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| |  | | La campestre Commenta Vedi solo questo argomento
Sono venuto a conoscenza grazie al Dott.Enrico Donadeo ex atleta di salto in alto che il Professor Alberto Cuomo correva i 100 metri in 10''e 6 decimi:
ragazzi qui stiamo parlando di un tempo di grandissimo rilievo.
Sono contento finalmente inizia ad emergere il glorioso passato dell'atletica
di Binasco. Spero con questo di coinvolgere più persone che portino in rilievo
il loro passato di atleti della Virtus Binasco cosi potremo avere un bel quadro dei risultati ottenuti e racconti appartenenti alle loro esperienze.
Tornando alle campestri con i bramaroni che si svolgevano di solito
alla cascina Malcantone vicino al Vulton.( chi non sa dove sono le no de binasc
el sa rangia)
Siamo tutti schierati per la partenza dei 3500 metri
Il giudice di Pavia dice: PRONTI....VIE e subito dopo OCIU ALA CURAV.
Il Loris Soffritti parte con una delle sue risate capaci di coinvolgere una
platea di un Cinema. Vi lascio immaginare dopo 100 metri eravamo piegati in 2
a ridere. Per almeno 15 anni anni ci siamo trascinati quel Vie e Ociu la Curav
a tutte le gare lo ripetavamo.
Prima di chiudere vorrei descrivere l'abbigliamento da gara campestre.
Maglietta: mezza manica bianca senza logo (sevan nanca sa ler al logo)
Calzoncini: corti bianchi.
Calze: quelle che c'erano
Scarpe: in gomma e tela che usavi praticamente per tutte le attività,
la puzza che emanavano queste scarpe potrebbe essere utilizzata
per stanare Bin Laden dal bunker dove si nasconde:erano autentiche armi chimiche.
Per non tirarla lunga vi saluto e vi ringrazio
Alla prossima.
Gino Gilera
Walter Pellegrin
| |  |  | | | |  | | Complimenti Commenta Vedi solo questo argomento
Complimenti sinceri....ma anche non poche perplessità.
A Novembre, come tradizione vuole, alle visite al nostro cimitero si dedica
più tempo, ho avuto perciò la possibilità di visitare la nuova ala finita da
poco e ne sono rimasto favorevolmente impressionato, mi è piaciuta molto
l'architettura nel suo insieme fatta di volumi, spazi e percorsi ben
articolati che, pur nella razionalità della composizione, favoriscono, a mio
avviso, la preghiera e la meditazione. Ottima la scelta dei colori e dei
materiali, semplici ed economici, ma, al medesimo tempo, sobri e
dignitosamente eleganti. C’è stata l’abilità di evitare l’opprimente senso di
morte che si respira in certe cappelle gentilizie, costruite con marmi
blasonati e segni ridondanti, e il rischio di fare un’architettura
“magazzino di stoccaggio” come la vecchia ala dei colombari.
Non so chi sia l’autore del progetto, se è di Binasco o viene da lontano, se
è, come di solito succede in Italia, amico degli amici legato al partito
dominante di turno oppure no (francamente in questo caso non mi interessa
più di tanto), mi piacerebbe però fargli personalmente i complimenti e
scambiare quattro chiacchiere con lui perché, in un paese come Binasco, nel
quale la buona architettura anche cercandola col lanternino la si trova a
fatica, questo progetto costituisce un precedente che lascia ben sperare.
Per concludere due parole sulla sistemazione del centro storico. La scelta
amministrativa di creare una zona pedonale e di sistemare castello e piazza
mi trova “molto” in sintonia. Per quanto concerne l’assetto urbano e le
scelte architettoniche che è dato di vedere realizzate, a mio avviso, stiamo
navigando di “piccolo cabotaggio”. Ho la netta sensazione che si stia
perdendo una grande opportunità, ma è un discorso troppo lungo da farsi in
questa sede, meglio sotto i portici “reali” comodamente seduti al bar.
Alla prossima
Gianfranco Salvemini
| |  |  | | | |  | | Ma che bel castello... Commenta Vedi solo questo argomento
E' molto bello l'effetto dell'illuminazione, davvero!!
Sarebbe ancora meglio se fosse illuminato anche dal lato della chiesa.
Luisa Colombo
| |  |  | | | |  | | Atletica che passione Commenta Vedi solo questo argomento
...già... sono passati proprio vent'anni; io ne avevo otto e muovevo i primi passi in questo mondo così incredibilmente e inspiegabilmente affascinante che è l'atletica.
