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13 Luglio 2005
Zanzarock 2005
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Ciao a tutti,

Nonostante le difficoltà causate dalla pioggia, la serata finale di Zanzarock ha offerto una bella serata di musica di alta qualità. Ringrazio Ricky, Fabio, Stefano, Ivan, Walter, Luga, Marco, le Salamine, la giuria e Tutti gli Sponsor ma soprattutto tutti gli appassionati che anche domenica scorsa sono venuti in piazza a vederci. Grazie davvero!!

Carlo Conti


5 Luglio 2005
Zanzarock
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Grazie ivan per tutti questi complimenti, meritati o no...mi piacciono ...
il mio nome in ogni caso, è letizia, ma betty è carino e va benissimo ...
non è stata una delle nostre migliori performance, ma ci siamo divertiti e
l'ambiente era spettacolarmente familiare,
grazie a tutti e, perchè no, ci vediamo l'anno prossimo...
o a qualche data dei carysma,
ancra grazie,

Letizia, alias betty (naturalmente)



4 Luglio 2005
Gym David Exhibition 2005
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Le nuove assi per il palco hanno funzionato a meraviglia.
Ringrazio l'ufficio tecnico e il Geometra Gozzini.
La serata è stata indimenticabile.
Non si poteva chiedere di meglio,niente umidità,pochissime zanzare e un venticello giusto.Sembrava di essere in riviera.
La serata è stata seguita da parecchie persone che hanno fatto da cornice alle belle esibizioni che si sono susseguite.
Chiudo ringraziando il comune di Binasco e L'Assessore
Giuseppe Re.
Ci ritroviamo Domenica 10 Luglio per la serata finale del Zanzarock.
Saluti.

Walter Pellgrin

27 Giugno 2005
Zanzarock IV
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Anch'io voglio ringraziare chiunque è intervenuto a Zanzarock sabato scorso. E' stata un'ottima kermesse, grandi gruppi di grande qualità. Per quanto riguarda noi sono stato personalmente emozionato nel presentare il nostro brano inedito, presente nel nostro album dal titolo "Capitan Renna & i suoi Gurgugnon" che uscirà il 31 febbraio prossimo, speriamo sia il primo di una prosperosa serie. Bello anche il pomeriggio, trascorso in gran parte con i Santi Pietro e Paolo da Radio Hinterland. Insieme abbiamo bevuto e riso parecchio, specie in presenza di "Betty"...o almeno così avevamo battezzato la bravissima, bellissima, virtuosissima cantante dei Carysma, che io ho personalmente esaltato in ogni modo in sede di commento, mentre mi scatenavo sulle note di "Maniac" e "Hot Stuff", per poi scoprire che si chiama...boh, neanche me lo ricordo. Comunque brava brava brava, come presenza scenica e come vocalist. Ce ne fossero di elementi del genere.
Complimentissimi anche alla Hard Family Band per la loro crescita artistica. Chapeau.
Comunque...bravini anche quegli Worms lì eh....quel cantante lì poi...mmmmhhh...:-)
Arrivederci alla finale!

Ivan Montani



27 Giugno 2005
Zanzarock
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Complimenti vivissimi a tutto il "gruppo di lavoro" di ZANZAROCK
provo sulla mia pelle cosa vuol dire organizzare qualcosa a Binasco
in mezzo a mille difficoltà e problemi, ma una volta ottenuto il
risultato la soddisfazione è ancora maggiore.

Inoltre cosa ancor piu' difficile è la continuità dell'evento e se siete
arrivati alla 4° edizione vuol dire che il lavoro è ottimo!!!!!!!!!

Ciao a tutti , in bocca al lupo e attenti al gufo.

Max. Pac.

Massimo Paccalini


27 Giugno 2005
Zanzarock
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Non posso che ricambiare caro Walter. Grazie per l'amicizia e la generosità. Grazie ovviamente a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della prima giornata di Zanzarock 2005. A tutti gli amici che dall'inizio hanno condiviso con me questa bella avventura, agli Osvailer che quest'anno ci hanno dato una grossa mano ed una buona dose di simpatia in più, ai ragazzi del commercio equo e solidale, alle splendide "salamine", ai mitici speaker di RH ed al loro tecnico indistruttibile "Spada", ai nove gruppi che hanno suonato e al pubblico che ha ascoltato, all'Arccra (grazie Mario, Arnaldo, Giulio...), a Marco per l'elettricità, alla Doctor Sound, a Planet Music, ai giurati e alla giurata, agli instancabili Worms, a Carlo, Luga e Marco, a mio "fratello" Giò, alla Camy, ad Ale "Olio di Colza".
E poi un grazie alle istituzioni: al Comune di Binasco (con particolare attenzione ai dipendenti comunali, sempre pronti e disponibili); al nostro sponsor storico, la Cassa Rurale ed Artigiana di Binasco.
Appuntamento alla finale del 10 luglio....
...Ma non dimenticate venerdì 1 - Gym David exhibitions con Walter e gli amici della palestra...

