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| |  | | Il Maiolica Commenta Vedi solo questo argomento
Ueh Gianfranco, va piano con "erano gli anni tra il 1950 e il 60"?
Anche un po' di più (visto che sono del '60 ma molti ricordi sono condivisibili :-).
Sull'onda di questo amarcord, ho visto ieri che purtroppo è mancato da poco un altro personaggio della vita quotidiana di qualche anno fa.
Il "MAIOLICA".
Il suo nome, Francesco Belloni, l'ho scoperto solo leggendo il suo manifesto funebre ma è probabile che anche per molti altri fosse solo "il maiolica".
Tant'è che il manifesto riportava anche questo suo appellativo popolare.
Si fermava nella via con il suo camioncino stracarico di casalinghi di tutti i generi.
Al grido/richiamo di "Maiolica" le donne uscivano di casa per convergere verso il "negozio mobile".
Una particolarità (per i nostri giorni) di questo commercio ambulante era costituita dal baratto.
Il Maiolica ritirava, ad esempio, gli stracci e in cambio dava uno dei suoi articoli (una scodella, un catino, una scopa, ….).
saluti
Roberto Gerli
| |  |  | | | |  | | Che belle cose... Commenta Vedi solo questo argomento
Rispondendo a Laura: era la Sig.ra Carla Ghizzardi in Cucchi che con cura e passione vendeva i giocattoli alla cascina del ferro; e dato che stiamo parlando di bei ricordi, il marito della Sig.ra Carla era il "Nando dla casina del ferr", prima formaggiaio e poi giardiniere, conosciuto allora come l'uomo più forte di Binasco perchè era l'unico che riusciva ad alzare (da un lato) al "burlon da sas", cioè il rullo che usava per spianare i giardini a lui affidati.
Un saluto a tutti
Paolo Negri
| |  |  | | | |  | | Nel dubbio Commenta Vedi solo questo argomento
Questo giorno d'ottobre ha iniziato
col sorriso stranito
di chi ritorna in città
da un viaggio, e gli sembra mutata,
di più misera apparenza,
le vie più strette. Possibile!
In così breve assenza! Sarà
che la stanchezza gli mette
malumore nell'animo, o che l'animo
non è desto del tutto.
Se almeno il sole sciogliesse
la foschia...Come il viso d'un fratello
che da lontano s'è riconosciuto
schiara tutta la via...
Sarebbe bello accadesse.
Nel dubbio, consideriamolo accaduto.
Fernanda Romagnoli....
sulle note...di "Piece Of My Heart"..di Janis Jopling..
bye, bye baby..
Pietro Gandini | |  |  | | | |  | | Una bacheca vuota Commenta Vedi solo questo argomento
Caro Riccardo,
nella mia mail del 31 Maggio 2007 dicevo:
........A Cristina Gallione, che spera sugli effetti taumaturgici del futuro Partito Democratico, dico che: Se da un lato non sono sicuro che in Italia il nuovo soggetto politico (per usare un eufemismo) possa acquisire grandi consensi e fare bene, dall'altro ho l'assoluta certezza che a Binasco non nascerà mai, salvo che, la componente di sinistra, non sottoscriva col sangue un impegno imperituro a fare la donna di servizio della Margherita o chi per essa. Nel qual caso saranno riammessi alla rocca con tutti gli onori.....
Preveggenza o semplice constatazione? Tengo valida la seconda ipotesi, altrimenti finisce che compro una sfera di cristallo, mi vesto da mago e faccio un sacco di quattrini speculando sulle disgrazie della gente.
Ameno di una settimana dalle primarie, nessuna indicazione di voto da parte della Margherita. La contraddizione sembrerebbe rilevante, ma se la cosa si legge in un'ottica di potere da cortile, forse tutto diventa più chiaro. Ovvero: fin tanto che esistevano due soggetti politici distinti, era possibile per la Margherita di Binasco (nonostante le alleanze di governo), stipulare alleanze amministrative con altri soggetti che non fossero i DS. Nel momento in cui i due soggetti politici si sciolgono per confluire in uno solo, non è possibile essere contemporaneamente maggioranza ed opposizione.
E poi: come dovrà essere strutturato il "nuovo" partito democratico a livello locale? Quali "nuovi" persponaggi formeranno gli apparati? Con quali criteri saranno ripartite le cariche?
Problemini non da poco per soggetti politici che fino a ieri l'altro (recenti amministrative) hanno mostrato una diversa visione del mondo e della politica amministrativa locale.
