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26 Novembre 2003
Alternative?
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Ammetto di non essere preparato a confrontarmi con chi pacifisticamente propone le legnate, chi è convinto che l'unica alternativa al bastone sia la bacchetta magica, chi guarda solo una faccia della medaglia, chi da un film ci ricava solo qualche fotografia, chi ritiene che vendere gadget su una bancarella in piazza sia l'attività principale di certe associazioni o enti.
Alcune delle alternative "richieste" si possono trovare citate anche su queste pagine ma, ahimè, non risultano visibili a tutti.
Forse perchè dette alternative non sono né un bastone né una bacchetta magica.

saluti
Roberto Gerli

PS
Pare non risulti visibile anche che il discorso è generalizzato. Infatti si continuano a citare contro-esempi sulle malefatte di dittature comuniste come se "dall'altra parte" si sia puntato il dito solo su quelle del capitalismo.



26 Novembre 2003
Buco e illuminazione in via Garibaldi
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Ciao,
volevo solamente fare notare un problema che ormai si prolunga da ben 3 settimane.
In buona parte di Via Garibaldi manca l'illuminazione e proprio dove manca sono ormai settimane che è presente un buco di quasi 1 metro di diametro veramente molto pericoloso segnalato solo da una parte con un segnale a terra senza luci. Arrivando dalla Tamoil e girando in Binasco in macchina ho rischiato di finirci contro. Mio papà ci è finito dentro in bicicletta rovinando la ruota anteriore e rischiando di farsi veramente molto male. Ma dobbiamo veramente sempre aspettare che qualcuno si faccia male prima di sistemare certi pericoli? 3 settimane senza luce in una via come quella è un pericolo. Un buco del genere quasi invisibile è un pericolo. Spero di avere quanto meno una risposta per i disagi causati a chi vive al di là della Statale che aspetta ancora la ciclabile.
Grazie

Fabien Riccardi

26 Novembre 2003
Alternative ?
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Mi sono sempre piaciute le proposte alternative, soprattutto se ci sono, per quelli che dicono “no non va bene ci vuole una altra soluzione” chiedo sempre: dimmi la tua. Ma di solito non ottengo risposta, prevedibile dopotutto. Se la reazione all’attentato al WTC non andava bene mi chiedo cosa andava fatto in alternativa, accettavamo i loro ricatti? Il giorno dopo avrebbero avuto richieste più pesanti, noi eravamo spaventati ed accettavamo sino a quando i Crocifissi nelle scuole sarebbero stati un ricordo e le donne avrebbero indossato il Burka, allora cosa si doveva fare? Niente discorsi col senno di poi sulla prevenzione e lo spionaggio che doveva avvertire del rischio, troppo facile, tirate fuori qualche idea plausibile grazie. Dialogare con chi lancia aerei e camion bomba? No, grazie. Siamo realisti, la guerra non è mai bella, chi lo pensa è un folle, ma purtroppo in talune situazioni disperate è necessaria, attendo le “alternative”.
P.S.: per quanto riguarda il caso Nicaragua, beh magari informatevi meglio su cosa faceva la dittatura del Companeros Ortega alla povera gente, ho un collega che viene da tale paese ed i racconti che mi fa della dittatura comunista non sono molto romantici, e visto che vengono indicati 30.000 morti in tale guerra si sappia che molti erano vittime delle arbitrarie rappresaglie del regime comunista, civili puniti perché non cedevano tutto il loro raccolto al regime o protestavano per l’inflazione galoppante o magari perché andavano in chiesa a pregare….
Saluti “alternativi” a tutti, per le critiche ho la scorza dura oramai

Giovanni Ordanini


25 Novembre 2003
Capirsi
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Diciamo che "Riporre le regole di comportamento insieme alla tessera del partito" non l'ho capita ma non fa niente.
Invece effettivamente "non si è ben capito" che l'abuso al riferimento dell' 11 settembre non è determinato dal considerare esiguo il numero di morti di quell'evento rispetto ad altri eventi o periodi storici (come dice Gianfranco Salvemini: ne basta uno) ma dal considerare l'azione di forza intrapresa legittimata da quei morti.
La "frittata è fatta" e quindi certo che dall'Iraq (o dall'Afghanistan) non si torna indietro. Non si può (ma nessuno l'ha auspicato).
Il fatto è che si adottano sempre i soliti sistemi rivelatisi finora inefficaci senza cercare, o evitando di cercare, alternative.
Bin Laden fa saltare il WTC? Attacco all'Afghanistan. Bin Laden scappa. Guerriglia e attentati.
Saddam Hussein produce armi di distruzione di massa? Attaco all'Iraq. Le armi non si trovano. Saddam Hussein scappa. Guerriglia e attentati.
Un canovaccio che, con poche varianti, si ripete da diverso tempo.
La speranza per il futuro è che si riesca a scriverne un altro che preveda un lieto fine (o almeno ci si provi).

