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| |  | | La legge Commenta Vedi tutti gli argomenti
La legge è uguale per tutti....purtroppo i giudici non sono tutti uguali
Due righe di indignazione per la grave sentenza a favore del più
"imbecille" dei mussulmani che la storia ricordi.
Tale Smith, dopo aver insultato la religione cattolica in una
trasmissione televisiva, si concede il lusso di intentare causa per la
rimozione del crocifisso in un'aula scolastica e trova giudici
compiacenti che in barba ad una legge vigente dal 1929 si premurano di
dargli ragione. Fortuna che una volta tanto tutto l'arco istituzionale
si è rivelato compatto nello stigmatizzare l'episodio e che quasi
sicuramente la corte d'appello abrogherà la sentenza. L'accaduto deve
far riflettere, perché si inserisce in una serie di intolleranze che
alcuni di questi "trogloditi", portano avanti con metodica costanza, si
vedano la costrizione ad abolire i presepi nelle scuole e ad
organizzare finte feste di Natale per non recare "offesa???" alle altre
religioni. Piaccia o no, le radici dell'Italia, dell'Europa e
dell'occidente intero sono radici CRISTIANE e chi vene da noi a
guadagnarsi la michetta a queste radici "DEVE" il massimo rispetto
senza deroghe. Altro che diritto di voto! Prima di campare pretese in
casa d'altri, è bene che questi "personaggi" imparino ad essere
tolleranti e a riconoscere che a prescindere dai distinguo il
manifestare il proprio credo non può essere considerato "offesa" per
chi ha un credo diverso, lo dice anche la costituzione.
Sono tollerante e antirazzista, ma nutro un intransigenza viscerale
verso "l'imbecillità" soprattutto quando è mascherata sotto forma di
alti ideali. Su una sola cosa credo che valga la pena di discutere,
sulla base del diritto sancito dalla costituzione di professare
pubblicamente la propria fede, nelle scuole e negli edifici pubblici i
simboli dei frequentanti potrebbero avere diritto di ospitalità, ma
solo nel momento in cui, per legge, il sentirsi "offeso" dai simboli
altrui sarà considerato reato contro l'intelligenza prima ancora che
per il codice penale.
Senza entusiasmo
Gianfranco Salvemini
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