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18 Aprile 2002
Cannone
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Gentilissimo sig. Salvemini
non vorrei dilungarmi molto sulla "faccenda" del cannone, anche perche' rischieremmo di annoiare con le nostre chiacchere, ma io sono davvero convinta che la presenza del cannone possa essere di aiuto nell'educazione alla pace, soprattutto nei bambini.
Certo, il cannone avrebbe dovuto avere una giusta collocazione, senza offendendere l'estetica, nel ns. centro storico, ed una giusta osservazione, guidata dagli insegnanti, da parte degli alunni che si limitano a conoscere la storia solo dai libri.
Sono d'accordo con lei, il racconto dei "protagonisti" e' senz'altro il modo migliore per non dimenticare, mi sembra di ricordare che gli stessi "protagonisti" sono andati a parlarne nelle scuole di Binasco.
Ma quando i "protagonisti" non ci saranno piu', chi ci ricordera' gli orrori delle guerre, solo le immagini sempre piu' sbiadite
da televisioni sempre piu' tecnologiche?
Penso che il silenzio di un cannone, possa far rabbrividire chiunque guardi a lui con il cuore "gonfio" di pace.
Lei non cambiera' il suo pensiero cosi' come io il mio.
Questo non ci vieta di continuare a chiaccherare con serenita'........
Saluti!

Lucia Rognoni


18 Aprile 2002
Scandaloso "cannone"
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Gentile signora Rognoni,
come avrà potuto notare dalle ultime mail e da tutte quelle che ho scritto
in precedenza sull'argomento cannone, il mio pensiero è totalmente agli
"antipodi" rispetto al suo. Non credo e non crederò mai che un "ammasso di
ferraglia" nella sua imponenza possa far riflettere sulla tragedia della
guerra, tantomeno quando il contesto in cui è collocato è assurdo e fuori
luogo come i posti nei quali è stato collocato quello in oggetto. Per -
"ricordare anche se con dolore, il sacrificio di chi ha donato la propria
vita in nome di valori che oggi non coltiviamo piu'" (siamo sicuri che erano
veramente tutti valori?) - servono invece le immagini (anche se i troppi
film di guerra rischiano di confondere finzione e realtà) e "i racconti dei
protagonisti" come il racconto del signor Carlo Meloni reduce dalla campagna
di Russia pubbicato in questo sito (per il quale avevo lanciato la
provocazione di fare una lapide da sostituire al cannone). Ma attenzione,
purché siano evitate retorica e velati trionfalismi.
Se è tacito che non sono i cannoni a fare le guerre, è altrettanto vero che
essi sono la concretizzazione più "bestiale" del pensiero distruttivo umano.
Il vero "scandalo" consiste nel non avere il "coraggio" di rispedirne il più
possibili alle patrie fonderie per essere con serenità "coltivatori di pace"
e cristianamente seguire il comando Biblico che ordina "trasformate le
vostre spade in aratri".
Mussolini, volutamente confondendo, declamava "è l'aratro che traccia il
solco ma è la spada che lo difende". Sappiamo tutti come è finita.

Cordialità.

Gianfranco Salvemini



17 Aprile 2002
Gentilissimi "scandalizzati"
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Permettetemi di fare due chiacchere sul cannone.
Non sono dell'idea che il cannone, ovunque posto, possa far nascere la cultura della guerra.
Semmai la sua imponenza ci fara' riflettere, ci aiutera' a ricordare quello che qui e' stato e quello che continua ad esserci nel mondo.
Non si ricorda tutti gli anni l'Olocausto con la crudezza delle immagini televisive o con i racconti dei superstiti, che ci fanno capire quanto l'uomo possa diventare una bestia crudele?
Io sono del parere che per avere una cultura di pace dobbiamo ricordare le guerre, tutte, anche quelle che non ci appartengono direttamente, anche quelle che sono scomode da ricordare.
Non e' il mezzo, cioe' il cannone, che ha fatto le guerre del mondo, sono stati gli uomini, pur nella loro grandezza e nella loro intelligenza.
Dobbiamo guardare al cannone con la serenita' di uomini "coltivatori" della pace, rispedirlo alle patrie fonderie vorrebbe dire non avere il coraggio di ricordare anche se con dolore, il sacrificio di chi ha donato la propria vita in nome di valori che oggi non "coltiviamo" piu'.
Cordialmente

Lucia Rognoni


17 Aprile 2002
Ciao Walter
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Ciao Walter, ti sono vicina in questo momento di dolore.

