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Ieri sera sono stato alla tavola rotonda organizzata da RH sul ruolo dell’informazione nei comuni del sud Milano, c’era poca gente e la stampa blasonata si è resa latitante. Per la verità mi aspettavo un dibatto più orientato sul ruolo sociale dell’informazione, sui meccanismi che la regolano e sul potere dei media, invece si è trattato più che altro di una sorta di Amarcord sulle attività della radio che ha spaziato dalle motivazioni della sua nascita alle gestioni più recenti, con premiazione di alcuni collaboratori storici. Ovviamente, dati i festeggiamenti per i venticinque anni di attività, la cosa ci sta e forse ero io che avevo aspettative che non erano in programma.
Con mia sorpresa scopro dagli interventi dei sindaci che esiste una forte esigenza di canali di informazione per rendere “partecipi alla vita amministrativa” i cittadini. Il mio parere, espresso ripetutamente in questo sito, è che perlomeno per Binasco l’esigenza è una variabile tendente a zero in periodi normali con picchi tendenti a 100 in campagna elettorale.
Un contributo illuminante sul ruolo dell’informazione l’ha dato il sindaco di Rozzano che ha ricordato come la vicenda della recente sparatoria gestita in modo distorto dai media, abbia creato nel breve spazio di pochi giorni un danno di immagine che richiederà anni per essere sanato.
Sono mancati purtroppo contributi approfonditi su aspetti importanti dei media locali come l’analisi del perché negli anni settanta sono nate le radio private ed un bilancio ad un trentennio di distanza che, a mio avviso, le vede principalmente come dispensatrici di spazzatura, musica monocorde e pubblicità martellante. Sarebbe stato interessante capire come si colloca RH oggi all’interno di questo contesto, quanto il sospetto ventilato a suo tempo che la nascita di questa radio e del periodico il Castello fossero dovuti più ad esigenze di recupero del consenso elettorale locale (è di quegli anni la perdita del comune da parte dell’allora DC) che a filantropiche esigenze culturali e sociali, quale sia stato il reale livello di libertà di espressione permesso da RH, quali gli eventuali tabù che hanno dovuto aggirare gli operatori e quale tipo di cultura abbia dispensato. Inoltre, alla luce delle ripetute chiusure di emittenti locali, sarebbe stato interessante capire in modo approfondito se le radio locali hanno ancora un senso, un futuro ed eventualmente quale relazione potranno avere con i nuovi media che si affacciano all’orizzonte.
Concludo con un aneddoto che dimostra quanto sia importante il potere di gestire la comunicazione e i suoi risvolti sociali.
Ai tempi di Cavour il ministro della giustizia ricevette la domanda di grazia di un carcerato povero e con diversi figli, il Re, al quale spettava la decisione definitiva, ricevette un dispaccio del ministro che così scriveva:
“Grazia impossibile, lasciarlo in prigione”
il Re, che era a conoscenza delle condizioni del prigioniero firmò il messaggio, ma prima di renderlo esecutivo cancellò e spostò la virgola, il direttore del carcere ricevette
l’ordine:
“Grazia, impossibile lasciarlo in prigione”
La conquista della libertà può passare anche attraverso la gestione di una virgola.
Saluti
Gianfranco Salvemini
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