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17 Giugno 2009
Le metafore, i piccioni e la tutela dell'ordine pubblico
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Ora si spiega la differenza tra piccioni e aquile, non é sempre vero che non c'é peggior sordo di chi non vuole capire, non cé peggior sordo di chi non può o non é in grado di capire, é lui il piccione. L' ETNIA di Binasco indica che di PADANO oramai ben poco é rimasto e se ora non intende, ogni replica é inutile.
Comunque visto che anche altri visitatori del forum descrivono l'autostazione dei BUS (auguri a chi andrà ad acquistare lì le nuove case) e il parcheggio di MC Donald's come un BRONX, effettivamente é frequentato da automobilisti che vi sfrecciano a tutta velocità e contromano,e scrivono che i tutori dell'ordine conoscono il reale stato di degrado, a questo punto ben vengano le ronde di volontari, non padani dato che il padano é oramai una razza in via di estinzione, sicuramente ben motivati potranno fornire un valido aiuto alle Nostre amate Forze dell'ordine.
Sergio Tosi
17 Giugno 2009
mosca
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Cavolo, adesso al Berlùsca tocca spiaccicare perlomeno uno sciame di vespe !
LA MOSCA U.S.A.
17 Giugno 2009
Non sempre la speculazione edilizia vince.
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Dalla mail di Pierangelo F. del 6 maggio a consigliere votato al dialogo.

......sempre nella stessa zona (Via Binaschi l.go Loriga, via Matteotti), sono in corso scavi per i box della nuova edificazione. Durante gli scavi, un vetusto edificio adiacente ha rischiato il crollo.....

Dalla Gazzetta del Sud Milano di questi giorni.

Il Tribunale ha dato piena ragione all'Amministrazione comunale
IL COMUNE STRAVINCE SU TUTTA LA LINEA


BINASCO -  Il Tribunale di Pavia ha dato ragione al'Amministrazione comunale sulla sospensione dei lavori nell'à mbito del piano di recupero del comparto fra via Binaschi, via Matteotti e largo Loriga. Infatti ha confermato la legittimità  del provvedimento disposto dall'Amministrazione Castoldi il 7 luglio 2008 e ha condannato gli operatori del piano alla rifusione delle spese di lite con liquidazione in favore del ricorrente per diritti e onorari, delle spese per la Ctu e accessori e per l'ausiliario geometra, nonchè alla messa in sicurezza dell'edificio lesionato. Insomma il verdetto del Tribunale di Pavia ha dato ragione all'ente su tutta la linea e ha obbligato gli operatori dell'intervento a mettere mano al portafoglio per rimediare ai danni causati dallo scavo. Tutto è incominciato il 29 maggio del 2007 quando l'operatore ha denunciato in municipio l'inizio dei lavori; poi il 27 febbraio 2008 c'è stata la rettifica per errori materiali grafici. In concomitanza con i lavori di scavo per ricavare il piano interrato dell'edificio si sono registrati cedimenti degli edifici circostanti all'area di cantiere che hanno finito per innescare un contenzioso tra la società  titolare e proprietaria dell'intervento del lotto 9, la società  esecutrice dell'opera e la società  subappaltatrice delle opere di scavo e tra proprietari degli edifici confinanti. Da questa situazione è nato un rimpallarsi delle responsabilità  e il Tribunale di Pavia, che è stato investito della controversia, ha disposto apposite perizie per poter decidere in merito e ha acquisito dal Comune indicazioni sugli interventi ammissibili agli immobili danneggiati alla luce degli interventi consentiti dal piano di recupero. Adesso c'è il verdetto, che ha confermato la sospensione dei lavori ordinata allora dal Comune per lo scavo finalizzato alla costruzione della palazzina secondo il progetto originario che prevedeva la formazione del piano seminterrato. Il Tribunale ha anche ingiunto la messa in sicurezza del corpo di fabbrica lesionato mediante il posizionamento di una puntellatura costituita da maglie in prefabbricati metallici formata da montanti e traverse ubicate lungo la facciata dell'edificio lesionato e l'inserimento di tiranti in acciaio per contrastare ogni elemento di rischio. L'Amministrazione comunale ha preso atto della sentenza e convenuto che le opere ordinate sono volte alla messa in sicurezza degli immobili e comunque tali da non costituire palese contrasto con le possibilità  di intervento previste dal piano di recupero, fatto salvo il consenso dei proprietari degli immobili danneggiati.

