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America, non invoco il tuo nome invano
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In epitaphium eius
I Gufi
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24 Febbraio 2011
Caro Rimbaldo
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Forse, l'incidere sulla paura comunista, da parte di colui che governa il bel paese, è un metodo di autocritica, visto che anche lui quando aveva fame è stato sfamato dai comunisti e molti dei suoi collaboratori, tra i più fidati, gli striscianti, provengono da quell'ideologia. Addirittura i più ferventi, quelli che inneggiano alle libertà democratiche sono stati cresciuti nella cultura del più bieco totalitarismo bolscevico; applicando molte volte quelle regole contro i loro stessi compagni. Non facciamno i nomi, non sta bene, ma almeno uno di questi personaggi lo crea il sospetto, chissà mai che era vero che in russia mangiavano i bambini. Mah!
ECADUTOGIU LARMANDO
23 Febbraio 2011
Uomini o caporali?
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C'è ancora qualcuno che la mena con con sti comunisti!
Ma cos'è sto comunismo?

Cito da Wikipedia:
....Il comunismo è un insieme di idee economiche, sociali e politiche, accomunate dalla prospettiva di una stratificazione sociale egualitaria, che presuppone la comunanza dei mezzi di produzione e l'organizzazione collettiva del lavoro....

Cito dai "Princìpi del Comunismo" di Karl Marx e Friedrich Enghels:
...Il comunismo è la dottrina delle condizioni della liberazione del proletariato [cioè di] quella classe della società che trae il suo sostentamento soltanto e unicamente dalla vendita del proprio lavoro, e non dal profitto di un capitale...

E allora dov'è sto comunismo?
C'è qualcuno che sà indicarmi dove sta la.... comunanza dei mezzi di produzione? Oppure dove sta... l'organizzazione collettiva del lavoro?
Oppure ancora dove si è realizzata la... liberazione del proletariato dalla vendita del proprio lavoro a beneficio del capitale? (pubblico o privato che sia)
Ma siamo seri per cortesia. Solo la storia sapra dirci oggettivamente se il comunismo fu una sana utopia economica che non seppe realizzare le aspettative sociali o se fu soltanto una pessima utopia; Però una cosa è certa: Il comunismo fu il pretesto strumentale di alcune classi dominanti per soggiogare i popoli. Il crollo del muro di Berlino ne suonò il de profundis e anche coloro che continuano a marciarci dovrebbero prenderne atto.
Oggi non c'è più nessuno che sia seriamente disposto a farne una bandiera, salvo in pochi casi:
1) La gattopardesca oligarchia cinese che ha fatto dello sfruttamento della mano d'opera e del capitalismo un vessillo da far impallidire l'occidente.
2) Le filippiche di Berlusconi che non perde l'occasione di farne un efficace babau acchiappa consensi.
3) Qualche vetero cattolico integralista rimasto mentalmente al 1948.
Purtroppo siamo la patria dei boccaloni. Intendiamoci, non è che non sappiamo riflettere, sappiamo di vivere in un momento di crisi economica e valoriale e ne abbiamo coscienza; in effetti sappiamo che ci stanno togliendo molti diritti sociali e sindacali per fare concorrenza ai "comunisti" cinesi e assistiamo preoccupati alla dissoluzione di regimi che col comunismo non hanno niente a che vedere e le cui conseguenze potrebbero essere fatali, però!... basta che qualcuno pronunci la parolina magica "comunista" che subito rientramo nei ranghi e andiamo a cuccia, ben disposti a digerire immoralità, corruzione e politico sopruso, nell'illusoria attesa di un federalismo che appaghi i nostri egoistici appetiti.

Ribaldi Anselmo
23 Febbraio 2011
il colonnello
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Come mai a Gheddafi la rivoluzione sta bene se la fa lui per conto del popolo e non gli garba se il popolo se la fa per conto proprio ?
Sarà mica comunista ?
Mo(a)narchico
23 Febbraio 2011
Giovedì cinema
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Giovedì 24 Febbraio al S. Luigi

"SHUTTER ISLAND" di M. Scorsese - Triller

LA TRAMA - Siamo nel 1954, all'apice della Guerra Fredda, quando il capo della polizia locale Teddy Daniels (Leonardo Di Caprio) e il suo nuovo partner Chuck Aule (Mark Ruffalo) vengono convocati a Shutter Island per indagare sull'inverosimile scomparsa di una pluriomicida che sarebbe riuscita a fuggire da una cella blindata dell'impenetrabile ospedale di Ashecliffe. Circondati da psichiatri inquisitori e da pazienti psicopatici e pericolosi confinati sull'isola remota e battuta dal vento, i due poliziotti si trovano immersi in un'atmosfera imprevedibile dove nulla è come appare. Con un uragano in arrivo, le indagini procedono velocemente: man mano che la tempesta si avvicina, i sospetti ed i misteri si moltiplicano e diventano sempre più terrorizzanti e terrificanti con l'emergere di oscuri complotti, sordidi esperimenti medici, lavaggi del cervello, reparti segreti, e un accenno a eventi soprannaturali. Muovendosi tra le ombre dell'ospedale e perseguitato dalle nefande imprese commesse dai suoi sfuggenti inquilini e dai programmi oscuri dei geniali medici, Teddy comincia a rendersi conto che più andrà a fondo nell'indagine e più sarà costretto a confrontarsi con alcune delle sue paure più profonde e devastanti. E capirà anche che rischia di non uscire vivo dall'isola.

