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13 Novembre 2007
In due..in teoria molti di più
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Caro Vincenzo, certo che dovremmo essere "almeno" 288, come scrivevo in una mia precedente, ed anche ragionavo, come tu fai, che un franco confronto parte dall'attuale situazione, oltre che da un serio confronto sulle convinzioni e sul possibile futuro; fra donne e uomini "di buona volontà", ognuno con il proprio livello di motivazione. Che fare? ( come diceva quello là.....ora ridotto a turismo "postumo" e di scarso buon gusto) Forse la ricetta per riaccendere il dibattito, almeno sul sito, c'è: basta che ci rispondano o Salvemini, o Benvegnù; ..... a cui tutti fanno, da sempre, una gran fatica a NON rispondere. Sei un neo-binaschino? verifica questa regola aurea nel passato recente dei portici. E se i "citati" mostrano ulteriore benevolenza.........alla fine magari meritiamo una data utile anche noi. Con gratitudine, la bollicina.

Cristina Gallione

12 Novembre 2007
In due...spero di più
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In due?
Spero di più in realtà! Sono un “novello” binaschino e quindi poco conosco le vicissitudini locali; il Partito Democratico però può essere l’occasione per voltare pagina, senza buttare via il buono che il passato offre al futuro ma allo stesso tempo riformulare bene le basi del nuovo soggetto politico. Leggo sul forum e sui giornali locali le difficoltà presenti legate in particolar modo alla disomogeneità tra Margherita e Ds, forse bisognerebbe partire proprio da qui! Come dicevo però sono nuovo alla discussione indigena, pertanto per un attimo mi metto da parte pronto ad aggregarmi ed a contribuire nel mio piccolo a ciò che nascerà (??) e crescerà. In questo periodo lontano da elezioni non dovrebbe risultare molto complicato parlarsi in modo sereno confrontando le argomentazioni che ognuno porta anche se la situazione in consiglio comunale non agevola forse ciò

A presto

Vincenzo Pignataro



12 Novembre 2007
Antielegia
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Mio unico tema è ciò che non è più.
La mia ossessione, quanto si è perduto.
Mai più - il mio pungente ritornello.
Eppure amo questo cambio perpetuo,
questo variare istante dopo istante:
senza di lui ciò che chiamiamo vita
sarebbe pietra.

Josè Emilio Pacheco

Pietro Gandini

11 Novembre 2007
Binaschini fino ai confini
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Stufo di essere cittadino di secondo ordine (come tanti) che per sfortuna risiede fuori dalla cerchia del "Centro", vorrei capire come vengono spesi i nostri soldi riguardo la pulizia e sistemazione delle strade.
Mi muovo in moto tutti i giorni, estate ed inverno, pioggia o sole e sopratutto a Binasco, in quanto oltre ad abitarci ci lavoro; ed ogni giorno altre ad intuire cio' che gli automobilisti intendono fare come prossima mossa devo anche stare attento ogni volta che tocco il freno o sterzo il manubrio perche' a terra c'e' sempre di tutto.
Qualche giorno fa ho rischiato di finire a terra per della ghiaietta ad un incrocio, mentre ieri sera, all'incrocio tra via Ferraris e via Marconi, ho visto un ragazzino con un motorino cadere lungo disteso per lo stesso motivo e fortunatamente senza conseguenze.
Le stesse difficolta le si incontrano in bicicletta, amplificate dal cattivo stato di conservazione del manto stradale e dall'assenza di un'adeguata pista ciclabile (io per il momento dovrei mandare le bambine a scuola, non l'anziano alla casa di cura!!!!)
Faccio notare, ed invito a verificare personalmente, che al di fuori della cerchia centrale ogni oggetto pattumiera abbandonato da altrettanti incivili, rimane li fino a degradarsi naturalmente.
Un esempio?
La carcassa di un telefono all'incrocio menzionato prima, risiede ormai da 3 mesi e sta lentamente regredendo in diverse decine di pezzetti sparsi per l'incrocio; da notare che questo incrocio si trova ad una decina di metri dal deposito comunale dove parecchi addetti passano tutti i giorni, ma nessuno nota nulla.
Personalmente non ho mai visto passare un camioncino lavastrade nella zona in cui abito mentre in centro si, ma non lo paghiamo tutti questo servizio?

