| Fuoco di sbarramento Commenta Vedi tutti gli argomenti
Alla conferenza organizzata dalle scuole medie sui pericoli di Internet
c'ero anch'io e mi sono fermato poco, non per "inderogabili impegni" ma
semplicemente perché, posso confermarlo, si faticava non poco a seguire.
Non è mia intenzione entrare nel merito della qualità dei relatori,
perché pur essendo utente di computer e di Internet non ho le
competenze specifiche per giudicare e perché non ho dubbi che la scuola
abbia cercato di convocare il meglio, ma su ambiente e organizzazione
mantengo non poche riserve.
• Ambiente
Lo stato dell'auditorium, più volte segnalato anche durante le
rappresentazioni di fine hanno, non è certo l'ideale. La rimozione
delle controsoffittature ha reso l'acustica un vero macello di echi e
rimbombi che, sommato all'inevitabile brusio di sottofondo
dell'uditorio, rende estremamente difficoltoso "ascoltare". A mio
modesto avviso, nemmeno un "blasonato" tecnico audio potrebbe porre
rimedio ad una situazione del genere.
• Organizzazione
Il personale della scuola lo sa fin troppo bene, è impossibile
catturare l'attenzione dei ragazzi per più di quindici minuti
consecutivamente, l'impresa diventa faraonica quando si tratta di
tenerne a bada un centinaio se gli argomenti trattati hanno risvolti
nella "pruderie" giovanile. Non che nell'occasione si siano verificati
comportamenti fuori dalla norma, ma sicuramente anche questo ha inciso
negativamente.
Se mi posso permettere un suggerimento, per le manifestazioni future
credo indispensabili due cose:
• Migliorare decisamente la qualità ambientale (a maggio è già un forno
crematorio) o, laddove ciò non fosse possibile, servirsi del teatro
dell'oratorio o dell'auditorium della locale Cassa Rurale, decisamente
idonei e attrezzati per conferenze e rappresentazioni.
• Lavorare, laddove possibile, con gruppi più ristretti di ragazzi e
genitori al fine di avere più attenzione e facilità di dialogo (le
grosse assemblee tendono ad inibire gli interventi)
Per ultimo un invito al preside Amato.
Al di la delle sue ragioni credo che non sia interesse ne della scuola
ne degli utenti creare situazioni di muro contro muro ma al contrario
ricercare collaborazione costante. Comprendo il suo disappunto, quando
si profondono sforzi per organizzare cose difficilmente si digeriscono
critiche, specie se troppo schiette, tuttavia il tono della sua
risposta rimanda a comportamenti di "potere" scolastico che avrei
preferito non ricordare e che sicuramente NON dispongono a buone
relazioni interpersonali.
Con la speranza di non essere incappato in bolle di scomunica.
Saluto cordialmente
Gianfranco Salvemini
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