Riccardo Benvegnù

27 Giugno 2005
Zanzarock
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Sono felice che tutto sia andato bene.
Ma sono ancora più felice di avere lavorato al fianco
di un inesauribile lavoratore Riki Benvegnù.
Volevo salutare anche gli amici componenti dei Worms.
Davide,Martinetti,Fabio,Massimo,Ivan,Alex,Riki.
Oltre ad essere bravi a suonare siete dei grandi sgobboni.
Onore a voi.
Saluti. E grazie ancora di avermi trascinato in questa meravigliosa avventura.
W il Rock

Walter Pellegrin.

21 Giugno 2005
Zanzarock, birra e salamelle
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Vi aspettiamo Sabato 25 a gustare la birra con le salamelle
ascoltando i gruppi rock,per una giornata in sana allegria.
Siamo operativi dalle 16.00 alle 23.00.
Grazie.

Gino Gilera (Walter Pellegrin)

21 Giugno 2005
Palco per esibizioni
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Devo dire una cosa sul palco utilizzato per le esibizioni.
Non è possibile che ogni anno si debba utilizzare quel palco con assi traballanti per fare esibire balletti o manifestazioni sportive.
Questa volta mi guarderò bene di fare intervenire gruppi di ballerini come l'anno scorso.
Il rischio di farsi male è notevole.
Una cosa è certa il 1 luglio vogliamo far ballare tutti.
Saluti.

Walter Pellegrin (Responsabile Gym David Exibhition)

11 Giugno 2005
Alberi in piazza
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Signor Santagostino,
concordo con lei che di fronte ad un disagio climatico l'ultima cosa cui uno pensa è la contemplazione di un restauro, infatti, non solo nella mail precedente ho detto che questo "può" essere un problema, ma se fosse stato presente la sera della presentazione del progetto avrebbe sentito dire da me agli architetti le testuali parole: "Capisco gli obbiettivi architettonici e urbanistici del progetto, ma dobbiamo pensare che un opera architettonica deve anche essere vissuta" sollecitandoli a valutare alternative lato castello per sopperire al problema ombra.
Quanto al fatto che la chiesa di Binasco non sarà mai il Duomo di Milano ecc. nessuno lo mette in dubbio o lo pretende, ma non inganniamoci sul serio, il nostro edificio religioso, pur nella sua limitatezza artistica, rappresenta uno dei più importanti patrimoni storico/culturali dei Binaschini, dovuto alla volontà e "fatica gratuita" dei nostri progenitori settecenteschi. Quindi, qualsiasi intervento che ne metta in risalto le pur limitate qualità dovrebbe essere accolto favorevolmente.
Come detto anche dall'assessore Frigerio, aspettiamo di vedere come e quanto l'arredo urbano potrà contribuire a risolvere il problema (anche se personalmente sono pessimista) senza dimenticare che la canicola, quella vera, in genere dura alcune ora al giorno per tre o quattro mesi l'anno, mentre le restanti ore sono sicuramente vivibili. Il vero problema, a mio avviso, consiste non tanto nel fatto di avere uno spazio che presenta delle pecche evidenti e innegabili (vedi convivenza traffico veicolare) ma nel cosa fare in uno spazio del genere per far socializzare i cittadini, sempre più rintanati nelle case e sempre meno disposti ad uscire per mancanza di stimoli oggettivi. Ma qui si aprirebbe un lungo capitolo, anche polemico, nel quale non ho proprio voglia di entrare.

Saluti

Gianfranco Salvemini

10 Giugno 2005
Piazza
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Concordo in pieno con Luca, che ha espresso compiutamente quanto io avevo
riassunto dicendo "Spesso gli architetti disegnano una realtà che poi non
vivono".
Alla luce di quanto poi affermato da Paolo alcuni scelte appaiono
indubbiamente più chiare.

Resta comunque innegabile, indipendentemente da come il sole sia posizionato
in cielo, che quando c'erano gli alberi in piazza si poteva sostare, ora che
non ci sono più si fa fatica a resistere (ed il caldo vero non è ancora
arrivato). Forse il beneficio dato dai 2 filari di tigli non era solo quello
dell'ombra, ma anche del movimento dell'aria e dell'attenuazione del
riverbero della luce e del conseguente calore (tutti elementi che architetti
esperti in questo tipo di opere dovrebbero saper valutare).