Lucia Rognoni

15 Aprile 2002
Condoglianze
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Esprimo a Walter e Fausto Pellegrin sentite condoglianze per la perdita di
papà Marsilio.

Gianfranco Salvemini.


15 Aprile 2002
Cannone
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Come suggerisce saggiamente Edo sentiremo l'Associazione Carabinieri (che
sono i "proprietari" del cannone).

Paolo Frigerio

11 Aprile 2002
Cannone
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...magari, chi volesse, potrebbe interpellare l'Associazione Carabinieri visto che è partito tutto da loro, o no?

Edo Oliveri

11 Aprile 2002
A passeggio da Mercoledì?
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A proposito di passeggiare per Binasco, propongo mercoledì sera per il primo appuntamento, sotto i portici davanti al castello alle ore 21.30, per Walter, se vuoi venire ti aspetteremo anche fino alle ore 22,00 se mi dai una conferma via mail, ti contatterò personalmente.

Sono tutti i frequentatori sono invitati.

Luciano Tosi


10 Aprile 2002
Cannone
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Caro Assessore Frigerio,
Solo successivamente alla mia mail ho visto la nuova collocazione del "giocattolo", appena al di là del suolo Binaschino, ma non abbastanza per evitare di farmi andare in bestia. Non so come si sia svolta la vicenda, ovvero se ciò si deve alla ricerca di un compromesso di basso livello per accattivarsi l’Associazione Carabinieri o ad un “Pilatesco” consenso al trasloco per contentare capra e cavoli. Nel primo caso vale quanto detto nella precedente mail, nel secondo, pur non essendovi stata intenzione di “buggerare i cittadini” restituisco solo una “minima” parte dei complimenti fatti a suo tempo, in quanto mi aspettavo (e sicuramente molti altri Binaschini si aspettavano) che l’oggetto fosse più opportunamente rispedito alle patrie fonderie e non scopato come lo sporco appena fuori dall’uscio di casa come spesso si usa fare a Binasco.
Chiaro che tutto il mio disappunto trasferisco immediatamente agli amministratori di Casarile i quali, anche loro abbastanza “Pilatescamente” (per non correre rischi) ne hanno consentito la collocazione in quella “terra di nessuno” da sempre considerata la frazione Castelletto.
Se veramente come dicono sarai uno dei candidati a Sindaco, mi auguro che da parte tua ci sia l’impegno elettorale di evitare per il futuro episodi di questo genere e a perseguire oltre che fattivamente (come già fai) anche “simbolicamente” una cultura di pace, per me potrebbe essere un buon inizio.

Sempre con stima

Gianfranco Salvemini

10 Aprile 2002
Cannone
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Solo una precisazione veloce scusandomi per il ritardo (sempre meglio dei
giudizi dati senza informazioni e magari nemmeno rispettosi delle persone).
Il cannone è su territorio del Comune di Casarile e l'Amministrazione non
si è certo adoperata per buggerare i cittadini.

Paolo Frigerio


5 Aprile 2002
Bela Ungia
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Bella Eugenio
Anch’io volevo parlare male di Binasco.
1° Ci sono i Binaschini
2° Ci sono troppi Bar
3° Ci sono anch’io
Per quanto riguarda chi insozza il paese e i campi sono pienamente d’accordo con te Eugenio.
Ognuno di noi dovrebbe rendersi utile comunicando il numero di targa delle persone che buttano i rifiuti in mezzo alle campagne,oppure quelli che buttano nel bidone dei rifiuti qualsiasi cosa senza fare la raccolta differenziata.
Perchè tengono fare fatica.
Ti saluto
Walter Pellegrin( Abitante di Banasco)



5 Aprile 2002
Caro Eugenio Ricci
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Caro Eugenio Ricci,
trovo molto sensate le sue domande, le rispondo brevemente senza troppo
dilungarmi sulla mia vita privata.
1) A Binasco ci ho abitato fin da bambino. Non ci sono nato semplicemente
perchè ai miei tempi era oramai usanza nascere in ospedale. Il fatto che
abbia dovuto spostare la mia residenza per motivi di lavoro non mi toglie
certamente l'affetto che provo per il paese.
2) Binasco è pieno di cose positive. Esiste già pero chi nei suoi giri in
bicicletta non perde l'occasione di decantare le proprie (secondo lui) belle
azioni. Il fatto che più mi intristisce è che ad un rapido confronto con le
realtà vicine (Lacchiarella, Casarile, Casorate, Motta...) ci si accorge che
nel corso degli ultimi anni Binasco è rimasto al palo metre questi sono
notevolmente cresciuti.
Mi sembra di intendere che lei vada fiero di essere nato a Binasco, la
considero una cosa certamente positiva ma non per questo si può chiudere la
porta in faccia a chi (come me) non ha avuto questa fortuna. Sono convinto
che esprimere le proprie motivazioni rimanga un diritto di tutti e non solo
di chi fa parte di quella schiera ristretta che considerate elitaria.
Cordialmente