ciao
Roberto Gerli


25 Novembre 2003
Un chiarimento dovuto
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Le cifre che mi sono sentito in dovere di scrivere appartengono ad una storia fino ad oggi poco nota: questo è il motivo che mi ha spinto a tirarle fuori.
Dei massacri compiuti da altri eravamo a conoscenza da molto. Si tratta semplicemente di fare chiarezza e di dire come stanno le cose fino in fondo. Ribadisco che si può stare contro tutte le guerre e tutti gli usurpatori, orientali e occidentali che siano.
Sono dalla parte di chi ha sempre marciato contro ogni occupazione militare, lecita o no: "la violenza porta altra violenza" (come ha scritto Roberto).
Quando esprimo i miei pensieri non faccio mai riferimento ad alcuna tessera di partito politico (anche perchè non ne ho mai avute e nemmeno ci tengo): ci sono movimenti che riescono ad esprire le proprie idee senza il bisogno di appartenere a nessun partito (penso ad associazioni che ho più volte chiamato in causa: emergency, beati costruttori di pace, manitese (e altri); il fatto che ci siano poi dei punti d'incontro con alcuni (partiti o aree politiche) e di scontro con altri e un altro discorso.

Saluti,
Andrea Zurla

23 Novembre 2003
Una riflessione
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Carissimi,
Volevo tornare su un concetto espresso in questa sede. Innanzitutto mi scuso per l’ovvio (e se ho ben capito, troppo abusato) riferimento a ground zero, dove sono morti “solo” tremila “occidentali”, anche se ho la netta impressione che gli aerei kamikaze non avessero chiesto il passaporto agli occupanti delle twin towers. In ogni caso sono perfettamente d’accordo sul parlare dei morti non occidentali. Vorrei però lanciare una proposta, dato che non mi ritengo così bravo a dare i numeri; c’è qualche esimio numerologo che potrebbe ricordare anche quanti “non occidentali” sono stati massacrati dai loro stessi capi di stato o presunti tali?
Infine una domanda: chiudiamo per un attimo in un cassetto il manuale comportamentale ricevuto insieme alla tessera del partito, e ipotizziamo da domani l’abbandono di qualsiasi forma di occupazione militare in Iraq. Ma ci rendiamo conto di cosa potrebbe succedere?
Chiedo scusa, riaprite pure il cassetto…

Saluti a tutti,

Carlo Ordanini.


22 Novembre 2003
Poche righe
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Ci siamo e devo dire che me l'aspettavo. Attenzione a non cadere nello
sterile confronto delle cifre, è un gioco che nella mente di qualcuno
potrebbe giustificare chi tutto sommato di morti ne ha fatti meno.
Anche un solo morto per guerra, sopruso o fame è una tragedia che
dimostra l'incompiutezza sociale della specie umana.
Per oggettività non si può nascondere che i "civilissimi" occidentali,
puntuali nel contestare le porcate dei loro governi, troppo spesso
hanno girato la testa dall'altra parte di fronte ai soprusi dei governi
comunisti orientali o dei dittatori africani e se proprio si vuol farne
un fatto contabile mancano troppi dati. Anche limitandoci alla seconda
metà del novecento: quanti morti hanno fatto i russi in Cecenia? Quanti
dissidenti politici e religiosi sono stati uccisi nei paesi dell'est e
in Cina? Quanti in estremo oriente? Quanti nelle lotte tribali Africane
alimentate anche dai paesi del "socialismo reale"? E come si
giustificano i milioni di morti del comunista Pol Pot? Non è solo
l'occidente che ha da vergognarsi. Forse, se ci fosse stata più
obiettività nel contestare l'operato dei governi mondiali e più impegno
per la pace non saremmo arrivati a questo punto.

