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| |  | | Il PD a Binasco Commenta Vedi solo questo argomento
Confermo l'iniziativa del Comitato promotore di Binasco per il Partito Democratico che si terrà presso il Centro Civico il giorno 28 Novembre alle ore 21.00
Nasce una nuova speranza, una nuova cultura della politica, una risposta concreta ai bisogni di questo nostro Paese. Nascono i protagonisti del domani.
Pino Vella | |  |  | | | |  | | PD...non più soli Commenta Vedi solo questo argomento
A Riccardo grazie, sono ben contenta, ed anche disponibile a partecipare all'organizzazione, da qualunque buona volontà venga. A Gianfranco grazie, anche per lo spessore e la profondità dell'apporto: non sono un "giovane Cattolico Popolare di Binasco", soprattutto non sono giovane e non sono Cattolica, ma ho trovato comunque interessante e stimolante. La battuta finale era semplicemente "statistica", riguardando all'indietro, e si riferiva alla potenzialità espressa da Gianfranco e Riccardo nel riaccendere temi di confronto a tutto campo, anche nei confronti dei più "restii". Dunque, un vero e sincero complimento. A volte se ne fanno, ed i più sinceri sono quelli gratuiti. Quindi nessun retropensiero, solo un riconoscimento.
Cristina Gallione | |  |  | | | |  | | Molti di più....in cerca di una rosa Bianca Commenta Vedi solo questo argomento
A proposito di, ritrovarsi, scambiare opinioni ecc. per il nuovo PD. Riporto, quale contributo alla riflessione (che auspico sia fatta in modo particolare dai giovani Cattolici Popolari di Binasco), Uno stralcio dal libro "In cerca di una rosa bianca" di Paolo Giuntella, edito dalla Locusta di Vicenza.
Paolo Giuntella, romano, cristiano e democratico (all'epoca trentacinquenne), era redattore della pagina culturale di un quotidiano. Il suo libro mostra un lato frettolosamente archiviato del sessantotto, in favore di una lettura fatta per lo più di negatività e luoghi comuni. Ne emerge chiara una stagione che fu anche ricca di fermenti, profondità di pensiero e speranze spesso frantumate dalla cosiddetta real-politik, con le conseguenze sociali e morali che ancora oggi viviamo.
In cerca di una rosa bianca
Si è chiuso irrimediabilmente il "maledetto decennio". Con la morte di Fromm, l'ultimo, il più semplice, il più diffuso dei nostri padri, l'epoca sembra chiudersi definitivamente. Dopo Marcuse e Dutschke e Ted Kennedey, il fantasma di Bob anch'egli un nome che evoca, sia pure con tanto meno vigore, la stagione irripetibile di Bob Dylan e di JoaN BAEZ, la nostra primavera, s'impantana definitivamente in Illinois. In Germania il comunista alternativo Rudolf Bahro è capolista del "partito verde", benedetto dal Wolf Biermann l'amico cantautore di Rudi. E Garaudy capeggerà le liste "verdi" in Francia. I nostri sogni, ma anche le nostre contraddizioni, finiscono in palude, irrimediabilmente. L'amore per un fenicottero sostituisce le assemblee del maggio. E gli ultimi "zaccagniniani" fanno le valigie. A due anni dalla morte di Moro, ad un mese dalla morte di Bachelet. E uccidono come Thomas Beckett Oscar Romero arcivescovo di San Salvador, mite ribelle senza odio, pretaccio di Dio fedelissimo in Cristo. L'avevo intervistato l'anno scorso. Un'altra porta chiusa.
C'è radicale sapore biblico in questo svuotamento. Denudati di fronte al Signore. Una quaresima di totalità. Mi ha chiesto tutto. Ci sono momenti nella storia di una persona, ma anche nella storia di una comunità, di un popolo in cui Dio chiede tutto, impietosamente. E chiede tutto quando ti sembra d'avere già poco. Anzi il poco te lo strappa.
Noi si cercava una "Rosa bianca". Nella crudeltà di cemento e acciaio, ripiegati gli striscioni del '68 con grinta e con rabbia, abbarbicati, pur con infedeltà e ribellioni, al'Eucarestia, a quel pezzo di carne del Cristo, a quel vino non adulterato, abbiamo cercato di lottare ancora. Ritrovando la fede dei padri, ritrovando la passione di essere "dentro", accettando la complessità del reale, la dura quotidianità in cui vivere la tensione utopica, il servizio, la sete di giustizia e di immaginazione al potere, entro le istituzioni per costruire nuove istituzioni, nella storia ma assetati di nuova storia e nuovi cieli.
