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| |  | | Casa di cura.....Campi magnetici Commenta Vedi tutti gli argomenti
La mail del sig. Jannuzzi pone di nuovo la "seria" questione dei campi magnetici nocivi. L'insediamento della casa di cura nella zona dell'antenna della cascina Bozza, potrebbe rivelarsi un problema, se la distanza di trecento metri (scientificamente dimostrato essere quella di assoluta sicurezza) non fosse rispettata. Vista la spinosa questione delle antenne collocate sull'acquedotto, tuttora irrisolta e da risolvere al più presto, poiché l'erigenda nuova scuola elementare si trova a meno dei fatidici "trecento metri", sarebbe stato preferibile, per evitare rogne, non collocare un antenna alla casina Bozza, se in quella zona era prevista la costruzione di un edificio per lungodegenti.
Si potrà obiettare che in questo campo, il reale grado di nocività non è così certo, ed è vero, però, proprio per questo motivo, i nostri amministratori hanno il "dovere" di rispettare l'unica certezza scientifica inconfutabile "la distanza di trecento metri" da qualsiasi edificio o insediamento produttivo, al di la della quale i valori di emissione scendono a zero.
Per opportuna memoria dei nostri amministratori, sarà bene ricordare la triste vicenda dei centocinquanta morti del polo chimico di porto Marghera, per i quali, nessuno è responsabile poiché, secondo i giudici, all'epoca l'azienda operava nei limiti di legge. Spesso le leggi non tengono conto del principio di cautela che, come nel caso dei campi magnetici, è opportuno attuare quando "i sospetti di nocività" sono tutt'altro che remoti.
A quanto ne so, la nostra amministrazione sembra essersi attivata per risolvere la questione, però, visti tempi "pleistocenici" che la caratterizzano, non sono molto ottimista relativamente ad una rapida soluzione (se ci sarà).
Malignamente mi sorge spontanea la domanda, se le antenne fossero state collocate in prossimità delle abitazioni di qualche amministratore o di qualche "notabile" locale, il ritmo di marcia sarebbe stato il medesimo o si sarebbe inserito il turbo?
Alla prossima
Gianfranco Salvemini | |  |  | | 
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