LA CRITICA - Martin Scorsese è come il vino piú invecchia piú diventa un regista migliore. Shutter Island è sicuramente il suo film più inquietante e piú maturo, dove Leonardo Di Caprio nei panni del ex agente della CIA Teddy Daniels non che reduce che ha massacrato senza pietà gli aguzzini nazisti di Dacau dá un interpretazione molto intensa. È violento, delirante e pericoloso, ma molto di quello che dice è vero e corrisponde alla realtà. Mark Ruffalo è molto più che una spalla nel ruolo dell'amico Chuck Aule. Bravissimi sono i due dottori: l'aggressivo e perbenista Jeremiah Naehring, uno dei migliori ruoli di Max Von Sydow da sempre, e il buono ma anche durissimo John Cawley, che è un ruolo come sempre né sopra e neanche sotto le righe di Ben Kingsley. Bravisisma anche la moglie di Danieels che ha il fascino quotidiano di Michelle Williams che dá nel ruolo di Dolores Chnale un'interpretazione veramente sofferta. Per non parlare del vero pazzo furioso Arend, che ha la grinta ed il carisma di Ted Levine. La recitazione, sempre molto curata, classica fino in fondo ma anche naturalissima, passa in secondo piano rispetto alla fotografia di Robert Richardson (meravigliosa) e al montaggio di Thelma Schoonmaker che é fuso con la scenografia di Dante Ferretti (troppo poco attivo nel cinema italiano) e dai costumi di Sandy Powell oltre che dalle musiche di robert Robertson, che ha presentato delle bellissime melodie di Ligreti, con alcune aggiunte di Mahler e del Jazz per identificare il periodo. Un film classico, forse non grintoso come taxi Driver o Gangs of New york, ma bellissimo in ogni minimo particolare. Un film che deve solo essere visto, dove si ha la sensazione di essere accanto al protagonista. Un film sulle nostre paure e sulle nostre cattive sensazione. Un film da non perdere.

Ingresso con tessera abbonamento o con normale biglietto

Buona visione
Gianfranco Salvemini
23 Febbraio 2011
LA FALLACI E IL COLONNELLO
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Dall'intervista a Gheddafi del 2 Dicembre 1979

• Oriana Fallaci
– Muhammar Gheddafi

• E va bene, parliamo della rivoluzione. Ma cosa intende per rivoluzione? Come non mi stancherò mai di ricordare, anche Papadopulos parlava di rivoluzione. Anche Pinochet. Anche Mussolini.
- «La rivoluzione è quando le masse fanno la rivoluzione. La rivoluzione popolare. Ma anche se la rivoluzione la fanno gli altri a nome delle masse esprimendo ciò che vogliono le masse, può essere rivoluzione. Popolare perché ha l'appoggio delle masse e interpreta la volontà delle masse».
• Ma quello che avvenne in Libia nel settembre del 1969 non fu mica una rivoluzione: fu un colpo di Stato. Sì o no?
- «Sì, però dopo divenne rivoluzione. Io ho fatto il colpo di Stato e i lavoratori hanno fatto la rivoluzione: occupando le fabbriche, diventando soci anziché salariati, eliminando l'amministrazione monarchica e formando i comitati popolari, insomma liberandosi da soli. E lo stesso hanno fatto gli studenti, sicché oggi in Libia conta il popolo e basta».
• Davvero? Allora perché ovunque posi gli occhi vedo soltanto il suo ritratto, la sua fotografia?
- «Io che c'entro? È il popolo che vuole così. Io che posso fare per impedirglielo?».
• Beh, proibisce tante cose, non fa che proibire, figuriamoci se non può proibire questo culto della sua persona. Per esempio, questo inneggiarla ogni momento alla televisione.
- «Io che posso farci?».
• Nulla. È che da bambina vedevo la stessa roba per Mussolini.
- «Ha detto la medesima cosa a Khomeini».
• È vero. Ricorro sempre a quel paragone quando intervisto qualcuno che mi ricorda Mussolini.
– «Gli ha detto che le masse sostenevano anche Mussolini e Hitler».
• È vero.
– «Si tratta di un'accusa essenziale. E richiede una risposta essenziale. Questa: lei non capisce la differenza che c'è tra me e loro, tra Khomeini e loro. Hitler e Mussolini sfruttavano l'appoggio delle masse per governare il popolo, noi rivoluzionari invece beneficiamo dell'appoggio delle masse per aiutare il popolo a diventar capace di governarsi da solo.
«Io in particolare non faccio che appellarmi alle masse perché si governino da sole. Dico al mio popolo: "Se mi amate, ascoltatemi. E governatevi da soli". Per questo mi amano: perché, al contrario di Hitler che diceva farò-tutto-per-voi, io dico fate-le-cose-da voi».
• Colonnello, visto che non si considera un dittatore, nemmeno un presidente, nemmeno un ministro, mi spieghi: ma lei che incarico ha? Che cos'è?
– «Sono il leader della rivoluzione. Ah, come si vede che non ha letto il mio Libro Verde!».
• Sì che l'ho letto, invece! Non ci vuole mica tanto. Un quarto d'ora al massimo: è così piccino. Il mio portacipria è più grande del suo libretto verde.
– «Lei parla come Sadat. Lui dice che sta sul palmo di una mano».
• Ci sta. Dica: e quanto ci ha messo a scriverlo?
– «Molti anni. Prima di trovare la soluzione definitiva ho dovuto meditare molto sulla storia dell'umanità, sui conflitti del passato e del presente».
• Davvero? E com'è giunto alla conclusione che la democrazia è un sistema dittatoriale, il Parlamento è un'impostura, le elezioni un imbroglio? Vi sono cose che non mi tornano in quel libriccino.
«Perché non lo ha studiato bene, non ha cercato di capire cos'è la Jamahiriya. Lei deve sistemarsi qui in Libia e studiare come funziona un Paese dove non c'è governo né Parlamento né rappresentanza né scioperi e tutto è Jamahiriya».
• Che vuol dire?
– «Comando del popolo, congresso del popolo. Lei è proprio ignorante».
• E l'opposizione dov'è?
– «Che opposizione? Che c'entra l'opposizione? Quando tutti fanno parte del congresso del popolo, che bisogno c'è dell'opposizione? Opposizione a cosa? L'opposizione si fa al governo! Se il governo scompare e il popolo si governa da solo, a chi deve opporsi: a quello che non c'è?».
Oriana Fallaci

