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18 Marzo 2001
Strade a Luci Rosse
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Gentilissimi concittadini,

Mi riferisco ai molteplici messaggi inerenti strade a "luci rosse" (nel senso di colore dell'illuminazione) e strade senza luce, una volta magari ci si poteva anche sentire sicuri in tali strade ma oggi non è più così. Le cronache sono zeppe di notizie riguardanti episodi di criminalità dove sono sempre i soggetti più deboli ed esposti della società a subirne le conseguenze tanto è vero le ultime notizie parlano di finti "assistenti sociali" che pedinano i pensionati che hanno appena riscosso la pensione raggirandoli ed estorcendoli, spesso con la violenza oltre che con l'inganno, i pochi risparmi.
Purtroppo le strade a luci rosse vere e proprie a Binasco ci sono e come, il rifermento è al noto "mercato della prostituzione" che si trova lungo la statale dei Giovi proprio nei pressi del Cimitero cittadino, una cosa oscena non solo per il discorso prostituzione tanto per la locazione di tale attività.
Non voglio aprire una polemica sulla prostituzione, su chi offre "merce, chi la gestisce o chi l'acquista" se mi concedete di semplificare in puri termini commerciali la questione, ma sul luogo in cui si svolgono i fatti.
Fermo restando l'indignazione per la profanazione di un luogo di riposo per i nostri cari mi domando e dico: come fa uno a caricare una prostituta (potrei capirlo) ed appartarsi nei pressi del cimitero per fare quello per cui paga? Questo sinceramente non lo capisco!!!! Non gli scappa la voglia di fare certe cose in quel posto sia per rispetto di chi lì riposa sia per una questione puramente di ambiente, evito di aggiungere battute a tema.
Già il fatto che presso la stazione di servizio Agip agiscano altre professioniste non è bello, ma qualcuno mi ricordava che una volta c'erano le stazioni di ristoro lungo certi tragitti dove oltre a mangiare e dormire trovavi pure la compagnia....ora non so se l'Agip ha lanciato un nuovo tipo di servizio mi chiedo come sarà l'eventuale campagna pubblicitaria.....
Saluti a tutti
Giovanni Ordanini


18 Marzo 2001
In risposta ad una provocazione!
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Caro Andrea,
citando le tue stesse parole:
"Inizio questa lettera chiedendo scusa", non so ancora bene di cosa io debba chiedere scusa!?
Forse del fatto che fumo da 11 anni?
O forse del fatto che molti ragazzi di 13 anni fumano?
Beh non mi sembra che ci sia molto da scandalizzarsi!
Soprattutto se si pensa che il fumo, ormai, lo si trova anche nelle nostre care e molto istruttive scuole!
E su quanto siano istruttive le scuole italiane, stendiamo un velo pietoso!
Pensiamo piuttosto a come è possibile che un genitore non si accorga che suo figlio fuma!?
Sul discorso del fumo si è sempre fatta molta retorica ma non si è mai cercato di fare veramente qualcosa!
Chi si trova a dover affrontare il problema che un figlio od un fratello abbia cominciato a fumare, solitamente colpevolizza la compagnia o gli ambienti che quest'ultimo frequenta!
Ed ancora una volta, scarichiamo il fardello che pesa sulla nostra coscienza, sulle spalle degli altri!!!
La colpa, se colpa la si vuol chiamare, è sempre degli altri, i nostri sono solo meriti!? VERO?
Ma ora passiamo oltre!
Ho letto e riletto la tua lettera caro Andrea; e sinceramente penso che tu non sia stato in grado di vedere oltre l'apparenza! Dimmi! Non riesci a notare che metti sullo stesso piano le discoteche ed i pub, luoghi che per eccellenza non sono adatti alla socializzazione dei giovani, in quanto luoghi ove i ragazzi si recano in piccole compagnie e vi restano isolati pur essendo in compagnia. Paragoni questo genere di luoghi con un ambiente, si fumoso, ma ben lungi dal non essere luogo di aggregazione, confronto, crescita e socializzazione!
Sul fatto che alcuni ragazzi, abbiano forse fumato la loro prima sigaretta al centro civico, è molto improbabile! Ma anche se fosse capitato, e ribadisco che è molto improbabile, di sicuro questi ragazzi, ne sono stati costretti, ne incoraggiati e nemmeno condizionati al farlo! Posso affermarlo con certezza, visto che io stesso sono stato attivo promotore dell'iniziativa alle sue origini, vi ho collaborato anche in prima persona come obiettore, fino a che sono restato in servizio presso il vostro Comune.
Per ciò che concerne il fatto che all'interno dell'oratorio non si possa più fumare, ne sono molto felice! anche se dal canto mio sono convinto che l'impedirlo con divieti e imposizioni , sia poco istruttivo e per giunta poco efficace!
Per quanto riguarda il fatto che gli educatori, si intrattengano oltre l'orario di chiusura del centro civico per andare a bere o mangiare qualcosa, SONO SOLO AFFARI LORO!!!! e non debbono subire critiche su comportamenti e/o azioni che sono solo di carattere strettamente personale e non confacenti a critiche o discussioni pubbliche; in quanto questi ragazzi debbono rispondere delle loro azioni solo a se stessi ed al massimo ai loro genitori, se minorenni! Di certo non debbono rispondere alla comunità su ciò che fanno al di fuori del centro civico e nel loro tempo libero! Oltretutto, visto che i loro genitori non mi pare abbiano mai sollevato obiezioni sul fatto facciano tardi, non vedo perché lo debba fare tu!!!
FORSE UNO DI QUEI RAGAZZI CHE SI FERMANO OLTRE L'ORARIO E' TUO FIGLIO?!
CHE IO SAPPIA NO!!!!
Ora ti saluto mentre mi fumo una buonissima Marlboro Light!
Scusa per la battuta finale!


