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America, non invoco il tuo nome invano
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Sculture Imperfette
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25/11/2025 BINASCO CINEMA SAN LUIGI
Problemi scottanti
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Tutti si girano a guardarmi
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4/11/2025 BINASCO CINEMA SAN LUIGI
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15 Aprile 2010
Convegno Internazionale di Studi VERONICA DA BINASCO (1445-1497)
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Ricevo dal Centro Culturale Agostiniano di Roma:


Convegno Internazionale di Studi VERONICA DA BINASCO (1445-1497)

Contesto storico e dinamiche di un culto agostiniano tra Medioevo ed Età Moderna

Milano- Binasco, 28-29 maggio 2010

Viene indicato il programma delle due giornate con le tematiche in discussione ed il nome dei relatori.

Sarebbe auspicabile da parte degli Organizzatori l'invio della Locandina della interessante manifestazione a Binasco 2000.


cordiali saluti

ggc




ggc
13 Aprile 2010
Adam Cast Forth
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Ci fu un Giardino o il Giardino fu un sogno?
Lento nella luce vaga, mi sono chiesto,
quasi come conforto, se il passato
di cui questo Adamo, oggi misero, era padrone,

non sarà stato una magica impostura
di quel Dio che ho sognato. E' già impreciso
nella memoria il chiaro Paradiso,
ma io so che esiste e che perdura,

anche se non per me. La caparbia terra
è il mio castigo e la incestuosa guerra
di Caini e Abeli e la loro nidiata.

Eppure, è molto avere amato,
essere stato felice, avere toccato
il vivente Giardino, fosse pure un giorno.

Jorge Luis BORGES

Pietro Gandini
10 Aprile 2010
Lazzaro e il ricco Epulone
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Sono in tre attorno alla tavola, l'uno tiene
distrattamente una viola sulle ginocchia
ma non suona, l'altro con il piatto vuoto
sulla tovaglia logora, il terzo
è una donna dal corpo bianchissimo,
i seni
offerti alla luce di questa fine giornata
in cui ciascuno aspetta
qualche cosa in più
che si nega, ostinatamente si nega.
Sono in tre attorno alla tavola
e tu sei il quarto nell'angolo
perso della tela, a raccogliere le briciole
sotto la firma illeggibile.

Guy GOFFETTE
Pietro Gandini
7 Aprile 2010
L'opposizione chiede conto... ma di cosa?
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Dalla gazzetta del Sud Milano del 3 Aprile 2010

L'OPPOSIZIONE CHIEDE CONTO AL SINDACO  
LA GIUNTA HA DECISO CONTRO IL FUNZIONARIO BINASCO -  L'incarico allo studio legale è stato ugualmente dato dalla Giunta, ma il funzionario responsabile ha espresso parere negativo all'atto deliberativo. La circostanza non è sfuggita all'opposizione. Infatti l'Unione per Binasco, anche per capire come mai al parere negativo non è seguita alcuna motivazione per legittimare in qualche modo il provvedimento, ha reclamato spiegazioni. Tuttavia alla lista il richiamo alla modalità  di urgenza e l'individuazione generica delle materie per l'adozione della delibera, non sono parse sufficienti a giustificare il superamento delle norme legislative e regolamentari in materia affidamenti di incarichi esterni. Comunque ha chiesto di conoscere le motivazioni che hanno portato al parere di regolarità  tecnica, nonchè di sapere le motivazioni circostanziate che hanno dettato l'urgenza del provvedimento e che le stesse siano richiamate nel dispositivo della delibera. Ha anche sollecitato l'accesso agli atti e alla documentazione concernenti i pareri e le consulenze richieste, nonchè la documentazione, qualora siano state predisposte determinazioni di impegno di spesa con gli allegati pareri di regolarità  tecnica e contabile.