.....Hitler e Mussolini sfruttavano l'appoggio delle masse per governare il popolo, noi rivoluzionari invece beneficiamo dell'appoggio delle masse per aiutare il popolo a diventar capace di governarsi da solo.....

Anno 2011, ai libici che reclamano il rivoluzionario diritto di governarsi da soli, Gheddafi, il guru della rivoluzione verde, risponde con i bombardamenti aerei.

P.S.: Anche da noi è in atto una rivoluzione. La rivoluzione federalista. Il suo leader e i suoi fans si vestono di verde e sventolano una bandiera verde.
OCCHIO ITALIA!!!!! Il verde porta sfiga.


Catone il censore
22 Febbraio 2011
Indegno
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Non posso che concordare con Gianfranco. La situazione della famiglia Lazzari è vergognosa, quasi una farsa se non fosse così drammatica. E pensare che sabato pomeriggio, passando in piazza, avevo visto il signor Lazzari e avevo pensato con soddisfazione: "Finalmente ce l'ha fatta".
Rimane una considerazione da fare: nella civile, moderna e avanzata Lombardia, nella regione della sussidiarietà pubblico-privato, nella regione laboratorio dei nuovi sistemi di welfare, una vicenda di questo tipo è assurda e inaccettabile. Come ritengo sia inaccettabile il silenzio sulla vicenda della pubblica amministrazione. Spero che il sindaco, il vicesindaco o l'assessore competente si siano premurati, in questi giorni (soprattutto dopo l'intervento dei Vigili del fuoco) di andare a verificare la situazione del signor Lazzari. Magari anche soltanto per esprimere la propria solidarietà...
Anche perché non mi risulta che nel nostro Comune ci siano molte altre situazioni così drammatiche cui prestare attenzione (fortunatamente, certo...). E anche qui ha ragione Gianfranco: l'invecchiamento della popolazione porterà inevitabilmente cos sé l'aumento di questi problemi.
Forse bisognerebbe cominciare ad affrontarli...
Daniela Fabbri
21 Febbraio 2011
Indegno
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"Indegno di un paese civile" .
È la prima cosa che mi sento di dire dopo aver letto il seguito delle traversie Lazzari. Ma la frase non è sufficiente a dare la dimensione della quantità di ingiustizia cui a volte sono sottoposti i cittadini più deboli.
Da progettista, mi ha colpito in particolare la frase riferita al malfunzionamento dell'ausilio:

….."diagnosi": il montascale, con il peso tende ad inclinarsi e ad ogni utilizzo basta poco perchè si blocchi…..

Facendo un po' d'ironia, si potrebbe dire che l'apparato è stato pensato "tanto al chilo". Solo che di chili ne sono stati considerati pochini e le conseguenze potevano essere fatali.
• Sorgono spontanei almeno due interrogativi:
Un collaudo/verifica interno all'azienda produttrice avrebbe dovuto stabilire se l'apparato è idoneo alle caratteristiche per cui è stato progettato.
• L'ente che decide di adottare un ausilio ne deve verificare la validità sia sul piano economico che prestazionale.
E allora come la mettiamo? Qual'è il senso dell'accaduto? È solo l'ennesimo episodio di mala sanità o c'è molto di più?
Binasco, come il resto d'Italia, tra non molto sarà formato da una maggioranza di cittadini over 65, con tutto quel che ne consegue sul piano delle diasabilità, delle quali, la carenza di mobilità/deambulazione sarà la più rilevante; la vicenda Lazzari rischia in futuro di moltiplicarsi a livelli esponenziali. Pensare di affrontare il problema con l'andazzo attuale è impensabile.
Io penso che sarebbe ora che i nostri amministratori si facessero promotori di dibattiti pubblici e tavole rotonde finalizzati ad affrontare seriamente questi problemi, perché leggi e normative sono importanti ma da sole non bastano. Occorre che di pari passo cresca la sensibilità generale dei cittadini verso la disabilità, disabilità con la quale per periodi più o meno lunghi prima o poi tutti quanti dovremo fare i conti.

