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24 Aprile 2009
manifestazione nazionale a milano
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domani, in occasione delle celebrazioni del 25 aprile per ricordare la la liberazione dal fascismo, si terrà a milano la manifestazione nazionale dell'anpi, l'associazione nazionale dei partigiani.
il programma prevede alle ore 14,30 concentramento a porta venezia, quindi in corteo sino a piazza del duomo. ore 16,30 comizio conclusivo.
i programmi delle altre iniziative dell'anpi in lombardia si trovano sul sito www.anpi.it

luigi colombo - l.colombo58@alice.it - 24-4-09

p.s. a binasco nessuna commemorazione? è sufficiente la riconciliazione coi fascisti? è previsto un rifresco coi reduci repubblichini e coi nipotini di forza nuova?
luigi colombo
24 Aprile 2009
non era il 30 ma l'altro
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a scanso di equivici (sempre in agguato qui), vale la pena precisare che il lanciatore di secchiate d'acqua sui giovanotti chiacchieranti davanti al bar NON era il "30cavei" ma il suo predecessore, quello che aveva ceduto l'attività al "30".

luigi colombo
luigi colombo
24 Aprile 2009
solo questione di... risposta
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la morale è ben chiara, basta saper leggere: finchè il bar era il suo e i giovani (più o meno schiamazzanti) gli producevano ricchezza andava bene tutto e non davano fastidio.
ha cambiato atteggiamento quando vendette il bar, non ricevendo più soldi dagli stessi giovani che affollavano il suo (ex-suo) bar, diventati da un giorno all'altro solo un fastidio.

luigi colombo - l.colombo58@alice.it - 24-4-09
luigi colombo
24 Aprile 2009
solo questione di Kebab - domanda
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Caro Colombo.... alla storiella del "30 cavei" manca la morale.
Era quindi giusto così ?
Lo sgrassatore
24 Aprile 2009
Kebab
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Imparan l'educasciun
An s'è mia barlafus

VIVA la polènta taragna e cudeghi
Abass el cuscus e kebab
Ettore Fumagalli
24 Aprile 2009
Solo questione di sonno?
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caro sgrassatore.....supponiamo che tu abbia un ristorante ben avviato, e che un arabo qualsiasi abbia la pessima idea di aprire a venti metri da te una Kebaberia, "un buco" che però va alla grande, incontra il gusto di tanti e fa perdere un po' di clienti al tuo prestigioso esercizio; vuoi perché tu costi parecchio, vuoi perché, tra la galassia umana che mangia il kebab, alcuni non sono il massimo e urtano il delicato senso estetico dei tuoi clienti. Tu come ti comporteresti?
Ma per cortesia..... all'esterno di molti ristoranti si formano croccoli (spesso per fumare) che disturbano l'italico sonno, ma a nessuno è venuto in mente di fare una legge per chiudere i ristoranti. Una legge che tutela la quiete pubblica esiste già. Al massimo sarebbe stato comprensibile un divieto di consumare kebab, pizzotti e quant'altro in ore notturne. Ma allora anche di fumare, bere birra, parlare di calcio, lumacare con la morosa ecc.ecc.ecc.
Vedo già la prossima mossa: In tutti gli esercizi commerciali sarà obbligatorio un cartello con la scritta:
"in questo esercizio si vende e si consuma. Non si parla di politica ne di alta strategia"

Qualcuno ci aveva già pensato più di mezzo secolo fa ed è finita proprio male.

Resistere!!!!


Gras de rost
24 Aprile 2009
Kebab e cuscus
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An s'è mia barlafus.

Viva la polènta taragna e codeghì!
Abass el cuscus e kebab !
Ettore Fumagalli
24 Aprile 2009
solo questione di kebab
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tutti i mangiatori di kebab a schiamazzare sino all'1 di notte sotto le finestre di onesti lavoratori che il giorno dopo si alzano per andare a lavorare.
che scandalo, che intollerabile situazione!

sarà per questo che i paesi dei dintorni ormai la sera sono deserti, con rarissimi bar o gelaterie (o negozi di kebab) aperti?
sarà per questo che ormai anche i paesi della zona alla sera sono dei quartieri dormitorio?