Besana Norberto


15 Marzo 2001
Tanto per chiarire
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Nella risposta a Giacomo (se sono stato offensivo nella prima lettera gli chiedo scusa. Era dettata solamente da un momento, da una situazione che mi ha coinvolto senza che lo volessi)avevo sottolineato che ritengo molto importante quello che viene fatto in centro civico!
Cito parola per parola:
"Comunque auguro a Giacomo, e a tutte le persone che si occupano di educazione, di trovare vie sane e positive che aiutino gli adolescenti a diventare giovani-adulti...
sono pienamente a favore del gruppo dei venerdì in centro civico e, proprio per questo, mi agito un po' perchè ci tengo molto!"

Non ho manifestato disgusto o altro. Ho soltanto espresso un parere di esperto senza voler assolutamente tirare in ballo chissa che cosa.
Il problema del fumo resta nonostante le parole.
A Valentina dico che è bellissimo che abbia imparato a credere in un ideale e a lottare per questo.
Ma il problema del fumo resta e, forse, è più importante di qualsiasi ideale, perchè è terribilmente concreto.
A Francesca dico che non ho mai parlato di obbligo, ci mancherebbe. E il lavoro del gruppo non viene sminuito da un pensiero, da un giudizio esterno, anzi credo che possa uscirne rafforzato se è valido e positivo e quindi non hai niente da temere.
Ma il problema del fumo resta!

Sono giustissime anche le parole del Sig. Vella (anche se io non ho mai detto che il progetto dipende totalmente dal problema fumo) ed è vero: non esistono i giovani dell'Oratorio e quelli del Centro Civico.
Esistono i giovani che fumano e quelli che non fumano.

Andrea Zurla


15 Marzo 2001
Fumo...Fumo...Fumo... c'è anche l'arrosto?
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L¹interessante polemica relativa ai 'fumosi' Venerdì della 285 al Centro civico mi stimola alcune brevi riflessioni.
Come considerazione di carattere generale non si può che ritenere positivo che, in un periodo storico nel quale la capacità di socializzare delle persone (non solo dei giovani) sembra essere decisamente crollata, finalmente lo stato, attraverso una legge, abbia cercato di creare i presupposti per favorire l'aggregazione giovanile, attraverso attività di carattere pedagogico e creativo. Non avendo nessuna conoscenza diretta delle attività svolte, se non attraverso dépliant illustrativi, non sono in grado di esprimere pareri sulla qualità del lavoro svolto e sui risultati raggiunti. Trovo comunque più che legittima la preoccupazione relativa al modello pedagogico che viene proposto all'interno di questi laboratori, perché l'esempio del fumo, anche se può sembrare banale, è abbastanza significativo e vi dico perché.
Ogni martedì sera, dal 1989 mi trovo al centro civico con gli amici del "Comitato per il recupero archeologico di S.Maria in Campo" a coltivare un sogno (forse un'illusione), dotare Binasco di un museo archeologico e di un parco. Gli amici, Alberto Cuomo e consorte in prima fila, fumano come un'orda di turchi quasi assatanati e io, che nonostante reiterati tentativi adolescenziali di darmi al fumo (ho persino provato con una pipa), non sono riuscito a prenderci gusto e sono diventato un 'militante' antifumo, non potendo dare cattivo esempio sono prodigo di buoni consigli, attraverso vani tentativi di persuasione a smettere, mediante occultamento dei pacchetti di sigarette o l'apertura di finestre a Gennaio. Risultato? ogni Martedì rientro a casa bello pronto per essere affettato come uno Speck tirolese della migliore qualità.
L¹esempio mostra chiaramente che modelli comportamentali negativi si verificano anche in momenti di aggregazione adulta, ed è perciò illusorio pretendere comportamenti irreprensibili dai giovani. Nonostante ciò, ritengo fondamentale che un modello pedagogico, (comunque fornito da adulti in base ad una legge fatta da adulti) finalizzato all'aggregazione giovanile, non possa prescindere dal trasmettere 'regole' e che ognuno abbia il sacrosanto diritto di mettere in discussione e trasgredire ogni tipo di regola salvo una che, anche se non sempre rispettata, ha premiato le democrazie di tutti i tempi ovvero:
"La mia libertà finisce dove iniziano i diritti degli altri"
Forse qualcuno potrà ritenere questa regola frutto di una banale cultura perbenista, ma una riflessione più attenta potrà far capire che è l'esatto contrario del "me ne frego" e forse, in questo momento storico, la sua stretta osservanza può corrispondere all'atteggiamento più rivoluzionario possibile.

Concludo con un rammarico e un augurio.

Il rammarico:

I giovani della mia generazione, che non erano ne migliori ne peggiori di quelli di oggi, senza "leggi ad hoc", hanno vissuto una stagione di ideali, di speranze, di aggregazioni e creatività "spontanee" autofinanziandosi anche per l¹affitto di cantine o teatrini dismessi per potersi esprimere, dando in molti casi un notevole contributo allo sviluppo culturale e sociale del territorio in cui operavano. Oggi, purtroppo i giovani per "fare" sembrano necessitare di essere spinti da qualcuno o qualcosa di preconfezionato, tanto che, pur di farli aggregare, si tenta di istituzionalizzare attraverso laboratori forme espressive come la musica rap o la pittura murales che hanno la loro ragione d'essere solo nella misura in cui restano manifestazioni spontanee scevre da ogni tipo di insegnamento. (potrebbe essere l'oggetto di un interessante scambio di vedute).

