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30 Marzo 2003
Scioperi e palle
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per Viviana

Vediamo se riesco ad articolare meglio senza dilungarmi come mio solito.
Una certa visione dello sciopero è perlomeno parziale, lo sciopero è una forma di protesta che tende a mettere in risalto i problemi incidendo in modo negativo sull’economia, infatti, quando si sciopera, sia lo scioperante che la controparte riportano un danno economico. Tutti i sistemi democratici sono basati sullo sviluppo e sull’ incremento dell’economia, ovvero produzione e distribuzione di beni materiali e di servizi come istruzione, cultura, sviluppo di creatività ecc. senza i quali non è possibile far progredire una società evoluta. Nelle democrazie tutti i soggetti sociali partecipano all’economia, ai politici spetta il compito di regolamentare il tutto mediante leggi e direttive.
Un benefico stato di crisi costante caratterizza questo schema, per gli inevitabili attriti fra le varie categorie sociali che hanno il diritto/dovere di manifestare in modo incisivo le loro esigenze.
A meno di non credere alle favole, il modo più efficace per essere ascoltati consiste nell’incidere direttamente o indirettamente sull’economia, lo sciopero, ancora oggi, è il mezzo democratico più diffuso al mondo e sicuramente non è un caso. Si badi bene che erroneamente questa forma di lotta viene considerata patrimonio delle sinistre, mentre in più occasioni i fatti hanno dimostrato che sistemi economici governati dalle sinistre sono stati letteralmente distrutti da scioperi attuati dalle destre (vedi Cile).
La storia insegna che le guerre vengono dichiarate in nome delle più fantomatiche idiozie ma i motivi veri risalgono sempre all’egemonia economica anche se, come per la guerra in corso, non mancano validi motivi umanitari. Manifestare per la pace è un dovere etico e morale e, se è vero come è vero che per essere ascoltati occorre incidere sull’economia, va da se che scioperare non può essere considerato un errore ma al contrario è il modo più efficace per richiamare i poteri economici alle loro responsabilità. Questo ovviamente non esclude altre forme di protesta “fine settimanali o dopolavoriste” che peraltro sono più che auspicabili, specie in momenti come questo.

per Fabrizio

È vero, ognuno ha le sue palle e ce ne cacciano tante, proprio per questo e perché per professione ho a che fare col mondo della comunicazione, consiglio tutti di non fermarsi alla sterile lettura dei dati dei media ma di osservare in modo obiettivo e approfondito la realtà senza dimenticare che Babbo Natale non esiste e se qualche politico si presenta come tale prima o poi vi presenta un conto salato.
È sempre stato così, dubito che l’immediato futuro sarà molto differente.

Saluti a tutti

Gianfranco Salvemini

30 Marzo 2003
Io non mi sento binaschino...
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Io non mi sento binaschino, ma purtroppo o per fortuna lo sono...

