|
|
 
| |  | | Il padre coniglio Commenta Vedi tutti gli argomenti
Questa la lettera firmata,scritta da una persona che ha una sorella con Sindrome di Down:
"Ho inviato questa mail al Corriere della sera, dove oggi era pubblicata una
lettera scritta per mano di un avvocato
dal padre 'incapace' di accettare la nascita del figlio con SD.
E' il mio ricordo di dolore, ma anche la testimonianza della mia esperienza
miracolosa.
A tutti un abbraccio di affetto, condivisione, conforto, per quando è
difficile 'capire'.
P. M.
Penso a quel padre che su commissione affida a poche parole di sola
protesta e di resa, il suo disagio per la nascita di un bambino con
sindrome di down.
A lui, che denuncia l'aiuto negatogli negando a sua volta il proprio ad un
figlio innocente e ad una madre e moglie incolpevole, ho solo da dire che
mai la fuga ha dato dignità e senso ad una sola vita.
Che nel destino di ognuno di noi ci sono disegni incomprensibili, ma spesso
prodigiosi.
Io, appartengo a un piccolo esercito di fratelli (riuniti oggi in un sito),
di persone con SD.
Sono una di quelli che non hanno visto sorrisi davanti alla culla.
Che hanno visto sfumare in un silenzio mesto, senza comprenderne il perché,
un evento atteso come la più radiosa delle felicità.
Invecchiare i confetti nelle bomboniere di tulle rosa.
Facce cupe. Occhi rossi. Smarrimento.
E nella culla c'era lei.
C'era la persona che avrebbe trasformato la mia infanzia in una colpa.
Nell'inaccettabile computo del confronto tra i miei "privilegi" e la sua
"sventura", vinceva sempre quel senso di colpa, che avrei voluto cancellare
strappandomi di dosso la mia bellezza e le mie corse in bicicletta, con la
fronte scoperta dal vento.
Ma è lei, quell'angelo in quella culla, che mi ha regalato un'anima di
diamante.
E' la sua impresa quotidiana, quel sorriso strappato alla sola purezza che
abbia mai conosciuto. Sono i suoi occhi verdi bagnati di inconsapevolezza,
il velluto delle sue carezze sul cuore. Che hanno fatto vita la mia vita.
Che mi hanno avvicinato al cielo, ed alla terra.
Che mi hanno cancellato i perché, e inventato l'amore.
Oggi so che la sua vicinanza è un lusso per l'anima.
Per il suo percorso. La sua crescita.
Oggi, io sono più vicina agli uomini, e al mistero della vita.
Grazie, sorella Down"
P. M. B. Roma
----------------
pensando all'appena scomparso Don Leo, che accoglieva la vita sempre e comunque assumendosene la responsabilità, e a quest'uomo,
mi viene da pensare che tra i due chi ha avuto i veri attributi sia il primo e non il secondo.
Edo Oliveri
| |  |  | | 
|
|