Io insieme a un gruppetto di ragazzini matti che probabilmente non avevano i piedi buoni per una squadra di calcio (ma che ne tiravano comunque di calci ad un pallone nel campetto dietro le scuole medie!).
Qualcuno si è perso per strada, qualcuno ha lasciato e poi ha ripreso, magari dopo molti anni, perchè l'altetica è un po' come una droga (ma benefica) e prima o poi ci ritorni... la ami e la odi...soprattutto in questo periodo dell'anno, con pochissimi gradi e tantissimo freddo; con la nebbia che ti fa finire nei fossi o nei campi senza rendertene conto e con le gambe che gridano basta e il cuore che non le vuole ascoltare....
..finisco questa breve intrusione ricordando un grande amico di quei giorni, un amico con il quale ho imparato ad amare l'atletica e con il quale ne ho condiviso tutte le "prime volte": la prima pioggia, la prima nebbia, prima neve, il primo fango, la prima coppa, la prima distorisione alle caviglie... insieme a voi un piccolo pensiero all'amico Cristiano Bissa!
Andrea Zurla | |  |  | | | |  | | Atletica che passione.... Commenta Vedi solo questo argomento
Sì, concordo pienamente con quello che scrivono Walter e Roberto.
L'atletica è la disciplina più affascinante (anche se ultimamente è venuto
a galla il doping) soprattutto da praticare, perchè non servono che pochi
attrezzi (la lancia di Orzowei e cose simili) e il fisico, anzi la volontà.
Scrivi, scrivi Walter e racconta dei primi lanci di giavellotto al campo
dell'oratorio, con il Vince e il Fortunato che venivano con la 500
decappottabile per portare l'attrezzo.
(Il Vince si allenava tirando sassi, ma a volte il campo di calcio era
troppo corto e il suo braccio così in forma che finivano contro i vetri
delle case di via Turati...)
Dai raccontaci, perchè mi rendo conto che sono già passati 20 anni....
Faremo concorrenza ai ricordi del Sig. Porri.
Paolo Frigerio | |  |  | | | |  | | In attesa del prossimo episodio Commenta Vedi solo questo argomento
Amico Gino/Walter,
personalmente ti invito a continuare con gli episodi legati al passato sportivo di Binasco.
Non solo per il gusto dell' "amarcord". Sono sicuro che grazie al tuo personale modo di esposizione (che in questo spazio ha già fatto storia) ne risulterà qualcosa di divertente legato alla nostra realtà locale che potrebbe anche riservare curiosità interessanti.
In fondo siamo nel posto giusto: Cosa c'è di meglio che "titare tardi" in buona compagnia, seduti ad un tavolino sotto i portici, davanti ad un aperitivo? (anche se questa è un immagine è virtuale).
ciao a tutti
Roberto Gerli
| |  |  | | | |  | | Atletica 1° Episodio. Commenta Vedi solo questo argomento
All'inizio (quando si andava a scuola con i calzoncini corti e un solo paio di scarpe) dovevi solo correre, era l'unico mezzo che avevamo a disposizione.
Facevamo le classiche corse campestri. In che periodo dell'anno?
In pieno Inverno con un freddo della .......... e i bramaroni che facevano da cornice.
Se uscivi vivo da simili condizioni climatiche ti trovavi poi a scrivere su
Binasco 2000.
Tanto per dire che se le fai adesso ci sarebbe una rivolta dei genitori,
sopra tutti le mamme, pari ai casini del G8 .
Il Grande Modolo Romano ci spronava a correre sempre, anche con la neve.
Qui mi stacco un attimo e dico all'amico Roberto Gerli che suo figlio ha scelto
la disciplina migliore in assoluto.
Solo con L'ATLETICA VERRAI FORGIATO DALLA NATURA.
Come nel film Conan Il Barbaro ve lo ricordate quel bambino che spingeva
la ruota sotto ogni intemperia.
Un bel giorno io e mio cugino Claudio decidemmo di aggiungere una nuova disciplina all'atletica di Binasco: era il Lancio del Giavellotto.
Con i nostri miseri risparmi decidemmo di acquistarlo.
Il Claudio disse: vado io a comprarlo a Milano.
Era ovvio che dovevi portarlo a casa con il pulman.Quando salì sul pulman
con il Giavellotto la gente lo guardava come se fosse scappato dal telefilm
Orzowei.
E da qui nascono tante altre storie che vi racconterò più avanti.