Ho letto con interesse i pensieri dei lettori dei portici e visto che le opinioni sono molto discordi, ne approfitto per aggiungere alcuni miei pensieri, con la speranza che qualcuno possa illuminarmi.
1° La guerra: io non so con certezza se la guerra in corso è giusta o no, ma mi chiedo dove sono stati fino a pochi mesi fa tutti i "pacifisti" e i politici di sinistra, che per farsi sentire utilizzano la voce del Papa? Se non sbaglio ci sono paesi dove le dittature esistevano anche quando al governo dell'Italia c'erano altri, cosa hanno fatto loro nei vari luoghi di potere, NATO, ONU, EUROPA ecc. ecc. per trovare soluzioni alternative?
2° Belligeranti o no? Anche a proposito della belligeranza o no del nostro paese, ci sono comportamenti secondo me ridicoli. Si voleva forse impedire ai soldati AMERICANI dislocati in una base AMERICANA di spostarsi in zona di guerra. Se una volta imbarcati facevano un giretto con uno scalo in qualche altro paese e poi ripartivano per l'IRAK ci sentivamo non belligeranti?? Sono certo che qualcuno mi dirà che la Costituzione Italiana bla bla bla ..... Le leggi, purtroppo perché fatte dai politici non sono mai chiare, ma interpretabili. Ed allora io interpreto che i soldati americani non sono partiti per una missione di guerra, per poi ritornare in Italia, ma si sono spostati da un luogo Americano ( perché se non sbaglio la base è territorio loro) ad un altro luogo. Potevamo forse impedirlo?
3° Questa è una guerra per il petrolio: Il petrolio Irakeno è governativo, provate a leggere sul Corriere o su Repubblica chi ha i contratti per commercializzarlo e con quali prodotti questi paesi pagavano il petrolio, forse sono quei paesi che hanno posto il veto e forse in cambio di armi?
4° I morti civili: Perchè c'è differenza tra un civile ucciso da un missile perchè costretto a non allontanarsi dal luogo, che sarà obbiettivo di attacco ed un soldato che come è successo oggi viene fatto saltare da un uomo bomba. La guerra ha i suoi morti, ma di morti in giro per il mondo ce ne sono tutti i giorni per motivi politici, religiosi e per interessi economici. Si parla che in due settimane di guerra ci sono state centinaia di vittime, Quante sono state l'11 Settembre in poche ore. non mi sembra che ci sia stata un gran mobilitazione o che questa abbia portato dei risultati.
5° Io chiedo ad ognuno di noi di riflettere bene prima di fare affermazioni, con l'intenzione di farle passare per verità assolute, perchè purtroppo la verità non è mai quella che leggiamo sul giornale o vista in TV. ma forse la verità richiede un maggiore impegno per essere ricercata. Abbiamo avuto conferma con Striscia la Notizia, che pur di fare notizia fanno diventare micidiali soldati anche dei bambini con il fucile di plastica e sopratutto evitiamo considerarci non schierati, perché nella vita si deve avere il coraggio di esprimere le proprie idee, senza la paura di essere giudicati o di destra o di sinistra, perche la realtà è che spesso non si giudicano le idee, ma la loro bontà è data dalla fonte di provenienza.
6° Democrazia: Quando al governo c'erano altri, loro decidevano, perche maggioranza e quindi legittimata a governare, oggi democrazia è fare quello che la minoranza chiede, perchè solo cosi si è democratici.

Ci sarebbero altri pensieri, ma non vorrei annoiare.
Luciano Tosi

29 Marzo 2003
Stizzita
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Non mi sento stizzita dal fatto che le cose vadano male... (?) ma dal fatto che è palese che se uno non è schierato da nessuna parte in particolare, può benissimo evitare di rimarcare certi fatti (soprattutto solo ed sclusivamente negativi) che, torno a ripetere, tutti possono apprendere dai giornali (e quindi stizzirsi comunque e per forza, se proprio si sente toccato).
Ripeto: E' TROPPO EVIDENTE LA PROVOCAZIONE.
E' evidente che quando una persona sta proprio antipatica ci si dimentica dell'obbiettività e, di qualsiasi cosa faccia, si notano solo i lati negativi...
La questione degli escrementi di cane è una cosa ben diversa...non mischiamola con la politica!

Tesini Viviana

29 Marzo 2003
Caro Ricky ti scrivo...
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Egregio signor Benvegnù,caro Ricky, sono d' accordo con te sulla libertà di espressione, che ha sempre fatto dei " Portici " una splendida rubrica nella quale confrontarsi, ma quando affermi " non mi sento di appartenere a nessuna fazione solo per aver espresso il mio pensiero su tematiche che tutti ci riguardano ", in quel caso specifico mi sa che è proprio il contario, perchè se ti sei mosso ed hai in più condito la tua opinione con ironiche frasi tipo " per un nuovo miracolo Italiano...", forse è proprio perchè appartieni ad una fazione ben determinata e nella quale ti riconosci ( e su questo ognuno è libero di agire come meglio crede ). Insomma, quando si parla di politica, alla fin fine c' è sempre dietro la fede politica di ognuno, che ci fa dibattere, esprimere giudizi critici ecc...E poi, se quel fatidico 0.1 % fosse stato in negativo ? Sicuramente, secondo la logica del " catastrofismo ", sarebbe stato sventolato e sottolineato cento volte, secondo un modo di fare diffuso ( non mi riferisco quindi a te personalmente), e che spesso si può notare magari in trasmissioni televisive dove c' è un contraddittorio politico.
Al Sig. Salvemini invece potrei rispondere:
ad ognuno le sue " palle "....Infatti, senza entrare nel merito dei vari casi specifici, alla fine si tende sempre a ribaltare le cose o a stravolgerle, a secondo del proprio credo politico. Riguardo alla questione Sindacati, Lei centra il problema quando sostiene che essi dovrebbero essere più staccati dalle varie organizzazioni politiche: il problema sta proprio qui. Invece, l' equazione DEMOCRAZIA=LIBERTA' DI PENSIERO=VARIEGATE RAPPRESENTANZE ecc...in questo caso poco mi convince.