Per concludere:
era nel genoma della vecchia DC: a secondo della bisogna un salto a destra, poi uno a sinistra, poi ancora a destra, ancora a sinistra.....immancabile il ritorno al grande centro.
Bel colpo Casini! Tu l'avevi capito da tempo come sarebbe andata a finire.
Saluti
Gianfranco Salvemini
| |  |  | | | |  | | Una bacheca vuota Commenta Vedi solo questo argomento
Manca una settimana alle primarie per il Partito Democratico e la bacheca della "Margherita" è desolatamente vuota. Non un avviso, un'indicazione di voto, un invito. Vuota. Eppure la bacheca era stata tirata a lucido non più tardi di cinque mesi fa, quando forse serviva ribadire la presenza della locale Margherita: era comunque un simbolo da gettare nella mischia per attrarre qualche voto utile. Una bella targa nuova, in metallo colorato. Ed oggi? Vuota. Certo i locali esponenti non sono obbligati ad aderire al nuovo soggetto politico, ma allora perchè non metterlo nero su bianco? Un bel volantino: "DA OGGI SI PASSA TUTTI ALL'UDC, grazie a tutti e arrivederci". Macchè...Vuota.
Forse ci stanno ancora pensando su...del resto mai simbolo fu più appropriato, l'innamorato dubbioso la sfoglia....m'ama non m'ama, entro non entro, sinistra destra, mi alleo o non mi alleo, ....speriamo che i petali siano sempre dispari.
Riccardo Benvegnù
p.s.: Allego stralci della delibera del Congresso Federale della Margherita del 20/21/22 aprile 2007
La Margherita si impegna a dare vita al Partito Democratico come partito nuovo e unitario, capace di coinvolgere le espressioni migliori delle culture democratiche e riformiste fondato sulla partecipazione e sulla adesione personale e diretta dei cittadini.....
Entro l'ottobre 2007 dovrà essere eletta l'Assemblea costituente del Partito Democratico.....
All'atto di nascita del Partito Democratico verrà conclusa l'autonoma attività politica della Margherita.
| |  |  | | | |  | | Scioglilingua binaschino Commenta Vedi solo questo argomento
A Luciano che, ha chiesto chiarimenti sulla filastrocca binaschina, ho promesso di mandare uno scioglilingua binaschino:
Ti che te tache i tac
tacum i tac a mi
mi tacat i tac a ti
ti che te tachet i tac
tachiti ti i to tac
ti che te tachet i tac
va letto il più velocmente possibile, come tutti gli scioglilinuga.
Il fatto che i miei due nonni fossero i due calzolai concorrenti binaschini di fine '800 a tutto gli anni trenta è puramente casuale.
Per mia fortuna i loro i figli non si sono fatti concorrenza.
Aldo Oliveri | |  |  | | | |  | | Il carretto Commenta Vedi solo questo argomento
il carreto passava i quell'uomo gridava.."granite"...
è appropriata per il Berardo e l'Antonietta..........
anche se loro non gridavano, le granite d'estate,
le castagne arrosto (caldarroste) d'inverno, le caramelle
e qualsiasi gioco per bimbi..tutto l'anno.... vendevano.......
davanti al "Benati" di fronte alla Chiesa..........................
L'antonietta..col suo cagnolino prima, con i suoi gatti...poi,
era la vera espressione della vecchia nobiltà d'animo milanese...
la gheva al coeur in man...par tuti
bye, bye baby
Pietro Gandini | |  |  | | | |  | | Disillusioni? Commenta Vedi solo questo argomento
Belli i ricordi della nostra infanzia, erano gli anni tra il 1950 e il 60. C'erano L'Angelino e Il Berardo coi "gumon, i string, la castagnaccia e la granida". E poi il "Mili bumbune" con il banchetto dello stoccafisso e d'estate il carrettino del gelato. La Domenica c'era la mancia (max 50 lire). Se cedevi alla gola e ti fermavi dal Berardo, o dal venditore ambulante di spagnolette, eri costretto a patteggiare l'ingresso clandestino al cinema pagando in nero la maschera. Già, il cinema. Quello dell'oratorio aveva sempre il bollino verde (per tutti), Per il cine Italia il bollino era quasi sempre rosso (vietato) o al massimo giallo (per adulti). Non mancavano i Cineforum.
Prima del cinema c'erano il catechismo e la benedizione. C'erano il ping pong, il biliardino e poi c'era il pallone. Tanto tanto pallone.