Se fa piacere.
Saluti
Gino Gilera
WAlter Pellegrin
| |  |  | | | |  | | Caro (vecchio) Walter Commenta Vedi solo questo argomento
Sapevamo che eri vecchio e ce lo conferma la tua disponibilità a citazioni della storia ;-)
Scherzi a parte, trovo che potrebbe essere interessante conoscere qualcosa di quegli intrepidi che, nonostante l'onnipresentesempretroppoosannatosperssoatorto calcio, abbia coltivato una passione sportiva "di nicchia" con pochi mezzi (tutto o quasi tutto era per il calcio) e tanta voglia di fare.
Sono contento che mio figlio abbia scelto quale attività sportiva l'atletica leggera (che nonostante la dicitura ritengo uno sport da "duri") e spero che continui.
Stendendo un velo pietoso per il periodo delle scuole elementare e tralasciando quello delle scuole medie, ricordo che alle scuole superiori cercavano di insegnarci che non esiste solo il calcio.
Ogni anno c'era la corsa campestre a livello di classe e di istituto, i campionati interni di atletica leggera, tornei di basket, pallavolo e pallamano. Eppure erano in molti a lamentarsi perchè non si giocava a calcio (spesso si trattava di tesserati di società calcistiche).
Vai Walter. Rinverdisci gli antichi fasti di "Cassiodoro" e gli altri.
Saluti a tutti
Roberto Gerli | |  |  | | | |  | | Non mi piace essere chiamato Body Builder Commenta Vedi solo questo argomento
Non mi piace essere chiamato Body Builder
anche se li ammiro molto sopratutto Il Grande ARNOLD SCHWARZENNEGGER.
Lui è un Body Builder.
Io sono semplicemente uno qualsiasi che nella sua vita sportiva
si è fatto un culo come una campana per la raccolta del vetro.
Ho iniziato ad allenarmi all'età di 14 anni.Ora ne ho 45.
Quindi sono esattamente 31 anni che mi alleno continuamente senza mai smettere.
Ho gareggiato provando l'ebrezza della sfida con l'avversario e con l'adrenalina che ti sale fino
all'ultimo capello.(guarda caso sono rimasto pelato)
Poche volte ho vinto e molte volte ho perso ma ero sempre presente sul campo di gara.
Quanti allenamenti duri ho sostenuto e sostengo ancora, guai se mi mancasse l'allenamento.
Ritengo che ogni tanto ti devi mettere alla prova ricercando la sofferenza dell'allenamento il quale ti lascia sempre dei dolori postumi e dei recuperi sempre più lunghi piu vai avanti negli anni.
In tutti questi anni ho praticato tante discipline sportive agonisticamente quali:
Atletica Leggera con il Grande Modolo Romano come maestro.
Calcio,Basket,
Karatè,Kick Boxing.
Quindi ho imparato molti metodi d'allenamento sperimentandoli sulla mia pelle
soffrendo,soffrendo soffrendo ma in conclusione contento con me stesso.
Tanto che dopo ogni allenamento mi dico Anche questo l'hai superato vecchio Walter.
Purtroppo nei periodi migliori della mia vita sportiva non esistevano metodologie
d'allenamento e di alimentazione come in questi ultimi anni.
Concludo perche mi sto facendo prendere la mano.
Ma prometto che ritornerò sull'argomento se può fare piacere, citando i nomi di chi ha fatto grande l'Atletica a Binasco.
Tutto questo per dire che quello che ho imparato nella mia vita Sportiva
cerco di metterlo a disposizione dei ragazzi.
Inoltre quando andavo ad allenarmi(praticamente tutti i giorni) la maggior parte
dei ragazzi di allora era seduta comodamente al Bar e mi guardavano come se fossi un matto.
Purtroppo non ho mai vinto niente d'importante per potermi vantare.
Ma di vittorie personali ne ho avute tante e hanno contribuito a farmi affrontare
le battaglie della vita.
Grazie per avermi dato la possibilità di potermi esprimere sul mio campo
che si chiama allenamento di cui vado molto fiero e che spero di conservare
fino ai .....tanni.
Saluti
Gino Gilera ( Walthereeggher)
| |  |  | | | |  | | Sentenza vergognosa Commenta Vedi solo questo argomento
....Il fatto non sussiste.....
Circa centocinquanta morti di cancro a causa di lavorazioni nocive.