Ok. Vediamo se ho capito. Qualcosa è andato storto durante gli scavi (probabilmente per superficialità o mancanza di prospezioni idrogeologiche corrette) - il nostro Comune ha ordinato la sospensione dei lavori e la rifusione dei danni - Gli operatori edilizi non hanno accettato di essere la causa del danno arrecato agli edifici adiacenti e hanno fatto causa al Comune - Il tribunale ha dato ragione al Comune e ha condannato gli operatori a rifondere i danni e al pagamento della spese per la messa insicurezza degli edifici lesionati - il comune dato via libera alla continuazione dei lavori "fatto salvo il consenso dei proprietari degli immobili danneggiati".

Se ho capito bene....percorso netto!!! E, una volta tanto, plauso al nostro Comune.

Mi restano però alcune domande, alle quali, suppongo, il consigliere "votato" al dialogo non avrà la bontà di rispondere.
Nella mail del 6 Maggio chiedevo anche:
.......Il nostro cento storico è oggetto di ristrutturazioni che fanno capo ad un piano di coordinamento urbano realizzato dal nostro comune (...) era previsto un "premio" incentivante in termini di volumetria per la realizzazione di portici (...) Gli incentivi in termini di volumetria riservati alla zona sono rimasti in essere oppure no? Se non sono più in essere, sono stati sostituiti con altri "incentivi"? Se sì, quali?
A chi fanno capo le proprietà? e quali gli eventuali enti economici che le supportano?

Eventuali cenni di riscontro, da qualsiasi parte provengano, saranno più che graditi.

Pierangelo F.
17 Giugno 2009
Lo dico ...
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Lo dico in brutta copia, a fior di labbra,
ché non è ancora venuto il momento:
il gioco del cielo irresponsabile
si attinge col sudore e l'esperienza ...

E sotto il cielo dimentichiamo spesso
- sotto un purgatorale cielo effimero -
che il felice deposito celeste
è una mobile casa della vita.

9 marzo 1937

OSIP MANDEL'STAM
Pietro Gandini
17 Giugno 2009
TROLLallero TROLLallà
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NON DATE DA MANGIARE AI TROLL!
http://digilander.libero.it/AntiTroll

Roberto Gerli
17 Giugno 2009
meglio colombi o pecore?
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Colombo, più di un frequentatore ha consigliato di ignorarla in quanto Troll telematico.
Probabilmente è il consiglio migliore ma evidentemente non tutti riescono (riusciamo) a seguirlo.
In effetti è precisamente quello il suo intento: provocare sempre e comunque per potersi beare di aver ottenuto una reazione da chi non ha saputo "resistere" alla provocazione.
Chi da un senso alla sua vita tramite tutto ciò, è solo lei gran maestro della frittata girata.
Sarebbe più coerente per lei accettare gli attacchi e fare meno la "vittima designata dei bulli del forum".

La sua situazione è come quella del tizio che affacciandosi dall'interno di un muro di cinta verso l'esterno, chiedeva ai passanti "come mai vi tengono chiusi lì dentro?"

a proposito, se c'è qualcuno che "non produce dialogo", da buon Troll, è proprio lei. In quanto a insulti poi lei proprio non è secondo a nessuno.

Dick Dastardly
17 Giugno 2009
i N. Poemetti
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Mancava ormai la legna e l'acquavite.
Non venne il sonno e ritornò la fame.
Disse un brodiag ai contadini: < Udite? >

Si lisciava la gran barba di rame
senza parlare, e si toglieva tra il pelo
le foglie secche e qualche fil di strame.

Quelli aprivano gli occhi color cielo,
zuppi di sogno. < Ilvento! > disse: < il vento
del nord! Quest'anno tarderà lo sgelo! >

Giovanni PASCOLI

...... L'uomo dalla barba di rame ...
non chiamava le galline "piu..piu..piu "
gli tirava il collo per santificare le feste
.. e assoparava l'uovo fresco di giornata...

...... L'uomo dalla barba di rame ...
ascoltava con intima pazienza e passione le rime cantate
dei Gaina ... ma non tralasciava di far emergere dal suo
sguardo un tiepido segno di sospetto .....

Lo zio di G. Pascoli


Jerry Piuma
17 Giugno 2009
meglio colombi o pecore?
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non passa giorno che un nuovo nickname non denigri i miei interventi.
non passa giorno che qualche denigratore partecipi ai dibattiti che propongo (anche denigrando, comunque dialogando).
discussione, confronto (a volte insulto) = sale della democrazia.