Giornalini che andavano per la maggiore erano il Corrierino dei piccoli col sor Bonaventura e il Vittorioso con il Cocco Bill e i salami del mitico Jacovitti. Un must che non mancava mai era il diario Vitt e a carnevale la maschera in cartone di Zagar. Alla festa della Beata Veronica c'erano la processione, le giostre e, al campo dell'oratorio, la fiera dell'artigianato. A sera i fuochi artificiali.
Mitico e perso per sempre, il carnevale Binaschino. Il pomeriggio elezione del Re del carnevale e sfilata col carro dell'oratorio. A sera sfilata dei carri allegorici. Tanti e opera di volontari Binaschini col contributo della cooperativa dei falegnami.
C'erano, "al carelet" (specie di monopattino) autocostruito con cuscinetti a sfera recuperati dal Corradini rutamat, al "sciupet cun la melga" armato con elastici ricavati da camere d'aria comprate dal Codazza, e c'era la lippa.
C'erano il traforo e l'aereomodellismo. Sei mesi di lavoro, cinque minuti di volo e patatrack, si cominciava da capo.
D'autunno alla cooperativa rossa pigiavano l'uva e imbottavano. Era un rito.
C'erano le osterie. Vi uscivano le urla degli specialisti dello scopone e i canti degli adepti di Bacco, ma vi albergava la saggezza popolare.
D'inverno ghiacciava ancora e si poteva fare la "sghiera". D'estate Vulton beach e la Bria; acque limpide che quasi si potevano bere. Si pescavano ancora i Gobbi in quantità.
A quattordici anni quasi tutti al lavoro a Milano e molti anche a scuola di sera. Mitico il ritorno col pulman delle 22 - solo studenti
lavoratori: Molto stracchi ma altrettanto goliardi.
C'era anche tanto altro. Non erano illusioni, erano realtà, realtà povera di cose ma ricca di umanità, fantasia e socialità.
Saluti
Gianfranco Salvemini
| |  |  | | | |  | | Disillusioni? Commenta Vedi solo questo argomento
Carissimo Roberto non mi sembra vero ... è bello scoprire che ci sono ancora persone disposte a "credere in BABBO NATALE e gli ELFI" o almeno fare tesoro emotivo di quei bei ricordi. Nell'era del digitale, i pop, ap, up, mms, sms, parabole ecc. constatare che ci sono ancora persone con "i piedi per terra" forse è proprio il caso di dirlo perché in questa realtà parecchio virtuale molti di noi, spesso senza rendersi proprio conto, vivono all'interno di schemi virtuali, ebbene è bello "fare posto alla fantasia" e quel tanto che basta di semplicità mescolata ad un pizzico di ingenuità e stupore, insomma, tra un pixel, un navigatore e un data base, facciamo posto a un fiore che sboccia, nonostante il poco tempo a disposizione per sognare.
io e la mia nipotina abbiamo in comune un amico strano ... è lo Gnòmo Bartolomeo che possiede un piccolo marsupio con dentro di tutto e di più, poi è bravissimo, durante la notte, a togliere la scheggina nel ditino ...
Puerile e sorpassato ? forse ....
Mario Manzolini | |  |  | | | |  | | Che belle cose... Commenta Vedi solo questo argomento
...ma che belle cose che state ricordando e scrivendo!
raccoglietele in un libretto, io lo comprerei di sicuro!
chi era il venditore di giocattoli? io ricordo vagamente un "negozio di giocatoli" alla cascina del ferro ma mi sembra che fosse una donna a vendere, o no?
non ho mai assaggiato invece il panino con l'antipasto, mannaggia!
continuate a raccontare sul filo dei ricordi!
grazie
saluti a tutti
Laura Massoni
| |  |  | | | |  | | Ancora Miss Italia Commenta Vedi solo questo argomento
E' stata per me un'emozione bellissima vedere le mie "bambine del catechismo" diventate grandi e bellissime!
Siete belle, intelligenti e toste: vi auguro che riusciate a realizzarvi come più vi piace, professionalemnte e come donne.
Un abbraccio.
Moira (Carne)
| |  |  | | | |  | | Disillusioni Commenta Vedi solo questo argomento
caro Mario,
io disilludermi? Non c'è pericolo.
per fare un esempio…….
nonostante sia consapevole che il Berardo era semplicemente un simpatico vecchietto che si guadagnava da vivere con la sua bancarella di giocattoli, lo ricordo sempre con l'affetto di quando lo credevo un Elfo di Babbo Natale lasciato a Binasco perchè i bambini del paese potessero avere giocattoli tutto l'anno.