L’intero ecosistema di Porto Marghera compromesso, forse per secoli, da un
apparato produttivo che, ingiustamente protetto da una classe politica
connivente continua, con l’alibi del “non era e non è scientificamente
provata la nocività” ad operare senza cautele (vedi impianti di telefonia
cellulare e campi magnetici).
Un pubblico ministero e i parenti delle vittime che, a fronte di pesanti
richieste di condanna e risarcimenti miliardari si ritrovano letteralmente
presi per i fondelli da una legislazione che, in materia di tutela
ambientale, definire da terzo mondo è un eufemismo.
Gli interessi miliardari protetti come sempre a dispetto di tutte le
evidenze.
Tutto ciò, se non ho capito male, per i nostri giudici semplicemente....non
sussiste?
Art. 32 della costituzione
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e
interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli
indigenti.......ecc.
C’è da vergognarsi di essere Italiani.
E voi, cosa ne pensate?
Cordialità
Gianfranco Salvemini | |  |  | | | |  | | Caro "Cuginetto" Commenta Vedi solo questo argomento
Caro “cuginetto” Carlo Ordanini,
Innanzitutto grazie per il “cuginetto” anche se, purtroppo, come sapete
Giovanni e tu, per essere stato io il tuo padrino alla cresima, la mia età
anagrafica mi concede solo il lusso di essere un tuo “Cugino” molto prossimo
alla stagionatura.
Ho letto con interesse le tue riflessioni relative al dibattito sulle
“pedate nel culo” e credo giusto proporti altrettanti spunti di riflessione.
Innanzitutto, non mi pare che dagli scritti precedenti sia emerso un
confronto “politico”, perlomeno nei termini che sembrano emergere dal tuo
scritto, anche se, dovrebbe essere chiaro per tutti e non meravigliare più
nessuno, che gli argomenti trattati interessano tanto gli ambiti della
morale e della religione, quanto la politica nel senso della “polis”.
Giustamente, come tu dici, nessuno deve scandalizzarsi della propria
formazione, purché, aggiungo io, questa non ci faccia perdere il senso
critico rispetto all’evolversi o involversi delle cose della vita e la
disponibilità a cambiare opinioni e comportamenti.
Per quanto concerne il “colabrodo” (da me citato) è evidente che, per
diversi motivi, in primo luogo economici, a qualcuno, fino ad oggi, non ha
dato fastidio più di tanto; però, le responsabilità non sono della presunta
incapacità di noi “plebei” di trovare soluzioni a fronte della “presunzione”
di identificare problemi e colpe, ma ciò si deve “principalmente” ai governi
(da noi eletti) di destra, di sinistra, di centro, forse anche di sopra o di
sotto, in ombra o in luce, che hanno permesso, attraverso sanatorie, leggi
poco efficienti e politiche terzomondiste a dir poco fallimentari
(volutamente?) la situazione attuale, questo, checché non ti piaccia, ha
senso e come!
Sono contento che, dopo aver “clamorosamente constatato” che “le guerre non
sono mai giuste...ecc.” anche tu ti unisca al coro delle “frasi fatte” le
quali, dovresti saperlo, derivando nella maggior parte dei casi dalla
saggezza popolare, almeno in casi come questo, dovrebbero essere maestre di
vita. Proprio per ciò, porre la questione della giustezza del pensiero
pacifista nel giorno in cui il “terrorista di turno” (evito “l’arabo” perché
non è un fatto di etnia) dovesse buttarmi un siluro nel computer, è
quantomeno mal posto, perché, è abbastanza evidente, che in una situazione
del genere le reazioni emotive avrebbero il sopravvento sulla componente
razionale. Chi ha avuto la fortuna di non essere colpito in prima persona,
ha il dovere morale di manifestare solidarietà con i colpiti, di mantenere i
nervi saldi e di studiare contromisure efficaci. Visto come stanno andando
le cose in Afganistan e in negli States, qualche dubbio che la strada
intrapresa sia quella giusta mi rimane.
Non mi pare nemmeno corretto dire che la “tolleranza e il perdono generino
sempre consenso ed approvazione” anzi, quando sono macroscopicamente
ingiustificati non trovano affatto consenso, perlomeno a livello popolare
(anche negli scritti di Roberto e miei la cosa è ben evidenziata).