Gianfranco Salvemini
20 Febbraio 2011
CHI TUTELA I DIRITTI??????
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Giovedi mattina, dall'aler giunge un tecnico per verificare che il montascale sia davvero incompatibile con una sedia a rotelle.
Presi la carrozzina di mia madre e proposi al tecnico di farmi capire come adattarla, si rese effettivamente conto che era, è impossibile.
Si mise in piedi sul montascale, dopo alcuni tentativi riuscì ad azionarlo e salì giungendo fino al terzo piano, poi azionò il pulsante del ritorno...alla seconda rampa tutto si fermò, il montascale non dava segni di vita.
40 minuti trascorsi a tentare di capire cosa fosse accaduto e come rimetterlo in movimento, (dato che impediva il transito sulla scala).
Pensai che fù un bene fosse accaduto a lui, in tal modo potè constatare che chi eseguì i lavori aveva il cervello in fase di sperimentazione!
Si diede da fare per risolvere il problema e quando vi riuscì (40 minuti dopo) riportò il montascale al "parcheggio".
Asserì che il problema fù causato da mancanza di segnale, e l'aveva risolto, ma fù altrettanto chiaro nel dirmi che i lavori sarebbero stati rifatti perchè anche per lui era una situazione assurda, la totale mancanza di controlli degli enti preposti, avevano fatto si che i lavori fossero eseguiti senza il minimo criterio.
Sconfortata chiesi quanto ancora avrebbero dovuto attendere le tre persone disabili per poter finalmente uscire di casa.
Rispose che i nuovi lavori avranno luogo dopo aver provveduto al nuovo progetto, ma, nel frattempo il montascale poteva venir comunque usato con il metodo della sedia, esattamente come martedi.
Certo non mi rallegrava l'idea, ma tenendo conto che mio padre non vedeva l'ora di tornare in paese, decisi che sabato pomeriggio era il giorno giusto, giorno di mercato, sole e tanta gente.
Mi organizzai con il prezioso aiuto di un vicino di casa che senza farselo chiedere due volte mi aiutò a posizionare mio padre sulla sedia posta sul montascale, man mano che scendevamo tenevamo mio padre perchè non si sbilanciasse, (non ha equilibrio) ed una volta giunti al portone riuscimmo, seppur a fatica, a metterlo sulla sedia a rotelle che avevo portato giù alcuni minuti prima.
Il pomeriggio trascorse sereno, il mercato, gli amici che si fermavano a salutarlo, tanti sorrisi e qualche lacrima sul viso stanco ma felice di mio padre, e questo mi ripagò di ogni fatica.
Giunsero le ore 18, era tempo di tornare, e ci inviammo verso casa con il sole ormai al tramonto ed il freddo che cominciava a farsi sentire.
Entrammo nel portone, aprii la pedana, posizionai la sedia e, sempre con l'aiuto, vi mettemmo a sedere mio padre.
Girai la chiavetta, il montascale partì, fece mezzo giro, giusto quel che basta per giungere in curva alla prima rampa di scale...e tutto si fermò.
Ogni tentativo di rimetterlo in funzione fù inutile, mio padre seduto sulla sedia mi guardava terrorizzato, non potevo farlo scendere perchè era troppo in alto e posizionato sulla sedia rendeva ancor più rischioso farlo scendere di peso, i gradini da una parte, le sbarre del montascale dall'altra.
Tentammo di azionarlo, ma non dava segnale, mio padre aveva freddo, voleva scendere, aveva paura, e così, data la situazione vennero chiamati i vigili del fuoco.
Una volta arrivati anche loro non riuscivano a capire cosa fare, poi rendendosi conto che mio padre non ce la faceva più, scavalcarono la ringhiera, (non c'era altro passaggio) e lo presero di peso sulle spalle portandolo in casa dove, agitatissimo, si sentì finalmente al sicuro.
I vigili del fuoco fecero non poca fatica a capire come diavolo rimettere in funzione il montascale e dopo vari tentativi vi riuscirono. (tenedo conto che dissero di conoscere il funzionamento, ma trovarono non poche difficoltà nel risolvere il problema, come accidenti avrei potuto cavarmela da sola????)
Alle otto di sera tutto finì, mi sentii sollevata, ma anche sfiduciata e molto, molto arrabbiata.
Nessun tecnico mi ha mai rilasciato un certificato di idoneità asserendo che era di proprità solo di aler, nessun numero da contattare in caso di emergenza, sempre proprietà aler, ed i vigili del fuoco mi dissero che sono stata fortunata perchè semmai fosse accaduto qualcosa a mio padre ne sarei stata la sola responsabile non avendo in mano alcun certificato di idoneità all'uso.
"diagnosi": il montascale, con il peso tende ad inclinarsi e ad ogni utilizzo basta poco perchè si blocchi, alcuni gradini sono stati rotti durante i lavori del 14/02, li hanno "aggiustati" con silicone, ed in molti punti vi sono fori del trapano ma non le viti, ce ne siamo accorti togliendo i tappini di gomma che li ricoprono.
Speravo che al di là del disagio e della fatica fosse comunque possibile poter far felice mio padre almeno qualche giorno a settimana, ma ora ho l'amara certezza che anche quel poco di serenità è svanita, e tutto ritorna nelle mani di burocrati e istituzioni così solerti se la loro busta paga subisce un ritardo...così lenti quando si tratta di ricordare il perchè sono stipendiati!

LIDIA LAZZARI
18 Febbraio 2011
Luca e Paolo «virano a sinistra?»
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dal blog giovanacosenza.wordpress.com

Fenomenologia della mia visione di Luca e Paolo a Sanremo.

Prima serata.
Vedo il duetto «Ti sputtanerò», Rido di gusto e la mattina dopo lo posto sulla mia bacheca di Facebook con questo commento: «Se su Rai 1 è andato questo, l’Italia ha ancora qualche speranza… Per il buon umore del mattino!».
Prontamente Nico, mio studente di anni fa, mi fa notare: «Prof., a me non è piaciuta una cosa: viene fuori che sia stato Fini a “sputtanare” Berlusconi sul caso di Ruby, delle escort e altro. Non lo dico per difendere Fini, ma semplicemente perché nell’immaginario collettivo si riduce tutto a uno scontro fra due uomini politici che non si danno tregua. Ma nei fatti, il caso delle escort non ha questa grammatica.».
Mi risveglio dal torpore, capisco l’errore marchiano in cui sono caduta: tutta presa dall’obiettiva bravura e capacità comica di Luca e Paolo, non ci avevo ragionato, ma l’implicito è: Berlusconi è come Fini e mille altri. Tutta fuffa per tutti.
«il messaggio che si vuole passare è che Fini = Berlusconi ma solo Berlusconi, poverino, va in tribunale». E il quadro è completo: con buona pace del Giornale, che il 16 febbraio ha titolato Sanremo vira a sinistra, la gag di Luca e Paolo «non vira affatto a sinistra», ma è perfettamente funzionale al frame politico-culturale dominante (di cui Sanremo è sempre stato espressione), poiché rassicura i 14 milioni di spettatori della prima puntata che «non è niente, tutto si risolve in una sfida personale fra due galli molto arrabbiati fra loro, ma soprattutto: tutto è uguale a tutto».