Saluti a tutti

Fabrizio Tesini

29 Marzo 2003
Sciopero
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Signor Salvemini, concordo con lei sul discorso di portare rispetto a quegli uomini che hanno lottato e pagato caro per conquistare il diritto allo sciopero... infatti non era mia intenzione mancare loro di rispetto. Mi corregga se sbaglio: lo sciopero dovrebbe essere utilizzato, cioè, dovrebbe servire per "infastidire" (se è giusto usare questa parola) i datori di lavoro e con ciò indurli ad andare incontro ai lavoratori. Certo la pace è un diritto ma non vedo cosa possa centrare con uno sciopero che blocca l'attività lavorativa... Non sò se sono stata chiara. Non sono contro la manifestazione che si viene a creare di conseguenza con lo sciopero, anzi! Torno a ripetere che la mia voce che dice "no alla guerra" la posso benissimo far sentire di sabato o di domenica. Invece di non andare a lavorare per manifestare contro la guerra, troverei più giusto come proposta: per una volta, invece di divertirmi, sacrifico il pomeriggio di domenica per una cosa più importante.

Saluti
Tesini Viviana

28 Marzo 2003
L'istantanea !
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Apprezzo moltissimo quanto scritto da Pino Vella, in questo caso, buon interprete dell'immagine che sprigiona il volto del Santo Padre, dallo sguardo profondamente stanco e provato ma ancora vigoroso per difendere i diritti umani ... guardarlo sembra di vedere tutto il "carico" del mondo sulle "Sue" grandi spalle e, ricurvo, grida senza paure il messaggio d'amore.

Caro Pino, sono felice di averti letto.
Mario Manzolini

28 Marzo 2003
La forza e le ragioni di un giusto
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Bravo Pino Vella e sinceri complimenti per il bel ritratto del Papa.

Saluti

Gianfranco Salvemini


28 Marzo 2003
Usare
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Credo che tutti noi "inserzionisti" dei nostri punti di vista, critiche ed osservazioni, "usiamo" lo spazio dei nostri "portici" g.c.
Indubbiamente ognuno di noi, se scrive sui portici, spera di essere letto ed "usando" questa possibilità cerca di inviare messaggi, proposte, idee.
Trovo che i "portici" di binasaco 2000 possano essere tranquillamente paragonati ad un grande muro bianco sul quale poter scrivere tranquillamente tutto quello che si vuole (nel rispetto delle buone maniere e della decenza).
In fine anche io penso di essere tra quelli che "usano" i portici per dire la mia ... è un pochino come in un certo parco (non italiano) nel quale basta uno sgabellino e salirci per prendere la parola e dire quello che si vuole ai passanti ... in quel luogo, passeggiando, ti capita di sentire quello che critica il governo: "piove ... governo ladro", quello che critica i sindacati, i fabbricanti di fumo, ecc ... tutto questo è uno spicchio di libertà in più.
Anche io prendo atto, condivido, critico e, se ci riesco, propongo e mi esprimo cercando di usare il massimo rispetto con i "miei interlocutori" quindi ...
Carissimi amati portici ... grazie per il grande muro bianco o, se preferiamo, per il parco e lo sgabellino.

Mario Manzolini


28 Marzo 2003
A proposito di sciopero...
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Partendo dal presupposto che concordo con quanto detto da Carlo Conti mi
chiedo, ma a nessuno dei sindacalisti che tanto si prodigano in manifestazioni
contro la guerra è passato per la testa che magari sarebbe stato meglio
cercare dei fondi a sostegno dei profughi, che ogni guerra crea,con una
donazione di un'ora o più dello stipendio dei lavoratori.
ciao a tutti

Alessandro Ghizzardi


28 Marzo 2003
Bufale
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Scioperare per la pace è una scusa per fannulloni lavativi.
Fantastico aumento di posti di lavoro (0,1%).