L¹augurio:

La 285 è una legge dello stato che ha stabilito dei fondi di "spesa", ovvio quindi che non è scevra dai rischi di diventare oggetto di spartizione, lottizzazione, assalto alla greppia da parte dei personaggi che gravitano intorno al teatrino della politica nazionale, attraverso incarichi ad amici degli amici, fratelli, cugini, cognati, lontani parenti del potentato politico del territorio nel quale operano, al fine di assicurarsi in qualche modo futuri e il più possibile cospicui bacini elettorali. Mi auguro che, almeno a Binasco, tutto ciò non accada e che coloro ai quali è stato affidato questo incarico di grande responsabilità possano fare in assoluta autonomia il migliore dei lavori possibile per lo sviluppo della socializzazione e libertà di espressione giovanile, ma soprattutto, che sappiano far recuperare ai giovani la capacità di coltivare sogni e di essere creativi perché, la storia ce lo insegna, quando una società perde la capacità di sognare e di essere creativa è destinata ad un rapido ed inesorabile declino.
Se ciò si verificherà, sono sicuro che dai laboratori della 285 in mezzo a tanto "fumo" qualche pezzo di arrosto ben cucinato lo vedremo uscire sicuramente.

Cordialità

Gianfranco Salvemini

14 Marzo 2001
Perchè non parliamo di "Sostanza"
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La sensazione è quella che si voglia ridurre l'alto contenuto del progetto e delle finalità fissate dalla Legge 285 a due aspetti, che Andrea mette in evidenza. Il primo è quello della lotta al fumo, il secondo quale è la struttura più idonea nella quale trattare le tematiche giovanili (Oratorio o Centro Civico).
Premetto, ritengo importante comunque che si sia aperto un dibattito. Lo ritengo importante perchè è una opportunità in più data a chi più giovane non è, compreso il sottoscritto, per comunicare con il futuro del Paese.
Ma torniamo alle questioni sollevate da Andrea! Sono aspetti importanti perchè si inseriscono a pieno titolo nell'argomento della corretta e sana crescita psico - fisica ed educativa della persona. Sono temi che comunque i "ragazzi della 285" si sono posti e cercano, mi sembra di capire, di affrontare.
Quello che è fuorviante è la pretesa che si discuta solo di questo, facendone discendere un giudizio di incapacità e di fallimento del progetto, non cogliendo e sminuendo (Andrea dice: non ci sono soluzioni) il significato e la portata del valore che ha assunto il fatto che ragazzi e ragazze si siano fatti interpreti operativi di una Legge i cui contenuti e finalità
sociali ed educativi sono molto più avanzate e complesse di quelle messe in rilievo da Andrea.
Il fumo nuoce alla salute propria e a quella degli altri? E' un argomento sanitario ed educativo, trattiamolo come tale. Pretendiamo che se ne discuta, ma per carità non facciamolo diventare un alibi per promuovere un "referendum" pro o contro l'impegno, l'entusiasmo, la fantasia e il sogno delle nuove generazioni, e soprattutto restiamo in tema: La Legge 285.
Per quanto riguarda poi il secondo degli aspetti sollevati da Andrea è necessario dire che gli spazi, le strutture organizzate, di ogni fede e religione sono tutte abilitate, doverosamente, a prendere in considerazione una Legge dello Stato.Il fatto che il progetto trovi il suo spazio operativo nel Centro Civico, non annulla e non si pone in alternativa a quello che in termini di contributo può arrivare dall'Oratorio. I ragazzi e le ragazze di questo Paese costituiscono un'unica realtà, un'unica risorsa con pregi e limiti. Non esistono i giovani dell'Oratorio e quelli del Centro Civico. Quelli che sono legittimati perchè non fumano e frequentano l'Oratorio e invece quelli che non lo sono perchè trasgrediscono e frequentano il Centrto Civico. Per favore non si continui a dividerli. Aiutiamoli ad affrontare il loro avvenire e quello del Paese dandogli degli strumenti, dei valori, facendogli maturare la speranza che si può credere nel proprio futuro, essere felici e sereni con quel poco che si ha anche nella vita terrena.
A voi ragazze e ragazzi della 285, a Giacomo: Forza, Credeteci!!!

Pino Vella


14 Marzo 2001
In risposta ad Andrea
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Sono rammarricata per il fatto che Andrea, che ha vissuto come tutti noi
l'adolescenza, e che mai
-come già è stato detto-ha verificato quanto il nostro gruppo si stia
impegnando per offrire uno spazio e un ambiente che soddisfi i giovani,
possa additarci per una banale scia di fumo.
Sinceramente non mi ha infastidito l'appunto sul fumo, quanto invece i
giudizi espressi da Andrea sul lavoro del nostro gruppo e sull'operato
del nostro coordinatore, che sembra obbligare i ragazzi a proseguire la
serata dopo la mezza notte in un Pub, a tornare a casa all'una e mezza
di notte," quando il giorno dopo c'è scuola" e a "trasgredire" le regole
di famiglia.
Qui allora mi chiedo se è vero che ognuno di noi ragazzi, soprattutto
se minorenne, sa quello che può e quello che non può fare, o meglio se
sa quello che gli è permesso e quello che non gli è permesso fare: se
non posso tornare a casa tardi, non aspetto l'una e mezza,quando se ne
vadano tutti, per capire che è ora di andarmene.
Poi Andrea ha scritto che "si cresce quando si smette di fare
esperienze": sono giovane ma ho comunque realizzato che la vita è una
continua esperienza: chi smette di fare esperienze si annulla, "smette
"di vivere.