i ricordi violano al bar del "30 cavei", quando da ragazzi ci si fermava a chiacchierare davanti al bar, dopo la chiusura, e immancabilmente si alzava la tapparella del primo piano e appariva il viso trucido che urlava (più di quanto urlassimo noi) di andare via, che avrebbe chiamato i carabinieri (e qualche volta lo ha fatto) o addirittura buttava giù secchiate d'acqua. peccato che non abbia mai risolto nulla, la sera dopo si era di nuovo davanti la medesima serranda a chiacchierare.
e comunque avweva anche la memoria corta, perchè le stesse persone che lo infastidivano se parlavano sotto la finestra erano le stesse che lui serviva e gli avevano fatto guadagnare soldi prima che vendesse quel bar.

luigi colombo - l.colomb58@alice.it - 24-4-09
luigi colombo
24 Aprile 2009
Binasco e il 25 aprile
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...per questo binasco ha avuto ancora tanti fascisti in giro dipo il 25 aprile, a differenza di altri paesi.

un giorno si doveva difendere la propria vita e quella degli altri da un manipolo di criminali esaltati e il giorno dopo ci si riconcilia, si perdona cristianamente e si va tutti insieme all'osteria a bere fraternamente insieme?
visione personale molto personale della storia.
fortunatamente non è andata così ovunque e un minimo di giustizia è stata ristabilita nei mesi successivi al 25 aprile, la "volante rossa" insegna.
è la solita vecchia tiriterra: uno può fare il fetente tutta la vita, commettere i delitti più atroci, poi 2 secondi prima di morire si pente e tutto finisce a tarallucci e vino: non si chiama opportunismo questo atteggiamento?

come raccontavano anche alcuni anziani binaschini, in uno dei paesi contigui a binasco l'ufficiale che comandava la guarnigione "...fu dato in mano alle donne del paese, quelle a cui aveva trucidato figli e mariti, che lo giustiziarono a suon di zoccoli sulla testa". non sarà stato molto cristiano, non avrà resuscitato le vittime che aveva causato ma chiedetelo a quelle donne se a loro interessava molto del cristiano perdono e della riconciliazione.
la riconciliazione con le sue vittime forse sarà avvenuta all'inferno, ma quella è una vicenda privata fra anime.

luigi colombo - l.colomb58@alice.it - 24-4-09

p.s. quando qualcuno proporra la riconciliazione e il perdono cristiano fra le vittime di mafia/camorra e totò riina, giovanni brusca, francesco sandokan schiavone e il resto del clan dei casalesi? dopo tutto anche loro meritano il perdono. o no?
luigi colombo
24 Aprile 2009
solo questione di Kebab ?
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Caro Gras de rost.... forse c'hai ragione ma forse forse no.
Supponiamo che sopra il punto vendita del Kebab (o della pizza al trancio) ci abitassi tu !!!
Avresti scritto la stessa cosa ?
Anche nei paesi piccoli qualcuno lamenta lo stesso problema (in particolare in estate).
La libertà di mangiare il panozzo all'aperto non deve ledere il diritto di qualcun'altro a dormire la notte..... se i consumatori fossero responsabili e non urlassero alla 1 di notte mangiando in strada non ci sarebbe alcun problema, ma dove non arriva il buonsenso la legge deve porre tutela.... o no ?
Lo sgrassatore
24 Aprile 2009
Viva la liberta...
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Non potendo fare una legge apposita e discriminante nei confronti di un genere alimentare, sembrerebbe che i genialoidi leghisti legislatori in lombardia per vietare il consumo del foresto kebab fuori dai locali abbiano incluso nel divieto anche italici tranci di pizza, panini e gelati... In effetti ricordando i vecchi slogan della compagine di governo si parlava di "Casa" delle Libertà....in "strada" evidentemente è tutta un'altra musica.
Immaginatevi le forze dell'ordine in azione a caricare la folla di golosi davanti al re dei pazerotti Luini a due passi dal Duomo.....



Riccardo Benvegnù
23 Aprile 2009
Divieto di kebab....
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Sembra che a Milano sarà proibito consumare il kebab al di fuori dei punti vendita. I vigili dovranno far rispettare l'ordinanza. Insomma proibito fare spuntini per strada. Motivo? Divieto di creare assembramenti all'esterno dei locali. Perlomeno questa è la versione ufficiale. Difficile non pensare ad uno scontro di interessi fra il commercio tradizionale e l'emergente commercio etnico.
Nella patria delle libertà, del popolo delle libertà, della sinistra delle libertà, del libero sesso e del libero pensiero, sarà proibito fare uno spuntino per strada.
Il 25 Aprile andrò a Milano, comprerò quattro panini col kebab e mi ingozzerò sul sagrato del Duomo, sicuro di avere la solidarietà del cardinale Tettamanzi, dei commercianti arabi e di tutte le persone di buon senso.
Anche questo può essere un modo per fare resistenza.