Tengo a precisare che :
a) non sono una persona che soffre particolarmente il caldo
b) ho accolto con favore e senza pregiudizi il rifacimento della piazza; se
ora esprimo un disagio forse è perchè questo disagio è reale

saluti
Giovanni Oliveri


10 Giugno 2005
Piazza
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Saluto tutti e inizio col dire che apprezzo le varie posizioni e la voglia
di esprimerle (il che comporta comunque un esporsi a eventuali critiche).
Termino questa breve introduzione dicendo che anche all'interno
dell'Amministrazione Comunale le valutazioni sulla piazza hanno avuto
diverse sfumature.
Qui espongo la mia idea personale: sicuramente è stato fatto un buon
lavoro; l'ottimo che si prefigurava nel progetto illustrato non è stato
raggiunto per alcuni motivi:
innanzi tutto un vizio di fondo: la piazza è progettata perchè sia solo
pedonale; è lampante il non senso delle innumerevoli suddivisioni dello
spazio (anche se a livello non immediatamente percepibile, come lo era per
le piante) per consentire la coabitazione del traffico automobilistico e
pedonale. Da questa idea (realizzata ma non dichiarata) nascono le critiche
legittime sull'indifferenziazione del sagrato rispetto alla strada, anche
se mi pare che sia mantenuto comunque il senso dell'ascesa verso la chiesa.
L'eccessiva "palificazione", legata alla necessità di illuminare la piazza
e di renderla sicura per i pedoni, fa perdere secondo me in "pulizia
visiva" il risultato complessivo senza garantire, una volta che la facciata
sarà ultimata, un'adeguata illuminazione alla chiesa. Per un giudizio
definitivo attenderei comunque l'ultimazione dell'arredo urbano.
A favore della realizzazione stanno invece il recupero del complesso
castello - piazza - chiesa (e in questa prospettiva, anche la fioriera non
sbilancia la piazza, ma a mio parere la chiude) e la ritrovata spazialità
di un'area davvero interessante dal punto di vista dell'ampiezza, come ha
testimoniato l'utilizzo fattone durante la messa del 15 maggio.

Quello delle piante è un non problema davvero perchè se studiate
attentamente il percorso del sole, vi accorgerete che è quasi nulla la
differenza sull'ombra che c'è alle 11 o verso mezzogiorno nella nuova
sistemazione, in quanto il sole che sorge sul lato della farmacia proietta
l'ombra dell'edificio e delle piante che su quel lato sono ancora presenti
(anche se meno frondose delle precedenti). E comunque verso mezzogiorno il
sole è piuttosto verticale...

Saluti a tutti

Paolo Frigerio



10 Giugno 2005
Alberi in piazza
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Signor Salvemini,
sinceramente, " la spazialità generata
dall'eliminazione degli alberi che valorizza in pieno i volumi della
chiesa e che permetterà di gustarne al meglio il restauro della
facciata" mi suona tanto a speranza effimera e molto poco durevole.
Prima di tutto, non inganniamoci, la Chiesa di Binasco non è e non sarà mai nè il Duomo di Milano nè San Marco o San Pietro. Quindi il restauro della facciata, per quanto sia un valore apprezzabile, è subordinato a mio modo di vedere all'uso della piazza.
Le assicuro inoltre che, in una giornata di sole, in mezzo alla piazza, l'ultima cosa a cui uno pensa è "si fa caldo da morire, non c'è ombra, non c'è una panchina, pero guarda che bel restauro han fatto!".
Non crede?