Francesca Misiano


13 Marzo 2001
In risposta ad Andrea
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Mi rivolgo a te Andrea, alla comunità binaschina, a tutti quelli che come me credono in questo progetto e "si sbattono" fisicamente e intellettualmente per essere, per non farsi passare la vita addosso, ma per vivere con forza, coraggio e onestà il nostro piccolo mondo. Da tre anni seguo attivamente insieme a pochi altri questo progetto, dopo un passato, che non rinnego, nell'aria sana dell'oratorio. Oltre a far tardi la sera, credo di essere cresciuta, credo di aver imparato a relazionarmi e ad aprire la mia mente agli altri, a guardare con maggior sensibilità la realtà dei miei coetanei. Ho imparato a credere in un ideale, ho imparato a sentirlo mio, ho imparato a lottare per questo. Ho imparato cosa significa sentirsi parte di un gruppo e con questo realizzare un sogno. Ho imparato quanto è difficile sapersi organizzare. Ho imparato ad avere amici con cui condividere non solo chiacchiere, ma sentimenti e obiettivi più sinceri. Ho imparato a meritarmi uno spazio, seppur minimo. E ho dato, ho dato il meglio di me. Ho superato tanti miei limiti, come quello di stare in mezzo a tanta gente, quello di non sapermi rapportare ad estranei, quello di confrontarmi con persone di cui non condividevo gusti, aspirazioni, ambienti, ma alle quali mi sono avvicinata in quanto "promotrice", in quanto anello di congiungimento tra realtà spesso distanti nella vita di tutti i giorni anche solo per il diverso modo di vestire. Anche con i ragazzi del tanto osannato e sano oratorio. Argomento di tanti incontri tra noi promotori è infatti stata la questione
-oratorio-: come avvicinarci a questa realtà? Come trovare un punto di intesa? Come poter pensare ad una collaborazione? Ne abbiamo discusso molto perchè, diversamente da quanto sembra trasparire dalle parole di Andrea, noi vorremmo legarci e collaborare con questa -a noi estranea- realtà. Mi dispiace davvero veder andare in fumo, scusate il gioco di parole, 3 anni di impegno civile e morale, per basse chiacchiere finto perbeniste di chi ancora non riesce andare al di là delle apparenze, dei pregiudizi, di chi non vuole arrivare all'essenza del nostro progetto, di chi rimane arroccato su certe idee conservatrici sentendosi protetto dal nome dell'oratorio, additandoci come rivoluzionari senza morale. Sai, credo che ci voglia moralità, maturità, nobiltà d'animo per fare tutto quello che stiamo facendo e forse sarebbe il caso di parlarne: non credo rispettoso nei nostri confronti dare un giudizio su tre anni di lavoro in base ad una scia di fumo.
Ci tengo dunque a ripercorrere brevemente le tappe di questo lungo e intenso cammino. Abbiamo iniziato con il tener aperto tutti i Venerdì sera il Centro Civico: passo importante dato che, oltre all'oratorio, non c'erano spazi aperti per i giovani dove incontrarsi e confrontarsi. Dicendo "oltre all'oratorio" non voglio criticare nè sminuire la sua importante e onesta presenza sul territorio, ma solo evidenziare la funzione del Centro Civico di altro spazio, nè migliore, nè peggiore. Una volta presa coscienza di questo spazio e una volta formato un gruppo più o meno solido, abbiamo iniziato a proporre dei laboratori e a darci da fare perchè questi partissero e funzionassero, cercando di ascoltare e capire le esigenze della totalità dei nostri coetanei e studiando insieme delle linee orientitative per la loro impostazione. Poi abbiamo sentito necessario trasformare lo spazio 285, seppur una sola sera al mese, in uno spazio di scambio culturale e umano, dando via al "detto tra noi", serate dedicate alla discussione di un tema di interesse giovanile con il supporto di alcuni esperti. Successivamente, intorno a ottobre 2000, alla proposta di Giacomo di formare un gruppo promotori all'interno del gruppo 285 che si prendesse l'impegno di assumere un ruolo più attivo al fine di render più articolato e soddisfacente il progetto finora ad uno stato ancora primordiale, abbiamo risposto in 14. Da circa 5 mesi il gruppo promotore si occupa di organizzare i laboratori e il Venerdì d'effetto e di pubblicizzarli. Entrambe questi momenti mirano a soddisfare le esigenze di tutti. Oltre ad offrire, infatti, diversi tipi di laboratori, alterniamo, per il Venerdì d'effetto, una serata dedicata alla visione di un film a quella dedicata alla discussione di un tema, una serata mirata alla promozione di gruppi di giovani musicisti emergenti ad un'altra a scopo maggiormente aggregativo, dedicata a tornei. Inoltre, per garantire una maggiore qualità del "prodotto" che vogliamo offrire, stiamo lavorando su una carta di valori del promotore che ognuno di noi 14 si impegna a rispettare, una carta in cui si parla di valori e di atteggiamenti da tenere sia all'interno del gruppo promotori stesso, perchè tra di noi ci sia un miglior funzionamento e coordinamento, sia nei confronti degli altri ragzzzi che partecipano alle serate del Venerdì. Credo che questo sia già un ottimo effetto: un gruppo di ragazzi, che potrebbero starsene tranquillamente a casa o in giro con gli amici, si riunisce circa due volte a settimena "solo" per offrire un servizio ai propri coetanei che soddisfi le loro esigenze e le loro necessità. Un altro effetto, che non definirei proprio negativo, è il fatto che un gruppo di ragazzi, non solo si riunisce per fare qualcosa di concreto per sè e per gli altri, ma ci crede talmente tanto che lo vuol fare nel migliore dei modi e per questo si propone dei principi , dei valori.
Se questo è troppo poco per schiarire lo schermo del fumo, beh...mi chiedo a cosa sia servito tutto quello che ho cercato di fare con passione e grande forza di volontà. Mi chiedo se sia giusto e legittimo valutare tre anni di progettualità in base all'odore di fumo dei vestiti di tuo fratello. Mi chiedo se sia giusto mettere in dubbio, la preparazione e la capacità di Giacomo senza neanche essere venuto una sola volta a verificarne l'operato. Ti chiedo di pesare con maggior sensibilità e conoscenza le parole che ti senti in diritto di dire nei confronti di questo progetto che sta offrendo ai giovani la possibilità di mettersi alla prova,di confrontarsi e di dare il meglio di sè.
Mi sento profondamente offesa per le tue tanto superficiali accuse e ti chiedo, anzi ti consiglio, di verificare la fondatezza delle tue parole nel caso ti venisse in mente di dare altri opinioni a riguardo.
Con amarezza, Valentina Maggio ( a nome anche degli altri promotori).

