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31 Gennaio 2002
Auto Ecologiche...per cortesia siamo seri
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Nonostante lo spirito ecologista che, pur con grande ritardo storico, sembra animare il Presidente Formigoni, la sua proposta è poco credibile per almeno due motivi:
Primo
Non fa i conti con la reale volontà dei produttori di realizzare veicoli che "cozzano" con gli interessi delle grandi compagnie petrolifere e che, per funzionare, richiedono comunque consumo di combustibile, conseguente emissione di inquinanti e problemi di smaltimento delle parti residuali (ad es. le batterie).
Secondo
Dimentica che all’inquinamento del pianeta, concorrono un’enorme quantità di fattori di cui, l’automobile, ne rappresenta solo una parte. La proposta, strettamente localistica e mancante di una prospettiva generale, rischia di dare uno contributo ininfluente alla soluzione del problema.
Dobbiamo quindi tenerci le nostre auto sperando in eventi miracolosi e nel frattempo morire di cancro?
Sicuramente no.
In attesa che nuove fonti energetiche e tecnologie ad emissione zero risolvano il problema, si rende indispensabile una svolta culturale finalizzata ad ottenere attività umane a basso impatto ambientale, mediante coraggiose scelte politiche basate su una "ampia" gamma di interventi che consentano:
Drastica riduzione del trasporto su gomma - Potenziamento del trasporto ferroviario e marittimo - Riduzione del trasporto privato nei centri urbani - Trasporto pubblico urbano a trazione elettrica (l’energia si deve comunque produrre, ma prodotta in centrali di ultima generazione sembra dare un bilancio positivo) - Veicoli ibridi - Produzioni industriali a basso consumo energetico (si fa urgente una nuova coscienza progettuale) - Razionale gestione degli spostamenti (diceva Beppe Grillo, il Lombardo beve l’acqua minerale siciliana il Siciliano beve quella Lombarda.... ma non sarebbe più semplice se ognuno si bevesse l’acquazza sua?) - Sviluppo del telelavoro (riduce la necessità di spostarsi) - Razionalizzazione dei consumi individuali (più si produce, più si consuma, più si inquina.) - Riciclaggio - Uscita dalla logica “solo petrolio” e integrazione con sistemi ad energia pulita (il Nobel Rubbia sostiene che in Italia ci sono le condizioni ideali per l’eolico e il solare di ultima generazione a costi competitivi).
Per finire, il nucleare. Credo sia troppo pericoloso, specie in un territorio sismico come quello Italiano, inoltre, le recenti vicende terroristiche, dovrebbero farlo accantonare definitivamente.
Deve essere comunque chiaro, che la riduzione dell’inquinamento può richiedere "sacrifici" (parola difficile da digerire) i costi di energie alternative al petrolio, possono essere ancora poco competitivi, e si possono presentare nuovi problemi ambientali (i generatori eolicici deturpano l’ambiente) vanno accettati. Alla fine bisogna scegliere, o darsi una "drastica" regolata per continuare a vivere ed evolversi, accettando qualche compromesso, o comportarsi come se niente fosse ed estinguersi.
La storia dell’umanità insegna che indietro non si torna, ma un mondo diverso è possibile.

Saluti
Gianfranco Salvemini

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