Luca Santagostino

10 Giugno 2005
Alberi in piazza
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Anch'io ho avuto il [dis]piacere di dover passare una mezz'oretta sulla fiammante (termine piú che appropriato in questo caso) piazza della Chiesa un paio di settimane fa (sabato 29 di Maggio, 11.30 del mattino, in attesa dell'uscita degli sposi).
A differenza di quello che dice il caro Walter, ce n'erano parecchie di persone lamentandosi: si puó tranquillamente dire che la frase "ma chi cacchio ha disegnato sta piazza senza neanche un po' d'ombra!" era il ritornello favorito.
Mio e di altri.
Ovvio, si puó sempre dire che uno non ha mai sentito lamentele, che non c'è mai stata ombra, che non esistono piazze alberate (però io di alberi che fanno ombra nelle piazze ne ho visti parecchi, Riccardo), o che gli alberi eran malati e andavano tolti.
Tutto vero, per carità.
Ma qui il discorso è un altro, credo.
C'era la possibilità di fare un lavoro ben fatto, un progetto di rinnovazione appunto. C'erano i soldi a disposizione e l'appoggio del paese.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: son state tolte le panchine, son stati tolti gli alberi e non è stato fatto nulla per aggiungere ombra e protezione.
Credo quindi che sia stata fatta una scelta mirata e ponderata: non si voleva che la piazza della Chiesa diventasse un luogo di sosta.
Preferisco di gran lunga pensare una cosa del genere che pensare nell'inettitudine dell'amministrazione.
Sarebbe troppo penoso, credo, sapere che chi si occupa di gestire i progetti e i soldi di Binasco, non abbia pensato che la gente poteva trarre beneficio da una piazza che occupa uno spazio superiore a quella del castello e sulla quale, come giustamente Riccardo ricorda, si svolgono attività che aggregano i passanti.
Come dicevo, c'erano i soldi a disposizione e l'appoggio del paese. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.
La domanda è: si poteva creare una piazza migliore di quella che è stata fatta?
Spero che prima o poi arrivi una risposta da parte di chi di dovere.
A presto

Luca Santagostino


10 Giugno 2005
Piazza
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Avendo già espresso il mio parere di persona all'assessore Frigerio,
volevo esimermi dall'entrare nell'argomento per non passare per il
solito "spaccamaroni". Vista la polemica in corso dico la mia. Alla
presentazione del progetto, mi ero espresso in modo favorevole (anche
su queste pagine) sulla base dello scarso materiale a disposizione. La
cosa che più mi piacque (e ancora mi piace) è la spazialità generata
dall'eliminazione degli alberi che valorizza in pieno i volumi della
chiesa e che permetterà di gustarne al meglio il restauro della
facciata. È chiaro che la nuova spazialità non poteva realizzarsi senza
l'eliminazione degli alberi, di conseguenza si poneva la questione
"ombra". Come cittadino utente, invitai gli architetti a valutare la
possibilità di una riqualificazione del lato nord del castello
adiacente alla piazza per risolvere in qualche modo la questione.
Purtroppo alla presentazione non avevo colto problemi più grossi che
secondo me sono di tipo culturale/architettonico e di sicurezza e che
elenco in dettaglio:

1 • È stata completamente eliminata l'area del sagrato (in architettura
l'area di pertinenza antistante degli edifici religiosi) in genere
realizzata da un rialzamento rispetto ai piani circostanti o da una
decisa differenziazione dei materiali o altri elementi che ne
qualificano chiaramente l'identità (sulla paletteria finto "fin de
siecle" usata qui da noi preferisco stendere un velo pietoso). Questa
eliminazione, in palese contraddizione con le raccomandazioni anche
statali a mantenere nelle riqualificazioni urbane le identificazioni
dei sagrati, mostra anche qualche lacuna cultural/religiosa, infatti,
il maestro dell'architettura Bruno Zevi (ebreo/radicale/laico e quindi
non sospetto di essere di parte) nel suo "Saper vedere l'architettura",
affermava che una delle innovazioni più importanti adottate
dall'architettura cristiana per gli edifici di culto, è stata
l'adozione della pianta a croce, con l'altare principale disposto sul
fondo dell'edificio e la verticalità del percorso per l'avvicinamento
ad esso, simbolo di un ascesi dei fedeli verso lo spirito. Nel rifare
la nostra piazza, forse si è dimenticato che anche i sagrati sono parte
integrante di questo simbolico percorso di ascesi.

2 • Nella vecchia piazza il sagrato aveva un identità molto precisa,
era in leggera salita (ancora l'ascesi) rialzato e di materiale ben
differenziato rispetto alle aree circosostanti, nel nostro caso "strade
asfaltate" dedicate alla circolazione veicolare. Visto che nella nuova
piazza non è stato eliminato il traffico veicolare, si pone un serio
problema di sicurezza, in quanto, l'omogeneità totale dei piani e dei
materiali ha eliminato la percezioni delle differenti destinazioni
d'uso, col risultato che spesso si vedono persone letteralmente "in
mezzo alla strada" e lo scorrazzare dei bambini diventa difficilmente
controllabile.

3 • Altre cose discutibili sono a mio avviso la conformazione del
"vascone" di contenimento degli alberi/quinta, che visto dall'ingresso
della chiesa crea un senso di compressione e sbilanciamento della
piazza verso destra e l'eccessivo andamento a saliscendi delle quote di
livello, anche se probabilmente quest'ultimo è dovuto alla necessità di
raccordare con le canalizzazioni delle acque reflue già esistenti.