13 Marzo 2001
In risposta a Giacomo
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Giacomo scrive:
"..A volte l’esito delle serate è entusiasmante, altre è mediocre, ma altrimenti non sarebbero giovani… non avrebbero bisogno di fare esperienza e non necessiterebbero di “attività educative”."
Credo che ci sia sempre bisogno di attività educative, ad ogni età; mi preoccupa un po' il discorso delle esperienze, per come vengono intese dagli adolescenti: lo faccio finchè ne ho voglia, poi smetto...
Forse dovremmo cercare di fargli capire che si cresce quando si smette di fare esperienze!
Giacomo scrive:
"..Non immaginate neppure i problemi e i risvolti psicologici che ci sono sotto e che un superficiale e generico giudizio non potrà mai comprendere, anzi, potrà solo alimentare il disagio e la ribellione infruttuosa."
Credo che chi si occupa ogni giorno di educazione e ogni giorno si trova davanti a ragazzi che stanno crescendo possa tranquillamente giudicare, soprattutto se vuole farlo per aprire un confronto.
Non volevo buttarla sul personale ( a parte il fatto che mio fratello è si un libero cittadino, ma MINORENNE!!!).
Si potrebbe passare delle giornate intere a discutere sul disagio giovanile e che questo problema c'è da sempre, sempre ci sarà e non ci sono soluzioni reali.
Il fatto è che il periodo dell'adolescenza è contrario sia all'infanzia che all'età adulta; si trova in mezzo e non sa dove stare, non ha una vera identità, è un momento di passaggio......
Giacomo scrive:
".......perché teoricamente è tutto facile, ma in pratica quando impedisci di fumare ti trovi davanti qualcuno che se ne va ed è comunque sbagliato......."
Non credo sia sbagliato insegnare una regola con fermezza e con i fatti: se non si può fumare non si può, punto! Chi vuole fumare lo fa fuori.... non mi sembra esagerato. Come non credo che significhi "non rendersi assolutamente conto di aspetti psicologici macroscopici", al contrario, la fermezza tante volte è più faticosa perchè non ti permette più di essere simpatico; quando ero adolescente e mio padre mi tartassava non mi era affatto simpatico.... ma adesso che sono cresciuto non posso fare a meno di ringraziarlo.
Giacomo scrive:
"è difficile trovare sostegno di associazioni o enti esistenti."
e l'oratorio dove lo metti?
Comunque auguro a Giacomo, e tutte le persone che si occupano di educazione, di trovare vie sane e positive che aiutino gli adolescenti a diventare giovani-adulti.

P.S.
sono pienamente a favore del gruppo dei venerdì in centro civico e, proprio per questo, mi agito un po' perchè ci tengo molto!

Andrea Zurla

13 Marzo 2001
Fumo al Centro Civico
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Desidero esprimere tutto il mio apprezzamento a Giacomo Gatti ed al Suo gruppetto di giovani impegnati in qualche cosa di propositivo e credo, non conoscendo bene l'iniziativa, "alternativo".

Detto questo, mi dichiaro un ex fumatore da oltre 25 anni, (reduce da più di un pacchetto al giorno), quindi non posso che condividere quanto viene detto a difesa della salute e sostengo quanto si è scritto contro il fumo, la tutela della salute, ecc., ma tutto questo, non vuole dire di mettere in atto restrizioni drastiche o utilizzare dei buttafuori per i trasgressori.

Aggregare giovani e trovare motivi per stare insieme cominciando anche un "cammino" di socializzazione e, perché no, di formazione,significa MEDIARE, nella mediazione non credo sia possibile essere inflessibili sulla "famigerata sigaretta" che sappiamo porta inesorabilmente ad aumentare notevolmente il rischio di morte per cancro.

Oltre tutto agli organizzatori che cercano di mediare in questa situazione, puntando a ridurre il fumo nel locale dove si svolgono le attività, non viene dato molto aiuto dalle Istituzioni perché è troppo semplice dire VIETATO FUMARE e scrivere sui pacchetti "il fumo nuoce alla salute" ma continuare tranquillamente a "fabbricare sigarette"; Lo Stato si è sollevato la coscienza avvisando che quanto lo stesso Stato mette in commercio è nocivo alla salute però, sempre lo Stato, ha immediatamente vietato di commercializzare (tanto non è Lui a farlo) le bistecche con l'osso che si PRESUME possano essere nocive e portare alla tanto temuta sindrome della "mucca pazza" .... ecco due pesi e una misura.

Ritornando alla "sala da fumo algerina" che è diventato il Centro Civico io ho apprezzato la "denuncia" fatta contro il fumo e su questo credo che anche gli organizzatori coordinati da Giacomo, siano in perfetta armonia e faranno ancora di più per diminuire questo ineducato malvezzo, ma: "meglio una sigaretta in più se dietro a quella sigaretta c'è un giovane in più che "partecipa" ... poi, a tempo debito si potrà lavorare anche su altre proposte per come stare insieme.

Mi sono permesso di esprimere un parere anche se non conosco effettivamente la situazione presumendola soltanto dai due scritti... ma sotto i portici dobbiamo sentirci liberi di "parlare" senza troppe paure.

