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| |  | | Sperimentazioni ciclabili e sindrome cospiratoria Commenta Vedi tutti gli argomenti
La mail del delegato Villa mi spinge ad alcune considerazioni che spero
interessanti per tutti.
1) Un’assioma della teoria del design e del panorama progettuale in genere,
stabilisce che tutto ciò che si concretizza sulla base di un progetto ha
implicazione sui comportamenti umani. L’uomo, progetta e concretizza
oggetti, ambienti, strutture ecc. con lo scopo di migliorare i comportamenti
e diminuire la fatica. Anni fa, quando muovevo i primi passi nel mondo del
design, mi venne affidato il progetto per un cruscotto di uno strumento di
laboratorio, ci lavorai con impegno, trovai delle soluzioni molto valide per
manopole, tasti e impugnature di comando che agevolavano il lavoro e
miglioravano l'efficienza; presentai il tutto, entusiasmo del cliente e lo
strumento passò in produzione. Dopo qualche tempo il committente mi chiamò
costernato perché, inspiegabilmente, si verificavano rotture del manopolame.
Verificai la cosa e con mia sorpresa scoprii che alcuni operatori ponevano
lo strumento a pavimento e trovavano comodo azionare i comandi coi....piedi.
Lo strumento, nato per un utilizzo manuale non poteva reggere ad un
“comportamento chiaramente anomalo”. Quell’episodio fu molto istruttivo, da
allora qualsiasi cosa progetto mi chiedo innanzitutto se sarà a prova di
imbecille.
La vicenda dei cordoli delle ciclabili si colloca esattamente in questa
logica, è stata pensata una soluzione che si è rivelata problematica a
comportamenti anomali e si è cercato un rimedio, però anche in questo caso
non si è pensato a sufficienza “all’imbecille”. L’altro giorno, mio figlio
percorrendo la via Manara in macchina, ha incrociato quattro ragazzini in
bicicletta che facevano equilibrio veloce sul nuovo doppio cordolo, ad un
certo punto uno ha perso l’equilibrio ed è caduto, per fortuna, all’interno
della ciclabile altrimenti sarebbe stato investito in pieno. Sicuramente il
doppio cordolo con le piantine non consentiva esercizi di equilibrio veloce
e anche l’inserimento del ciottolato l’avrebbe sfavorito maggiormente.
Prevedere tutti i comportamenti anomali è impossibile, ma a meno di voler
restare in un perenne stato di sperimentazione (come sembra essere la nostra
viabilità negli ultimi anni) è necessario prevedere il più possibile tutto
in anticipo, alla fine costa anche meno.
2) Credo che il consigliere Villa quando esprime rammarico per chi “lavora
nell’ombra” sia preda della “sindrome cospiratoria” tipica dei dittatori da
lungo al potere. Suvvia Giuseppe! che Binasco sia un paese piuttosto
pettegolo si sa, che ci sia poca gente con il gusto di dire quello che pensa
è vero, ma non vorremo seriamente pensare ad un proliferare di “sette
segrete”.
3) Va dato atto di un certo sforzo per il verde attrezzato (se pur in alcuni
casi discutibile) ma evidentemente nell’elencarne la realizzazione il
delegato si fa prendere la mano fino a dichiarare che a Binasco il verde è
presente in “abbondanza”, ma con quale binocolo osserva il paese?
cordialità
Gianfranco Salvemini
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