Seconda serata.
Vedo la gag di Luca e Paolo in tv. Luca e Paolo girano intorno a Berlusconi mai nominandolo e mettono insieme Saviano, Montezemolo, Fini, Santoro, per finire sullo stesso Morandi. Il quadro è ancor più neutralizzante della prima puntata. E anche meno divertente.

Terza serata.
Luca e Paolo, serissimi, recitano un testo contro l’indifferenza e l’apatia, che solo alla fine l’inquadratura svela essere di Antonio Gramsci. Come se loro, ieri sera, avessero voluto prendere le distanze dalla scatola omologante e neutralizzante. Ma il messaggio indiretto è troppo difficile. E quello diretto non fa ridere ma, al contrario, è un richiamo all’impegno e all’assunzione di responsabilità, il che lo indebolisce ulteriormente rispetto alle puntate precedenti.
Dunque i dirigenti di Rai 1 e il Giornale possono dormire sonni tranquilli: la rivoluzione non si fa a Sanremo.

Meditate gente, meditate se ancora vi riesce.
Ribaldi Anselmo
18 Febbraio 2011
Il 17 marzo sarà festa nazionale
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la Lega non aderisce: "Follia incostituzionale"
ll 17 marzo sarà festa nazionale. Ma la decisione non è stata indolore: i tre ministri leghisti non hanno aderito.
Umberto Bossi, Roberto Maroni e Roberto Calderoli da tempo contestano la scelta di festeggiare con l'astensione dal lavoro: "Fare un decreto legge per istituire la festività del 17 marzo, in un Paese che ha il primo debito pubblico europeo e il terzo a livello mondiale in un momento di crisi economica internazionale è pura follia"

°/°/°

"IL federalismo rafforzerà l'unità nazionale. L'Italia resterà una e indivisibile" - Sono parole ripetute spesso dall'ultimo Bossi.
Oggi Bossi e i suoi bravacci del nord si sono tolti il doppiopetto e hanno giocato a carte scoperte, confermando che dell'unità nazionale non glie ne fregava una mazza e non glie ne fregherà mai niente. Quello a cui mirano è la secessione.
La scusa campata per non aderire al voto sulla festa del 150° dell'unità d'Italia, consisterebbe nella perdita di un giorno di lavoro (ogni cinquant'anni).
"Spreco Inaccettabile in momenti di crisi economica!!!!!!".
Esimi legaiol... "Ma chi volete prendere per il culo?!?!?!!!!!"
Basta consultare il calendario per scoprire che proprio quest'anno diverse festività nazionali e religiose sono cadute e cadranno in giorni di riposo.
• 1 Gennaio Sabato • 25 Aprile Contemporaneo a Lunedì dell'Angelo • 1 Maggio Domenica • 25 Dicembre Domenica
E allora? Dove sarebbero le fantomatiche ore di produzione perse?

Recita l'inno di Mameli: "Fratelli d'Italia - l'Italia s'é desta…."

E allora destiamoci una volta per tutte! Tiriamo fuori le palle, ripartiamo da Marsala, sbarchiamo a Quarto e rivendichiamo l'orgoglio di essere Italiani!!!!

Peppiniello Garibaldi
18 Febbraio 2011
Benigni strapazza Dario Fo
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Qualche anno fa alla televisione Dario Fo si è pesantemente burlato del testo dell’Inno di Mameli deridendolo e sbeffeggiandolo alla sua tipica maniera, senza avere valutato il disprezzo che ha significato per chi si è sacrificato con la propria vita per la Sua Patria.
Sentendo Benigni mi sono ricordato di quanto sopra e mi sono domandato: quanto si sarò sentito svergognato dalla stupenda spiegazione che ne ha fatto Benigni, ricca di storia, di sentimenti, dell’espressione dei sacrifici che nel nostro Inno sono stati messi dagli autori sia nella poesia sia nella musica? Roba da non farsi più vedere in giro per il resto della sua vita; povero Dario Fo !
Ed il nostro Umberto nazionale come si sarà sentito?
Ed i ben pensanti che credono che la democrazia sia un fatto acquisito e non un obbiettivo da conquistare giorno per giorno e da mantenere con impegno e sacrifico, come si saranno sentiti alla lettura fatta da Luca e Paolo dello scritto di Antonio Gramsci?
Stupendo Benigni e bravi Luca e Paolo.
Aldo Oliveri

Aldo Oliveri
18 Febbraio 2011
WikiLeaks, l'Italia vista dagli Usa"
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Da www.Repubblica.it
"Con Berlusconi paese ormai in declino" - di FABIO BOGO

ROMA - Quattromila cables riservati filtrati dall'ambasciata Usa a Roma. Molti di questi con un denominatore comune: il declino del ruolo internazionale dell'Italia strettamente legato all'immagine di Silvio Berlusconi.