Paolo Pavanati

9 Novembre 2007
Enzo Biagi
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"Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie...ma tira un forte vento"

Ungaretti...Biagi

Riccardo Benvegnù

9 Novembre 2007
in due...
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Grazie Vincenzo: condivido e mi associo, soprattutto alla volontà di mettere in discussione aperta e non di semplice facciata, o revisionistica visione, i convincimenti, che ci sono e sono forti. cominciavo a sentirmi come la bollicina dell'acqua lete. che dici, ci vediamo noi 2?

Cristina Gallione

9 Novembre 2007
Enzo Biagi
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Purtroppo sono sempre i migliori che se ne vanno.
È una frase fatta, retorica, ma in questo caso ci stà. È vero sig.
Pignataro, Biagi potrebbe essere definito un archetipo di "UOMO", del
quale si stanno perdendo le tracce. Uomini con la schiena sempre
dritta, via via messi da parte in favore di uomini sempre più piccoli
senza anima, senza idee, senza palle, sempre disposti a qualsiasi
compromesso o bassezza pur di stare col potere; qualsiasi tipo di
potere, anche il potere da pollaio. Non so come finirà col nuovo PD,
può essere una buona occasione per dare una svolta di tipo etico e
morale alla politica Italiana, ma sarà necessaria molta attenzione,
perché disonesti, esperti di politichese, cacciaballe, venditori di
fumo e uomini piccoli devoti solo al dio denaro sono sempre in
agguato e pronti a saltare sul carro del vincitore.
Concludo anch'io con una frase di Bertolt Brecht che può essere anche
un invito.

"Chi non riflette non dubita mai, splendida è la sua digestione,
stupende le sue notti, egli non crede ai fatti ma soltanto a se stesso.
E tanto peggio per i fatti".

Biagi ci raccontava i fatti e ci metteva nella condizione di
riflettere; uomini piccoli piccoli hanno cercato di proibirglielo.
Non dimentichiamolo mai.

Saluti

Gianfranco Salvemini=

9 Novembre 2007
Enzo Biagi
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In questi giorni la discussione nazionale verte su vari temi, immigrazione e finanziaria, editti e buoni propositi. Io vorrei semplicemente ricordare un grande uomo che ci ha lasciato, Enzo Biagi, uomo della Resistenza ed uomo dalla schiena dritta nei confronti dei poteri forti e non. Credo sia stato un punto di riferimento fondamentale ed un esempio di valori per i giovani e per le generazioni future. Il ricordo di Biagi mi spinge anche a pensare al Partito Democratico che sta nascendo, al Partito Democratico che vorrei… almeno. Libertà, cultura, memoria storica, rispetto per le istituzioni, capacità di analisi e discussione e, perché no, la grandezza di mettere in discussione anche convincimenti sulla fede e sulla concezione laica dell’essere umano. La speranza di chi come me ha votato alle primarie del PD è quella di vedere un nuovo soggetto politico capace di non fare revisionismo storico di bassa portata ma che sappia mettere alla base delle sue proposte di indirizzo politico buona parte degli insegnamenti che Enzo Biagi ci ha lasciato
So che il forum ha carattere “locale” ma permettetemi di trarre spunto da quanto scrivo anche per iniziare a gettare le basi per una discussione su questi temi partendo proprio dall’insegnamento che ci lascia Biagi
A lui ed alla sua memoria dedico quanto segue:

Voi, che emergerete dalla marea
Nella quale noi siamo annegati
Ricordate
Quando parlate delle nostre debolezze
Anche i tempi bui
Ai quali voi siete scampati.

Abbiamo camminato, cambiando più spesso i paesi delle scarpe,
Attraverso le guerre di classe, disperati
Quando c'era solo ingiustizia e nessuna rivolta.

Eppure sappiamo:
Anche l'odio verso la bassezza
Distorce i tratti del viso.
Anche l'ira per le ingiustizie
Rende la voce rauca. Ah, noi
Che volevamo preparare il terreno per la gentilezza
Noi non potevamo essere gentili.

Ma voi, quando sarà venuto il momento
In cui l'uomo sarà amico dell'uomo
Ricordate noi
Con indulgenza.

