|
|
 
| |  | | Le nuove generazioni Commenta Vedi tutti gli argomenti
Prima di tutto, un saluto in segno di rispetto a tutti i partecipanti a questo forum di discussione, che dà l'opportunità di trattare direttamente della nostra vita di tutti i giorni nel senso più stretto del termine: in tal modo si distacca dalla sostanziale "evanescenza" degli altri forum che frequento. Qui mi sento veramente in grado di fare qualcosa di costruttivo. Questo è ciò che voglio fare.
Ho 18 anni da poche settimane, ma sono anni che mi interrogo sul destino mio e su quello dei miei amici + cari, tra i quali ci sono anche Valentina e Francesco. Sono stati anni in cui la mia mente si è aperta, si è spalancata, e spalancandosi si è resa conto di quante porte ci siano ancora da varcare. In preda allo sgomento e all'indecisione si è guardata attorno, cercando altre menti nella stessa situazione a cui chidere aiuto, con cui unire le forze. In quel momento ha capito cosa volesse dire la parola "solitudine" trasportata a livello interiore.
Questo accadeva 2 anni fa. Da allora la mia vita ha preso una direzione diversa da quella che mi aspettavo.Per prima cosa ho riconsiderato le persone a cui mi ero legato precedentemente, e ho deciso che forse era meglio avere qualche amico in più. Ho cominciato a frequentare la 285, attraverso la quale ho fatto moltissime esperienze e ho avuto la possibilità di relazionarmi con molte altre persone, scoprendo finalmente l'aiuto di cui avevo bisogno per aprire quelle dannate porte. E' stata la scelta giusta, veramente, e per questo dico: grazie ragazzi!
Ma ora parliamo del problema sollevato dal caro Franz. Bello mio, stai attento, se alla Vale gli tocchi il Pasolini sono guai!!! Ma a parte gli scherzi, penso che il tuo discorso sia importante, ma purtroppo anche molto...diciamo sottile. I giovani di oggi. Tutti si lamentano dei giovani di oggi, l'hanno sempre fatto e secondo me sempre lo faranno (e lo stiamo facendo anche noi, figurati). L'argomento, al di là delle banalità, per essere discusso richiede certamente competenze che certo non possiedo, comunque posso azzardare che secondo me la responsabilità di come un ragazzo viene sù è da imputare per metà all'ambiente famigliare e per metà all'indice di curiosità e di volontà. Ma io non giudico le persone nè dal loro bagaglio culturale, nè tantomeno dal fatto che vogliano diventare qualcuno. E non penso che il fatto che io non abbia mai letto una sola parola di Pasolini pregiudichi la mia amicizia con Valentina. Sarebbe bello che tutti avessero fatto esperienze come le nostre, ma la colpa di questo non è certamente dei nostri coetanei, ma forse è più nostra, perchè noi possiamo perlomeno raccontarle, queste esperienze, a chi non ha la possibilità di viverle. Pensiamoci su e raccontiamo.
P.S.: questa non è la mia risposta definitiva al tema e io sarò il primo disponibile ad accettare altre opinioni
Gabriele Zurla | |  |  | | 
|
|