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19 Febbraio 2003
In risposta ad Andrea
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Attualmente Binasco2000 non annovera tra i propri sponsor Mc Donald. Alcune iniziative promosse dalla sede locale del noto fast-food sono state inserite nel nostro calendario in modo autonomo, direttamente dagli interessati, in quanto per sua concezione, il calendario è gestito dagli utenti.
L'eventualità di accogliere tale marchio tra i nostri inserzionisti non è stata al momento presa al vaglio dalla redazione di Binasco2000, ne ci risultano richieste da eventuali sponsor.
Certo è che mantenere in vita il nostro sito comporta dei costi, così come promuovere altre iniziative di carattere sociale/benefico senza scopo di lucro. Attingere risorse dalle grandi multinazionali non è comunque un modo per dirottare parte dei loro guadagni verso più "nobili" scopi? Certo il tema richiede approfondite riflessioni, perchè no un dibattito, che lasciamo volentieri ai nostri lettori.

La redazione di Binasco2000


14 Marzo 2001
In risposta ad Andrea
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Sono rammarricata per il fatto che Andrea, che ha vissuto come tutti noi
l'adolescenza, e che mai
-come già è stato detto-ha verificato quanto il nostro gruppo si stia
impegnando per offrire uno spazio e un ambiente che soddisfi i giovani,
possa additarci per una banale scia di fumo.
Sinceramente non mi ha infastidito l'appunto sul fumo, quanto invece i
giudizi espressi da Andrea sul lavoro del nostro gruppo e sull'operato
del nostro coordinatore, che sembra obbligare i ragazzi a proseguire la
serata dopo la mezza notte in un Pub, a tornare a casa all'una e mezza
di notte," quando il giorno dopo c'è scuola" e a "trasgredire" le regole
di famiglia.
Qui allora mi chiedo se è vero che ognuno di noi ragazzi, soprattutto
se minorenne, sa quello che può e quello che non può fare, o meglio se
sa quello che gli è permesso e quello che non gli è permesso fare: se
non posso tornare a casa tardi, non aspetto l'una e mezza,quando se ne
vadano tutti, per capire che è ora di andarmene.
Poi Andrea ha scritto che "si cresce quando si smette di fare
esperienze": sono giovane ma ho comunque realizzato che la vita è una
continua esperienza: chi smette di fare esperienze si annulla, "smette
"di vivere.