Saluti

Gianfranco Salvemini

22 Novembre 2003
Numeri a parte
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Andrea ha messo bene in evidenza che gli Stati Uniti (occasionalmente con il cosiddetto Occidente al seguito) sono più volte stati dalla parte dei "Saddam di turno" in funzione degli obiettivi della loro politica (leggi interessi).
La controparte Sovietica, quando ancora c'era, aveva fatto le stesse cose (magari con metodi diversi) e quello che ne resta cerca di tenere viva questa tradizione in Cecenia.
Anche ai tempi della guerra Iran/Iraq Saddam Hussein aveva lo sciacquone d'oro e la sua gente moriva di fame e ammazzata (dal regime e dalla guerra) ma allora era più importante il business degli armamenti.
L'11 settembre 2001, in tutta la sua tragicità, è spesso sbandierato a sproposito.
In virtù di quegli eventi c'è chi pensa che tutto sia lecito.
"....noi siamo i buoni perciò abbiamo sempre ragione..." diceva (sarcasticamente) una canzone Edoardo Bennato.
L'ho già letto su queste pagine (ma lo si trova scritto in ben altri, più antichi, tomi): La violenza porta altra violenza.

saluti
Roberto Gerli

21 Novembre 2003
Pochissime righe
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"E poi mi pare, ma non vorrei sbagliare dato che non sono uno storico, che forse sia successo qualcosa anche l'11/09/2001, e abbia colpito qualche migliaio di persone che non avesse nulla a che fare con attività belliche."

Sappiamo benissimo che sono morte circa 3000 persone innocenti.
Ma forse l'intento di alcuni di noi è di attirare l'attenzione anche sui morti "non occidentali".
Dell'11 settembre si continua, giustamante, a parlare. Ma nei telegiornali, da Bruno Vespa, al Maurizio Costanzo Show, personalmente, non ho sentito parlare molto (se non per niente) di quanto sotto.

Riporto anche il link alla notizia (per verificare attendibilità):
http://www.rainews24.rai.it/Notizia.asp?NewsID=42845

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------------
Da RaiNews24 29/10/2003

Almeno 15mila morti. E' il bilancio delle vittime irachene della guerra stilato da uno studio indipendente americano i cui risultati sono anticipati oggi dal quotidiano britannico The Guardian. Che precisa: sono oltre 4mila i morti fra i civili.

Il rapporto, preparato dal Project on Defense Alternatives, un istituto di ricerca di Cambridge (Massachussets) prende in considerazione il periodo di tempo che va dal 19 marzo, primo giorno di bombardamenti sulla capitale irachena, al 20 aprile, quando il controllo Usa sull'Iraq era ormai consolidato. Secondo il rapporto la maggior parte delle vittime si è registrata nella zona di Baghdad e sempre nella capitale si è avuto il maggior numero di vittime civili (tra 1.990 e 2.357, più della metà delle vittime civili a Baghdad).

Il rapporto del Project on Defense Alternatives è l'analisi più dettagliata sinora disponibile sulle vittime della guerra in Iraq. le stime contenute nel rapporto presentano sempre una doppia stima che indica il numero massimo e minimo delle possibili vittime.

Secondo il rapporto, il totale delle vittime irachene varia tra un minimo di 10.800 e un massimo di 15.100. i combattenti morti vanno da 7.600 a 10.800. I caduti non combattenti sono tra 3.200 e 4.300.

-------------

Ciao
Karim


21 Novembre 2003
Pochissime righe
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Cari tutti, scusate l'intromissione ma volevo brevemente dire alcune cose.
Sono perfettamente d'accordo con le ultime due righe dell'intervento di Andrea, ma volevo solo permettermi di far notare qualche piccola lacuna temporale nella sua, peraltro ben documentata, ricostruzione storica. Non sono riuscito a trovare nessun riferimento a quanto successo nelle cosiddette "zone occupate" prima degli interventi stessi. E poi mi pare, ma non vorrei sbagliare dato che non sono uno storico, che forse sia successo qualcosa anche l'11/09/2001, e abbia colpito qualche migliaio di persone che non avesse nulla a che fare con attività belliche.
E poi mi chiedo come mai in certi paesi il Saddam di turno vive in una reggia dove anche lo sciacquone è d'oro massiccio, e la sua gente è sempre morta di fame, se non moriva ammazzata. Certo è più facile che sia qualcun altro a sfamare il popolo iracheno anziché uccidere i bambini, per questo era già bravissimo Saddam.
Tutto ciò premesso, resto convintissimo dell'inutilità di qualsiasi guerra, a maggior ragione di quelle all'interno dello stesso paese.
Saluti a tutti,

Carlo Ordanini.




21 Novembre 2003
Solo due righe
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Le ultime due righe dell'intervento di Andrea bastano a smontare qualsiasi stupida tesi atta a giustificare qualsiasi stupida guerra sul nostro pianeta.

