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Oggi due giornali, forse meno importanti, ma più vicini a noi, Il Ticino e La Provincia Pavese parlano della PACE.
Sulla Provincia a pagina 3 si parla dei PACIFISTI, che ieri si sono dati un gran da fare per difendere la pace, con i soliti modi democratici, imponendo il loro pensiero con blocchi ferroviari, distruzioni e scontri con la polizia. Questa Pace si deve accettare, perché in un paese democratico, chi vuole può fare tutto questo, contro ogni legge e contro altri cittadini.
Molte sono le cose su cui riflettere, leggendo i vari articoli, tra questi che un Tam Tam con cellulari, internet e radio private guidava i manifestanti sui vari percorsi, grazie anche alla collaborazione dichiarata dei lavoratori della C.G.L. trasporti, magari violando regolamenti aziendali.
A questo punto mi domando, o le regole ci sono e vanno rispettate da tutti , oppure non ci sono e forse non è più democrazia. Sul Ticino invece nella pagina della comunità binaschina, un articolo Vincenzo Maddaloni scrive, “ la pace non è una parola generica. Oggi è sulla bocca di tutti, ma nel cuore di pochi, si fanno garrire al vento bandiere con la scritta PACE, si organizzano chiassose marce………….., cita S. Agostino, ricorda cosa e accaduto ai tempi di Hitler . Chi crede veramente nella pace, scrive Maddaloni, non dovrebbe inscenare chiassose marce, esporre bandiere con la semplice e generica scritta PACE o creare confusione con pubblicazioni varie. Dovrebbe invece sentirla fortemente nel cuore, desiderandola sopra ogni cosa, essere convinto che “ solo dal Principe della pace” deve implorarsi la Pace. Una settimana fa alla domanda tu vai alla marcia della pace organizzata dall’oratorio per la prossima settimana, io ho riposto no! Allora tu non sei per la pace, io rispondevo, sono per la pace e che per la pace forse sarebbe stata più utile una serata di preghiera, piuttosto che una chiassosa marcia. Forse non è cosi, visto che prima di leggere questi due giornali, al termine della S. Messa delle ore 11, don Gianni annunciando la manifestazione della Pace, affermava che la manifestazione organizzata dai giovani dell’oratorio ha un solo significato, e che ogni altra interpretazione è frutto di pensieri ………… non ricordo il termine esatto. Comunque nel pomeriggio ho ripreso il mio peregrinare per il paese, e la cosa che mi ha stupito è che tutti a parole sono per la pace, che tutti vorrebbero far mettere alle finestre degli altri le bandiere della PACE e magari anche sul pennone del Castello, ma la realtà è che i binaschini forse sono per la guerra, visto che di bandiere esposte ce ne sono pochissime. Un’ultima considerazione, perché non si è optato per uno straccio bianco da mettere alle finestre, che non sarebbe costato niente, e quindi non avrebbe fatto guadagnare nessuno e si è deciso per la bandiera arcobaleno, che scrive Tullio Magnani sulla Provincia Pavese, sempre di oggi, che nel 1953 la bandiera è nata per iniziativa delle ragazze comuniste e che ogni circolo della FGC ( Federazione Giovanile Comunista) ne aveva una?... ma allora la pace è di sinistra??
Mi sembra inoltre di ricordare, che è recente la disposizione di legge, che impedisce di esporre sugli edifici pubblici altri simboli oltre a quelli istituzionali, e che la legge, forse è stata varata da un altro Governo, ai tempi in cui la LEGA voleva esporre la bandiera della Padania nei comuni dove aveva vinto le lezioni.
Non vorrei con questo mio scritto creare sterile polemica, ma mi piacerebbe aprire uno scambio di idee, magari per convincermi che una via per la Pace esiste e sono solo io a non avere capito qual’è.
Tosi Luciano
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