Da “Un discorso sugli Alberi” di Bertolt Brecht

Grazie Enzo

Vincenzo Pignataro









7 Novembre 2007
Società Cooperativa Sociale Sette
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Il Consiglio di Amministrazione della Società Cooperativa Sociale Sette Onlus ringrazia tutti i contribuenti che hanno destinato il 5 per mille a suo favore.

In particolare i contribuenti che hanno destinato il 5 per mille sono stati 226 per un importo totale di Euro 6.978,26, come risulta dal tabulato dell’Agenzia delle Entrate consultabile via internet.

Questo riconoscimento da parte dei contribuenti non può che essere uno stimolo al lavoro che questo Consiglio di Amministrazione, tutti i soci, i volontari e i dipendenti svolgono a favore dei più deboli e bisognosi di cure ed assistenza.

Ci adopreremo per dare, tramite questa rubrica e tramite Radio Hinterland Binasco, quelle informazioni che possono dare l’entità del lavoro che viene svolto.

A tutti un particolare e sentito grazie

Il Consiglio di Amministrazione

Aldo Oliveri


6 Novembre 2007
4 novembre
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testimonianza, impegno sociale e saggezza ...
leggo con piacere quanto Daniela e Franco hanno scritto, l'intervento di un "vecchio Sindaco di Binasco" nella giornata dedicata a chi davvero ha dato la vita per la libertà, è stata una "lezione di vita" o meglio, una proposta di analisi della nostra quotidianità ... purtroppo io non c'ero ma Daniela e Franco mi hanno dato la possibilità di aver partecipato almeno virtualmente ... grazie a voi e grazie soprattutto all'Ingegner Erminio al quale chiedo di essere sempre più presente ed attivo tra noi ... la saggezza e il senso di giustizia non si comprano al mercato ... sono valori conquistati nelle cose di tutti i giorni che piano piano si radicano nell'animo per poi germogliare e spandere i pollini spetta a tutti noi farceli nostri e, insieme, camminare ... basta davvero pensare quante persone hanno dato la vita per la pace, la giustizia, la democrazia, la dignità dell'uomo oltretutto qualcuno si è fatto mettere in croce anche per questi valori.... dopo una semplice riflessione su questo che non si può far finta di niente.

(fuori tema)
Grazie a tutti coloro che hanno portato le caramelle e il denaro per comperarle ... molti bimbi indiani vi regaleranno sorrisi e, dopo aver scartato la caramella se la ciucceranno un pochino per poi rimetterla nella carta ... così dura di più .......

Mario Manzolini

5 Novembre 2007
4 novembre
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Concordo con Gianfranco. Sono forse un po’ troppo giovane per ricordarmi l’ingegner Astori come sindaco, e forse proprio per questo mi ha piacevolmente stupito il suo intervento: profondo, pieno di contenuti, di spunti di riflessioni, lucido, critico ma allo stesso tempo pieno di speranza. Penso che al nostro dibattito manchino persone del suo spessore…

Daniela Fabbri


4 Novembre 2007
4 novembre
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Come ogni anno vado in piazza ad assistere alla commemorazione e sinceramente mi aspetto le solite cose: Corteo, banda, deposizione di fiori al monumento dei caduti, discorsi a volte un po' retorici delle autorità ecc. Anche quest'anno mi aspettavo questo, ma quando ha preso la parola l'Ing. Astori, ex sindaco Democristiano di Binasco, sono stato colto da entusiasmo. Partendo da un'ipotetica domanda dei caduti agli attuali cittadini italiani:
"Abbiamo combattuto e siamo caduti per darvi indipendenza e libertà. Voi cosa ne avete fatto?"
Astori ha fatto una lucida e disarmante analisi di alto profilo sulla società italiana, mettendo l'accento sulle storture della politica, sul fenomeno della criminalità diventata sistema, sulle troppe morti sul lavoro, sulla mancanza di prospettive per i giovani e sulla libertà senza regole. Un particolare richiamo ha dedicato alla società guidata da uomini piccoli, del quale un passaggio molto significativo: "Quando un uomo piccolo genera un' ombra lunga, significa che siamo al tramonto".
Il suo auspicio, che penso sia l'auspicio di molti, è che sia lasciato spazio e date opportunità alle giovani generazioni, perché esse sono l'alba di un giorno ancora tutto da vivere e da scoprire.
Caro Ing. Astori, l'ho conosciuta come il miglior sindaco di questo paese ed oggi le sue parole mi hanno commosso. Credo anch'io che sia giusto che i vecchi si facciano da parte, per lasciare spazio ai giovani, tuttavia credo che uomini come lei in pensione non debbano andarci mai. Lei alla comunità e alla politica di Binasco potrebbe dare ancora molto, sia in termini di operatività politica, che in termini di moralità e socialità. Credo che ci si sono parecchie possibilità, non è necessario entrare in una lista o far parte di un partito. Basterebbero la propria testimonianza storica, un costante rapporto con le giovani generazioni o più semplicemente rendere pubblico il proprio pensiero su ciò che ci circonda.
Le pagine di questa rubrica possono essere una buona occasione.