Giusto porre la questione della reciprocità (centro culturale/religioso
ecc.) però, come in precedenza qualcuno ha già citato nelle sue mail, non
dobbiamo dimenticarci che il nostro è un sistema democratico e in questo si,
siamo “diversi” (non mi piace superiori), da noi ognuno ha il “diritto” di
professare il proprio credo nei termini dell’art.8 della costituzione della
Repubblica Italiana, che cito testualmente per tutti coloro che fossero
stati colti da improvvisa amnesia:
“Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di
organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con
l’ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese
con le relative rappresentanze.”
Va da sè che, proprio nella misura in cui il nostro diritto costituzionale
tutela libertà di tutti, a mio avviso, come ho già detto nella precedente
mail, lo stato ha il dovere di mettere in atto contromisure nei confronti di
chi pretende di ledere questo diritto (da qualsiasi parte provenga),
evitando magari di finanziare con i soldi dei contribuenti edifici di culto
o edifici scolastici a quelle confessioni religiose che non ammettono il
diritto di reciprocità, o sbattendo velocemente in "galera" chi inneggiando
ai terroristi contrasta evidentemente con "l'ordinamento giuridico
Italiano".
Ti inviterei a non confondere il contraddittorio, la sana polemica o la
battuta ironica insite in un civile scambio di vedute su Internet, con la
mancanza di rispetto delle opinioni personali. Relativamente poi alla
mancanza di coraggio di “attaccare” (brutta espressione) un “body builder”
se ti riferisci al Gino Gilera (fratello del mio amico Fausto), che
preferisco definire un serio professionista dell’educazione fisica, tanto
che gli avevo affidato anche mio figlio; per quanto mi riguarda, dall’alto
dei miei 50 Kg peso lordo baffi e unghie comprese (sono magrolino a
sufficienza?), non ho mai mancato (vedi mail) di esprimergli il personale
apprezzamento o il mio dissenso senza problemi di sorta.
È vero, spesso anche chi ha avuto la fortuna di vivere direttamente certi
avvenimenti non ci ha capito un tubo o molto poco (vale anche per me). È
altrettanto vero che il sacrosanto diritto di esprimere opinioni, pur non
avendo vissuto certo cose, nessuno può negarlo, ci mancherebbe altro; però,
una cosa è l’opinione basata sullo studio serio e la corretta analisi
storica, altro sono le accuse di ipocrisia pseudoculturale, l’atteggiamento
sprezzante o il giudizio tanto al chilo alla “monsieur pressapoc” usati in
certe mail, che non mi sento assolutamente di accettare ne di condividere.
Gianfranco Salvemini
| |  |  | | | |  | | Castello Illuminato Commenta Vedi solo questo argomento
Ho visto il Castello illuminato.
Mi piace molto.
Complimenti e grazie.
Chissà che bello tra un mese quando saremo prossimi al Natale.
Saluti
Walter Pellegrin | |  |  | | | |  | | Cosa ne pensano i binaschini? Commenta Vedi solo questo argomento
Parlo da volontario della Croce Bianca ma intervengo a titolo personale (e non a nome dell'associazione).
Che il mercato esista da PRIMA delle sede è assolutamente inifluente e non ha senso utilizzarlo come argomento a favore.
La sede in quella ubicazione è stata gentilmente offerta dall'A.R.C.C.R.A. alla Croce Bianca.
Qualcuno ha comunque dato il permesso di costruirla in quella posizione e con quelle caratteristiche d'accesso (Amministrazione comunale) probabilmente senza neanche porsi/avvedersi del problema logistico conseguente.
E' innegabile che ci siano delle esigenze in conflitto.
Da parte nostra lamentiamo che la necessità di defilare gli automezzi lontano dalla sede ci crea disagi soprattutto di carattere operativo. Un esempio per tutti:
Al rientro dai servizi spesso è necessario dover rimettere in condizioni d'uso il materiale, l'interno dell'ambulanza o l'automezzo stesso. Lavare il materiale sporco, reintegrare quello utilizzato, manutenere l'automezzo ecc., ecc.
Farlo in un piazzale di pubblico passaggio, lontano dalla sede e senza un rubinetto dell'acqua a disposizione non è sicuramente la situazione migliore.