Nonostante la buona volontà, un Binaschino della bassa come me fatica a capire come mai nonostante il parere contrario del funzionario comunale, la giunta approva l'incarico a professionista esterno.
Sorgono spontanee alcune domande, alle quali, si spera, seguano gradite risposte.
1) Perché il funzionario è contrario all'affidamento d'incarico? Ragioni di pura antipatia verso il professionista? Troppo banale per essere vero.
2) Forse ci sono ragioni economiche: Troppo care le prestazioni? Potrebbe essere, ma l'articolista non ci dice.
3) Che sia la professionalità dello studio legale che non appare adeguata? Anche questo potrebbe essere, ma se fosse così sarebbe tragico che la mia giunta di governo comunale abbia approvato l'incarico. Non regge.
4) Il solito alibi dell'urgenza, è sufficente per giustificare la rotta di collisione frà giunta e funzionario? Direi che anche qui non ci siamo.
Insomma, mancano dei dati per farsi un'opinione. L'opposizione a chiesto lumi e speriamo ci faccia capire. E per farci capire meglio, sarebbe anche auspicabile conoscere chi è il professionista oggetto della particolare affezione della nostra giunta; ovvero: qual'è il suo curriculum, quali le sue insostituibili qualità professionali, come si chiama, se è parente diretto, lontano cugino, amico degli amici degli amici dei soliti noti, oppure lupo solitario dell'intricata steppa delle controversie legali.
Solo così, forse, potremo farci uno straccio di opinione su quel che succede nelle segrete mura della fortezza.

In attesa di leggere al più presto in proposito, si porgono i più cordiali saluti.


Il nanetto Mammolo
6 Aprile 2010
TENNISTAVOLO
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Sabato 10 Aprile ORE 15,30
presso la palestra di Via ROMA

TENNISTAVOLO BINASCO contro TENNISTAVOLO BREMESE

Tutti i tifosi e simpatizzanti sono bene accetti!!!
Carla Montani
6 Aprile 2010
Cresce in breve
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la gioia degli uomini,
ed egualmente a terra precipita
se contrario volere la scuote.

Creature di un giorno,
che cosa è mai qualcuno,
che cosa è mai nessuno?
Sogno di un'ombra d'uomo.

Ma quando un bagliore
discende dal dio
fulgida luce risplende
sugli uomini
e dolce è la vita.

PINDARO


Pietro Gandini
5 Aprile 2010
Paris vaut bien une messe
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“Paris vaut bien une messe” (Parigi vale bene una messa): questa frase è stata pronunciata da Enrico IV di Francia (1553 – 1610) detto il Grande(ma ebbe anche il soprannome di Le Vert Galant: verde per il colore con il quale più amava vestirsi, galante in riferimento alla sua grande passione per le donne).
A questo sovrano è stata attribuita la frase, che sarebbe stata pronunciata al momento in cui, offertogli il trono come successore legittimo, gli fu fatto notare che l'essere cattolico era una condizione sine qua non per diventare re di Francia: la frase è rimasta come modo di dire popolare per indicare un sacrificio “morale” che si deve compiere per arrivare ad uno scopo prefissato.

Ogni riferimento all'improvvisa metamorfosi dei Cota e degli Zaia, fino ad ieri sostenitori di matrimoni Celtici e dei sacri riti alle foci del Po, scopertisi dopo il trionfo alle regionali paladini dei valori cattolici, NON È puramente casuale.
D'altro canto.....anche Mussolini....coi patti Lateranensi.

Auguri Italia
Il nanetto Mamolo
3 Aprile 2010
Per un giorno di pace ..
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A ricordare questo giorno ... nato dal scacrifico
e dedicato alla pace e all'amore tra gli uomini ...
Sia Pasqua tra la gente di tutto il mondo ...

