla televisione i disastri di un ciclone" - che fesso - commenta accucciato l'operaio Deve rileggere la notizia più volte spingendo sempre più forte - nel cesso - unico posto disponibile per il suo tempo libero

(da "Poesia di periferia" di Giuseppe Scapucci - 1971)

Saluti

Gianfranco Salvemini




25 Agosto 2007
E' ancora lunga?
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Pensate di andare avanti ancora tanto con ste poesie?

Sto scherzando.
Un saluto a Gianfranco e Pietro.
Tornato dalle vacanze da circa 2 settimane,carico come un fucile a pallettoni.
Pietro,ma le Cicogne si vedono ancora?
E di quella povera ragazza di Garlasco?
Forse è meglio il silenzio,per rispetto.

Saluti.
Walter Pellegrin


24 Agosto 2007
Tracce...
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Tracce che lascia ogni destino benigno, per niente
In linea retta ma in cerchi concentrici, cerchi
Che altri cerchi raggiungono mossi da amore
Fino a raggiungere l'immenso cerchio iniziale
che tutto calamita da sempre, mescolando
Destini infranti e sogni primordiali

Foglie cadute, fermenti di una primavera altra.

FRANCOIS CHENG


Pietro Gandini

24 Agosto 2007
Me lo dicono tutti
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Guadagnarmi da vivere come faccio io
è cosa da niente
me-lo-di-co-no-tut-ti

timbrare il cartellino
fare un numero di pezzi
salutare i compagni
cambiare la camicia

il resto è roba di padroni

controllare i tempi
metterti nelle statistiche
schedarti le idee
cinque minuti prima
d'ogni tua mossa

Altro non ho - Si, forse un aumento
È nel contratto
me-lo-di-co-no-tut-ti

è questione di tempo
fa' il tuo dovere
sta' al tuo posto
va' alla bocciofila
leggi la gazzetta

Al resto pensiamo noi
gente di potere


(da poesia di periferia di Giuseppe Scapucci - 1971)




Gianfranco Salvemini




23 Agosto 2007
Segni
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In seguito le statue furono completamente nascoste
dalle erbacce. Non sapevamo
se erano rimpicciollite le statue o cresciute le erbe. Solo
una grande mano di bronzo si distingueva al di sopra
dei lentischi
in atteggiamento di sconveniente, spaventosa
benedizione. I taglialegna
passavano nella strada in basso - non si voltavano
affatto.
Le donne non giacevano coi loro mariti. Di notte
sentivano le mele cadere a una a un nel fiume;
e poi
le stelle che segavano tranquille quella mano di bronzo
sollevata.

Ghiannis Ritsos

Pietro Gandini

22 Agosto 2007
Quello che mi danno
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Si entra nell'area della cattiveria funzionale
ti si colpisce saggiamente con strette grasse mani

In questa geometria di amicizie la tua retta s'incurva con tre ragionamenti da caffè ti vestono addosso un abito d'invidia

Io di amici ne ho a pena due soli sui quali gli occhi
mai mi tremeranno

Gli altri son anime salate in barili di menzogne non produrranno altro che cerchi di bicchieri

In quest'aria di provincia sto buttando via
anni gonfi come ghiande cadute in fanghiglia

Se rimango è per gli amici
per quello che mi danno


(da Poesia di periferia di Giuseppe Scapucci di Binasco)




Buon rientro a tutti

Gianfranco Salvemini



21 Agosto 2007
Quando parlano
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Quando parlano nei bar
di amore, libertà e simili,
come dir loro dell'amore in rovina
che resiste all'isolamento,
della giustizia che si crea nel caos
di mille offese e violazioni,
come dir loro della libertà che si conquista solo
dal fondo di prigioni soffocanti
che ingabbiano ogni ora della nostra vita.....

Titos Patrikios


Pietro Gandini

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