Mario Manzolini


12 Marzo 2001
In risposta alla lettera di Andrea Zurla.
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Ancora una volta constato come l’assoluta distanza del pensiero “adulto” da quello “giovanile”, rinnovi ulteriormente il netto distacco tra metodi educativi efficaci e attività pedagogiche genericistiche e improduttive.
In questo caso addirittura mi accorgo come un’iniziativa che sta dando risultati concreti di primissimo livello – e invito chiunque a contattarci e a conoscerci di persona – venga oscurata da un problema certamente significativo (il fumo di sigarette), ma che non può essere valutato così superficialmente ed esternamente.
Cerco di procedere con ordine, anche se c’è molto da dire e ho poco tempo… Sulle opportunità che vengono offerte: le azioni del 4° progetto (che coordino per conto del Comune di Binasco dall’aprile 1999) sono tutte finalizzate a un solo grande obiettivo: SOCIALIZZAZIONE E AGGREGAZIONE GIOVANILE (nello specifico 14/20 anni).
Per conseguire questo scopo – per la prima volta – la legge invita a far partecipare direttamente i ragazzi (“progettazione partecipata” e non solo) all’ideazione, all’organizzazione e alla gestione delle attività. Tutto quello che viene realizzato dunque è la diretta promanazione di un GIOVANISSIMO GRUPPO PROMOTORE di 14 ragazzi, democratico, libero e aperto a TUTTI coloro che abbiano voglia di lavorare per la propria comunità gratuitamente, con sacrificio (due riunioni a settimana, volantinaggio, pubblicizzazione, attività documentativa, ricerche, scambi culturali… e tanto altro). Le proposte vengono strutturate e presentate per l’approvazione all’amministrazione Comunale e al Laboratorio Centralizzato di Rozzano, con documenti scritti e firmati dal sottoscritto. A tutt’oggi con mille difficoltà siamo riusciti a far partire 4 laboratori GRATUITI e FORMATIVI (che tra l’altro attribuiscono ai ragazzi “crediti formativi” alla fine dell’anno scolastico) di TEATRO, CINEMA, MURALES, RADIO e uno spazio settimanale – quello appunto del Centro Civico – in cui di venerdì in venerdì – sotto il nome di “Venerdì d’Effetto” – si possono vedere film, fare discussioni a tema, ascoltare musica live, giocare in tornei a premio. A volte l’esito delle serate è entusiasmante, altre è mediocre, ma altrimenti non sarebbero giovani… non avrebbero bisogno di fare esperienza e non necessiterebbero di “attività educative”.
Questo sia anche una risposta a tutte le altre lamentele di chi si è sentito privato del Centro Civico il venerdì sera (e non intendo assolutamente il Professor Cuomo, che ringrazio ancora una volta per aver spostato – con sensibilità – il suo corso di filosofia in Oratorio): un adulto (soprattutto chi chiede gli spazi della Comunità) avrà forse già un sentimento civico che i giovani spesso non hanno e a cui dunque sarebbe più costruttivo dare precedenza…
Per quanto riguarda il fumo: è vero nei locali del Centro Civico si fumano sigarette, con le finestre aperte e con moderazione, ma si fuma. Però il fumo che Andrea probabilmente ha sentito addosso al fratello Gabriele, non era quello del Centro Civico, ma quello di un Pub di Binasco. Il Pub in cui alcuni promotori – e il sottoscritto – vanno a mangiare DOPO una serata di “Venerdì d’effetto”, che inizia alle 20 con una riunione, e prosegue con attività che non ci permettono di lasciare la sede; per cui o si cena alle 19.15 o si cena a mezzanotte. Questa è un’iniziativa privata di liberi cittadini che Andrea ha completamente frainteso e nulla ha a che vedere con il 4° Progetto L. 285, tant’è che siamo circa 5 o 6 contro i 50 che partecipano – di media – al Centro Civico. Pertanto tuo fratello è venuto per libera scelta è non per adempiere a un “obbligo” di iscritto 285.
Comunque per quanto riguarda il fumo… Più volte con il gruppo promotore ci siamo chiesti quali rimedi adottare per diminuirlo senza perdere partecipanti (perché teoricamente è tutto facile, ma in pratica quando impedisci di fumare ti trovi davanti qualcuno che se ne va ed è comunque sbagliato). Allora abbiamo iniziato una “politica anti-fumo”, iniziando a escluderlo nella sala in cui si tiene il tema della serata (la sala 1), dando così la possibilità a chi volesse seguire un film, una discussione, un torneo o un gruppo musicale di non respirare fumo, tornandosene a casa in tutta salute. Mentre è tollerato moderatamente nelle altre sale, ma lontano dal computer. Non mi si venga a dire però che se un giovane vuole iniziare a fumare o incrementare il suo consumo aspetta le tre ore settimanali in centro civico! Qui vuol dire non rendersi assolutamente conto di aspetti psicologici macroscopici.
Permettetemi però alcune considerazioni – anche provocatorie – contro questo superficiale perbenismo.
Credo che la vera educazione civica da trasmettere a un giovane non sia solo quella di non fumare, come Andrea scrive… ma sia soprattutto quella di iniziare a prendere atto che esiste una comunità, che esiste una continua mediazione con le esigenze degli altri, che a volte si è in minoranza e a volte in maggioranza, che per avere bisogna fare, che è difficile organizzare ed difficile mantenere in essere una struttura, che per sostenere un’idea bisogna lottare e a 16 anni questo non è ancora chiaro… e se per ottenere ciò occorre tollerare per un po’ ancora il fumo – come si fa in troppi locali commerciali, addirittura nei ristoranti e nelle pizzerie (dove si confonde con il profumo del cibo) – credo ne possa valere anche la pena (quantomeno in questa fase).
È difficile cercare di proporre qualcosa di veramente nuovo, è difficile trovare sostegno di associazioni o enti esistenti. In questo paese ognuno si arrocca su proprie posizioni e status conquistati (a parte iniziative come quelle de Rotary, del Gruppo Micoecologico, di Binasco2000 o di persone come Sig. Pozzi… non è venuto nessun altro a conoscerci in due anni!).
I giovani ancora una volta sono valutati con la abituale superficialità esteriore, di chi non conosce, ma vuole dare giudizi “assennati” e “maturi”. Comunque giudicare.
Non immaginate neppure i problemi e i risvolti psicologici che ci sono sotto e che un superficiale e generico giudizio non potrà mai comprendere, anzi, potrà solo alimentare il disagio e la ribellione infruttuosa.
Nessuno segnala che dieci giovani hanno passato due pomeriggi a scrivere lettere a 500 coetanei per invitarli a partecipare, o che si svegliano mezz’ora prima per volantinare in stazione al mattino presto, o che si trovano per scrivere i testi delle serate a tema o cercare gruppi musicali emergenti da invitare…
Non è nostra ambizione raccogliere solo adesioni di persone a modo, educate e rispettose, noi siamo per tutte quelle persone che non trovano soddisfazione in altre realtà!
Siamo nati dopo e intendiamo dare un senso a quel disagio giovanile che non trova risposte in altri ambiti.
Facciamo il possibile per accogliere tutti, anche quelli che poi ci creano maggiori difficoltà, perché sono proprio questi ragazzi che ci danno ragione di esistere e non – come spesso la scuola e enti – di “servire solo a chi non ne ha bisogno”.

