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Si è sentito (e si sentirà) di tutto.
Chi però, da tutto ciò, ha principalmente rilevato una sorta di "giusta e/o inevitabile punizione per l'arroganza dell'America" (anche senza gioire) non si schiera con i deboli. Si adegua all'imperante logica della vendetta e della violenza.
Se devo essere sincero, però, ho trovato un po' inquietante l'affermazione nel precedente messaggio di Giovanni Ordanini riguardo la gratitudine che "dobbiamo" agli USA.
Penso che anche giuste cause (a prescindere dal fatto in questione) passano dalla parte del torto se non trovano altro sbocco che l'assassinio indiscriminato.
Penso ai monaci buddisti vietnamiti che, per protestare contro la guerra, si davano fuoco per strada.
Non intendo auspicare soluzioni così estreme a chi in buona fede cerca di avere giustizia, tento però di sintetizzarne il principio generale.
"Io offro tutto me stesso a sostegno della mia idea senza coinvolgere, arbitrariamente e casualmente, altri nello stesso sacrificio".
Io, che il "68" non l'ho vissuto (ma ne ho "subito" le conseguenze pochi anni dopo) concludo con un'altra immagine.
Nella scena dell'orto dei Getsemani del film/opera rock Jesus Christ Superstar, gli autori avevano inserito una sequenza di famosi dipinti di crocifissioni.
In una sua versione teatrale (di produzione italiana), i dipinti sono stati sostituiti da fotografie su guerre, fame, sofferenze contemporanee. Una simbologia estremamente significativa e terrificante.
saluti a tutti
Roberto Gerli | |  |  | | | |  | | Torri Gemelle Commenta Vedi tutti gli argomenti
Martedì 11 Settembre, sono circa le sedici e sto rientrando da Bergamo con
un mio cliente, al cellulare ci comunicano dell'attacco terroristico.
Immediatamente apriamo l'autoradio e apprendiamo le prime confuse notizie "È
la guerra!" è il nostro primo commento.
Per tutto il resto della settimana notiziari, servizi speciali, articoli,
chiariscono meccanismi, modalità e responsabilità dell'abominevole atto di
vigliaccheria.
La tristezza e i pensieri più cupi mi accompagnano da giorni. Ho vissuto,
come molti della mia generazione, un'incredibile stagione di speranze,
ideali,aggregazione e anche contraddizioni che semplicisticamente è passata
alla storia come "68"; non era questo il mondo che sognavo per me e per i
miei figli.
Oggi, Sabato 15 Settembre, mentre sto lavorando al computer trasmettono alla
radio un ulteriore approfondimento dei fatti, nell'intermezzo Johan Baez
canta "Imagine" di John Lennon, una bandiera per la mia generazione che è
stata incenerita insieme a tutte le speranze per un mondo diverso nel rogo
delle torri gemelle.
Riascolto l¹ultimo Gaber acquistato poco tempo fa e mi viene il groppo in
gola, è vero, la mia generazione ha perso, ma forse è l¹umanità intera che
sta perdendo la cosa più importante.....l'anima.
Che Dio ci assista.
Cordialità
Gianfranco Salvemini
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Sono a terra.
Mi dispiace moltissimo per quello che è successo al popolo degli
Stati Uniti.
Sono preoccupato perché le cose non saranno piu come prima.
Condoglianze amici Americani.
Walter Pellegrin | |  |  | | 
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