Per questo una generazione frantumata dal provvisorio, dalla nuova alienazione della società industriale, dall'universo dei consumi occidentale, dalla pretesa del "tutto è politica" alla rinascita del proprio soggettivo come priorità, questa generazione ha superato l'enfasi del marxismo utopico, il fascino della rivoluzione leninista ed ha riscoperto la strada dei padri. Dossetti, Donati, Ferrari, Mazzolari, Milani, il cristianesimo latino-americano, la democrazia parlamentare e la militanza politica, il cattolicesimo democratico. Ma abbiamo anche e con fatica cercato la nostra "Rosa bianca". Tensione a rivivere la "rivoluzione di Mounier" e la "reformatio" di Dossetti, i "tempi nuovi" di Moro e la stagione di Isaia di La Pira, nell'oggi. Ma anche vivere la nostra "rivoluzione", la nostra novità. La nostra "Rosa bianca" è questa utopia dei vivere la festa e la trasformazione del reale, nell'imperfetta comunità degli atti degli apostoli superando le paure piccolo-borghesi ed il grigiore ecclesiale del nostro piccolo modo antico, in un nuovo stile di vita. In una nuova "amicizia" che strappasse all'individualismo le nostre esistenze, che trasformasse in comunità le nostre risorse, che superasse la proprietà privata, il moderatismo, prima nella vita personale e poi nella lotta politica. La nostra "Rosa bianca" è ritrovare nella nuova austerità, nella nuova povertà, un nuovo modello di sviluppo, ma anche un supplemento di senso, ma anche una nuova "felicità". Conosciuta però sulla conoscenza della Croce, ma nella forza della resurrezione.
Per questo abbiamo cercato di dire di no al riflusso, di resistere, accettando il confronto con i luoghi reali in cui ogni giorno la democrazia si costruisce, i luoghi pienamente laici, perché pienamente umani, in cui si tesse non solo la convivenza ma anche la difficile comunione degli uomini. Lotta dura e difficile contro le mura erte della real-politik, contro i conformismi modernizzati contro i luoghi comuni dei nostri fratelli e compagni. La "Rosa bianca" del Concilio e delle grandi stagioni teologiche, la "Rosa bianca" della rinascita zaccagniniana, la "Rosa bianca" nascosta in ciascuno di noi, dai contorni non definiti all'esterno, ma ben nitida e netta nel nostro cuore, è stata raccogliendo petalo su petalo. Sperando che il lavoro, la vita, l'integrazione pur necessaria non ci divida.
Crisi del welfare state, crisi del sottosistema keynesiano, ritorno al neoliberismo, socialdemocrazia ultima spiaggia, imbarbarimento culturale, dispersione, spersonalizzazione, crisi della militanza e crisi della forma-partito. Il dinosauro che allarga le sue braccia e inghiotte tutto, caduta del senso e morte della speranza. Sì, tutto vero. Anche la nuova restaurazione, la nuova conservazione ecclesiale. Ma il cielo continua ad essere rosso se noi riusciamo a raccogliere le nostre forze, a rinvigorire i nostri caratteri, a sfidare l'impossibile, a sentire che domani sarà bello, che nella nostra anima batte un cuore nuovo. È il mistero pasquale che rende impossibile ai cristiani ripiegamento e disperazione anche quando il cuore è colmo di pianto e vorresti fermarti con la schiena squassata dalla stanchezza e l'anima in pezzi, devastato, alla porta dell'ultima osteria, a lasciarti bagnare dalla pioggia.
Dopo gli anni dell'emozione stanno per nascere gli anni della ragione. Dopo gli anni dell'emozione dobbiamo lasciare i viali del "campus" adolescenziale ove le potestà ci lasciano liberi di ridurci, istrioni e giullari,a coltivare nostalgie inguaribili, illusioni e rimpianti, interminabili autocoscienze collettive e solitarie. L'emozione è stata sconfitta dai grandi manipolatori, dai nuovi e volgari re, da spade di cemento e d'acciaio. Per questo la nostra "Rosa bianca" deve piantarsi nei campi della razionalità sapienziale. