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| |  | | Ciclisti contro mano...una replica Commenta Vedi tutti gli argomenti
Anche i ciclisti devono rispettare il codice della strada, questo è
giustissimo, ma mettiamoli anche nelle condizioni di poterlo fare allora. Se
da casa mia (s.s. dei giovi) voglio venire in paese in bicicletta, per
attraversare la statale in modo "sicuro" devo recarmi al semaforo (siamo
sempre in attesa che venga realizzata la tanto promessa pista ciclabile!!!).
A questo punto se voglio venire in centro rispettando le regole l'unica
scelta è quella di andare verso Casarile e poi fare tutta la via Garibaldi,
altrimenti le scelte possibili sono quelle di fare via Borgomaneri (la via
del semaforo) contromano, oppure un pezzo di statale contromano per arrivare
fino alla via Costa per poter così nuovamente rientrare nelle "regole"
viabilistiche. Suggeritemi voi quale è il percorso più sicuro (sicuramente
facendo correttamente la statale sarei almeno dalla parte della ragione nel
momento in cui mi mettono sotto).
Tornando a casa, invece, se voglio rispettare le regole non posso più
utilizzare il semaforo per poter fare un attraversamento "protetto" poiché,
se lo utilizzo, devo per forza fare la statale contromano (dovendo andare in
direzione Casarile).
Per i pedoni, invece, che possono fare via Borgomaneri "contromano" la
situazione è forse peggiore in certe ore della giornata, in quanto non
essendoci neppure uno straccio di marciapiede sono alle mercé completa degli
automobilisti (provate a passare da quella strada alla mattina dalle 7,30
alle 8,30).
Concludendo, è vero i ciclisti (ed anche i pedoni) spesso non rispettano le
regole della viabilità, ma tutto l'operare di ogni amministrazione comunale
è sempre stata rivolta a consentire una migliore viabilità alle macchine (ed
i risultati sono sotto gli occhi di tutti) perché gli automobilisti danno
più voti dei pochi ciclisti. Le macchine (e gli automobilisti) non si
sazieranno mai di strade, più ne costruisci e più macchine ci passano;
l'unica soluzione, ovviamente secondo me, è quella di ridurre la mobilità
delle macchine a favore di pedoni e ciclisti (ovviamente in piste loro
riservate).
Marco Marchioni
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