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| |  | | Altrettanto Binaschinamente Commenta Vedi tutti gli argomenti
Gentile Signora Rognoni,
le assicuro che sul libro quanto “estrapolato” c’è e il contesto nel quale è scritto parla delle opere della famiglia. Forse il cronista ha travisato?
Io ho inteso “ironicamente” attribuirgli il significato che ha e non altro, poiché, pur riconoscendo i meriti e stimando (l’ho anche scritto) certi binaschini (Sig.ra Tina compresa), a volte ci si dimentica che lo sviluppo, la crescita, la cultura e la storia di questo paese si devono anche e soprattutto alla volontà, al duro lavoro e alla cultura di “tutti” i nostri concittadini, anche i più umili che, da “secoli” ne hanno fatto la storia. In particolari periodi alcuni di loro hanno avuto buone intuizioni e più iniziativa di altri e questo non può che rendere loro merito, ma troppo spesso (vedi periodico il Castello per circa dieci anni) questo sembra essere stato “l’unico” merito di Binasco e ciò non è eticamente accettabile, come non è accettabile che, ricordare di estendere i meriti ai "correntisti" che danno fiducia ad una Banca che per statuto ha “l’obbligo” di fare certe cose, sia “sputare nel piatto dove si è mangiato”.
Non è mio costume e lo "rispedisco al mittente".
Credo che quanto da lei scritto: “NON SI PUO' CERTO METTERE IN DUBBIO CHE LA FAMIGLIA GATTI SIA "RADICE" DI QUESTA NOSTRA BINASCO, ASSIEME AD ALTRE FAMIGLIE I CUI COGNOMI SI RITROVANO (V.DI LIBRI PROF. CUOMO) GIA' NEI SECOLI SCORSI COME PARTE VIVA DEL NS. PAESE” vada più correttamente inteso con “NON SI PUO’ CERTO METTERE IN DUBBIO CHE LA FAMIGLIA GATTI SIA “ESPRESSIONE” DI QUESTA NOSTRA BINASCO ecc.ecc. perché più rispondente al vero e accettabile anche per chi Binaschino lo è da poco e vuole di questa comunità sentirsi parte viva e attiva.
Sul fatto che non si “DEBBA” fare di Binasco un “feudo” e al discorso associazioni mi trova pienamente d’accordo.
Senza maiuscoletto e con Binaschina cordialità
Gianfranco Salvemini | |  |  | | 
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