Peder lo scettico
30 Marzo 2010
Piatto sporco di latta
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Scarna povertà, fradicia povertà,
coi calzoni laceri al cavallo e al ginocchio.
Si scalda le mani su cocenti infamie,
chiama il destino Lui e Loro
e si delizia con cose dai nomi duri:
stracci ai piedi, cibo e mani -
non t'ingozzare, che non ce n'è più!
Fradicia povertà, oscena povertà,
ronza con spietata fedeltà
come legno marcio con accenno
di orifizio,
umido giornale ficcato nei vuoti
dell'artifizio,
e ci disgusta fino alla feroce lealtà.
Non è mai colpa di quelli che ami:
la povertà discende dai cieli.
Lascia che balli su sedie, che sfondi
la porta,
sorge tutto da quello che è venuto prima,
e ogni outsider è il nemico -
il bastone di Cristo rovesciò tutto questo
cavalieri e filosofi rimisero tutto a posto.
Oscena povertà, scarna povertà,
croste tra le gambe e piaghe tra i capelli
una finestra fatta d'aria pulita,
non l'argento sporco di una manica.
Bada se ciò faccia bene alla scuola
e debba andare e desideri andare:
qualcuno, un guiorno, dovrà pagare.
Raditi con il sapone, corri alla carne,
stupisci la nazione, governa l'esercito,
aspetti ancora il giorno in cui sarai
rispedito
dove libri o giocattoli sono rifiuti
sul pavimento
e nessuno ha il permesso di venire
a giocare
perché la tua casa si chiama baracca
e l'acqua calda sfrigola nel piatto sporco
di latta.

LES MURRAY
Pietro Gandini
29 Marzo 2010
...permettendoci una volta di volare "alto"....
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Colgo sempre con piacere i riferimenti che collegano inscindibilmente
le Religioni monoteiste e le loro culture di riferimento ( che non sono
religione, ma costume e interpretazione condivisa): nell’Ebraismo la
Fede, declinata nella Shemà, la Speranza nella venuta, la Carità verso
l’umanità e verso se stessi sono alla base dei “precetti” ( Mitzvot
מצוה) cosiddetti positivi…( si sa, ne abbiamo 613 …..248 positivi /
obblighi, e 365 negativi / divieti), come il coraggio declinato nella
prudenza e nella giustizia, la temperanza verso gli altri e verso se
stessi.
Obbedienza, benedizione, ringraziamento e memoria sono le ulteriori
Mitzvot ebraiche…..perché ci vuole un buon grado di obbedienza per
tentare di stare a 613 precetti ( consapevoli di mai riuscirci
appieno), occorre benedire e ringraziare per il creato e il dono della
Legge, e buona dose di memoria per mantenere viva la Fede, la Speranza
e alimentare la Carità.

Ma una memoria vorrei proporre a Gianfranco e agli altri partecipanti
al dibattito di questi giorni: c’è un altro postulato che accomuna, ed
è quello del libero arbitrio e della fallibilità umana ( si sa …70
volte 7…). Del resto sarebbe bestemmia postulare in differenza, solo D-
O è perfetto, solo Egli infallibile….laddove avesse voluto, non ci
avrebbe dotato della possibilità di sbagliare, e non ci avrebbe dato
natura fallibile. Quindi….tolleranza e temperanza per le cadute di
obbedienza e di riconoscimento dei “valori”…ed anche rispetto per il
libero arbitrio ( magari fallace) degli individui…che è anch’esso
creazione e dono di D-O…se mai a volte si ha la sensazione che tale
dono sia poco riconosciuto e valutato dalle Gerarchie Ecclesiali…ma
sicuramente non posso definirmi un’esperta…Felici Pasque a tutti.
Cristina Gallione
29 Marzo 2010
Le cattoliche Virtù
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Ringrazio Luca per la doverosa precisazione. In effetti l'articolista ha fatto confusione.

Da Wikipedia
....Già note ai filosofi antichi, in particolare a Platone, presso il cattolicesimo, le virtù cardinali, denominate anche virtù umane principali, riguardano essenzialmente l'uomo e costituiscono i pilastri di una vita fondata al bene. Riguardano l'animo umano (differenziandole perciò dalle virtù teologali, che invece riguardano Dio) regolando la condotta in conformità alla fede, nonché alla ragione....