Roberto Gerli
| |  |  | | | |  | | Una bella tavolata lunga Commenta Vedi solo questo argomento
pienamente solidale con la proposta di Riccardo, tavolata con vetrine in bella vista senza code alla self service ma anche senza assalti stile "tempi di fame vera". Roberto non disilluderti ... il mito continua (guai se così non fosse) mi raccomando, con il pietro organizzate ... magari una bancarella "news" con prodotti storici e ... mitici.
Mario Manzolini
(forse la mia precedente Mail non è giunta - era solo una condivisione su quanto scritto da Gianfranco - Roberto - Eugenio &. C.)
| |  |  | | | |  | | Un'idea Commenta Vedi solo questo argomento
Ricky ha ragione. Quantomeno sul provare a pensare a qualcosa di diverso per...el dì dl'Ufisi.
In realtà cambiamenti alle tradizioni sono già stati fatti in passato. Anche migliorativi.
Quando ero bambino la distribuzione era ancora più caotica e da "disperati".
Veniva allestito un quadrilatero di transenne in mezzo al sagrato all'interno del quale si sistemavano gli addetti alla distribuzione.
Dopo l'arrivo del risotto si assisteva all'assalto in massa "del popolo" su tutto il perimetro del "fortino".
Per questo motivo in tutta la mia vita sono andato una sola volta a prendere il risotto.
Con gusto….sadico mi divertivo di più a stare seduto sui gradini della chiesa ad assistere alle non sempre edificanti scene del centro del sagrato.
saluti
Roberto Gerli
| |  |  | | | |  | | Un'idea Commenta Vedi solo questo argomento
Bravo Riccardo, l'idea della tavolata mi sembra molto molto buona. Se non altro eviterebbe le penose figure da assalto alla diligenza citate da Laura, cui ho assistito personalmente.
Saluti
--
Gianfranco Salvemini
| |  |  | | | |  | | Le idee e i miti Commenta Vedi solo questo argomento
Accolgo ed appoggio .....in toto.."L'IDEA" di Riccardo e, se ben accetta da altre associazioni.. o privati facinorosi, il prossimo anno sarò felice d'esser presente all'elaborazione e la realizzazione di tale Idea....con cambio "menù"..
I miti, Roberto, molte volte son più semplici di quanto uno li voglia o li concepisca...ma non per questo certi miti sono meno degni d'apprezzamento
o meno carichi di ricordi e d'affetti perduti; anche se non portano con loro
l'adeguato alone di mistero....
un abbraccio a tutt'e due....
Pietro Gandini | |  |  | | | |  | | Un'idea Commenta Vedi solo questo argomento
Senza offendere l'attaccamento alla tradizione di alcuno e con il massimo rispetto per chi opera con impegno e fatica nella realizzazione, perchè non ripensare la "tradizionale risottata" ? Al posto della triste e transennata lunga fila indiana per la distribuzione del rancio da consumarsi in piedi o, ancor più triste, a casa propria alle 6 di sera (dopo ripassata al microonde) non sarebbe più carino pensare ad una lunga tavolata, magari che corre lungo tutta via matteotti,tra le vetrine dei negozi agghindate a festa? Quanto contrasto con la bella serata del Venerdì, Binasco in vetrina. Occasione di incontro e passeggio, arricchito quest'anno da un bel concerto.
Forse sarà perchè insieme al risotto se ne va ufficialmente l'estate, ma quella coda tutto mi ricorda fuorché una festa.
Riccardo Benvegnù | |  |  | | | |  | | Commercianti Commenta Vedi solo questo argomento
...nessun fraintendimento, anche a me non sono piaciute le bancarelle dei cinesi, ma come ho detto, ho approfittato dell'aggancio per puntualizzare alcune cosine.
Ribadisco comunque che, almeno da parte mia, ogni idea è ben accetta!
ricambio il saluto e l'abbraccio
Laura Massoni
| |  |  | | | |  | | Varie ed eventuali Commenta Vedi solo questo argomento
Commercianti
Personalmente, quando parlavo di qualche associazione che si prendesse l'onere di organizzare meglio la "bancarellata" per la festa del paese, non pensavo proprio all'associazione commercianti.
Mi pare che nel suo intervento al riguardo, Gianfranco Salvemini abbia delineato le ipotesi per una altrenativa senza il coinvolgimento di organizzazioni di categoria.
L'antipasto
Nessuna ricetta segreta? Porca miseria, mi cade un mito :-)
Un dialogo che continua
Mi associo agli apprezzamenti per la sensibilità mostrata da Mario Vecchi nel rendere partecipe delle sue iniziative nell'ambito del suo impegno verso la comunità anche i frequentatori dei portici virtuali.
saluti
Roberto Gerli
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