Riccardo Benvegnù

21 Novembre 2003
Un po' di storia
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Un po' di storia: quella che non c'è ancora sui libri di scuola.
1954: il governo degli USA rovescia in Guatemala il presidente Arbenz, democraticamente eletto: 200.000 civili uccisi.
11/09/73: la CIA partecipa alla preparazione del golpe che ha rovesciato il governo parlamentare di Allende. La CIA ha inoltre ammesso di aver organizzato l'uccisione del generale Scheneider che aveva dichiarato la propria intenzione di difendere il governo legale di Allende: 5000 cileni assassinati.
1977: il governo degli Stati Uniti sostiene il regime militare in El Salvador: 70.000 uccisi e 4 suore statunitensi che avevano denunciato i fatti.
1981: il governo USA addestra i Contras: 30.000 nicaraguensi morti.
Durante gli anni ottanta finanziano Saddam prima e vendono armi all'Iran poi; addestrano Bin Laden e lo aiutano economicamente.
1989: il presidente di Panama Noriega, che è anche agente della CIA, disobbedisce alla Casa Bianca: gli USA invadono Panama e lo destituiscono. 3000 civili uccisi.
Dal '91 fino a pochi mesi fa (e probabilmente adesso ricominceranno) gli aerei USA bombardano settimanalmente l'Irak: a causa di ciò e con l'aggiunta delle sanzioni imposte all'Irak, sono morti 500.000 bambini (fino ad ora).
Non sono 87 i miliardi di dollari spesi dagli USA per questa guerra ma 364.6 e nel bilancio per il 2004 hanno ne hanno già altri 379.9 (fonti: ministero della difesa).
Il Wto (Organizzazione Mondiale del Commercio) ha stimato che con 13 miliardi di dollari si può battere per un anno la fame in tutto il mondo.

Andrea Zurla

20 Novembre 2003
Binaschino dove sei?
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Caro Karim, come spesso accade, quando si vuole essere brevi, si rischia di essere fraintesi. Io non volevo fare polemica, anche perchè l'argomento è troppo serio, ma avevo solo segnalato un mio pensiero, ma visto che tu pensi che c'era tanta gente, come alla messa domenicale delle 11, ti faccio notare, che se togliamo chi era presente in rappresentanza delle varie associazioni, forse vieni della mia opinione, non eravamo poi in tanti. Comunque il titolo della mia mail era molto preciso e mi chiedevo, Binaschino dove sei... e quindi nel mio accorgermi di chi mancava, c'era la tristezza di notare che a volte deve esserci una bandiera davanti per farci uscire di casa, e spesso non è la bandiera Italiana.

Tosi Luciano


20 Novembre 2003
Binaschino dove sei?
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Troppo tendenziosa caro Luciano la provocazione. Sono pacifista ma non
ho esposto bandiere della pace, il governo di centrodestra lo trovo
ogni giorno più indigesto ed ho trovato squallido il suo schierarsi a
favore dell'intervento armato di Bush, nonostante ciò mi è piaciuto lo
spirito di pace della missione militare Italiana in Iraq così come mi
era piaciuto lo spirito di pace delle missioni in Libano e in Bosnia
targate centrosinistra. Alla marcia della pace io c'ero e abbiamo
marciato insieme, e anche alla messa per i morti di Nassirya ero
presente, Binaschino in una chiesa stracolma di Binaschini. Questione
di punti di vista.
Come sempre la realtà è più complessa di quanto possa apparire. Non
sempre le provocazioni sono utili.

Saluti

Gianfranco Salvemini



20 Novembre 2003
Binaschino dove sei?
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Anch'io ero in chiesa martedì e, al contrario del signor Tosi, ho pensato tra me e me: "Quanta gente stasera".
Per chi non fosse stato presente immaginate la chiesa durante una messa domenicale delle 11.00.
E' verissimo che molta più gente ha partecipato alla "marcia della pace", ma non vedo perchè su tutto si debba fare polemica ed arrivare a dire che mancavano le persone che hanno "marciato".
Io penso che i 3/4 delle persone presenti in chiesa martedì fossero anche quelli che hanno marciato per la pace. Io ho partecipato a entrambe, il signor Tosi pure, e tanti altri.
Tra le altre cose, comunque, vorrei anche ricordare che per la marcia della pace (essendoci stato chiaramente più tempo) è stata anche fatta un'opera di volantinaggio e di informazione maggiore.
Invece, a volte, sembra che si vogliano per forza mettere alcune persone contro altre.
Io credo nella pace, condanno l'attacco "preventivo" all'Iraq e l'appoggio che è stato dato a questo dall'Italia. Mi piacerebbe che il comando delle "forze di pace" passasse sotto l'ONU, sono convinto che i nostri carabinieri siano in "missione di pace". Condanno fermamente l'attacco terroristico di Nassirya e sono venuto in chiesa a pregare per le 19 vittime. Credo che i media abbiano esagerato (come spesso fanno) sull'argomento.
E, comunque, non credo che queste mie convinzioni siano in contraddizione una con l'altra.