Viva l'Italia!



Gras de rost
23 Aprile 2009
Binasco e il 25 aprile 1945
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Leggendo su questo sito in “articoli” “storia” “ricordi di Mons. Domenico Senna” si ha la possibilità di conoscere quale fu la lotta partigiana a Binasco, e credo che tutti i binaschini vecchi e nuovi debbano essere interessati, per questo rivolgo questo invito in questi giorni.
Mons. Senna fu invitato a raccontare la storia della resistenza binaschina dall’allora Sindaco Mauro Della Lunga, socialista,a capo di una Giunta social comunista.
Presidente del Comitato Nazionale di Liberazione (CNL) a Binasco era il Cattolico Giuseppe Attilio Gatti, padre di undici figli, che mai dubitò della sua missione di partigiano e mai rinunciò al rischio che era quotidiano. Binasco, al Presidente del CNL non ha mai dedicato una Via, e colgo questa occasione per formulare questa proposta.
Voglio sottolineare la parte finale del discorso di Mons. Senna il quale chiarisce che il CNL tentò in ogni modo di salvare la vita del tenente fascista che comandava la legione di Binasco, ma l’impresa non riuscì ed il CNL ne fu molto rammaricato.
Aggiungo che tutti i membri binaschini del CNL si adoperarono per salvare la vita di tutti i fascisti, nello stesso modo in cui si impegnarono a salvare la vita dei binaschini e dei partigiani, mettendo a rischio la propria, alla luce e praticando l’invito del Vangelo “non uccidere”. A Binasco la lotta partigiana fu gestita dai Cattolici e per questo, mai pensando alla vendetta, hanno fatto si che la riconciliazione iniziasse proprio il 25 aprile 1945; per questo Binasco ha una grande storia, per questo Binasco è un grande Paese; per questo i Cattolici sono la Storia di Binasco.


Aldo Oliveri
23 Aprile 2009
cefalonia
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e a proposito delle farneticazioni sulla resistenza qualcuno ha citato anche cefalonia, una delle pagine più discusse e meno chiarite della storia.
vale la pena di ricordare che su cefalonia e sulnumero di morti ancora oggi non c'è chiarezza: "...cefalonia, un eccidio che non vi fu nell'apocalittica dimensione dei 9.000 morti tramandata da decenni, sulla quale esso, con enfasi quanto mai retorica, si basa. I morti 'per mano tedesca' a Cefalonia furono circa 1700, di cui oltre la metà caddero in combattimento e, quindi, non possono essere considerati vittime del preteso eccidio. Il resto - meno della metà - furono fucilati per rappresaglia dai tedeschi: è più che logico ritenere che solo costoro, ovviamente, possono considerarsi vittime dell'eccidio" come si lgge sull cart dello storico Filippini fglio di una delle vittime che continua "i morti affogati in mare per l'affondamento delle navi che li trasportavano in continente, ma essi furono 'solo' 1.300 circa e non 3.000 come si ripete da sempre. Un altro migliaio morì nei campi di concentramento e, quindi, pur piangendone la morte, non possono essere annoverarli tra i Caduti di Cefalonia. Dunque, davvero, quello di Cefalonia è in un "mito inesistente, costruito su montagne di morti aumentati ad arte, mentre il loro esatto ammontare non superò, tra morti in combattimento, per fucilazione, in mare o in prigionia il numero di 3.800. Davvero ci furono tante morti "mai avvenute", che oscurano il sacrificio di pochi martiri?
".




luigi colombo
23 Aprile 2009
pggiore e migliore
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"il peggiore dei partigiani combatteva per la libertà di questo paese; il migliore dei fascisti combatteva per levare agli italiani quella libertà".

italo calvino

p.s. a proposito di farneticazioni, oggi sono gratis a quanto si legge sull'ondata di interventi: non è una novità che il giorno dopo la liberazione tutti erano partigiani, tutti avevano fatto a modo loro la resistenza.

luigi colombo
luigi colombo
23 Aprile 2009
...riconciliazione...
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...resto dell'idea che con odio e rancore non si vada da nessuna parte.