Le virtù Cardinali sono:
Prudenza / Temperanza / Coraggio / Giustizia

Le virtù Teologali sono:
Fede / Speranza / Carità

A prescindere dalle giuste precisazioni, ritengo che il senso dell'articolo citato da Marco non cambia di una virgola. Infatti, Virtù Cardinali e Virtù teologali sono (o perlomeno dovrebbero essere) VALORI NON NEGOZIABILI del cattolicesimo. La realtà storica, i comportamenti di molti cattolici (me compreso) e alcune prese di posizione Vaticane, sono li ha dimostrare che alcuni valori sono messi in secondo piano (se non sotto il tappeto) rispetto ad altri. La filosofia su cui si basano gli scandali finanziari. Lo strozzinaggio delle Banche. I lavoratori vittime delle delocalizzazioni delle produzioni, il depauperamento delle istituzioni pubbliche in favore degli enti privati (istruzione, sanità, acqua potabile ecc.) sono o non sono il tradimento di Giustizia e carità? Io penso di sì.
Allora viene spontanea la domanda: Come mai ad una settimana dal voto il Cardinale Bagnasco ci ricorda i valori cattolici non negoziabili, ma lo fa sapendo bene che l'unico valore che sarà messo in evidenza dai media sarà la sacralità della vita? Il cardinale non è uno sprovveduto, sa bene chi governa i media e quali sono i meccanismi della comunicazione. È troppo cosciente del suo potere per non sapere che orienterà molti voti in una certa direzione. Difficile pensare che il suo intervento sia stato casuale.
Al di la delle differenti sfumature, penso sia questo il senso degli interventi di Laura, di Marco, e miei.

Gianfranco Salvemini
28 Marzo 2010
la questione cattolica - le virtù scambiate
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Scusate se mi permetto ma, per amore di precisione, secondo la dottrina della Chiesa Cattolica, le virtù ("..disposizioni stabili, perfezioni abituali dell'intelligenza e della volontà che regolano i nostri atti, ordinano le nostre passioni e guidano la nostra condotta secondo la ragione e la fede...") sono distinte in cardinali e teologali.
A differenza di quanto riportato nel citato articolo, le virtù cardinali sono quattro (prudenza, giustizia, fortezza e temperanza) mentre fede, speranza e carità sono le virtù teologali.
Se avete voglia di approfondire...
http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s1c1a7_it.htm
La lettura è abbastanza veloce e non priva di spunti.
Luca
Luca
26 Marzo 2010
Ancora sulla.... delicata questione cattolica
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......Chi è schiavo di una ideologia che da sempre si scaglia contro la Chiesa, sappia che “le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa”, firmato Gesù Cristo.....

Significativo quel...firmato Gesù Cristo. Solo grande fede e senso di appartenenza?

Gentile sig. Aldo ma non la sfiora il dubbio che essere critici con certe prese di posizione delle alte gerarchie del Clero cattolico non equivalga necessariamente al voler distruggere la Chiesa? Esistono anche i non credenti e anch'essi meritano il rispetto dovuto, tanto più quando il loro apporto dialettico si svolge nei canoni del corretto e civile scambio di opinioni.
Per quel poco che conosco Marco, non me lo vedo proprio con falce e martello in pugno, ne come torvo adepto di una setta satanica. Forse un po' più di democratico equilibrio non guasterebbe. Quell'equilibrio dei De Gasperi e dei La Pira dai quali lei si onora di provenire. Così come non guasterebbe un po' di quel sano senso critico ed autocritico che si respirava negli scritti dei Don Milani e dei Don Mazzolari, e che ancora si respira in alcuni scritti e discorsi di Don Ciotti e di Padre Alex Zanotelli. A meno di non pensare che anche per questi personaggi l'imbarcazione di Caronte abbia già i posti prenotati per l'attraversamento dello Stige, dovremmo essere grati a tutti coloro che hanno un atteggiamento critico verso la Chiesa e verso la vita, perché è proprio attraverso la critica che le società e le comunità dei fedeli evolvono e si fortificano. La invito a riflettere. Che cosa sono le Encicliche a contenuto sociale se non il risultato della maturazione dovuta ad un'osservazione critica dell'esistente?