è bello sapere di dare un senso alla vita di qualcuno.

luigi colombo - l.colombo58@alice.it - 17-6-09

"stupido è chi lo stupido fa" - forrest gump

luigi colombo
17 Giugno 2009
Comunismo.....
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Dal sito http://www.ilsole24ore.com citato da Cattalini

......Berlinguer fu uno dei massimi esponenti di una visione organicistica della società per la quale il conflitto politico è un trauma da sanare ed esorcizzare per ricreare le condizioni di armoniosa unità tra le parti. Questa concezione, maggioritaria in Italia, si contrappone ad una visione liberale e libertaria che vede invece il conflitto come un elemento fisiologico delle società liberaldemocratiche e, per di più, tonificante nei confronti delle tradizionali prassi trasformistiche. Se c’è una data dell’emersione di tale contrapposizione è quella del settembre 1973, quando Enrico Berlinguer lancia dalle colonne di “Rinascita”, la prospettiva del compromesso storico. Per Berlinguer, il compromesso storico da una parte è qualcosa di più di una formula nuova di governo, dall’altra parte vuole essere già oggi una indicazione di un metodo di azione e di rapporti politici [orientati] [...] a cercare la comprensione reciproca e l’intesa.
Il conflitto, lo scontro, financo la lotta di classe diventavano un male. La sintonia con la Weltanschauung più profonda di Moro e di buona parte della DC è assoluta. (......) L’essenza profonda del compromesso storico non sta tanto nel suo aspetto difensivo - creare alleanze perché non succeda quello che è successo in Cile - quanto in quelli strategici - l’intesa tra le masse consente una gestione armoniosa e aconflittuale della politica - e valoriali - le soluzioni migliori ai gravi problemi del paese scaturiscono dalla connotazione popolare, in quanto tale positiva e progressista, dei due maggiori partiti italiani.
Questa politica, che trova parziale inveramento nella solidarietà nazionale del periodo 1976-79, è la quintessenza della tendenza alla società organica. L’incontro tra i due grandi partiti di massa marginalizza le minoranze e il dissenso fino al punto di considerarlo illegittimo in quanto contrario agli interessi generali, da essi rappresentati.
.../...
Salvo considerare illegittimo il dissenso perché contrario agli interessi generali, anche mio padre sarebbe stato d'accordo che questa doveva essere l'eredità del comunismo italiano.
Per quanto riguarda http://www.corriere.it/cronache (processo nuove B.R.) e http://www.cpogramigna.org/ in cui fa bella mostra un volantino di propaganda "proletarpressapochista", penso che sia la manifestazione evidente di chi, ancorato ai fantasmi del passato, non vuole prendere atto della propria, inevitabile, storica estinzione. È un fatto, il contadino che semina rape raccoglie rape, chi invece ha seminato comunismo ha raccolto fame, dittatura, sfruttamento, capitalismo e disconoscimento dei diritti umani. La Cina ne è l'esempio più eclatante.
Lo scrisse Pier Paolo Pasolini negli scritti corsari durante i primi anni settanta:

"Il borghese si traveste da operaio, l'operaio si traveste da borghese, la rivoluzione ha i giorni contati".

Aveva visto giusto, la rivoluzione, quella delle aspirazioni ideali e morali, che si ritrova nel meraviglioso pezzo di Gaber citato da Zi Peppino, forse non sarà mai possibile.

Asta la vista.


Pierangelo F.
17 Giugno 2009
dedicato a...
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le canzoni di ivan della mea dedicate a chi conosce solo un'unica canzone di giorgio gaber (senza conoscere il ersto della sua storia politica) e la ripete come i pappagalli ripetono parole senza conoscerne il senso.

e perde tempo a polemizzare con nulla colombiano... non acorgendosi di come si fa menare per il naso dal... nulla... per nulla.

luigi colombo - l.colombo58@alice.it
luigi colombo
17 Giugno 2009
grandi uomini, piccoli ecc.
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"... un nano è una carogna di sicuro perchè ha il cuore troppo troppo vicino al buco del culo..."
fabrizio de andrè

luigi colombo - l.colombo58@alice.it
luigi colombo
16 Giugno 2009
...comunismo...
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...si sente spesso dire che: "il comunismo italiano è stato diverso da..."
Penso sia vero, con persone di grande levatura eredi di grandi tradizioni, con idee più o meno condivisibili, ma con il rispetto che si deve ai grandi uomini...
http://www.blogstoria.it/2009/06/11/nel-xxv-anniversario-della-morte-di-enrico-berlinguer/
ma dal "Veniamo da lontano, andiamo lontano" di togliattiana memoria qual'è oggi l'eredità di quella cultura?