In definitiva ritengo che stiamo tutti (Croce Bianca e commercianti) subendo le conseguenze di un errore fatto "a monte" le cui soluzioni adottate saranno sempre di compromesso.
ciao a tutti
Roberto Gerli
| |  |  | | | |  | | Riflessioni Commenta Vedi solo questo argomento
Innanzitutto saluto tutti, ed in modo particolare chi ha già espresso la sua opinione in questa sede: Walter, Roberto, Giovanni ed il mio “cuginetto” Gianfranco. Lungi da me l’idea di voler pontificare in materia di rimedi contro questa o quella piaga sociale (e purtroppo quella del terrorismo è una delle peggiori, con tutto ciò che si porta dietro), o peggio ancora di dare giudizi (lo lascio fare ad altri molto più intelligenti del sottoscritto). Quello che mi sembra emergere da questo dibattito ha più del confronto politico dove ognuno si sente leso nel suo amor proprio se qualcuno, pur senza far nomi anche se si può in effetti vedere qualche allusione, tira in ballo il circolo culturale delle giovani marmotte piuttosto che i tre moschettieri o il pistolero più veloce del west; non dobbiamo né giustificarci né vergognarci della nostra formazione.
Detto questo, rendiamoci conto che se in Italia come in altri paesi succede quello che succede e siamo diventati un colabrodo, è perché di fatto, probabilmente, a qualcuno tutto questo non deve dispiacere più di tanto o non viene preso nella dovuta considerazione. E’ adesso non parlatemi di questo o di quel governo, perché non avrebbe nessun senso, la verità è che siamo bravissimi ad identificare i problemi e le colpe ma un po’ meno bravi ad affrontarli ed a risolverli. Le guerre non sono mai giuste, le guerre portano solo morte e distruzione e voglio far parte anch’io del coro delle “frasi fatte” dicendo che la violenza genera solo altra violenza. Dopo queste clamorose constatazioni mi viene spontanea una riflessione e cioè, ma c’è qualcuno di noi che se la sentirebbe di dire quanto sopra ai superstiti o ai parenti delle vittime di quel maledetto undici settembre? Non è che anche qualcuno di noi o voi cambierebbe certi suoi convincimenti se alle nove di mattina gli atterrasse un aereo direttamente sulla scrivania?
Non voglio fare né il sensazionalista né il moralista, ma se è vero che la violenza genera solo violenza, forse è anche vero che la tolleranza ed il perdono incondizionato generano consenso ed approvazione. Se poi volessimo parlare di tolleranza e di integrazione, vorrei chiedere a qualcuno di voi di provare ad andare in uno qualsiasi dei paesi in questione e provare a fare il lavavetri ad un semaforo, o ad aprire qualche centro culturale e/o religioso. Fatemi sapere…
Queste sono e rimangono, per fortuna, considerazioni meramente personali e spero che nessuno estragga dalla fondina la sua etichettatrice formato colt visto che è uno sport molto in voga. Io non me la prendo con nessuno, poiché ritengo che nell’ambito di un linguaggio civile, sia comunque un diritto di tutti quello di esprimere le proprie opinioni, sia che questi sia un body builder che nessuno ha il coraggio di attaccare o che sia un fragile magrolino, ma che comunque esprimono le proprie sensazioni. Nessuno è obbligato a condividere, basta dirlo. E poi non è che se uno certe cose le ha lette solo sui libri o le ha sentite dire non ha diritto di esprimersi, magari chi c’era e le ha vissute ci ha capito ancora meno.
Saluti a tutti, sempre e comunque rispettoso delle opinioni altrui.
Carlo Ordanini.
| |  |  | | | |  | | Cosa ne pensano i binaschini? Commenta Vedi solo questo argomento
Ciao a tutti sono Eugenio e vorrei sapere dai Binaschini, cosa ne pensano dell'idea che al sabato al centro del mercato di Binasco ci sia un servizio di pronto intervento del 118.vorrei precisare che in questa zona è arrivato PRIMA il mercato e poi successivamente la croce bianca.cio' non toglie che io ammiri e rispetti le persone che offrono gratuitamente il loro tempo libero per questa causa (anche io faccio volontariato in altri enti). essendo un diretto interessato perche' io lavoro al mercato non voglio creare nessuna polemica ma penso che potremmo essere inseriti nel GUINNESS dei primati come : l'unico paese in italia con al centro del mercato un servizio di pronto intervente. per finire vorrei ringraziare nuovamente i volontari della croce bianca che nel momento del bisogno della mia famiglia (siamo soci) sono sempre intervenuti tempestivamente.
un saluto a tutti e grazie per questo spazio.
EUGENIO | |  |  | | | |  | | Ginnastica a scuola Commenta Vedi solo questo argomento
Perchè i ragazzi non sanno fare gli addominali correttamente?
Perchè non sanno fare le flessioni sulle gambe?
E altri esercizi fondamentali.
Perchè a scuola l'educazione fisica non viene insegnata come si deve?