E non diciamoci Cristiani se non sappiamo ascoltare chi non crede senza mandarlo preventivamente all'inferno.

Con tutta la dovuta cordialità


Gianfranco Salvemini
26 Marzo 2010
...della questione cattolica...
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Gentile sig. Oliveri

l'articolo da me citato contiene due messaggi chiari e distinti:

In primis sostiene il sacrosanto diritto della Chiesa cattolica a portare avanti le sue idee e a indicare ai suoi fedeli la strada che ritiene giusta per vivere la vita di ogni giorno in osservanza delle scelte religiose personali, dove per vita di ogni giorno si intende anche la partecipazione alla vita pubblica e alla politica, a questo riguardo sottolinea anche quanto il parlare di temi etici elevi il dibattito politico attuale ormai decaduto a livello di insulto e turpiloquio.

In seconda battuta si sottolinea non tanto la mancanza delle basi morali e etiche e sociali incluse nel corpus teologico che lei ha così zelantemente elencato, quanto il fatto che, al momento dell'esternazione non si dia a queste lo stesso peso che ad altri "valori non negoziabili"; ri-cito"...Perché i vescovi, quando ricordano al loro gregge le tre virtù cardinali (fede, speranza, carità), non dicono apertamente che esse sono inconciliabili con la demoniaca sete di profitto che anima la modernità industriale e finanziaria, causa prima della scristianizzazione vittoriosa?..."

Quello che si vuole richiamare in piena "onestà intellettuale" è che al momento delle indicazioni di voto (perchè di questo si tratta) certi valori appaiano meno "negoziabili" di altri che, e qui concordo appieno con lei, sono pilastri fondanti della Chiesa, anche se, onestamente, non sono davvero così convinto che il vasto popolo della Chiesa si sia letto tutte le encicliche da lei riportate.

Nessuno dimentica Padre Romero e e tanti altri sacerdoti morti per mano della mafia o delle dittature, come nessuno dimentica tanti sacerdoti che, dalle loro parrocchie, rischiano di persona per il loro impegno sociale, ma qui si parla d'altro, si parla di un'indicazione dei vescovi all'elettorato cattolico in Italia per le elezioni amministrative 2010...

Solo un appunto per concludere, ho il timore che le ideologie siano ormai tutte morte, ma che di schiavi in giro ne restino ancora molti purtroppo....

Cordialmente

Marco Cattalini
26 Marzo 2010
Per una notte....
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25 Marzo 2010 RAI per una notte di Santoro - Trasmissione via Web.
Introduce un filmato d'epoca su Benito Mussolini che parla alla folla osannante. Segue un filmato su Silvio Benito Berlusconi durante la campagna per le regionali che parla anch'esso alla folla osannante.

"Nooooooo!!!!"- È la risposta della folla alle domande dei due leader.

Benito Mussolini - anni Trenta

"Con la vostra fede avete dato un impulso potente alla ruota della storia, ora io vi domando, desiderate degli onori?"
"Noooo!!!"
"Delle ricompense?"
"Noooo!!!"
"La vita comoda?"
"Noooo!!!"
"Esiste per voi l'impossibile?"
"Noooo!!!"