Scioperi:
Anche se non sempre il diritto di sciopero viene usato con
intelligenza, non bisogna dimenticare che è un diritto sancito dalla
costituzione, per conquistare il quale molti hanno pagato con la
propria vita. Inviterei perciò gli scriventi ad un maggior rispetto nei
confronti di coloro che ritengono giusto usare questo diritto per
sostenere le ragioni della pace in particolare in un momento come
questo.
Quanto al fatto che i sindacati dovrebbero fare l'interesse dei
lavoratori e basta è una vecchia questione che non regge più, nelle
democrazie più progredite ormai i sindacati fanno primariamente
l'interesse dei "cittadini"(o perlomeno dovrebbero farlo). In apparenza
un sindacato unico sembrerebbe la cosa migliore (con tutti i rischi
delle cose uniche) ma essendo caratteristica e ricchezza delle
democrazie la libertà di pensiero e di espressione, è giusto che ciò
sfoci in variegate rappresentanze, anche se sarebbe opportuna una
decisa autonomia rispetto alle rappresentanze politiche e più unione di
intenti da parte delle rappresentanze sindacali.

Posti di lavoro:
+0,1% -0,8% +0,025% = PALLE.
Al di la del balletto delle percentuali Istat e dei sondaggi del Signor
"mi consenta" inviterei ad un'attenta analisi dei dell'occupazione in
generale. La realtà dice che la maggior parte dei nuovi posti è formata
dall'emersione dal nero favorita dalla defiscalizzazione (in parole
povere gli oneri vengono poi fatti pagare in altro modo alla comunità)
e quindi non corrispondono ad aumento di posti reale, inoltre vanno
sempre più prendendo piede precariato e lavoro interinale con guadagni
risibili rapportati alle caratteristiche richieste ai candidati e senza
garanzia per il futuro. Un giovane, se tutto va bene, resta con la
valigia in mano fino a trentacinque anni prima di trovare una minima
stabilità, però, nel frattempo, dovrà comunque pensare di crearsi una
pensione e potrà sempre contare sulla famiglia (se ha la fortuna di
averne una benestante) se vorrà sposarsi o metter su casa.
Beh!....Posti di lavoro del genere li lascio volentieri al Cavaliere.
Di certe bufale ne faccio volentieri a meno.

Saluti

Gianfranco Salvemini


28 Marzo 2003
La forza e le ragioni di un giusto
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Non sarà più quella di una volta, baritonale, sovrastante. Ma la voce del Papa è tornata a tuonare, come si dice, a farsi ascoltare chiaro e forte sul frastuono orribile della guerra. Ricordate il vecchio affannato e biascicante delle scorse settimane? Sparito d’incanto. No, non c’è miracolo. Gli anni e gli acciacchi sono tutti lì, nessuno ormai può rimuoverli, ma l’occhio s’è fatto di nuovo acuto e il gesto deciso, a scandire con il braccio, in un moto di sdegno, quel suo drammatico avvertimento:
la guerra, questa guerra minaccia le sorti dell’umanità;
mai la violenza e le armi possono risolvere i problemi degli uomini;
adesso è ancora più urgente proclamare che solo la pace è la strada per costruire una società più giusta e solidale.
Insomma, nel furore della battaglia ideale, Wojtyla è tornato il combattente di sempre, non solo e non più come rispettata icona spirituale.
Come non raccogliere il suo accorato appello: Cattolici Guardiani e Sentinelle di Pace. Arruolarsi in questa missione è un dovere anche per quelli come me che, pur nella distinzione del Credo, devono stare con l'intelligenza dei Giusti.

Pino Vella


28 Marzo 2003
Libertà di espressione
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Nella miglior tradizione dei "Portici" è possibile intervenire in libertà, riportando dati e conlcusioni a volte anche decisamente contrastanti.
Sotto i nostri "Portici" è divertente, intrigante ed avvincente parlare dei più svariati argomenti, proprio come la gente fa quando si incontra per strada, al bar o in piazza.
Forse parlare di escrementi canini è più adeguato che discorrere dei conti pubblici? Anche le cacche tutti possono pestarle, senza nemmeno il bisogno di apprenderne l'esistenza da giornali o TG.
Se qualcuno si stizzisce perchè forse le cose non vanno proprio come promesso... mi spiace.
Non mi sento di appartenere a nessuna "fazione" solo perchè LIBERAMENTE mi permetto di esprimere il mio modesto pensiero su tematiche che tutti ci riguardano.
Agli altri il democratico diritto di replica senza accuse di esser "squallidi".

Riccardo Benvegnù


28 Marzo 2003
Istat
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Conti a parte, si voleva solo far notare che quando accade qualche cosa di positivo questo passa inosservato, a differenza del negativo che viene messo subito in risalto.

P.S. Al di là di tutto, ci sembra fuori luogo usare "I PORTICI" per riportare dati che comunque tutti possono leggere o apprendere dai TG. Il giochino di stizzire la fazione avversa è davvero squallido!