• UN PREMIER CHE OFFENDE TUTTI
"Il premier Silvio Berlusconi con le sue frequenti gaffes e la scelta sbagliata delle parole" ha offeso nel corso del suo mandato "quasi ogni categoria di cittadino italiano e ogni leader politico europeo", mentre "la sua volontà di mettere gli interessi personali al di sopra di quelli dello Stato ha leso la reputazione del Paese in Europa ed ha dato sfortunatamente un tono comico al prestigio dell'Italia in molte branche del governo degli Stati Uniti (….)
• L'IMMAGINE DI UN PAESE IN DECLINO
"Il lento ma costante declino economico dell'Italia - scrive l'ambasciatore Spogli - compromette la sua capacità di svolgere un ruolo nell'arena internazionale. La sua leadership spesso manca di una visione strategica. Le sue istituzioni non sono ancora sviluppate come dovrebbero essere in un moderno paese europeo. La riluttanza o l'incapacità dei leader italiani a contrastare molti dei problemi che affliggono la società, come un sistema economico non competitivo, l'obsolescenza delle infrastrutture, il debito pubblico crescente, la corruzione endemica, hanno dato tra i partner l'impressione di una governance inefficiente e irresponsabile. Il primo ministro Silvio Berlusconi è il simbolo di questa immagine". Spiega Spogli: gaffes e preminenza per gli interessi personali, assieme "al frequente uso delle istituzioni pubbliche per conquistare vantaggi elettorali sui suoi avversari politici, la sua preferenza per soluzioni a breve termine hanno danneggiato la reputazione dell'Italia in Europa" (….)
• IL DIVIDENDO DI WASHINGTON
Cosa può incassare l'America da questo governo? Spogli è esplicito. "L'Italia ci permetterà di consolidare i progressi fatti faticosamente nei Balcani negli ultimi vent'anni, le loro forze armate continueranno a giocare un ruolo importante nelle operazioni di peacekeeping in Libano e in Afghanistan, e, infine, il territorio italiano sarà strategico per l'Africom (United States African Command)", l'organismo costituito nel 2008 dalla Difesa Usa per coordinare gli interventi militari in Africa: comando a Stoccarda, ma bombardieri di stanza a Vicenza, nella base Dal Molin, e portaerei della VI flotta a Napoli. "(….)
• UN PREZZO IRRISORIO DA PAGARE
Pasticciona e in difficoltà, l'Italia chiede aiuto agli Usa quando si accorge che l'organizzazione del G8 a L'Aquila comincia a fare acqua. Gli americani se ne sono già accorti, e una serie di cables descrivono la tensione nell'ambasciata di Roma: il flop può tramutarsi in una debacle per Berlusconi, già colpito dalle prime rivelazioni sugli scandali sessuali. Scatta il soccorso all'utile alleato: "Berlusconi - annotano - ha bisogno di mostrarsi un leader credibile a livello internazionale per ripulire la sua immagine, e ci sarà tremenda attenzione" al trattamento che riceverà dagli altri capi di stato e di governo. Obama acconsente e in Abruzzo il presidente "abbronzato" è gentile e comprensivo. Il vertice è un successo, il Cavaliere è salvo, l'opposizione politica è sconfitta (…..)
• CONDANNATI ALL'INSTABILITA'
Gli americani capiscono dunque che con Berlusconi dovranno conviverci. A lungo. E sfruttarne le debolezze, che utalitaristicamente diventeranno per Washington preziose cambiali in bianco, da riscuotere all'occorrenza. Ne sono consci già prima delle elezioni del 2008, che - dopo la caduta della litigiosa coalizione guidata da Romano Prodi - riporteranno a Palazzo Chigi il Cavaliere, vittorioso su Walter Veltroni. "Se vince Veltroni la situazione sarà eccellente - scrivono da Roma a Washington - se ritorna Berlusconi sarà molto eccellente". Ne sono ancora più convinti dopo il G8 de L'Aquila. Non apprezzano la magistratura, definita "una casta inefficiente e autoreferenziale", priva di controllo e che condiziona la vita politica; non credono nei dissidenti della maggioranza; giudicano il Pd disorganizzato. E anche quando la Corte Costituzionale boccia il lodo Alfano non si preoccupano: Berlusconi resisterà. Temono invece gli effetti sul Paese dello scontro con il presidente Napolitano. Il Presidente è visto come una figura assolutamente cruciale per la stabilità del Paese, è stimato e seguito. Il Quirinale non si tocca, è un assoluto punto di riferimento. "Gli attacchi a una figura molto rispettata potrebbero essere presi male da molti italiani e determinare più ampie divisioni tra le due istituzioni".
È uno scenario preoccupante, ma che porta anche dei vantaggi. Il premier infatti "per difendersi dai processi si dovrà distrarre dal lavorare per il popolo italiano". Ma ci sono altri referenti pronti a lavorare per gli Usa. I ministri Frattini e La Russa, ad esempio, vengono definiti particolarmente ansiosi di collaborare. Mentre ad Arcore continuano i festini, il business può proseguire. (….)

•••

Che l'Italia non fosse un paese libero lo si sapeva fin dai tempi della prima repubblica, ma chi ci governò in quel periodo seppe preservarci la dignità nazionale.

Catone il censore
18 Febbraio 2011
70 Kmh sulle tangenziali
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Qualcuno mi può spiegare a cosa serve ?

Solo un demente poteva partorire un'idea del genere.
A 70 kmh alcune auto inquinano molto di più.

Caro assessore fatti vedere da uno bravo.

