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12 Marzo 2001
In risposta alla lettera di Andrea Zurla.
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Ancora una volta constato come l’assoluta distanza del pensiero “adulto” da quello “giovanile”, rinnovi ulteriormente il netto distacco tra metodi educativi efficaci e attività pedagogiche genericistiche e improduttive.
In questo caso addirittura mi accorgo come un’iniziativa che sta dando risultati concreti di primissimo livello – e invito chiunque a contattarci e a conoscerci di persona – venga oscurata da un problema certamente significativo (il fumo di sigarette), ma che non può essere valutato così superficialmente ed esternamente.
Cerco di procedere con ordine, anche se c’è molto da dire e ho poco tempo… Sulle opportunità che vengono offerte: le azioni del 4° progetto (che coordino per conto del Comune di Binasco dall’aprile 1999) sono tutte finalizzate a un solo grande obiettivo: SOCIALIZZAZIONE E AGGREGAZIONE GIOVANILE (nello specifico 14/20 anni).
Per conseguire questo scopo – per la prima volta – la legge invita a far partecipare direttamente i ragazzi (“progettazione partecipata” e non solo) all’ideazione, all’organizzazione e alla gestione delle attività. Tutto quello che viene realizzato dunque è la diretta promanazione di un GIOVANISSIMO GRUPPO PROMOTORE di 14 ragazzi, democratico, libero e aperto a TUTTI coloro che abbiano voglia di lavorare per la propria comunità gratuitamente, con sacrificio (due riunioni a settimana, volantinaggio, pubblicizzazione, attività documentativa, ricerche, scambi culturali… e tanto altro). Le proposte vengono strutturate e presentate per l’approvazione all’amministrazione Comunale e al Laboratorio Centralizzato di Rozzano, con documenti scritti e firmati dal sottoscritto. A tutt’oggi con mille difficoltà siamo riusciti a far partire 4 laboratori GRATUITI e FORMATIVI (che tra l’altro attribuiscono ai ragazzi “crediti formativi” alla fine dell’anno scolastico) di TEATRO, CINEMA, MURALES, RADIO e uno spazio settimanale – quello appunto del Centro Civico – in cui di venerdì in venerdì – sotto il nome di “Venerdì d’Effetto” – si possono vedere film, fare discussioni a tema, ascoltare musica live, giocare in tornei a premio. A volte l’esito delle serate è entusiasmante, altre è mediocre, ma altrimenti non sarebbero giovani… non avrebbero bisogno di fare esperienza e non necessiterebbero di “attività educative”.
Questo sia anche una risposta a tutte le altre lamentele di chi si è sentito privato del Centro Civico il venerdì sera (e non intendo assolutamente il Professor Cuomo, che ringrazio ancora una volta per aver spostato – con sensibilità – il suo corso di filosofia in Oratorio): un adulto (soprattutto chi chiede gli spazi della Comunità) avrà forse già un sentimento civico che i giovani spesso non hanno e a cui dunque sarebbe più costruttivo dare precedenza…
Per quanto riguarda il fumo: è vero nei locali del Centro Civico si fumano sigarette, con le finestre aperte e con moderazione, ma si fuma. Però il fumo che Andrea probabilmente ha sentito addosso al fratello Gabriele, non era quello del Centro Civico, ma quello di un Pub di Binasco. Il Pub in cui alcuni promotori – e il sottoscritto – vanno a mangiare DOPO una serata di “Venerdì d’effetto”, che inizia alle 20 con una riunione, e prosegue con attività che non ci permettono di lasciare la sede; per cui o si cena alle 19.15 o si cena a mezzanotte. Questa è un’iniziativa privata di liberi cittadini che Andrea ha completamente frainteso e nulla ha a che vedere con il 4° Progetto L. 285, tant’è che siamo circa 5 o 6 contro i 50 che partecipano – di media – al Centro Civico. Pertanto tuo fratello è venuto per libera scelta è non per adempiere a un “obbligo” di iscritto 285.
Comunque per quanto riguarda il fumo… Più volte con il gruppo promotore ci siamo chiesti quali rimedi adottare per diminuirlo senza perdere partecipanti (perché teoricamente è tutto facile, ma in pratica quando impedisci di fumare ti trovi davanti qualcuno che se ne va ed è comunque sbagliato). Allora abbiamo iniziato una “politica anti-fumo”, iniziando a escluderlo nella sala in cui si tiene il tema della serata (la sala 1), dando così la possibilità a chi volesse seguire un film, una discussione, un torneo o un gruppo musicale di non respirare fumo, tornandosene a casa in tutta salute. Mentre è tollerato moderatamente nelle altre sale, ma lontano dal computer. Non mi si venga a dire però che se un giovane vuole iniziare a fumare o incrementare il suo consumo aspetta le tre ore settimanali in centro civico! Qui vuol dire non rendersi assolutamente conto di aspetti psicologici macroscopici.
Permettetemi però alcune considerazioni – anche provocatorie – contro questo superficiale perbenismo.
Credo che la vera educazione civica da trasmettere a un giovane non sia solo quella di non fumare, come Andrea scrive… ma sia soprattutto quella di iniziare a prendere atto che esiste una comunità, che esiste una continua mediazione con le esigenze degli altri, che a volte si è in minoranza e a volte in maggioranza, che per avere bisogna fare, che è difficile organizzare ed difficile mantenere in essere una struttura, che per sostenere un’idea bisogna lottare e a 16 anni questo non è ancora chiaro… e se per ottenere ciò occorre tollerare per un po’ ancora il fumo – come si fa in troppi locali commerciali, addirittura nei ristoranti e nelle pizzerie (dove si confonde con il profumo del cibo) – credo ne possa valere anche la pena (quantomeno in questa fase).
È difficile cercare di proporre qualcosa di veramente nuovo, è difficile trovare sostegno di associazioni o enti esistenti. In questo paese ognuno si arrocca su proprie posizioni e status conquistati (a parte iniziative come quelle de Rotary, del Gruppo Micoecologico, di Binasco2000 o di persone come Sig. Pozzi… non è venuto nessun altro a conoscerci in due anni!).
I giovani ancora una volta sono valutati con la abituale superficialità esteriore, di chi non conosce, ma vuole dare giudizi “assennati” e “maturi”. Comunque giudicare.
Non immaginate neppure i problemi e i risvolti psicologici che ci sono sotto e che un superficiale e generico giudizio non potrà mai comprendere, anzi, potrà solo alimentare il disagio e la ribellione infruttuosa.
Nessuno segnala che dieci giovani hanno passato due pomeriggi a scrivere lettere a 500 coetanei per invitarli a partecipare, o che si svegliano mezz’ora prima per volantinare in stazione al mattino presto, o che si trovano per scrivere i testi delle serate a tema o cercare gruppi musicali emergenti da invitare…
Non è nostra ambizione raccogliere solo adesioni di persone a modo, educate e rispettose, noi siamo per tutte quelle persone che non trovano soddisfazione in altre realtà!
Siamo nati dopo e intendiamo dare un senso a quel disagio giovanile che non trova risposte in altri ambiti.
Facciamo il possibile per accogliere tutti, anche quelli che poi ci creano maggiori difficoltà, perché sono proprio questi ragazzi che ci danno ragione di esistere e non – come spesso la scuola e enti – di “servire solo a chi non ne ha bisogno”.

Giacomo Gatti
Coordinatore 4° Progetto L 285
per il Comune di Binasco

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