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| |  | | Belle parole Vale Commenta Vedi tutti gli argomenti
Sono contento che questa mia provocazione sia stata accolta da una mia coetanea e amica. Devo complimentarmi per il tuo scritto -secondo me un po’ prolisso, ma non è questo il luogo e il momento per discutere di questa cosa- così dotto e forbito, ricco di “nozioni” su Pasolini e il momento storico nel quale è vissuto, ma vorrei soprattutto discutere delle accuse che mi rivolgi ,sottolineando alcune tue affermazioni. Anzitutto perché etichettare sempre le persone con “destra” e “sinistra”, la mia era una semplice, ingenua citazione di un autore che, a parer mio, è stato (“era”) un pilastro fondamentale della cultura italiana del secolo scorso. Vorrei farti notare che in un articolo apparso sul “Corriere della sera” ( raccolto in “scritti corsari”) il 24 giugno 1974, “Pier Paolo” scrive queste testuali parole:”…tutti gli italiani giovani compiono identici atti ,hanno lo stesso linguaggio fisico sono INTERCAMBIABILI…”. Allora era così diversa la situazione sociale dei giovani di 30 anni fa da quella attuale? Quindi l’ho citato per fare “l’intellettuale di sinistra con la sensibilità e la purezza che questo mondo violenta”? Ho voluto solamente far presente che un grande critico sociale aveva individuato un problema non ancora risolto oggi. Chiusa definitivamente la parentesi pasoliniana (e d’ora in avanti me ne guarderò bene dal citare frasi tratte da libri…) vorrei ora parlare ,discutere sulla situazione dei ragazzi . Tu dici che la “mancanza di volontà”, “di mezzi” ha privato i nostri coetanei della possibilità di andar oltre, di evadere dalle proposte medie che la nostra società ci offre. Vale, riesci a capire che ormai nel 2002 tutti o la maggior parte hanno avuto (o avranno ) gli incontri, gli appoggi e le possibilità per sfiorare o conoscere la cultura! Spiegami che senso ha, ancora, giustificare queste persone che “poverine” non hanno avuto le possibilità. Ormai sono pochi. Alla maggior parte dei giovani –ai quali mi riferivo nel precedente articolo - non interessa niente di “culturale” e purtroppo si sono adattati ad una società pragmatica, distruttiva e non vogliono uscirne.Vorrei, infine, lanciare un appello a tutti i frequentatori di questo “spazio virtuale” e a tutti i giovani e non: parliamone! Aspetto te, Vale, e molti altri di questo paese così attento e vigile a discutere guardandosi negli occhi e non solo dialogando attraverso un monitor.
P.S. Fare una battuta come quella delle “veline” avrebbe dovuto essere colta da te, che ritengo una persona molto intelligente, come tale…
Francesco Bertocco
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