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| |  | | Moneta...fuoricorso Commenta Vedi tutti gli argomenti
.....“Binasco non deve essere il feudo di nessuno, né di qualche famiglia e
neppure della Cassa Rurale, ma deve tornare al ruolo che gli compete e non
essere più fanalino di coda dei comuni limitrofi”......
Premesso che di “Moneta” nelle mie tasche ne è sempre circolata pochina e
che con l’assessore in questione non ho frequentazioni ne personali ne
politiche, dopo aver letto le mail di Aldo Oliveri e Mario Manzolini, non
posso fare a meno di fare qualche considerazione.
• Pur dando atto delle opere realizzate a favore di Binasco dalla Cassa (fa
parte dei doveri statutari) qualche merito sarebbe ora di riconoscerlo anche
ai correntisti, i quali, con fiducia, vi depositano i sudati risparmi senza
i quali ben poco si potrebbe fare.
• Vero che le associazioni hanno sempre avuto molto, come S.Maria in Campo
posso testimoniarlo. Bastava presentare un progetto serio all’Ernestino e
non c’erano problemi. Oggi forse la cuccagna è finita.
• Il fatto che le associazioni locali considerino la Cassa una “mamma” non
le da nessuna facoltà di sentirsi la mamma del paese, i cittadini più
fortunati ne hanno già una cui tengono molto e gli basta e avanza.
• Leggendo il libro pubblicato dal nostro comune “Di cortile in cortile” in
un passaggio dell’intervista a Tina Gatti, (molto stimata da mio padre, vero
socialista, a sua volta stimato e ricambiato anche dall’ex sindaco Attilio
Gatti, col quale ha avuto modo di collaborare con l’allora ECA) si legge:
“Mio padre ha creato Binasco”. Io ero convinto, dopo i ritrovamenti di
S.Maria in campo, che Binasco fosse stato creato dagli uomini delle
ceramiche Laten. Però, pur comprendendo l’immenso amore figliale, forse
posso capire perché, il Moneta in questione a parlato di “feudi”
probabilmente leggendo questo libro ha preso un grosso abbaglio.
Cordialità
Gianfranco Salvemini
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