Al momento non è ancora dato di capire quale sarà il livello
dell'arredo urbano e in quale misura potrà contribuire a coprire alcune
delle pecche evidenziate (soprattutto a livello di sicurezza) certo è,
che se la qualità sarà quella della "paletteria" installata c'è poco da
stare allegri. Di positivo a mio avviso rimane la sensazione di
spazialità e la qualità dei materiali usati.
Personalmente ritengo praticabile qualche soluzione correttiva,
soprattutto per ridare identità al sagrato e sicurezza all'insieme, ma
nel complesso credo che si sia persa una grossa occasione per fare un
ottimo lavoro.
Per concludere vorrei comunque spezzare una lancia in favore degli
autori. Effettivamente non conosco quale sia stato l'iter progettuale,
ma conosco le difficoltà di far quadrare il cerchio delle esigenze di
bilancio, dei vincoli oggettivi esistenti, delle spinte e contro spinte
dei committenti e delle varie sovrintendenze più o meno illuminate
(spesso decisamente buie) e quant'altro e quanto sia facile sentirsi
criticare a cose già fatte; proprio per questo anche se risponde al
vero che a volte gli architetti disegnano cose senza pensare
all'utilizzo che si deve farne, altre volte il risultato del loro
lavoro è frutto dello forzato slalom fra i lacci e i laccioli sopra
descritti.
A tal proposito, dai tempi dell'edificazione di quella "Summa
architettonica" che è rappresentata dalla nuova chiesa di Casarile con
annesso campanile, mi è rimasta irrisolta una questione che forse
qualcuno potrà contribuire a risolvere:
trovo comprensibile che in un sistema libero gli architetti possano
proporre anche le più assurde imbecillità, ma è altrettanto
comprensibile che i committenti le approvino e le finanzino?

Saluti

Gianfranco Salvemini



9 Giugno 2005
Piazza
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Sono più di 10 anni che sono in piazza.
Mai nessuno si è lamentato.
saluti.

Gino Silvestre Vidal.(Walter Pellegrin)

8 Giugno 2005
Alberi in piazza
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Scusa Riccardo,
nessuno ha detto che prima la piazza era un'oasi d'ombra sotto la quale rifugiarsi per sfuggire alla canicola.
E' anche innegabile che i precedenti Tigli avessero diversi problemi.
Non solo erano esemplari malati ma quella tipologia di piante, in certi periodi dell'anno, "irroravano" di resina appiccicosa le zone sotto le loro fronde.

E' altrettanto innegabile però che fornissero una certa zona d'ombra sui lati del sagrato.
Non so come si svilupperanno le attuali (qualche botanico ci illumini) ma a occhio, oltre che a essere in numero inferiore, non sembrano piante "da ombra".
con perplessità

Roberto Gerli

PS
"...Più in generale non ricordo, in Italia e all'estero, piazze alberate: forse perchè altrimenti non sarebbero definite piazze...."
Giochiamo pure con le parole ma per "piazza alberata" non si intende certo un boschetto sul sagrato davanti alla chiesa.


7 Giugno 2005
Alberi in piazza
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Credo che Gianni e Carlo abbiano ricordi bucolici poco fedeli alla realtà: per come è posizionata la nostra bella piazza nelle ore del mattino gli alberi sul lato Castello non hanno mai fatto ombra sul sagrato: ve lo conferma chi per anni organizzando il Palio di San Luigi ha passato ore arroventate dal sole battente. La prima ombra arrivava nel pomeriggio, ombra che arriva ancora grazie all'imponenza del Castello. Per quanto riguarda il lato "farmacia" diamo tempo alla natura di fare il suo corso...
Più in generale non ricordo, in Italia e all'estero, piazze alberate: forse perchè altrimenti non sarebbero definite piazze....

Con simpatia

Riccardo Benvegnù

7 Giugno 2005
Architetti
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"….Spesso gli architetti disegnano una realtà che poi non vivono… e i risultati si vedono !....."

Infatti. Vedi anche nuova scuola elementare.

Roberto Gerli


6 Giugno 2005
Alberi della piazza
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Sono d'accordo con Carlo. Alle 12:15 di ieri ho avuto esattamente lo stesso pensiero che ha espresso Carlo nel suo precedente messaggio. La piazza è indubbiamente bella ma poco vivibile se c'è il sole.
Le piante che sono state tolte non saranno state autoctone ed erano indubbiamente malate ma le 3 sostitute servono a ben poco.

Spesso gli architetti disegnano una realtà che poi non vivono... e i risultati si vedono !

Giovanni Oliveri


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