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| |  | | IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO Commenta Vedi tutti gli argomenti
Tardi ma arrivo pure io, la discussione sul Crocefisso mi fa notare da subito che almeno su di un argomento sembriamo tutti d’accordo e già di per sé risulta essere un evento straordinario. In una società dove si sta estremizzando l’individualismo almeno di fronte ad un simbolo che va ben oltre al puro valore religioso troviamo unità di vedute, facciamone tesoro che sia, magari, un punto di partenza per dialoghi più sereni.
A questo punto però il fastidio per la vicenda prende il sopravvento, i signori giudici che, benché non se ne parli, sono affetti in una certa dose di protagonismo nonché onnipotenza sono tornati alla carica con il loro cavallo di battaglia. Quante volte abbiamo assistito a Magistrati d’assalto che oscurano televisioni, sequestrano immobili, spediscono avvisi di garanzia col timer e tolgono crocefissi. Già negli anni ’70 ed ’80 si cercava un modo di levarli a tutti i costi in nome della laicità della scuola, e penso che se si chiedesse loro cosa significa ti risponderebbero con un discorso di un’ora di burocratese, lingua molto diffusa in Italia.
Ma come dice il politologo Jonathan Cage “ogni paese ha un sistema giudiziario che equilibra quello politico e viceversa” , comunque il discorso verte sul fatto che in casa d’altri valgono le sue regole esempio: un mio amico è stato in vacanza a Dubai, località mediorientale molto calda, passeggiava tranquillo con la camicia aperta per il caldo, al collo una catenina con crocefisso ricordo della cresima quando viene fermato dalla polizia locale che gli intima “o lei copre il crocefisso oppure la devo portare in commissariato lei sta violando le nostre leggi ed offendendo la nostra religione”, spaventatosi si richiude la camicia e l’episodio si conclude lì. Questo per dirvi che taluni signori che chiedono rispetto per la loro fede, e su questo non vi è dubbio, devono prima rispettare le nostre leggi come noi le rispettiamo quando visitiamo i loro paesi.
Le minoranze, non so per quanto questi signori saranno minoranza, vanno rispettate ma anche loro inizino a rispettare noi. Una volta certe persone lottavano per levare Crocefissi, Presepi e feste di Natale in nome della “laicità” della scuola adesso lo si fa in nome del rispetto delle altre religioni, ed il rispetto per la nostra, la cui presenza insita nel Crocefisso è sancita da leggi, trattati ed accordi con la Santa Sede? Mi lascia veramente l’amaro in bocca l’aver sentito i rappresentanti di un sindacato del personale scolastico applaudire alla sentenza che autorizza l’asportazione del Crocefisso, come se la sua presenza fosse di fastidio per taluni insegnanti che a mio dire avrebbero da trarre insegnamento dal questo simbolo.
Saluto tutti affettuosamente in particolar modo il Sig. Manzolini in procinto di partire per l’oriente.
P.S.: Verrà mai un giorno in cui Roberto Gerli non criticherà i vari messaggi che vengono pubblicati, nemmeno i ricordi nostalgici gli vanno più bene, Roberto rilassati! Con simpatia Giovanni Ordanini
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