Berlusconi è salito al potere proprio facendo leva su odio, rancore e paura, agitando lo spauracchio del comunismo di fronte ad ogni critica e tentativo di opposizione. E dall'altra parte non si è fatto altro che dargli man forte sventolando bandiere rosse, immagini di Mao e Stalin e criminali nostalgie antifasciste degli anni settanta. Il risultato è che adesso ci troviamo Berlusconi al governo, assieme ai prodotti della più grande operazione di riciclaggio mai avvenuta, che riesce a far convivere Mastella con Fini, Alemanno con Bondi e La Russa con la Carfagna (mi sa che gli piacerebbe a La Russa...).
Fino a che non si supererà l'odio ideologico, fino a che non si chiuderanno, senza dimenticare o cancellare, le ferite aperte da quella che fu una guerra civile (di civile aveva ben poco a dire il vero, come tutte le guerre) e non si riuscirà ad unire le forze sane e propositive di questo paese in un'unico sforzo di civiltà, non sarà possibile liberarci da opportunisti e disonesti che guidano il paese nel nome del proprio tornaconto e dell'interesse personale.
Ogni occasione è buona, anche il 25 aprile... secondo me

Cordialmente
Marco Cattalini
23 Aprile 2009
Alla faccia......
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"...non facciamo confusione: la festa della repubblica è il 2 giugno..."

in risposta a

"...una giornata che è considerata festa nazionale per la Repubblica Italiana..."
e
"...25 aprile dovrebbe essere una festività della Repubblica Italiana..."

alla faccia del "non facciamo confusione"
(il resto dell'intervento sono farneticazioni)


Roberto Gerli
23 Aprile 2009
e se il dramma ...
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Grazie Roberto per avere ed avermi ricordato chi ha fatto "la resistenza" anche se obbligato a lavorare in Germania come l'amico Ferruccio con il quale mi trovavo spesso nel mio piccolo e modesto studio per parlare di tante cose, compreso le "sue avventure" di "schiavo del regime" in Germania e, pensate, anche il mio papà, "lavoratore forzato" ad Aratenov a fare le ali degli stukas; io credo che la resistenza l'abbiano fatta in molti ... compreso la mia mamma che, lavorando in un bar, portava a casa lo scarto del caffè fatto con la macchina che, invece di buttarlo lo metteva in un sacchetto e lo portave a casa per "ribollirlo"...
Mario
Mario Manzolini
23 Aprile 2009
E se.....il dramma
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Concorto in toto con gli ultimi due interventi di Marco Cattalini.

Vorrei solo aggiungere altri partecipanti alla resistenza antifascista e antinazista spesso dimenticati da chi ha una visione limitata al guerrigliero col fazzoletto rosso al collo.

- I reparti del regio esercito che spesso con decisioni collettive provenienti dai ranghi inferiori opposero resistenza ai reparti tedeschi. Per esempio la divisione Aqui a Cefalonia o i reparti che si prodigarono nella difesa di Roma.

- I gruppi da combattimento che con gli alleati risalivano la penisola (i gruppi Cremona, Friuli, Folgore, Legnano, Mantova, Piceno).

- Una estremanente meno "evidente" ma non meno nobile resistenza:
Quella degli internati in Germania che rifiutarono di aderire alla Repubblica Sociale e di conseguenza rimasero a patire le terribili condizioni dei campi di concentramento.

Roberto Gerli
23 Aprile 2009
Scippo
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La ricorrenza del 25 Aprile deve essere riservata ai partigiani....ROSSI!!!!! È ora di finirla con le falsificazioni storiche! Tutti i partigiani furono uguali nella lotta di liberazione, ma....i partigiani rossi furono più uguali degli altri!!!!! Solo loro hanno liberato l'Italia!!!!! Cavaliere, fora di bal!
Noi "sinistra delle libertà" (ormai la parola libertà va via a vagonate) non permetteremo appropriazioni indebite!!!!!

Da "La blasfema Commedia" - Inferno - canto III°

"Lasciate ogne speranza voi ch'entrate"
Queste parole di colore scuro
vid'io scritte al sommo d'una porta....

....Quand'ecco verso noi venir per nave
un vecchio, bianco per antico pelo,
gridando (ad Occhetto, Fassino, Veltroni e compagnia cantando) Guai a voi, anime prave!
Non isperate mai veder lo cielo:
i' vengo per menarvi all'altra riva
ne le tenebre etterne, in caldo e 'n gelo....

Che botta di cultura!


Laura P.
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