Gianfranco Iannuzzi


4 Aprile 2002
Caro Iannuzzi
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Caro Iannuzzi, due le mie domande: 1° cosa l'ha spinta a scegliere Binasco come luogo per abitarci. 2° fino ad ora lei ha solo segnalato a Binasco 2000 tutto cio' che secondo lei a Binasco non va', ma c'e' qualche cosa di positivo e bello qui a Binasco secondo lei? a maggio ci sono le elezioni del comune di Binasco le consiglio di candidarsi, io la votero' sicuramente!!!!

Eugenio Ricci (nato a Binasco)

4 Aprile 2002
Cimitero di Binasco
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Buona giornata a tutti,
vorrei segnalare un definiamolo "disservizio" riguardante il cimitero di Binasco. So che l'argomento non interesserà molti ma personalmente mi tocca da vicino.
Domenica mi sono recata al cimitero che puntualmente ha chiuso il cancello alle 11.30 nonostante l'importante festività e il continuo afflusso di persone.Il custode,cito testuali parole,aveva premura di tornare a casa per mangiare.
Il colmo è stato poi raggiunto lunedì di Pasqua quando il cimitero era l'unico in tutta la zona ad essere CHIUSO.
So che il comune ha previsto una navetta durante la settimana,mi domando però se non fosse possibile la domenica o ripristinare il vecchio orario che prevedeva la chiusura alle 12.00 o fare come in molti cimiteri l'orario continuato nei giorni festivi.
Grazie per la gentile attenzione

Barbara Mottini



3 Aprile 2002
Sorpresaaaa.......il Cannone!!!
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"Dall'uovo Pasquale Binaschino” risbuca l'ordigno.
Dopo il classico anno sabbatico, i nostri amministratori, strafottendosene
del pensiero della maggioranza della pubblica opinione, ce lo riscodellano
in altra salsa pensando di rendercelo più digeribile. Essendomi
evidentemente sbagliato, mi riprendo i miei ringraziamenti fatti a suo tempo
agli amministratori per averlo tolto di mezzo e mi auguro che altri
binaschini facciano altrettanto. Non ho ancora visto la nuova “brillante”
pensata, ma trovo questo compromesso (recupero del consenso della locale
Associazione Carabinieri in ottica elettorale?) quantomeno puerile. Inoltre,
dati i venti di guerra che spirano sempre più insistenti nel mondo, trovo
che questo simbolo, oggi più che mai, andava evitato nel modo più assoluto.
Una cosa è certa, dato che la democrazia ancora lo consente, alle prossime
elezioni comunali considererò punto qualificante dei programmi elettorali la
rimozione definitiva dell’ordigno e l’impegno dei candidati delle varie
liste a non ripetere in futuro nel nostro paese simili baggianate.

Senza entusiasmo.

Gianfranco Salvemini


3 Aprile 2002
Il ritorno del cannone
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Questa Pasqua 2002 non ha portato la resurrezione solo per i credenti. Un
altro evento, sicuramente di minor importanza, ha coinvolto l'intera
comunità binaschina.
E' tornato dopo un lungo oblio l'infame cannone.
Non più posizionato come originariamente nel parco del castello. A suggello
di un'ex-arma che ci vorrebbe imporre questo strumento, triste ricordo degli
orrori e degli errori umani. Posto con macabro senso da una virile mentalità
che vede nelle armi uno strumento di cui vantarsi. Incosciente del fatto che
i caduti che con esso si vorrebbe memorare, altro non sono che le innocenti
vittime del suo operato.
Ora lo troviamo defilato, quasi nascosto tra gli alberi in fronte al
Castelletto, li posto a come a volerci difendere dall'avanzata lenta ma
inesorabile del vicino Comune.
Casarile cresce, lì si costruiscono ponti, si tracciano nuove strade, la sua
influenza avanza, le sue case oramai si trovano a pochi metri dalle nostre.
Bisogna difenderci.
E allora eccolo, tornato dal nulla dove a furor di popolo era stato
segregato. Con la sua bocca di fuoco a difendere il confine tra il buon
senso ed il cattivo gusto.