Perchè dobbiamo sempre portare i nostri figli a fare altri sport dopo l'orario scolastico? Meno male che ci sono un sacco di attività.
Dico questo perchè mi capita spesso di allenare ragazzi che frequentano le superiori.Quando gli dico: fai le flessioni delle gambe oppure gli addominali
mi guardano come se gli avessi detto: adulla baella nassir barat salam.
Incredibile non li sanno fare.
Qualcuno non esercita bene la sua professione.
I ragazzi ne pagano le conseguenze.
Meditiamo solo un attimo.
Saluti
Gino Gilera (Walter Pellegrin)
| |  |  | | | |  | | Chiusura da segnalare... Commenta Vedi solo questo argomento
Ciao Roberto.
scusate l'intermezzo in una discussione ben più seria ma è effettivamente giusto riportarvi gli sviluppi che ha avuto la mia protesta verso i vigili di Binasco. L'Assessore alla Polizia Municipale Migliavacca Roberto mi ha prontamente risposto dicendo che l'impedimento in via Colombo era stato un provvedimento 'd'urgenza' dovuto al traffico extracomunale che attraversava il centro di Binasco portando effettivamente un collasso della circolazione, adottato solo temporaneamente nei giorni 9 e 10 ottobre. Per ovviare a ciò le deviazioni sono state spostate lontano dal centro. Il mio messaggio, però, non era una protesta verso la chiusura di un tratto di strada piuttosto che un altro. Io lamento il fatto che la chiusura di alcune strade dovrebbe essere segnalata molto meglio per evitare clamorose inversioni di marcia davanti ad una transenna accompagnate da un sacco di improperi.
Ciao
Andrea Galbarini
| |  |  | | | |  | | Reazione Commenta Vedi solo questo argomento
Caro Giovanni,
Mi sembra che la reazione, a prescindere dall'argomento, la scateni la tua presunta saccenteria e la scarsa (nulla?) considerazione per gli altri.
Non sono un sessantottino e nemmeno, quel che si dice, di sinistra ma non posso accettare di buon grado il tono del tuo atteggiamento.
Se dici che qualcuno la storia l'ha sentita alla FGCI, tu mi sembra l'abbia imparata da John Wayne.
Fare di tutta l'erba un fascio era prerogativa di qualcun altro che, spero, non abbia a che fare niente con te.
Idem dicasi per l'intolleranza culturale, razziale e religiosa.
saluti a tutti
Roberto Gerli
| |  |  | | | |  | | Cerchiamo di ponderare.... Commenta Vedi solo questo argomento
Cerchiamo di ponderare....
Bravo Roberto! la tua analisi sulla “cultura delle pedate nel culo” mi è
molto piaciuta, francamente trovo pericoloso che vi sia chi si ostini ad
avere una visione della realtà col paraocchi.
Non ho mai amato popoli e culture che pensano di avere modelli sociali che
“debbono funzionare per tutti”, men che meno chi, in ragione di una fede,
considera tutti gli altri “infedeli” nel senso più deleterio del termine
(Molti mussulmani sono di questa specie) e pretende, attraverso l’uso del
terrore o l’ intolleranza più becera, di modellare la realtà in esclusiva
funzione del proprio credo anche quando si trova in casa d’altri; si veda ad
esempio la difficoltà di realizzare presepi e feste di Natale “vere” negli
asili e nelle scuole (è successo anche a Binasco). Anch’io non sono così
sicuro che, pur con tutte le ragioni possibili, bombardare quattro poveri
straccioni (perché tale è la tragica situazione del popolo Afgano provato da
anni di guerre e dittature a raffica) sia la “panacea” per eliminare il
terrorismo e tutti mali dell’umanità. La cruda realtà dimostra che le
conseguenze più pesanti delle guerre le subiscono sempre i poveri e gli
emarginati; coloro che tirano le fila del terrore, i capi, i signori della
guerra, in genere se ne stanno ben protetti al sicuro e in non pochi casi
continuano a fare miliardi anche con chi sgancia le bombe sulle loro teste.
“Chi di spada ferisce di spada perisce” dice la saggezza popolare e anche il
Papa continua inascoltato ad invitarci a riflettere in tal senso.
Non ho una ricetta sicura per combattere gli integralismi e il terrorismo,
penso tuttavia che tutti noi dovremmo sforzarci di trovare modalità che
tendano a favorire il dialogo, l’integrazione fra le culture e il rispetto
delle differenze. Le “pedate nel culo”, nei termini in cui sono proposte,
checché se ne pensi sono violenza che fatalmente genera altra violenza, in
un pericoloso crescendo fino alle estreme conseguenze.