Saluti


Walter Pellegrin
16 Febbraio 2011
TENNISTAVOLO
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Sabato 19 febbraio ore 15.30 presso la palestra di via Roma

per la serie D1 incontro tra BINASCO - TREZZANO

la serie D2 gioca a Cornaredo

Vi aspettiamo!
Carla Montani
15 Febbraio 2011
Portici & pulizia
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Vorrei sapere, a chi compete la pulizia della pavimentazione dei portici..? Comune o privati ?
Lacruz
15 Febbraio 2011
Giovedì cinema
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Giovedì 17 Febbraio, al S.Luigi di Binasco, il quinto film della serie 2011

"IL CONCERTO" di R. Mihaileanu - Commedia

La trama - Un osannato direttore dell'orchestra Bolshoi di Mosca viene allontanato in epoca comunista per essersi rifiutato di licenziare i musicisti ebrei. Venticinque anni dopo l'uomo lavora ancora in teatro come custode e aiuta la moglie a movimentare finte manifestazioni d'orgoglio ex-comunista. Un giorno intercetta un invito per il teatro Chatelet di Parigi e decide di riscattarsi dalle umiliazioni con l'inganno, accettando l'ingaggio al posto dell'orchestra ufficiale. Riunisce così i vecchi compagni di concerto e qualche improbabile new entry.

La Critica - È un film importante Il concerto perché racconta una storia ancora oggi sconosciuta, la condizione esistenziale degli ebrei che vissero per quarant'anni nel totalitarismo. Andreï Filipov e i suoi orchestrali sono idealmente prossimi agli artisti che durante il regime di Brežnev si macchiarono dell'onta infamante del dissenso e furono cacciati dal paese o dai luoghi dove esercitavano la loro arte con l'accusa di aver commesso atti antisovietici. Costretti a vivere (e a morire) nei campi di lavoro della dittatura brezneviana o additati di fronte al mondo e al loro Paese come parassiti sociali.
Come Gorbaciov, Mihaileanu restituisce alla Russia un patrimonio umano e intellettuale, concretato nel Concerto per Violino e Orchestra di Tchaikovsky, diretto da Filipov nell'epilogo e metafora evidente della relazione tra il singolo e la collettività. Ancora una volta è la musica ad accordare gli uomini. In un'amichevole gara musicale tra due etnie perseguitate (ebrei e gitani) o nella forma del Concerto per Violino e Orchestra, due sezioni che formano un'irrinunciabile unità emozionale.

Riconoscimenti -
David di Donatello 2010 come miglior film dell'Unione Europea
Nastro d'argento 2010 come miglior film Europeo
Candidato al Golden Globe 2011 come miglior film straniero

Ingresso con tessera abbonamento (12 ingressi 50€), o con normale biglietto.

Buona visione

Gianfranco Salvemini
15 Febbraio 2011
La libertà è uno spazio libero
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"La libertà non è uno spazio libero" cantava Gaber.
Certo, ma la libertà è anche "la possibilità di usare liberamente lo spazio". Quando in un paese per alcuni lo spazio è precluso, in quel paese non esiste libertà. NON ESISTE DEMOCRAZIA.
Il calvario vissuto della sig.ra Lazzari va sempre più assumendo i connotati del teatro dell'assurdo per non dire della tragedia.
Da progettista ho vissuto anni or sono qualche esperienza nel settore degli ausili per disabili, ricordo ancora la frustrazione di non poter incidere più di tanto con proposte innovative e risolutive per l'ottuso conservatorismo dell'industria italiana del settore, di fatto lontana anni luce dalle sensibilità e dalle tecnologie dei paesi del nord Europa. Un conservatorismo in gran parte dovuto a disposizioni economiche e normative arcaiche dettate dal nostro sistema sanitario nazionale. Ma questo alla fine poco importa; me ne facevo una ragione e alla fine qualche soluzione progettuale soddisfacente la trovavo. Ciò che a distanza di anni ancora mi indigna, è l'assurda catena di eventi cui è sottoposto il disabile da parte di chi è preposto alla distribuzione degli ausili. La vicenda Lazzari è esemplare:
Tempi pleistocenici - latitanza della pubblica amministrazione - incapacità degli organi preposti a scegliere gli ausili più idonei - imperizia degli installatori.
Troppo severo il mio giudizio? Ma come si fa ad installare un montascale sul quale bisogna stare in piedi quando si sa che gli utilizzatori non sono deambulanti? Io non conosco la conformazione del vano scala della sig.ra Lazzari, ma mi riesce molto difficile pensare che quella adottata sia l'unica soluzione possibile. Una cosa è certa: sul mercato italiano esistono montascale per posizione seduta (con cintura di sicurezza) e montascale sui quali è possibile accedere direttamente in carrozzina. E allora? Vogliamo dire che come minimo qualcuno non ha fatto bene il proprio lavoro? Eppure a Milano c'è Il SIVA (Servizio Informazione Valutazione Ausili), un centro di eccellenza che a sede presso la Fondazione Don Gnocchi, al quale ci si può rivolgere per avere indicazioni sulle soluzioni più adeguate. Possibile che la nostra pubblica amministrazione non lo conosca?