Gianfranco Iannuzzi


29 Marzo 2002
A proposito di "senso civico"
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In replica a quanto scritto da Eugenio, mi duole constatare ancora una volta
che gli appelli all'educazione e al senso civico individuali sono
inutili....
Purtroppo per fare rispettare le leggi occorre ancora ,all'inizio del terzo
millennio, toccare la gente sul portafogli....
Credo che se ad ogni "bisognino" non raccolto del proprio cane , oppure ad
ogni "lancio di spazzatura" nei canali corrispondesse una bella multa da un
"tot" di euro, vedresti caro Eugenio come diventerebbero tutti educati e
rispettosi!!!!

Anche se siamo entrati nell'Europa unita dobbiamo così farne di
strada....dovremmo imparare dai popoli nordici , che hanno sì i loro
problemi, ma su certe cose - e il senso civico è una di queste- sono
molto,molto più evoluti di noi!

Colgo l'occasione per formulare alla redazione di "Binasco 2000" e a tutti
gli "aficionados" dei "Portici" i migliori auguri per una Pasqua serena e
apportatrice di energie nuove !!!

Isabella Bettoni


29 Marzo 2002
Lavoro...sfruttamento...boicottaggio
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Caro Mario, grazie per aver colto l’occasione per parlare del vergognoso
sfruttamento del terzo mondo.
Credo di aver espresso chiaramente che educare al rispetto delle cose
significa rispettare la fatica del lavoro e anche lo sfruttamento dei
poveri, che spesso concorre alla realizzazione dei prodotti dei paesi ricchi
a nostra insaputa.
È “vergognoso” che l’occidente non si ponga seriamente il problema di creare
alternative di sviluppo a quei popoli che senza quello sfruttamento restano
alla fame.
Fortunatamente, molto volontariato formato da persone eccezionali, cerca di
sopperire in qualche modo all’egoismo dei pesi ricchi, ma non basta.
Se vogliamo uscire dal mare imperante della comoda ipocrisia occidentale,
dobbiamo cominciare a riflettere sul perchè dello sfruttamento e del suo
diffondersi.
Due a mio avviso sono le ragioni: La prima è la sete di possesso e guadagno
che ci porta, sulla base di un sistema di comunicazione studiato ad arte a
volere sempre di più, (anche il perfettamente inutile) sentendoci allo
stesso tempo costantemente insoddisfatti e necessitanti di altre cose. La
seconda è la cosiddetta competitività (suicida) economica che pretende di
dare tutto ad un costo sempre più basso per catturare fette sempre più
grandi di mercato a discapito dei concorrenti.
Va da sè, che per avere costi sempre più bassi e guadagni sempre più alti,
da qualche parte bisogna “grattare” (anche nel senso di rubare) si chiudono
fabbriche nell’occidente sindacalizzato, lasciando per strada lavoratori che
hanno conquistato diritti decenti e dignità con anni di lotte, e si aprono
autentici lager in paesi del terzo mondo governati da dittature o sistemi
medioevali, sfruttando lavoratori senza diritti che si contentano per
compenso della classica ciotola di riso.
Chiaro che il consumatore, pur essendo parte attiva di questo sistema, è
alla fine piuttosto impotente. Molto ci sarebbe da dire invece rispetto
all’etica del sistema economico capitalista che qualcuno pretende di elevare
al rango di religione.
Pur nelle sue deliranti profezie sulla dittatura del proletariato, e la
negazione della spiritualità dell’uomo, qualche cosa di giusto il Carletto
Marx l’aveva pure intuito quando diceva che il “guadagno equivale a lavoro
non pagato” e che il capitalismo avrebbe creato “ricchi sempre più ricchi e
poveri sempre più poveri”. Oggi si sta verificando proprio questo, non solo
tre quarti del mondo vive nell’indigenza ma anche all’interno dei paesi
occidentali la povertà è in aumento. Chiaro che un sistema economico basato
su simili presupposti ha tali e tante contraddizioni che prima o poi
giungerà al collasso. Si rende perciò urgente un ripensamento del sistema
produzione/consumo e della politica mondiale al fine di concorrere ad
un’equa distribuzione delle ricchezza fra tutti gli abitanti della terra
altrimenti la catastrofe sarà inevitabile.