Karim Riccardi

20 Novembre 2003
Concorso fotografico
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Molte foto sono pervenute in sede CTG nelle ultime settimane, grazie a
tutti per l'impegno e l'affetto dimostrato all'iniziativa del Saltafoss. Per
visitare quella che si prospetta una delle piu belle mostre fotografiche che
si siano mai viste a Binasco (?!?), vi attendiamo sabato 29 e domenica 30 novembre,
presso il centro civico. In realta l'aggettivo piu indicato per questa
esposizione non e bella, ma VOSTRA! Accorrete numerosi per gustare con gli
occhi immagini degne degli artisti piu eccelsi, e chissa, potreste scoprire
che l'autore e un vostro amico, un vicino di casa ... e poter dire io lo
conosco, e di Binasco!
Grazie!
Tutto il ctg saltafoss vi attende

19 Novembre 2003
Binaschino dove sei?
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Ieri sera mentre assistevo alla celebrazione della Santa Messa di commemorazione per i caduti di Nassirya, mi chiedevo, ma che poca gente c'è in chiesa e cercavo di darmi delle spiegazioni, poi arriva le predica di Don Gianni e ricorda la sera della "marcia della pace", bandiere, luci e la gente che a fatica riusciva ad entrare i chiesa, ... ed allora ho capito chi mancava.

Tosi Luciano.

PS. A proposito di informazione, su Binasco 2000, la commemorazione era per le ore 21.00 in realtà è iniziata alle 20.45, come indicato sui manifesti del comune.


19 Novembre 2003
Che tristezza
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Davvero che tristezza ha portato nei nostri cuori la notizia del massacro di Nassirya, ma che tristezza ha portato anche nel mio cuore, e penso di altri, le frasi di certe persone. Credo che quando uno spara ammazzando la colpa della morte altrui ricada sullo sparatore non sul bersaglio, non su chi l’ha mandato a fare il suo lavoro, mettere pace ed ordine in un paese, o meglio quello che ne resta, con addosso una divisa militare. Brutto dire “mi spiace per loro” aggiungendo poi una pagina di accuse sul ruolo di truppe d’occupazione, operazioni di neocolonialismo, interessi di poteri occulti. Lasciamo stare poi chi parla di retorica ottocentesca, di chi ha una visione dei militari moderni, quindi professionisti dipinti quasi come mercenari che rischiano la vita in nome del denaro, forse qualche bicchiere di vino in meno renderebbe la mente più lucida a certe persone.
Il dialogo si fa tra due persone che parlano no tra una che parla e l’altra che mi lancia contro un camion bomba, purtroppo una certa “cultura” anti occidentale, ed una visione “romantica” del personaggio terrorista stanno prendendo piede, già si è sentito usare il termine “partigiani iracheni” anziché “terroristi” e basta, non facciamo confusione viviamo in un mondo già difficile non complichiamolo di più. Trovo ridicolo il solo pensiero di ritirare tutte le truppe dall’Iraq, un regalo per i vari Saddam e Bin Laden, e ricordo che il primo è stato uno dei dittatori più sanguinari del secolo e non un benefattore del popolo. Lasciare il paese ora non è possibile, per portarvi la democrazia serve tempo, e si tempo perché chi è stato sotto dittatura per 34 anni non si sveglia la mattina e sa cosa è la democrazia. Senza parlare poi del fatto che strade, acquedotti, ospedali e città non si ricostruiscono da sole, e non dite che le hanno distrutte tutti gli americani che a quanto pare sono colpevoli di qualsiasi cosa accada di brutto nel mondo. Il caro Saddam, e si perché qualche fans lo ha fatto pure da noi, si divertiva a radere al suolo interi villaggi senza parlare che addirittura se un automobilista causava un incidente per punizione la casa gli veniva rasa al suolo, altro che patente a punti!
Il paese è stato occupato per interessi di petrolio? Al momento gli Usa stanno sborsando 87 miliardi di dollari, provate a calcolare quanto sono in Euro oppure in Lire, troppi soldi in ogni caso, non raccontiamoci fregnacce ci vorranno decenni per andare a pari con i conti, ovvio che se si trattava del Uganda non attaccavano ognuno fa i propri interessi e purtroppo il mondo è diviso in poco buoni e cattivi, decidete voi di quale parte siete, non dite però non faccio parte di nessuno dei due, non ha senso. Stare con i poco buoni vuol dire vivere in una società imperfetta ma libera, libera di professare la propria religione, esprimere le proprie idee, e contestare la stessa, con gli altri non mi pare sia lo stesso……..
Concludo scusandomi per la durezza dello scritto ma quando mi scappa la pazienza mi scappa.
Saluti a tutti

