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Cerchiamo di ponderare....
Bravo Roberto! la tua analisi sulla “cultura delle pedate nel culo” mi è
molto piaciuta, francamente trovo pericoloso che vi sia chi si ostini ad
avere una visione della realtà col paraocchi.
Non ho mai amato popoli e culture che pensano di avere modelli sociali che
“debbono funzionare per tutti”, men che meno chi, in ragione di una fede,
considera tutti gli altri “infedeli” nel senso più deleterio del termine
(Molti mussulmani sono di questa specie) e pretende, attraverso l’uso del
terrore o l’ intolleranza più becera, di modellare la realtà in esclusiva
funzione del proprio credo anche quando si trova in casa d’altri; si veda ad
esempio la difficoltà di realizzare presepi e feste di Natale “vere” negli
asili e nelle scuole (è successo anche a Binasco). Anch’io non sono così
sicuro che, pur con tutte le ragioni possibili, bombardare quattro poveri
straccioni (perché tale è la tragica situazione del popolo Afgano provato da
anni di guerre e dittature a raffica) sia la “panacea” per eliminare il
terrorismo e tutti mali dell’umanità. La cruda realtà dimostra che le
conseguenze più pesanti delle guerre le subiscono sempre i poveri e gli
emarginati; coloro che tirano le fila del terrore, i capi, i signori della
guerra, in genere se ne stanno ben protetti al sicuro e in non pochi casi
continuano a fare miliardi anche con chi sgancia le bombe sulle loro teste.
“Chi di spada ferisce di spada perisce” dice la saggezza popolare e anche il
Papa continua inascoltato ad invitarci a riflettere in tal senso.
Non ho una ricetta sicura per combattere gli integralismi e il terrorismo,
penso tuttavia che tutti noi dovremmo sforzarci di trovare modalità che
tendano a favorire il dialogo, l’integrazione fra le culture e il rispetto
delle differenze. Le “pedate nel culo”, nei termini in cui sono proposte,
checché se ne pensi sono violenza che fatalmente genera altra violenza, in
un pericoloso crescendo fino alle estreme conseguenze.
Trovo assurdo pretendere di dare libero accesso nel nostro paese solo a chi
è simile a noi o funzionale ai nostri puri interessi economici, tuttavia,
credo giusto che l’occidente, ed il nostro paese in particolare, la smettano
di essere il “colabrodo del mondo” ed esigano che chi viene a vivere da noi
debba in primo luogo rispettare la nostra cultura, la nostra religione, i
nostri usi e costumi, se vuole a sua volta essere rispettato. In caso
contrario “a casa!”.
Caro Giovanni Ordanini (per i lettori dei portici che non lo conoscono è mio
cuginetto) più che di sentirmi “immerso in un mare di ipocrisia pseudo
culturale”, leggendo certe mail ho la sensazione di essere immerso in un
mare di qualunquismo stile “trattoria dei cacciatori...annesso giardino e
balera” dopo abbondanti libagioni. Solo così mi spiego il fare di tutta
l’erba un fascio e lo sprezzante atteggiamento mentale rispetto a poveri
cristi emarginati (lavavetri, mercanti abusivi ecc.) che se non fossero
stati spinti a venire da noi per sfuggire alla “fame”, della quale è in
parte responsabile anche la “storia” e la politica dell’occidente, se ne
sarebbero stati volentieri a casa loro.
Quanto al “retaggio sessantottino”, ti ricordo, che all’epoca probabilmente
non frequentavi ancora l’asilo, probabilmente quello che sai è basato sul
sentito dire, dubito quindi razionalmente che tu abbia avuto modo di capirne
a sufficenza, e non c’e cosa peggiore di sparare giudizi tanto al chilo su
persone che non si conoscono e avvenimenti che non si sono vissuti. Inoltre,
so che a scuola eri in gamba e quindi la storia non dovresti avere bisogno
di studiarla, men che meno quella che insegnano al “circolo dei giovani
comunisti italiani” o al “fronte della gioventù”, però, visti i contenuti
dei tuoi ultimi scritti, credo proprio che almeno un grande ripasso ti
farebbe un sacco di bene.
Senza pretesa di intelligenza
Gianfranco Salvemini
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Accolgo l'invito dell'amico Gino/Walter ad intervenire sotto i portici che ultimamente sono poco frequentati.
Siamo in una situazione difficile.
Dici di prendere a pedate nel sedere chi manifesta a favore del terrorismo. In prima battuta mi trovi a lucidare i puntali metallici degli scarponi ma intanto che lo faccio mi sorgono dei dubbi.
1) Sono contro il terrorismo ma sinceramente non riesco comunque ad appoggiare chi pensa di combattere il terrorismo bombardando le città (leggi americani). Non mi meraviglia perchè gli americani, per quanto se ne dica, hanno sempre perso i confronti armati non convenzionali. Dal Vietnam alle miriadi di "piccole" guerre civili terzomondiste nelle quali appoggiavano l'una o l'altra fazione. Non sono certo degli esperti in questo campo ma hanno la brutta abitudine di decidere (più o meno per tutti) cosa fare in ogni situazione.
Allora che faccio? Prendo a pedate anche gli americani?
2) Quando qualcuno manifesta pubblicamente, esercita il suo diritto alla libertà di parola. Le pedate si danno se le manifestazioni superano questo diritto e ledono materialmente qualcuno. Si deve fare attenzione nel rispondere alle parole con le pedate perchè potremmo cadere nel totalitarismo o, peggio, abboccare all'amo della provocazione.
3) E' vero. Ogni giorno di più i giornalisti si rivelano una brutta razza. Quantomeno densamente popolata da individui che antepongono ragioni di marketing del loro prodotto "notizia" all'informazione vera e propria. Però non dare voce a chi non ci và ci fa ricadere nel totalitarismo di cui sopra.
Mi rendo conto che il mio intervento è moderato e non dà un grande contributo per "vivacizzare" l'ambiente ma forse il messaggio è proprio questo: Cerchiamo di ponderare con calma tutti gli aspetti prima di lasciarci guidare dall'istinto.
ciao al caro amico Gino e a tutti gli altri
Roberto Gerli
PS
con riferimento al messaggio di Andrea sulla viabilità degli ultimi giorni devo dedurre che l'amministrazione comunale non gli ha risposto?
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