Buona Pasqua a tutti

Gianfranco Salvemini

28 Marzo 2002
Una bella petenada...
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Caro Walter, io scherzavo allegramente senza nessunissima intenzione di dare "petenade" non ci ho minimamente pensato, dopo tutto è bello leggerci così come siamo e come ci poniamo ...
A me piace questa rubrica perché ci consente di "parlare" a ruota libera come di consuetudine tra persone che si conoscono, prendendosi a volte in giro ed altre volte esprimere quello che ci sentiamo di dire ... alla prossima Walter

Caro Gianfranco,
"tiro fuori" dal tuo intervento la parte che riguarda il lavoro e lo sfruttamento ... non perché è di moda l'argomento o per le "campagne" ( a volte devianti e di parte) ma solo perché questo problema lo "vivo" quasi direttamente e ... "in prima visione con schermo in cinerama".

Certamente il MERCATO EQUO E SOLIDALE è una delle strade da sostenere ma, pur condividendo (è ovvio) , le grosse "campagne" attraverso i "mas media" fatte per boicottare questa o quella grossa industria e raccontare storie purtroppo vere, io rimango perplesso e preoccupato per come vivono concretamente questi bambini sfruttati vergognosamente ma che, in quella squallida realtà di matrice autoctona ma intelligentemente sfruttata dalle industrie occidentali, possono sopravvivere ed aiutare la famiglia a mangiare il piatto di riso quotidiano; ora io mi chiedo: " per ogni bambino che viene tolto da quello sfruttamento grazie a queste campagne civili che protendono a tutelare diritti sacrosanti, vengono create realtà alternative concrete per non mandare ulteriormente in miseria chi non ha già niente???????"
Guardate che non tutti i genitori di questi bambini potrebbero prendere il posto dei loro figlioli ... la famiglia rurale "tipo" dalla quale si attingono queste "forze lavoro" è tutta impegnata in attività agricole ed all'allevamento di qualche mucca o bufala ... i bambini e le bambine sono, da subito, coinvolti in base alle loro possibilità, nella quotidianità lavorativa dell'attività famigliare e, quando i figli sono tanti o il raccolto è andato male, allora cedono, non per amore ma per forza alle offerte dei "caporali" che offrono subito una somma tale da poter superare il periodo di crisi ed il bambino dovrà guadagnarsi con il lavoro, la somma anticipata, poi alla scadenza dell'anno si inventano mille scuse ed il bambino continua ad essere sfruttato perché deve recuperare i giorni di malattia, i ritardi, le rotture dei macchinari o i danni provocati ai manufatti, e così via.
Questa è una realtà quotidiana che coinvolge molte fabbriche indiane che nulla hanno a che vedere con la "vergogna occidentale dello sfruttamento" quindi, io sono in perfetto accordo con le campagne di boicottaggio ed a prestare la massima attenzione anche a quello che comperiamo ma, attenzione, preoccupiamoci di trovare PARALLELAMENTE alternative concrete perché "quel bambino tolto dallo sfruttamento, possa mangiare e crescere il meglio possibile.
L'organizzazione che io rappresento si occupa di questo problema ed in questi anni si sono realizzate parecchie realtà a Delhi, Calcutta, in Messico, Nicaragua e Nepal ... non è certo facile ma, comunque, prima di togliere la possibilità di un piatto di riso, anche se amaro ed ingiustamente guadagnato con lo sfruttamento, dobbiamo darci da fare sul serio affinché si possano continuare e sviluppare queste campagne di boicottaggio ma, creando parallelamente in tempo reale delle possibile alternative.

Queste attività di sensibilizzazione ed impegno, come dice Lucia, si cercano di realizzare dopo le 21, all'interno delle Associazioni e di molte famiglie sensibili che hanno colto l'importanza di essere protagonisti veri nel fare giustizia, una giustizia dovuta a quei popoli che l'occidente a "usato" per proprio uso e consumo.
Penso che per il Venerdì Santo si possa fare questa piccola riflessione.
Mario Manzolini

28 Marzo 2002
Una bela petenada
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Dopo aver preso una bela petenada o tirata di orecchi
da Mario,Lucia,Gianfranco Iannuzzi e altri,
colgo l'occasione per augurare a tutti BUONA PASQUA
Occhio al 1 Aprile ghe in gir un bel pes

J.J.Gino Gilera(Walter Pellegrin)

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