Con profondissima stima


Gianfranco Salvemini






4 Novembre 2007
4 novembre
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Uomo .....

In agguato
in queste budella
di macerie
ore e ore
ho strascicato
la mia carcassa
usata dal fango
come una suola
o come un seme
di spinalba...

Soldato
uomo di pena
ti basta un'illusione
per farti coraggio
Un riflettore
di là
mette un mare
nella nebbia..

Pietro Gandini

4 Novembre 2007
4 novembre
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(valloncello dell'albero isolato il 27 agosto 1916)

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro

Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto

Ma nel cuore
nessuna croce manca

E' il mio cuore
il paese più straziato..

Giuseppe Ungaretti....presente!
il 4 Novembre


Pietro Gandini

3 Novembre 2007
Dopo 15 giorni di riflessione...
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Il dibattito ed i temi di dibattito fuggono via veloci.... dopo appena 15 giorni di "preallarme primarie del PD", con annessi proclami, precisazioni, distinguo, inviti ecc... ed altri 15 giorni di entusiasmi, critiche, perplessità, dichiarazioni su storie e pedigree, solleciti e forse qualche strumentalizzazione di uomini e fatti , diverse valutazioni del voto e dei suoi numeri.... ecco il silenzio. Silenzio che dovremmo rompere, che io sento la responsabilità di rompere, visto che, per parafrasare Pietro Rognoni, "sento comunque quell'entusiasmo per il progetto" di un nuovo partito forte di passato e di passati ( su cui ho già scritto delle congruenze e delle essenze democratiche, ugualitarie, sociali e costituzionali) e ancor più forte di futuro. Allora proviamo a riparlarne... all'indomani della Assemblea Costituente ed alle soglie della assemblea regionale. A scriverne qui, certo, perché è un buon luogo di dialogo, ma soprattutto faccia a faccia con le 288 persone che a Binasco un po' ci credono, se hanno deciso di spendere un quarto d'ora della loro vita e un euro dei loro risparmi ( qualcuno molto di più) per fare da levatrici al nuovo; forse vogliono anche costruirlo mattone su mattone, anche nel loro paese.
Un invito a tutti, ma soprattutto a quelli più avvezzi a organizzare luoghi di discussione e di confronto: fissiamo una data e vediamoci, invitiamo chi ritiene a parlarne, qui a Binasco. Anche portando dubbi, perplessità, preoccupazioni... al confronto con i forse facili entusiasmi. Io sono a disposizione.

Cristina Gallione

3 Novembre 2007
Attaccati
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Siamo attaccati in casa nostra da diversi popoli,che si sono insediati nei luoghi peggiori.
Ci attaccano con azioni deprimenti.
Siamo impotenti davanti all'ennesimo stupro con conseguente Morte di una Donna.
Ma chi cavolo li ha fatti entrare questi?
Umiliati,in casa nostra.
Non siamo padroni delle nostre città,delle nostre case,delle nostre strade.
Non bastano i nostri delinquenti.
No,siamo tolleranti,allora importiamo la delinquenza.
Perchè noi siamo furbi.
Davanti a questa ennesima forma di barbaria,mi sento sempre meno di amare la mia nazione.
Tabula rasa.
Saluti.
Walter Pellegrin

1 Novembre 2007
La sindrome cinese
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Giovedì 1 Novembre 2007, notizia TV.