Questa?
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/03/berlusconi-franceschini.shtml?uuid=84ec325a-0f40-11de-b874-530b20f3f76e&DocRulesView=Libero

o questa?
http://www.corriere.it/cronache/09_giugno_13/processo_milano_nuove_br_condanne_risarcimento_ichino_dcef0ab4-57fb-11de-831b-00144f02aabc.shtml

http://www.cpogramigna.org/

O forse nessuna delle due?

Cordialmente mi interrogo sulla storia...

Marco Cattalini
16 Giugno 2009
Bèèè
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Bèèèè
Bèèè

Bèèèèèèèè
Bèèèè
Bèèèèèè

(Giovanni Pascoli)
El Gaina
16 Giugno 2009
Grandi uomini....piiiiiccoli piccoli piccoli.
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Francia - Commemorazione dello sbarco in Normandia.

Il presidente Sarkozy (54 anni) interviene dopo il discorso di Barack Obama, alcune foto mostrano il francese che, per sembrare più alto di statura e non sfigurare col "cestista" Barack, è salito sopra uno sgabellino.
Sarkozy, Berlusconi, Brunetta, Napoleone, Hitler..... più sono piccoli e (pre)potenti più sentono il bisogno di predellini, sgabelli, trampoli e quant'altro per dimostrare al mondo di essere grandi.
Poverini, non hanno capito che aiutandosi con delle protesi al massimo possono diventare un po' più alti.
Essere grandi è tutt'altra cosa.

Arridateci Pipino il Breve. :-)
Pierangelo F.
16 Giugno 2009
Dedicato a Ivan Della Mea
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Nel 1972 il poeta di sinistra Ivan Della Mea scrisse Lettera a Michele.

Nel 1992 il poeta Giorgio Gaber, nella sua "Qualcuno era comunista scrisse....

Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.

Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.

No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici.

E ora? Anche ora ci si sente come in due: da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.

Due miserie in un corpo solo.”

.../...

E poi....? E poi furono i Luigi Colombo e il nulla pervase l'universo.
Zi Peppino detto o sparviero
15 Giugno 2009
o cara moglie
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O CARA MOGLIE

O cara moglie, stasera ti prego,
dì a mio figlio che vada a dormire,
perchè le cose che io ho da dire
non sono cose che deve sentir.

Proprio stamane là sul lavoro,
con il sorriso del caposezione,
mi è arrivata la liquidazion,
m'han licenziato senza pietà.

E la ragione è perchè ho scioperato
per la difesa dei nostri diritti,
per la difesa del mio sindacato,
del mio lavoro, della libertà .

Quando la lotta è di tutti per tutti
il tuo padrone, vedrai, cederà ;
se invece vince è perchè i crumiri
gli dan la forza che lui non ha.

Questo si è visto davanti ai cancelli:
noi si chiamava i compagni alla lotta,
ecco: il padrone fa un cenno, una mossa,
e un dopo l'altro cominciano a entrar.

O cara moglie, dovevi vederli
venir avanti curvati e piegati;
e noi gridare: crumiri, venduti!
e loro dritti senza piegar.

Quei poveretti facevano pena
ma dietro loro, la sul portone,
rideva allegro il porco padrone:
l'ho maledetto senza pietà .

O cara moglie, prima ho sbagliato,
dì a mio figlio che venga a sentire,
chè ha da capire che cosa vuol dire
lottare per la libertà
chè ha da capire che cosa vuol dire
lottare per la libertà.

IVAN DELLA MEA
luigi colombo
15 Giugno 2009
lettera a michele
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LETTERA A MICHELE

Mio caro Michele, ricordi la lotta,
le grida infuocate? " La fabbrica è nostra,
così è la città, è nostra la vita! ";
ma poi qualcosa è cambiato, Michele.

E dopo la lotta, ricordi Michele?
con giusta premura si fecero i quadri
del nuovo partito, e il termine nuovo
non fu così nuovo, non troppo, Michele.

Mio caro Michele, nel nuovo partito
la nuova avanguardia di fatto sono io:
ti dò la teoria e la strategia;
non è presunzione, Michele, ma è mia.

Mio caro Michele, qui scopri l'errore
e dici convinto: " Se non sono io,
da oggi in eterno, per scelta di classe,
la vera avanguardia, può tutto avvenire.

Può tutto avvenire, magari il partito,
magari il potere, ma ciò che non viene,
che non può venire, sarà il Comunismo ";
tu questo per oggi hai capito, Michele.

E allora, Michele, rifammi compagno
e uniti e insieme lottiamo l'errore:
per essere nuovi, per esser diversi
e comunisti da oggi, Michele.

Da oggi sappiamo che questo programma
avrà tempi lunghi, e non si farà
se chi è compagno non imparerà
a vivere da compagno, Michele.