Trovo assurdo pretendere di dare libero accesso nel nostro paese solo a chi
è simile a noi o funzionale ai nostri puri interessi economici, tuttavia,
credo giusto che l’occidente, ed il nostro paese in particolare, la smettano
di essere il “colabrodo del mondo” ed esigano che chi viene a vivere da noi
debba in primo luogo rispettare la nostra cultura, la nostra religione, i
nostri usi e costumi, se vuole a sua volta essere rispettato. In caso
contrario “a casa!”.
Caro Giovanni Ordanini (per i lettori dei portici che non lo conoscono è mio
cuginetto) più che di sentirmi “immerso in un mare di ipocrisia pseudo
culturale”, leggendo certe mail ho la sensazione di essere immerso in un
mare di qualunquismo stile “trattoria dei cacciatori...annesso giardino e
balera” dopo abbondanti libagioni. Solo così mi spiego il fare di tutta
l’erba un fascio e lo sprezzante atteggiamento mentale rispetto a poveri
cristi emarginati (lavavetri, mercanti abusivi ecc.) che se non fossero
stati spinti a venire da noi per sfuggire alla “fame”, della quale è in
parte responsabile anche la “storia” e la politica dell’occidente, se ne
sarebbero stati volentieri a casa loro.
Quanto al “retaggio sessantottino”, ti ricordo, che all’epoca probabilmente
non frequentavi ancora l’asilo, probabilmente quello che sai è basato sul
sentito dire, dubito quindi razionalmente che tu abbia avuto modo di capirne
a sufficenza, e non c’e cosa peggiore di sparare giudizi tanto al chilo su
persone che non si conoscono e avvenimenti che non si sono vissuti. Inoltre,
so che a scuola eri in gamba e quindi la storia non dovresti avere bisogno
di studiarla, men che meno quella che insegnano al “circolo dei giovani
comunisti italiani” o al “fronte della gioventù”, però, visti i contenuti
dei tuoi ultimi scritti, credo proprio che almeno un grande ripasso ti
farebbe un sacco di bene.
Senza pretesa di intelligenza
Gianfranco Salvemini
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Accolgo l'invito dell'amico Gino/Walter ad intervenire sotto i portici che ultimamente sono poco frequentati.
Siamo in una situazione difficile.
Dici di prendere a pedate nel sedere chi manifesta a favore del terrorismo. In prima battuta mi trovi a lucidare i puntali metallici degli scarponi ma intanto che lo faccio mi sorgono dei dubbi.
1) Sono contro il terrorismo ma sinceramente non riesco comunque ad appoggiare chi pensa di combattere il terrorismo bombardando le città (leggi americani). Non mi meraviglia perchè gli americani, per quanto se ne dica, hanno sempre perso i confronti armati non convenzionali. Dal Vietnam alle miriadi di "piccole" guerre civili terzomondiste nelle quali appoggiavano l'una o l'altra fazione. Non sono certo degli esperti in questo campo ma hanno la brutta abitudine di decidere (più o meno per tutti) cosa fare in ogni situazione.
Allora che faccio? Prendo a pedate anche gli americani?
2) Quando qualcuno manifesta pubblicamente, esercita il suo diritto alla libertà di parola. Le pedate si danno se le manifestazioni superano questo diritto e ledono materialmente qualcuno. Si deve fare attenzione nel rispondere alle parole con le pedate perchè potremmo cadere nel totalitarismo o, peggio, abboccare all'amo della provocazione.
3) E' vero. Ogni giorno di più i giornalisti si rivelano una brutta razza. Quantomeno densamente popolata da individui che antepongono ragioni di marketing del loro prodotto "notizia" all'informazione vera e propria. Però non dare voce a chi non ci và ci fa ricadere nel totalitarismo di cui sopra.
Mi rendo conto che il mio intervento è moderato e non dà un grande contributo per "vivacizzare" l'ambiente ma forse il messaggio è proprio questo: Cerchiamo di ponderare con calma tutti gli aspetti prima di lasciarci guidare dall'istinto.
ciao al caro amico Gino e a tutti gli altri
Roberto Gerli
PS
con riferimento al messaggio di Andrea sulla viabilità degli ultimi giorni devo dedurre che l'amministrazione comunale non gli ha risposto?
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