Giacomo Gatti
Coordinatore 4° Progetto L 285
per il Comune di Binasco

12 Marzo 2001
Via Binaschi sempre al buio
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Vedo con piacere, che a distanza di mesi, da quando ho sollevato il
problema della via a "luci rosse" (via Binaschi), qualcuno ha risollevato
il problema.
A suo tempo c'era stato chi aveva osato dire che tutto sommato la via non
era cosi' buia....
Ora che siamo tutti convinti della necessita' di illuminare adeguatamente
l'angolo con via Solferino, l'unico che resta da convincere credo sia il
Comune di Binasco.
La domanda sorge spontanea: mancano i soldi per predisporre un semplice
lampioncino ? Ridicolo!

Se proprio mancano i soldi' propongo una bella colletta ! O in alternativa
diamo un contributo ai proprietari della casa in prossimita' di via
Solferino affiche' tengano acceso il loro faretto giorno e notte.

grazie dell'attenzione
Fabio Gandolfi


10 Marzo 2001
Serate al Centro Civico
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Inizio questa lettera chiedendo scusa: il mio è uno sfogo personale che spero diventi causa di una seria, e certamente più obiettiva, discussione.
Le serate dei venerdì al Centro Civico fanno parte dell'ormai famoso progetto sulle opportunità per i ragazzi e gli adolescenti (vedi legge 285). Ma quali opportunità concrete vengono offerte?
Mi limiterò a due fatti che ho potuto constatare di persona:
il fumo che c'è li dentro è veramente tanto, così i ragazzi se ne tornano a casa come se fossero stati a passare una serata in discoteca o in un pub! Bella opportunità, non c'è che dire! Nei locali del Centro Civico si dovrebbe insegnare educazione civica ed insegnare a rispettarla, tanto più che mi pare sia una legge ormai (correggetemi se sbaglio) il divieto di fumare in luoghi pubblici....
(tra l'altro non credo di esagerare dicendo che è molto probabile che qualcuno abbia fumato la sua prima sigaretta proprio li!!)...ai venerdì d'effetto...gli effetti mi pare siano piuttosto collaterali, (non ne abbiamo a male gli appartenenti alla band degli "effetti collaterali").
Il secondo fatto riguarda i responsabili di questo gruppo e di questi incontri: certamente mi direte che io sono di un altro secolo e che gli adolescenti di oggi sono diversi e vanno trattai in modo diverso, io comunque non ci vedo nulla di educativo nel concludere la serata del "venerdì d'effetto" (legge 285 opportunità giovanili) al pub fino all'una e mezza di notte, con la scuola il mattino dopo! Mi chiedo quindi se non si debba pensare di formare in modo valido chi vuole affiancare gli adolescenti e dare loro delle buone possibilità................ il rischio è che quegli incontri diventino la buona e onesta scusa per uscire di casa e fare tardi al pub: "tanto sono uscito per andare all'incontro!........"
Spero di aver acceso qualcosa che possa servire a confrontarci e a capire...... (e concludo con una battuta: nei locali dell'oratorio da qualche settimana non si può più fumare.... ed è molto più bello tornare a casa senza la puzza delle sigarette appiccicata ai vestiti!!!)

Andrea Zurla

9 Marzo 2001
Le vie al buio...
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Le vie al buio ...
Devo dire che mi ricordano i primi timidi (molto timidi) bacetti e le promesse d'amore che, da adolescenti, ci si può scambiare (per adolescenti intendo vicino ai 18 e dopo i 16, insomma pre ju) non sono in grado di dirvi se io ero "in ritardo" ma comunque ...

Non che trovi interessanti e propositive le mie emozioni ma solo per dire che le vie al buio erano, allora, abbastanza "ricercate" per i primi innocenti scambi di affettuosità ...

Oggi, quando mi capita di percorrere vie al buio o isolate, devo francamente affermare di non sentirmi del tutto al sicuro, nonostante la mia "mole" mi sento bersaglio di eventuali malintenzionati o ... fuori di zucca.