Giovanni Ordanini


15 Novembre 2003
Due parole sugli eroi
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Ebbene sì,è successo anche a noi italiani.Pensavamo forse di essere invulnerabili?O forse per il solo fatto di non essere inglesi o americani ci credavamo immuni da attentati?Siamo a tutti gli effetti in un paese in guerra e ne paghiamo le prevedibili conseguenze.
E poi basta con la retorica stile '800 !
Questi soldati non più di leva sono professionisti che si guadagnano in questo modo da vivere,e che gli si accolli il fardello di "eroi" mi pare un'ipocrisia fuori tempo.
Penso in tutta franchezza che se avessero trovato un lavoro ben retribuito in patria,non sarebbero andati in Iraq a morire;
a quanti dei nostri figli siamo disposti a preparare un simile futuro? Quanti figli dei nostri governanti sono in Iraq a rischiare la vita?E per che cosa?

Stefano Beoni

14 Novembre 2003
Riflessioni
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Gli scritti di Pax Christi, di Zurla e Marchioni, mi trovano d'accordo.
Provo una profonda amarezza nel constatare come nelle menti di molti
regni ormai la confusione, non sappiamo più distinguere le differenze
fondamentali fra pace e guerra, lotta di liberazione da lotta al
terrorismo, non vogliamo capire che in caso di aggressione il
cosiddetto liberatore può risultare oppressore per la parte avversa
tanto da indurla a sposare le tesi del terrorista che nella sua logica
delirante si sente anch'esso un liberatore, il tutto manovrato ad arte
dall'ipocrisia imperante dei poteri forti. Nessuno nega che ridare
libertà ad un popolo possa anche richiedere l'uso delle armi, ma per
ridare la libertà a qualcuno è indispensabile che egli la desideri a
qualunque costo. Sicuramente la maggioranza degli Iracheni voleva
liberarsi di Saddam e dei suoi accoliti e forse nutriva anche qualche
desiderio di libertà democratica, ma è difficile pensare che fosse
disposto ad essere bombardato e massacrato per questo dopo che l'ONU e
l'ottanta per cento dell'opinione pubblica mondiale si era dimostrato
contrario all'intervento armato. Inoltre, il dopoguerra gestito in modo
dilettantesco, ha creato le condizioni ideali per il proliferare del
terrorismo internazionale in quell'area. Questo non significa essere
anti americani, personalmente nutro grande stima per la maggior parte
di quel popolo e per la loro cultura, ma occorre l'umiltà di osservare
in faccia la realtà, l'operazione Iraq si sta rivelando un boomerang,
le strategie e le aspettative si sono rivelate sbagliate e purtroppo
ormai si è superato il punto di non ritorno, impossibile lasciare al
proprio destino quel popolo senza il rischio di destabilizzare tutta
l'area medio orientale, alto il prezzo da pagare al terrorismo
rimanendo.
Spero solamente che i nostri militari, ai quali va tutta la mia
solidarietà, continuino la loro opera con lo stesso spirito che ci ha
resi unici e benvoluti dalla gente comune sotto tutte le latitudini
nelle missioni di pace, che gli USA capiscano che non si può uscire dal
pasticcio senza un intervento serio dell'ONU e che in Europa una volta
per tutte si impari a camminare insieme.

Gianfranco Salvemini

P.s.: Non ho comprato ne esposto bandiere ma ricordo a chi si è
espresso con quasi disprezzo nei confronti di coloro che lo hanno
fatto, che se ci si riflette bene un posto in quella bandiera c'è anche
per militari italiani perchè sono stati concretamente operatori di pace
e forse proprio per questo sono stati colpiti.

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