Benito Silvio Berlusconi - Campagna per le regionali 2010
"Volete che ritorni al governo questa sinistra che reintrodurrebbe subito l'ICI?"
"Noooo!!!"
Volete una sinistra che raddoppierebbe le tasse sui vostri risparmi e sui BOT e sui CCT?
"Noooo!!!"
"Volete una sinistra che metterebbe un' imposta patrimoniale su tutto anche sugli immobili più piccoli?"
"Noooo!!!"
"Volete una sinistra che proibirebbe i pagamenti in contanti al di sopra dei cento euro?"
"Noooo!!!"
"Volete lo stato di polizia tributaria che vuole la sinistra?"
"Noooo!!!"
"Volete che la sinistra metta ancora le mani nelle vostre tasche?"
"Noooo!!!"
"Volete le intercettazioni a tappeto su tutto e su tutti?"
"Noooo!!!"
"Volete essere spiati anche a casa vostra?"
"Noooo!!!"
"Volete una sinistra che spalancherebbe le porte agli extracomunitari?"
"Noooo!!!"
"Volete una sinistra che utilizza la giustizia a fini di lotta politica?"
"Noooo!!!"
"E ancora, volete le risse e i pollai sulle reti TV pagate coi nostri soldi?"
"Noooo!!!

La storia NON È maestra di vita.

:-(

Catone il censore
26 Marzo 2010
Questione cattolica.....
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Del provocare e del meditare

.......In coda a tutto ciò, entra a gamba tesa il Cardinale Bagnasco, il quale ovviamente fa la sua parte, ma i media badano bene a metterne in rilievo solo una piccola porzione, quella che serve a mantenere inalterato il livello di ignoranza utile alla perpetuazione del potere.

Anche quello del Cardinale Bagnasco ovviamente.....

:-/

Gianfranco Salvemini
25 Marzo 2010

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1. Leone XIII “RERUM NOVARUM” 1891 sulla dottrina sociale della Chiesa e sulla condizione degli operai.
2. Pio XI “QUADRIGESIMO ANNO” anno 1931 per l’instaurazione dell’ordine sociale cristiano in occasione del quarantesimo anno dall’Enciclica Rerum Novaro.
3. Pio XI “NOVA IMPENDENT” anno 1931 sulla gravissima crisi finanziaria, la dolorosa disoccupazione di molti e la crescente corsa agli armamenti.
4. PIO XII usava messaggi radiofonici il giorni di Natale sulla questione sociale. Nel Natale del 1944 nel suo messaggio annuale disse “l’uomo, come tale lungi dall’essere l’oggetto e un elemento passivo della vita sociale, ne è invece e deve essere e deve rimanere, il soggetto, il fondamento ed il fine”
5. Giovanni XXIII “MATER ET MAGISTRA” 1961 sugli sviluppi della questione sociale.
6. Giovanni XXIII “PACEM IN TERRIS” anno 1963 la pace fra tutte le genti fondata sulla verità, sulla giustizia, sull’amore, sulla libertà.
7. Paolo VI “POPOLORUM PROGRESSIO” anno 1967 sulla questione sociale vista dalla dottrina sociale della Chiesa.
8. Giovanni Paolo II “SOLLECITUDO REI SOCIALI” anno1987 nel ventesimo anniversario dell’Enciclica Popolorum progressio e sul dovere della Chiesa di intervenire nelle questioni sociali.
9. Giovanni Paolo II “LABOREM EXERCENS” anno 1981 dedicata al lavoro che è la chiave della questione sociale la cui soluzione deve essere ricercata nel rendere la vita umana più umana.
10. Giovanni Paolo II “CENTESIMUS ANNO” anno1991 in occasione del centenario della Enciclica Rerum novarum di Leone XIII, sulla crisi del marxismo che non elimina nel mondo le situazioni di ingiustizia e di oppressione.
11. Benedetto XVI “CARITAS IN VERITATIS” anno 2009 alla memoria di Paolo VI per gli insegnamenti sullo sviluppo umano integrale. Lo sviluppo dei popoli intimamente legato ai singoli uomini.
Basta poi ascoltare i discorsi di tutti i papi, alla radio, per esempio Vaticana, alla televisione per esempio Tele Pace, sentire gli argomenti trattati per esempio da Paolo VI nei discorsi ai campesinos per non dire grosse fesserie sul mancato impegno della Chiesa nel sociale .
Vogliamo poi parlare dei Missionari? Quanti vengono ammazzati ogni anno perché difendono i diritti dei più deboli. Ricordiamo il Vescovo Romero ucciso mentre celebrava la Santa Messa?
Chi ha onestà intellettuale non può sottrarsi dall’ascoltare.
Chi è schiavo di una ideologia che da sempre si scaglia contro la Chiesa, sappia che “le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa”, firmato Gesù Cristo.

