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6 Maggio 2002
Desiderata per un paese sostenibile
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......sarà necessario non solo un azione concordata con gli altri sindaci dei comuni del sud Milano, ma il coinvolgimento diretto della cittadinanza per evitare che si trasformi il nostro territorio nell'abominevole sequenza di cemento e asfalto in cui è stata trasformata la cintura metropolitana a Nord di Milano. Preparatevi ad essere altrettanto combattivi sul campo.....
(da una mail di Frigerio sulla nuova legge urbanistica Formigoni)
Con intento polemicamente “stimolante” riporto questo stralcio di mail, proprio perché, una “Binasco sostenibile” ritengo debba essere l'obbiettivo primario di chi ci amministrerà in futuro.
In tal senso, il bilancio delle precedenti amministrazioni si presenta a mio avviso deficitario. Un urbanistica studiata e curata principalmente per soddisfare gli interessi di proprietari terrieri,società di edificazione e gruppi finanziatori, ha caratterizzato anche Binasco con colate di cemento avulse dalla nostra tradizionale tipologia edilizia ed urbanistica. Due esempi per tutti: Binasco 2 e ciò che sta crescendo nei pressi del cavalcavia per Pasturago (forse frutto della spartizione col terzo polo edilizio?). Inoltre, la furbesca politica edificatoria dei Comuni limitrofi, che ha addossato ai nostri confini i loro poli industriali e l'essere collocati in una depressione al centro di strade e future arterie ad elevato traffico veicolare, non garantisce certo il miglior modus vivendi.
La questione fu già sollevata da una commissione ecologica del “secolo scorso” (quando ancora gli amministratori si premuravano di istituirle) ed esplicata in un piano (a tutt' oggi desolatamente inascoltato) che prevedeva, a fronte dell'esiguità territoriale (3,8 Kmq dei quali la metà con tassi di antropizzazione a livelli Giapponesi) fasce di protezione metropolitana con piantumazioni e parchi intercomunali, di cui, il parco archeologico di S.Maria in Campo, poteva costituire una valida opportunità.
Ovviamente, un ambiente sostenibile non si basa unicamente sul verde ed una corretta urbanistica, ma anche su di un'ampia gamma di fattori “sociali”.
Per ovvie ragioni di opportunità, farò solo un elenco delle cose che più mi stanno a cuore, anche se ogni punto meriterebbe pagine di spiegazione del personale punto di vista.
Cosa mi aspetto per il futuro di Binasco:
• Parchi di cintura metropolitana vivibili con funzione di depurazione dell’aria e produzione di ossigeno (gli esigui spazi verdi attuali non bastano)
•Installazione di centraline per il costante monitoraggio della qualità dell'aria e dello stato di salute dei corsi d'acqua (Binasco, se non ricordo male, date alcune aziende a rischio presenti, dovrebbe essere ancora catalogata in zona “A”).
• Monitoraggio e controllo delle attività agricole (molti inquinanti provengono da li).
• Revisione dell’assurda viabilità attuale e studio razionale delle zone di parcheggio.
• Ristudio del tessuto urbano tendente a unificare il disarticolato edificato, mediante un uso intelligente dell'arredo ed elaborate strategie di aggregazione (oggi è il caos).
• Istituzione di una commissione di “veri esperti” con il compito di elaborare linee guida cui attenersi per ottenere la miglior qualità architettonica delle future edificazioni, (come si fa in diverse nazioni del nord Europa. Le commissioni edilizie non bastano).
• Realizzazione di una rete di piste ciclopedonali che consenta di evitare e diminuire l'elevato traffico veicolare interno.
• Delocazione delle antenne di telefonia cellulare e di radio diffusione in zone a totale sicurezza (finalmente c'è una legge regionale, anche se discutibile. In base a questa anche Radio Hinterland deve traslocare).
• Istituzione in loco di unità di volontariato di protezione civile (le recenti alterazioni climatiche potrebbero renderla necessaria, non sono remoti i tempi in cui Binasco veniva periodicamente sommersa dalle acque).
• Incentivare ad ogni costo il mantenimento in loco dei servizi ASL e chiederne il potenziamento (troppi “si dice” ne indicano il trasferimento a Rozzano).
• A rotazione disponibilità notturna di uno dei medici del paese.
• Farmacia disponibile anche la Domenica (servizio comunale?).
• Concretizzazione di un centro anziani che abbia almeno la possibilità di ricovero diurno e sviluppo di attività aggregative per soggetti della terza età.
• Accoglienza ed integrazione nella comunità delle nuove etnie che si affacciano sul territorio (le uniche “radici da difendere” accomunano tutti e risalgono all'homo sapiens, il resto sono balle).
• Centri estivi coordinati Comune/Oratorio (per essere comunità è necessario imparare a stare insieme e conoscere le idee e le fedi reciproche).
• Stimolo e “presenza” degli amministratori alle attività associative (tutte! solo il compianto Assessore Festa era quasi sempre presente)
• Valorizzazione e incremento delle attività e società sportive (solo nove iscritti all'ultima campestre. Stiamo impigrendo di brutto).
• Valorizzazione dei boschi creati “dal nulla” da Ambiente Salute Alimentazione e delle loro attività.
• Recupero e cura degli scavi di S.Maria in Campo (forse è ancora possibile).
• Istituzione del museo di S.Maria in campo in cui convogliare i reperti rinvenuti negli scavi.
• Istituzione di un luogo della “memoria” dove raccogliere materiale e testimonianze dei protagonisti Binaschini delle due ultime guerre mondiali (rigorosamente esclusi i cannoni).
• Moltiplicare manifestazioni e momenti di aggregazione (non solo giovanile) per rivitalizzare il paese “dormitorio”
• Incentivare l’apertura serale dei bar.
• Ripresa delle manifestazioni “musica in Villa” (abbandonate dopo la scomparsa di Carlo Festa) che registravano sempre il pienone anche se si pagava un biglietto.
• Fare veramente cultura di buon livello, e non solo di parte (salvo rari pregevoli casi, ciò che passa il centro civico......beh lasciamo perdere).
• Promozione di cineforum e teatro (Incentivare le compagnie Binaschine a fare più teatro d’impegno).
• Raccolta e catalogazione dell'opera di Giuseppe Scapucci, poliedrico artista locale contemporaneo. Istituire presso la locale Biblioteca Comunale una sala di lettura a lui dedicata.
• Attivazione periodica dei consigli comunali aperti (quasi inesistenti).
• Attivazione di referendum comunali prima di effettuare le grandi scelte che riguardano il futuro del paese.

Senza sminuire altre esigenze importanti, di cui saranno sicuramente pieni i vari programmi elettorali, questo è ciò vorrei vedere realizzato a Binasco e per il quale mi sento, nel limite del possibile, di collaborare.
Vorrei però concludere con un ultimo desiderio.
Spero che finalmente qualcuno si ricordi di commissionare all'amico Alberto Cuomo la stesura della “vera storia di Binasco” (molto più estesa e multiforme del periodo che va “dalla nascita dei cattolici popolari alla fine delle cooperative bianche”) perché trovo “scandaloso” che avendo in casa il massimo esperto di storia locale, nessuna Amministrazione, dico nessuna fino ad oggi, abbia provveduto in tal senso.
Data l'importanza dell’argomento, ho dovuto essere necessariamente lungo.
Cordialità

Gianfranco Salvemini


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