Pigliarsi la fabbrica e poi la città,
far nostra la vita, vuoi dire imparare
da oggi tra noi il nuovo rispetto,
il solo rispetto che è comunista.

E questo rispetto fra liberi e uguali
non è un merletto o un fatto formale:
è violenza di classe, rifiuto totale
del vecchio errore nascosto tra noi.

L'errore che ormai possiamo vedere,
l'errore del tuo, del mio potere,
di ogni potere un po' personale...
per oggi è tutto; avanti, Michele.


IVAN DELLA MEA
luigi colombo
15 Giugno 2009
ivan della mea
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È morto Ivan Della Mea, addio
al cantautore della classe operaia
Il cantante e scrittore è stato uno dei fondatori del Nuovo canzoniere Italiano. Martedì cerimonia all'Arci Corvetto

MILANO - È morto sabato notte all'ospedale San Paolo di Milano il cantautore, poeta e scrittore Ivan Della Mea. Aveva 69 anni. La cerimonia per dargli e l’ultimo saluto è prevista per le 11 di martedì mattina presso il Circolo Arci Corvetto, di cui è stato presidente, in via Oglio 21 a Milano. Nato a Lucca il 16 ottobre 1940, si era presto trasferito a Milano dove, insieme a Gianni Bosio, fu tra i fondatori del Nuovo canzoniere Italiano. Dagli anni '90 era direttore dell'Istituto Ernesto De Martino di Sesto Fiorentino.

MUSICA E POLITICA - Insieme a personaggi come Giovanna Marini, Paolo Pietrangeli, Michele Straniero, Della Mea con i Dischi del Sole, una collana fondamentale per la cultura italiana, ha documentato una stagione in cui la musica accompagnava, da un lato, i fermenti giovanili degli anni '60 e, dall'altro, testimoniava dello stretto legame tra la politica della sinistra e le lotte del nostro Paese. Il suo vero nome era Luigi e la sua attività si è svolta pressoché interamente a Milano, dove si era trasferito giovanissimo e dove ha cominciato a scrivere canzoni, anche per Milly. Di quel periodo, il brano più famoso è Cara Moglie. Per la sua carriera di autore e di militante l'incontro fondamentale è stato quello con Gianni Bosio. Della Mea ha avuto anche esperienze cinematografiche come quella del curioso western Tepepa, scritto insieme a Franco Solanas e interpretato tra gli altri da Thomas Milian e Orson Welles, così come nel 1979 ha fatto l'attore per I Giorni Cantati di Paolo Petrangeli, insieme a Roberto Benigni, Mariangela Melato e Giovanna Marini. Negli anni '90 è stato anche il direttore dell'Istituto De Martino, uno delle più prestigiose istituzioni dell'antropologia musicale italiana. Tra i titoli più famosa della sua discografia il Rosso è diventato giallo, Se qualcuno ti fa morto, La nave dei folli, La piccola ragione di allegria.


14 giugno 2009

corriere.it
luigi colombo
15 Giugno 2009
quando non si vogliono capire...ecc...
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"...Sicuramente non in un luogo PADANO vista l'etnia predominante..."

- e quale sarebbe l'etnia predominante? a me pare che l'etnia predomnante sa ancora quella italiana, in tutta italia.
la padania ha una sua etnia? e da dove trae origini il popolo padano, dai longobardi? ma erano anch'essi degli extracomunitari entrati initaliaclandestinamente, come ci insegna paolo diacono.
erano forse gli unni? i galli? gli ostrogoti? i visigoti?
tutta gente venuta da fuori. ma quale è sta' dannata etnia padana?
facciamocene una ragione: i pdani discendono dai babari e barbari sono.

prostituzione: seai margini del paese ci sono prostiute (ma sarebbe intessante sapere quante signore di dubbia moralità si celano nelle rispettabili case in paese) è solo perchè esiste clientela abbondate.
senza client niente prostitute. è una legge di mercato prima ancora che morale.
è come la storia delle autoradio: i tossici rubavano le autoradio perchè c'era qualcuno disposto a comprarle. ma era colpevole solo il tossico ladro o anche l'onesto padre di famiglia che per ricomprarsi l'autoradio (che magari gli avvano rubato) l'acquistava dal tossico?


luigi colombo - l.colombo58@alice.it

luigi colombo
15 Giugno 2009
Knoking Haven's door ...
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Ciao Ivan ....
il tuo cuore parlerà ancora
con le tue rime ..per i diseredati
e quelli che dalla vita chiedono
solo dignità....
Pietro Gandini
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