Aldo Oliveri


25 Marzo 2010
...La vera questione cattolica...
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Ma Alessio Mannino ha letto l'enciclica CARITAS IN VERITATE di Benedetto XVI o se l'è fatta spiegare da qualcuno ?

Direi proprio di no! Ed ha fatto un'uscita fuori tempo (però fa lo spacciatore di "vere questioni cattoliche").


Gianni Oliveri
25 Marzo 2010
...La vera questione cattolica...
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riporto di seguito (dai lasciatemelo fare...) parte di un articolo di Alessio Mannino sulla questione cattolica che condivido appieno...

"...I cristiani fedeli a Santa Romana Chiesa, per bocca dei loro pastori, fanno benissimo a dichiarare le proprie discriminanti morali come irrinunciabili paletti ai quali un partito o un candidato, se vuole ottenere i loro voti, deve attenersi. Contribuisce ad alzare il penoso livello del dibattito politico, sceso al dilagare dell’affarismo più volgare (le prostitute usate come tangenti) e della corruzione giudiziaria diventata costume di massa. Bagnasco parla, vivaddio, di “valori non negoziabili”, non di cricche, appalti pilotati e faccendieri ruffiani. L’aborto, per un laico, è una conquista civile (che un cattolico può liberamente rifiutare), ma opporsi ad esso è pur sempre una scelta di alto spessore etico. Ciò che non torna è quello che manca, nelle ricorrenti esternazioni degli insigni prelati. Perché non si invoca con la stessa fermezza la “non negoziabilità” di un altro valore che è, si direbbe in teologia, consustanziale a quello che fonda il cristianesimo stesso, l’amore, e cioè la gratuità? Perché i vescovi, quando ricordano al loro gregge le tre virtù cardinali (fede, speranza, carità), non dicono apertamente che esse sono inconciliabili con la demoniaca sete di profitto che anima la modernità industriale e finanziaria, causa prima della scristianizzazione vittoriosa? Perché non sentiamo parole altrettanto forti e chiare di condanna nei confronti di un sistema economico e sociale che espianta alla radice dalle coscienze individuali la possibilità stessa che si scelga in base a ideali, slegati dal calcolo, dalla convenienza, dall’equiparazione di ogni cosa col metro del denaro? Questo, appena abbozzato, è il problema dei cattolici nei riguardi della modernità. Una colossale, e colpevole, rimozione che vale non solo per l’Italia, ma in tutto il mondo occidentalizzato. Bagnasco, lascia perdere la Bonino, e affronta l’ombra con cui voi cattolici non volete fare i conti. Alessio Mannino"

Cordialmente

Marco Cattalini
24 Marzo 2010
Rendiconti....
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C'è un'altro episodio celebre. Si narra che un alto esponente della nomenklatura, manifestò le sue preoccupazioni a "baffone", per le possibili reazioni della Chiesa al diffondersi della cultura stalinista. Stalin rispose beffardo:
"Di quante divisioni dispongono le forze armate del Papa?"
Il potere di Stalin e il comunismo sono morti e defunti, il potere della Chiesa è pimpante più che mai.
Peccato che alcuni suoi alti esponenti ne abusino per scopi che con il cristianesimo nulla hanno a che fare.

Hasta la vista Marco!

Gianfranco Salvemini
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