"Pechino proibisce l'ostentazione pubblica di segni religiosi da parte degli atleti prima e durante le manifestazione sportive"

La Cina.
La Cina del comunismo.
La Cina del post comunismo capitalista.
la Cina del grande boom economico senza etica, ne regole, ne morale, ne diritti sindacali, ne rispetto per l'ambiente.
La Cina mecca dello sfruttamento capitalista occidentale a buon mercato.
La Cina della conquista dello spazio e dei futuri viaggi lunari.
La Cina grande potenza militare.
La Cina che si avvia ad essere onnipotente.

Questa Cina ha un'unica paura:

Il segno di croce.

Il comunismo è morto, il capitalismo è in agonia, la solidarietà tra i popoli ha i giorni contati e la politica è in rianimazione.
Una sola cosa gode di buona salute e non morirà mai:

L'imbecillità.

Saluti

Gianfranco Salvemini







31 Ottobre 2007
Gli amici
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Non è il ricordo degli amici uccisi
che mi strazia le viscere.
E' il pianto per le migliaia di sconosciuti
che lasciarono gli occhi spenti
nei becchi degli uccelli,
che stringono nelle mani gelate
una manciata di bossoli e di spini.
I passanti sconosciuti
che non ci parlarono mai
con cui solo per poco ci guardammo
quando ci fecero accendere la sigaretta
nella strada serale.
Le migliaia di amici sconosciuti
che diedero la vita
per me.

Titos Patrikios....

dedicato...
alla generazione dei miei nonni e
dei miei padri.....

Pietro Gandini

30 Ottobre 2007
Le grazie del quotidiano
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Vedere, d'inverno,
alzarsi da un bosco una colonna di fumo
come se uno spirito
facesse a un altro un segno.
Non poter contare i gabbiani
sul campo di nebbia dissodato,
pensare al cammino dell'acqua,
al tempo delle pietre -
Entrare col gelo tra le ciglia
in una stanza dove arde il fuoco,
scaldarsi le mani sulla teiera,
dare ascolto al cuore
fuori di sè
per null'altro che la vita
così breve,
che ci ricorda che
prima che fosse tardi
abbiamo visto le stelle
.........
rabbrividendo di notte
accanto alla stufa spenta
mentre il vento
batteva alla finestra
e in un cielo
come di ghiaccio chiaro
agli alberi cresceva
una corona di neve.

Erika Burkart
----------
Pietro Gandini


30 Ottobre 2007
Don Mansueto di stimolo al dibattito
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Carissimo Don Mansueto,

di tanto in tanto lei appare, nei momenti più giusti, e ci regala consigli ispirati dei quali dovremmo tutti far tesoro, ma poi noi cerchiamo negli eventi della vita, tutte le scuse per giustificarci e non tenere conto dei buoni consigli. Mi raccomando, lei non si stanchi di dare consigli; siamo un po’ duri di cuore, ma prima o poi…………………..

Colgo da quanto da lei scritto una frase che riporto:

“Quando uno è convinto che sta facendo la cosa giusta deve farla mettendo in conto anche le critiche delle quali fa tesoro se le ritiene opportune.”

Proprio ieri alla televisione hanno rifatto il film “il ponte sul fiume Kwai” (quello della musichetta che ai nostri tempi giovanili andava per la maggiore) nel quale il Maggiore dell’Esercito Inglese, convinto di fare la cosa giusta, costruisce il ponte per i giapponesi, (ma soprattutto per soddisfare il proprio orgoglio di inglese), e si accorge solo alla fine di avere sbagliato tutto e dice “Mio Dio ……. Cosa ho fatto !”, e provoca la morte dei suoi compatrioti.

Siamo noi tutti un po’ così?

Io credo che prima di fare le cose, soprattutto se si gestisce la Cosa Pubblica, bisogna confrontarsi al di là delle nostre convinzioni che, proprio perché convinzioni, ci irrigidiscono nelle nostre decisioni. E questo dovrebbe divenire un nostro metodo di vita, nel costruire, nel gestire, nel criticare.

E’ un argomento sul quale si possono sentire le varie opinioni, che lei, con la sua mail ha stuzzicato, e sul quale sicuramente ha ancora molte cose da dire e da dirci.

Contraccambio di cuore gli auguri e spero in un arrivederci a presto.

Aldo Oliveri




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