Francesca Misiano


13 Marzo 2001
In risposta ad Andrea
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Mi rivolgo a te Andrea, alla comunità binaschina, a tutti quelli che come me credono in questo progetto e "si sbattono" fisicamente e intellettualmente per essere, per non farsi passare la vita addosso, ma per vivere con forza, coraggio e onestà il nostro piccolo mondo. Da tre anni seguo attivamente insieme a pochi altri questo progetto, dopo un passato, che non rinnego, nell'aria sana dell'oratorio. Oltre a far tardi la sera, credo di essere cresciuta, credo di aver imparato a relazionarmi e ad aprire la mia mente agli altri, a guardare con maggior sensibilità la realtà dei miei coetanei. Ho imparato a credere in un ideale, ho imparato a sentirlo mio, ho imparato a lottare per questo. Ho imparato cosa significa sentirsi parte di un gruppo e con questo realizzare un sogno. Ho imparato quanto è difficile sapersi organizzare. Ho imparato ad avere amici con cui condividere non solo chiacchiere, ma sentimenti e obiettivi più sinceri. Ho imparato a meritarmi uno spazio, seppur minimo. E ho dato, ho dato il meglio di me. Ho superato tanti miei limiti, come quello di stare in mezzo a tanta gente, quello di non sapermi rapportare ad estranei, quello di confrontarmi con persone di cui non condividevo gusti, aspirazioni, ambienti, ma alle quali mi sono avvicinata in quanto "promotrice", in quanto anello di congiungimento tra realtà spesso distanti nella vita di tutti i giorni anche solo per il diverso modo di vestire. Anche con i ragazzi del tanto osannato e sano oratorio. Argomento di tanti incontri tra noi promotori è infatti stata la questione
-oratorio-: come avvicinarci a questa realtà? Come trovare un punto di intesa? Come poter pensare ad una collaborazione? Ne abbiamo discusso molto perchè, diversamente da quanto sembra trasparire dalle parole di Andrea, noi vorremmo legarci e collaborare con questa -a noi estranea- realtà. Mi dispiace davvero veder andare in fumo, scusate il gioco di parole, 3 anni di impegno civile e morale, per basse chiacchiere finto perbeniste di chi ancora non riesce andare al di là delle apparenze, dei pregiudizi, di chi non vuole arrivare all'essenza del nostro progetto, di chi rimane arroccato su certe idee conservatrici sentendosi protetto dal nome dell'oratorio, additandoci come rivoluzionari senza morale. Sai, credo che ci voglia moralità, maturità, nobiltà d'animo per fare tutto quello che stiamo facendo e forse sarebbe il caso di parlarne: non credo rispettoso nei nostri confronti dare un giudizio su tre anni di lavoro in base ad una scia di fumo.
Ci tengo dunque a ripercorrere brevemente le tappe di questo lungo e intenso cammino. Abbiamo iniziato con il tener aperto tutti i Venerdì sera il Centro Civico: passo importante dato che, oltre all'oratorio, non c'erano spazi aperti per i giovani dove incontrarsi e confrontarsi. Dicendo "oltre all'oratorio" non voglio criticare nè sminuire la sua importante e onesta presenza sul territorio, ma solo evidenziare la funzione del Centro Civico di altro spazio, nè migliore, nè peggiore. Una volta presa coscienza di questo spazio e una volta formato un gruppo più o meno solido, abbiamo iniziato a proporre dei laboratori e a darci da fare perchè questi partissero e funzionassero, cercando di ascoltare e capire le esigenze della totalità dei nostri coetanei e studiando insieme delle linee orientitative per la loro impostazione. Poi abbiamo sentito necessario trasformare lo spazio 285, seppur una sola sera al mese, in uno spazio di scambio culturale e umano, dando via al "detto tra noi", serate dedicate alla discussione di un tema di interesse giovanile con il supporto di alcuni esperti. Successivamente, intorno a ottobre 2000, alla proposta di Giacomo di formare un gruppo promotori all'interno del gruppo 285 che si prendesse l'impegno di assumere un ruolo più attivo al fine di render più articolato e soddisfacente il progetto finora ad uno stato ancora primordiale, abbiamo risposto in 14. Da circa 5 mesi il gruppo promotore si occupa di organizzare i laboratori e il Venerdì d'effetto e di pubblicizzarli. Entrambe questi momenti mirano a soddisfare le esigenze di tutti. Oltre ad offrire, infatti, diversi tipi di laboratori, alterniamo, per il Venerdì d'effetto, una serata dedicata alla visione di un film a quella dedicata alla discussione di un tema, una serata mirata alla promozione di gruppi di giovani musicisti emergenti ad un'altra a scopo maggiormente aggregativo, dedicata a tornei. Inoltre, per garantire una maggiore qualità del "prodotto" che vogliamo offrire, stiamo lavorando su una carta di valori del promotore che ognuno di noi 14 si impegna a rispettare, una carta in cui si parla di valori e di atteggiamenti da tenere sia all'interno del gruppo promotori stesso, perchè tra di noi ci sia un miglior funzionamento e coordinamento, sia nei confronti degli altri ragzzzi che partecipano alle serate del Venerdì. Credo che questo sia già un ottimo effetto: un gruppo di ragazzi, che potrebbero starsene tranquillamente a casa o in giro con gli amici, si riunisce circa due volte a settimena "solo" per offrire un servizio ai propri coetanei che soddisfi le loro esigenze e le loro necessità. Un altro effetto, che non definirei proprio negativo, è il fatto che un gruppo di ragazzi, non solo si riunisce per fare qualcosa di concreto per sè e per gli altri, ma ci crede talmente tanto che lo vuol fare nel migliore dei modi e per questo si propone dei principi , dei valori.
Se questo è troppo poco per schiarire lo schermo del fumo, beh...mi chiedo a cosa sia servito tutto quello che ho cercato di fare con passione e grande forza di volontà. Mi chiedo se sia giusto e legittimo valutare tre anni di progettualità in base all'odore di fumo dei vestiti di tuo fratello. Mi chiedo se sia giusto mettere in dubbio, la preparazione e la capacità di Giacomo senza neanche essere venuto una sola volta a verificarne l'operato. Ti chiedo di pesare con maggior sensibilità e conoscenza le parole che ti senti in diritto di dire nei confronti di questo progetto che sta offrendo ai giovani la possibilità di mettersi alla prova,di confrontarsi e di dare il meglio di sè.
Mi sento profondamente offesa per le tue tanto superficiali accuse e ti chiedo, anzi ti consiglio, di verificare la fondatezza delle tue parole nel caso ti venisse in mente di dare altri opinioni a riguardo.
Con amarezza, Valentina Maggio ( a nome anche degli altri promotori).

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