Gianfranco Salvemini
15 Febbraio 2011
"Sussiste evidenza della prova"
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...Inizierà il 6 aprile prossimo alle 9.30 davanti ai giudici della quarta sezione penale di Milano il processo a carico di Silvio Berlusconi, accusato di concussione e prostituzione minorile della giovane Ruby. Lo ha deciso il gip di Milano, Cristina di Censo. per il gip sussiste la prova evidente per rinviare a giudizio con rito immediato Berlusconi. Sarà un collegio composto da tre donne - Carmen D'Elia, Orsolina De Cristofaro e Giulia Turri - della quarta sezione del tribunale di Milano a giudicare il premier...
/-/-/
Nulla hanno potuto i colpi di coda del caimano. La giustizia sta facendo il suo corso.
Nonostante lo schieramento della task force dei lacché al soldo del padrone e nonostante il rimbambimento mediatico servito quotidianamente, il Napoleone di Arcore sarà giudicato (Napoleone mi perdoni l'accostamento).
Domenica un milione di donne italiane hanno invaso le piazze per ricordare a Caio Silvio che esse non sono il trastullo del potente, ma persone con pari dignità e diritti dell'altra metà del cielo. Ad Aprile tre "DONNE" magistrato giudicheranno le nefandezze del più indegno primo ministro della storia repubblicana. Un primo ministro narcisista che ha fatto della menzogna politica, della falsa promessa elettorale e della mancanza di rispetto della donna un sistema dietro il quale tutelare gli interessi personali.
Il Caimano è ancora molto potente e, complice lo spauracchio comunista, l'imbarazzo del vaticano che lo considerava amico e non si decide a scaricarlo, qualche nuova trovata mediatica e i sondaggi che gli accreditano ancora consensi, potrebbe di nuovo farla franca. Ma una cosa è certa: Se si farà giustizia, se in un prossimo futuro l'italietta dell'ipocrisia imperante riuscirà a diventare "ITALIA", lo si dovrà alle sue donne. Quelle donne che a prescindere dall'appartenenza politica sono finalmente ritornate sulle piazze e che giudicheranno l'uomo simbolo della decadenza politica e morale repubblicana.

Il sanculotto
15 Febbraio 2011
UNA FATICOSA LIBERTA'
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Ieri, 14/02, ore 21.25, il montascale tanto atteso è stato ultimato ed è entrato in funzione.
Ciò è stato possibile grazie all'aiuto di PINO VELLA che ha preso contatti con aler, mi ha tenuta informata ed è venuto a casa per parlare sia con i miei genitori sia con ANDREA (ha mantenuto la parola e non è cosa da poco considerata l'indifferenza ed il silenzio nel quale siamo stati a lungo tenuti da parte di coloro che dicevano "esserci vicini").
Grazie a MAGDA che ha dato battaglia con i suoi articoli sul GIORNO e al di là del suo lavoro, mi è sempre stata vicina dal lato umano senza mai permettermi di arrendermi.
Dopo tre anni di prigionia mio padre è uscito di casa, ha rivisto la sua binasco ed era felice, veramente felice.
Questo dovrebbe essere il lieto fine di una lunga e tortuosa storia...ma...non è così.
Chi è al corrente del motivo per il quale da tanto tempo lottavo per avere il montascale, gli sarà palese che a farne uso sono persone in SEDIA A ROTELLE CHE NON CAMMINANO NE POSSONO CONTARE SULL'USO DELLLE GAMBE. ebbene, mentre il tecnico lo collaudava mi disse che chi ne fa uso deve stare in piedi perchè la piattaforma non può contenere la carrozzina!!!!!!!!!!!
46cm di larghezza, la carrozzina, pur togliendo le ruote laterali misura 60.
Mio padre era sveglio fin dalle 4 del mattino, un sorriso che gli illuminava gli occhi, sapeva che oggi sarebbe uscito di casa e deluderlo per l'ennesima volta sarebbe stato davvero un brutto colpo per lui.
Così ho preso una sedia, l'ho messa sul montascale e con l'aiuto di un'altra persona lo abbiamo sollevato, trascinato a fatica sul montascale e fatto sedere, poi con una mano tenevo mio padre e con l'altra azionavo il pulsante scendendo piano i gradini nella speranza di non cadere.
Giunti al portone altro calvario, metterlo in piedi tenendolo di peso mentre un altra persona saliva le scale andando a prendere la carrozzina sulla quale siamo riusciti faticosamente a trascinarlo e farlo sedere.
Immaginatevi il ritorno, stesso calvario.
Ero stata chiara fin dall'inizio con chiunque, il montascale per SEDIA A ROTELLE, e ....devono stare in piedi!!
ANDREA abita al piano sopra al mio, le sue gambe sono le ruote della carrozzina, come può stare in piedi???
Ultimo particolare, sui tre pianerottoli vi sono i pulsanti di chiamata per far salire il montascale che si trova sulla scala che conduce alle cantine, ma...per farlo funzionare è necessario scendere le scale, inserire la chiavetta, azionarlo, e solo quando è a metà scala si può "chiamarlo" restando al mio pianerottolo o a quello sopra.
Domanda: ricomincio l'iter estenuante per ottenere carrozzine di 40cm di larghezza pur consapevole che ne i miei genitori ne ANDREA vi entrerebbero se non come sardine, o qualcuno sa darmi un consiglio???
Il montascale per carrozzina c'è, è funzionante, ma se non hai buone gambe serve a poco e niente!!!
GRAZIE PINO VELLA, GRAZIE MAGDA, e GRAZIE anche a coloro che mi hanno sostenuta, aiutata e si sono dati da fare senza perdersi in chiacchiere, ma ho bisogno ancora di aiuto perchè come ben si può capire, la storia non è finita e l'odissea continua!!!
LIDIA LAZZARI
15 Febbraio 2011
Amicizie e sotto amicizie
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Disse un giorno E. Hemingway, raccondanto di un sogno in cui apparivano personaggi a lui sconosciuti, personaggi che collocò in un futuro turpe e ignomignoso e, che nella loro descrizione, somigliavano in modo curioso a Sandro Bondi e Daniele Capezzoni, disse:
" .... NON BISOGNA GIUDICARE GLI UOMINI DALLE LORO AMICIZIE
GIUDA FREQUENTAVA PERSONE IRREPRENSIBILI"

da- "La settimana enigmistica"
Giovannina del Perseghetto
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