A Binasco le vie poco illuminate ci sono e la Binaschi è una di quelle, nel tratto dove sbocca la Solferino; effettivamente si tratta di un angolo "sfortunato" poiché da molto tempo è stato luogo stretto ed angusto per i pedoni costretti a fare capolino prima di addentrarsi in quei pochi metri ed ancora oggi ci si trova al buio.

Proviamo a flettere l'ultimo lampione della Solferino, come ci propone Edo, così da dirigere la luce anche sul famigerato tratto buio della Binaschi, personalmente metto a disposizione una caratteristica lanterna a petrolio che usavano in montagna per andare dalla casa alla stalla nelle serate invernali, questo per unirmi a Edo nelle proposte alternative.

Al di sopra dei romantici ricordi delle vie al buio, sono solidale con chi vorrebbe più luce su tutto !

Mario Manzolini





9 Marzo 2001
Via Binaschi al buio
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Non si potrebbe spostare in Via Binaschi un paio dei 200 lampioni che ci sono in via Solferino ?
E se provassimo a piegare il primo ?
Scrivete se vi vengono altre idee.... ciao a tutti.
Edo Oliveri

8 Marzo 2001
Mini Compli Mese
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Anche noi della Fondazione Alessi abbiamo un mini complimese da festeggiare:

LA NOSTRA RUBRICA "IN MISSIONE CON NOI" compie un mese ... Auguri piccolo angolo della missionarietà.

In questo primo mese siamo stati visitati da circa centonovanta persone ed abbiamo pubblicato i primi due articoli. E'in fase di composizione il n° 3 che è dedicato alla descrizione del prossimo viaggio in India programmato dal 5 al 24 novembre 2001, è un articolo con moltissime fotografie descrittive, ci è costato "un sacco" di fatica ma speriamo aiuti a conoscere realtà missionarie e un "pezzetto" della meravigliosa India.

Grazie a chi ci ha letto, grazie a Binasco 2000 per la pazienza della redazione e grazie alle persone che ci hanno scritto gli apprezzamenti sulla nostra rubrica.

Mario Manzolini e Giancarlo Riccardi

8 Marzo 2001
Via Binaschi è sempre al buio
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Scusate se torno sull'argomento ma non posso farne a meno visto che devo percorrere questa strada spesso e ........ sempre meno volentieri.
Sono passati mesi e Via F. Binaschi è sempre così come raccontata nei mesi scorsi.
E' vero anche che è stato cementato quel bellissimo Lago di Garda formato mignon ma l'illuminazione è cambiata solo per motivi di stagione .....viene buio più tardi!!!!
Era uno sfogo per rinfrescare la memoria.....
Saluti e auguri di buon compleanno un pò in ritardo
PS Auguri a tutte le donne di Binasco 2000


Claudia Oliveri


5 Marzo 2001
Regolazione "irregolare" del traffico
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Carissimi amici dei portici,

La domanda sorge spontanea, ma se per andare oltre i famigerati limiti di velocità si appioppano multe colossali come al nostro concittadino che per andare a 100 km/h e non per fare delle gare abusive, si è ritrovato a dover pagare oltre 600.00 lire mi chiedo: visti i disagi arrecati dalle spettacolari deviazioni imposte dall'amministrazione comunale, abbiamo diritto a dei bonus come buoni benzina?
L'altro giorno sono rimasto come tanti altri autisti fermo per svariati minuti perchè qualche addetto al traffico urbano (leggi Polizia Municipale) ha fatto fare un giro dell'oca ad un camion che palesemente non sarebbe mai passato per la stradina che sbuca in piazza Gramsci piegando il palo con il cartello stradale li situato.
Comunque saluti a tutti i binaschini spazientiti dalla "regolazione irregolare" del traffico.
Giovanni Ordanini

28 Febbraio 2001
Buon Complenno
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Come prossima futura cittadina binaschina non posso che complimentarmi con
tutta la redazione per la completezza del sito, il costante aggiornamento e
la ricchezza delle notizie riportate...Che dire?? Continuate così....anzi
sempre meglio... se è possibile!!!
Auguri per ...2000 di questi giorni!!!
Isabella Bettoni




27 Febbraio 2001
Buon compleanno
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Buon Compleanno e Grazie

J.J.Gino Gilera

26 Febbraio 2001
Stangate sul firone "2"
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Walter, sei davvero "forte".

Quando scrivi: " ... Allora perché li facciamo studiare, aspettiamo che diventino grandi e poi sceglieranno loro ..."

In due righe hai centrato un problema fondamentale della famiglia: la formazione.

La formazione è un preciso dovere dei genitori ed è giusto darla a 360° poi, quando saranno grandi, spetterà a loro fare le proprie scelte.

Ribadisco che la famiglia è l'unico "strumento" di base per lo sviluppo, la crescita e la formazione dell'uomo ... proviamo a disgregare una cellula umana o animale ... ne escono terribili malattie; e allora perché inventare nuovi modi vi vivere che, in nome della libertà, quale libertà e che cosa è la libertà a questo punto... certe "regolette" che sembra ci diano fastidio ed ostacolino il nostro "progredire", dovremmo rispolverarle e cerare di capirne il significato e, perché no, l'utilità pratica quotidiana; dove poter "ripassare" le "regolette"? non credo sia difficile immaginare dove si possano cogliere proposte positive di vita è questione di scelte, ma è certo che in queste scelte non può prescindere la famiglia che non può e non deve essere "manipolata" a nostro uso e consumo ... le responsabilità della procreazione e della formazione sono e dovranno essere sempre prioritarie a tutto quindi, rispolveriamo senza timore di essere "obsoleti" le vecchie regolette della nonna e proviamo a calarle nella nostra quotidianità.

Per il caso di Novi non riesco a dire niente, ha ragione Salvemini, cosa vuoi dire ?

Mario Manzolini

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