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| |  | | Scioperi e palle Commenta Vedi tutti gli argomenti
per Viviana
Vediamo se riesco ad articolare meglio senza dilungarmi come mio solito.
Una certa visione dello sciopero è perlomeno parziale, lo sciopero è una forma di protesta che tende a mettere in risalto i problemi incidendo in modo negativo sull’economia, infatti, quando si sciopera, sia lo scioperante che la controparte riportano un danno economico. Tutti i sistemi democratici sono basati sullo sviluppo e sull’ incremento dell’economia, ovvero produzione e distribuzione di beni materiali e di servizi come istruzione, cultura, sviluppo di creatività ecc. senza i quali non è possibile far progredire una società evoluta. Nelle democrazie tutti i soggetti sociali partecipano all’economia, ai politici spetta il compito di regolamentare il tutto mediante leggi e direttive.
Un benefico stato di crisi costante caratterizza questo schema, per gli inevitabili attriti fra le varie categorie sociali che hanno il diritto/dovere di manifestare in modo incisivo le loro esigenze.
A meno di non credere alle favole, il modo più efficace per essere ascoltati consiste nell’incidere direttamente o indirettamente sull’economia, lo sciopero, ancora oggi, è il mezzo democratico più diffuso al mondo e sicuramente non è un caso. Si badi bene che erroneamente questa forma di lotta viene considerata patrimonio delle sinistre, mentre in più occasioni i fatti hanno dimostrato che sistemi economici governati dalle sinistre sono stati letteralmente distrutti da scioperi attuati dalle destre (vedi Cile).
La storia insegna che le guerre vengono dichiarate in nome delle più fantomatiche idiozie ma i motivi veri risalgono sempre all’egemonia economica anche se, come per la guerra in corso, non mancano validi motivi umanitari. Manifestare per la pace è un dovere etico e morale e, se è vero come è vero che per essere ascoltati occorre incidere sull’economia, va da se che scioperare non può essere considerato un errore ma al contrario è il modo più efficace per richiamare i poteri economici alle loro responsabilità. Questo ovviamente non esclude altre forme di protesta “fine settimanali o dopolavoriste” che peraltro sono più che auspicabili, specie in momenti come questo.
per Fabrizio
È vero, ognuno ha le sue palle e ce ne cacciano tante, proprio per questo e perché per professione ho a che fare col mondo della comunicazione, consiglio tutti di non fermarsi alla sterile lettura dei dati dei media ma di osservare in modo obiettivo e approfondito la realtà senza dimenticare che Babbo Natale non esiste e se qualche politico si presenta come tale prima o poi vi presenta un conto salato.
È sempre stato così, dubito che l’immediato futuro sarà molto differente.
Saluti a tutti
Gianfranco Salvemini | |  |  | | 
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