Fabrizio e Viviana Tesini

27 Marzo 2003
Prendo atto...
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Prendo atto, prendo atto e....rettifico:

"E' sceso al 9,1% il tasso di disoccupazione a gennaio rispetto al 9,2% dello stesso mese del 2002. Un leggero calo quindi (-0,1%) quello rilevato dall'Istat"

0,1% caspita!!! mica poco, ma non è finita:

" L'Istat ha anche rilevato un RALLENTAMENTO del tasso crescita dell'occupazione. A gennaio gli occupati complessivi - rileva l'Istat - sono stati 21.824.000, con un aumento dello 0,8% (+180 mila unità) rispetto a gennaio 2002. A ottobre il tasso di aumento dell'occupazione era stato dell'1,1%. A gennaio 2003 quindi, sottolinea l'Istat, il tasso di crescita dell'occupazione è stato dello 0,8% rallentando rispetto all'1,1% di ottobre, ma soprattutto all'1,2% di luglio, l'1,8% di aprile e l'1,7% di gennaio 2002"

Non solo, l'Istat di recente ci ha anche detto che:
E' ferma la produzione industriale a Gennaio, l'inflazione a Marzo non è scesa (2,6-2,7%) con rincari in vista per i prezzi al consumo.

FONTI: Corriere della Sera e Repubblica.

Riccardo Benvegnù



27 Marzo 2003
Dati Istat
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L' Istat ha oggi comunicato dati positivi riguardo all' occupazione. Chissà se chi non molto tempo fa, è stato così pronto a mettere in risalto le noti dolenti riguardanti il calo della produzione industriale, ha oggi
l' obbiettività di prenderne atto.

Fabrizio e Viviana Tesini

25 Marzo 2003
Sciopero
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Concordo con Carlo Conti. In fondo se il motivo dello sciopero è la guerra e non un contratto nazionale o altro che riguardi i diritti dei lavoratori, la mia voce che grida "no alla guerra" la posso far sentire anche di sabato o di domenica.

Tesini Viviana

25 Marzo 2003
Scioperi
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Trovo che scioperare per la pace non serva a molto. Non è per essere
ingiusto, ma non lavorare per manifestare contro la guerra non è nient altro
che un altro modo per trovare una scusa per saltare qualche oretta.
Sinceramente, il lavoro io lo considero come un onore e prendere la guerra
come scusa lo trovo assurdo. Ognuno fa le sue scelte che non mi permetto di
criticare ma penso proprio che non bisogna fare in questa maniera. Chi
preferisce scioperare si deve chiedere:
Il mio giorno di sciopero/protesta/manifestazione fermerà il conflitto? No
E giusto attaccarsi alla guerra dove ogni giorno continua a Morire gente
come una scusa per non andare al lavoro?
Io lo trovo irrispettoso nei confronti di quelle povere persone che, non
solo in Iraq ma in tutte le zone povere del mondo, un lavoro neanche ce
l'hanno.

Carlo Conti


25 Marzo 2003
Pulizia delle strade
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Volevo sollevare una lamentela: non dico in tutte ma in certe strade di Binasco è impossibile girare a piedi, non guardando in basso, senza rischiare di pestare una cac.. di cane! In particolare mi riferisco a via Galvani (il marciapiede dall'inizio alla fine ne è tempestato) e vie limitrofe.

Tesini Viviana

25 Marzo 2003
Sciopero
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Aggiungo, dato che non sono stato chiaro come mi ero riproposto, che a dicembre del 2002 è scaduto l'anno di tempo per rinnovare il contratto: quindi parliamo di 15 mesi ad oggi! Solo per non creare fraintendimenti.

Andrea Zurla

25 Marzo 2003
Sciopero
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Sarebbe anche lecito che il sidacato aiutasse un pò di più i lavoratori a conservare il posto di lavoro quando tira aria grama nelle aziende...
Sarebbe anche lecito e più normale che di sindacato ne esistesse solo uno: quasi quasi ci sono più sindacati che partiti... e si sono pure divisi anche tra di loro!! Non dovrebbe esserci di mezzo la politica se il loro mestiere e scopo è quello di tutelare i diritti dei lavoratori.
E quando glielo fai notare fanno tanti giri di parole che, una volta che hanno finito, non sai più da che punto sono partiti e quale era la domanda.

Tesini Viviana

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