| Il fuoco di sbarramento Commenta Vedi tutti gli argomenti
Non sto parlando delle odierne notizie sulla guerra in Iraq, ma quello che ho percepito nel leggere le repliche dei professori (lo si evince solo dal fatto che il Sig. Gerli li ha chiamati così) e del Sig. Bonizzi in merito all’incontro organizzato per i ragazzi della scuola media sui vantaggi e pericoli di internet. Sono papà da poco tempo e quindi non mi sono ancora confrontato con l’ambiente scolastico in qualità di genitore, ma vivo l’esperienza della scuola diciamo così, di "riflesso", essendo mia moglie insegnante. Immagino quindi quanto possa essere frustrante e snervante rapportarsi con quei rompiscatole dei genitori, non tutti per fortuna, che ne hanno sempre una. Conosco, però, anche il Sig. Gerli e, a prescindere dal giudizio da lui formulato che può essere più o meno "severamente bacchettone" (del resto anche noi ci lamentavamo del fatto che un prof. poteva esser più o meno severo), non lo si può accusare di aver approfittato di questa occasione e di internet per salire alla ribalta o uscire dall’anonimato.
Il Sig. Gerli non ne ha bisogno; è apprezzato e ben voluto nell’ambito del volontariato associativo di Binasco per la sua onestà, sincerità, la schiettezza portata a volte all’esasperazione, l’obiettività e la sua costante disponibilità, sempre lavorando silenziosamente per la collettività; non gli fa difetto la sua competenza proprio in campo informatico, avendone fatto la sua professione, e musicale. Alcune maestre delle scuole elementari lo conoscono come "il papà della tastiera e dell’amplificatore" per la sua partecipazione in qualità di animatore alle feste di fine anno. Questo per presentare il Sig. Gerli sotto un’altra luce a chi non lo conosce.
Tornando al merito della questione, trovo molto inquietanti le repliche. Si riconosce sostanzialmente l’inadeguatezza nell’organizzare eventi così importanti per mancanza di figure professionali tra il personale della scuola, ma si preferisce andare alla "speriamo che vada bene". Forse ha ragione il signor Gerli: si vanifica la bontà dell’iniziativa ed il messaggio che si voleva trasmettere non passa.
La durezza delle repliche mi induce anche a pensare che non c’è disponibilità al confronto negli operatori della scuola: le cose si organizzano così e basta. Avrei preferito leggere: "Siamo risentiti per il Suo duro giudizio, ma ci esponga per favore le sue idee e le sue perplessità". Questo poteva essere uno spianare la strada ad una maggior collaborazione da parte dei genitori, che sono un enorme serbatoio di esperienza, di vita, di capacità professionali acquisite "fuori" dalle mura della scuola nei più svariati campi e che possono insegnare anche ai docenti, sempre che questi siano così umili da ammettere di avere ancora qualcosa da imparare.
Se è vero, come è vero, che questa "mobilitazione" è il risultato di un colloquio personale del Sig. Gerli con uno degli organizzatori dell’incontro, viene da pensare se non valga veramente la pena di non esporre più personalmente le proprie idee, ma servirsi solamente della rete; del resto, a parte il Sig. Gerli, assiduo frequentatore di queste pagine, ed il Sig. Bonizzi, hanno avuto visibilità altri tre nomi (potenza di internet?).
Un’ultima riflessione: brutto il punto esclamativo dopo un imperativo alla fine di una delle repliche. Suona come una scomunica o una sorta di schedatura e sembra voler incutere timore; non mi sembra il modo migliore per offrire il "prodotto scuola" alla futura "clientela".
Chiedo scusa, ma la sintesi non è il mio forte.
Saluti
Aldo Busca
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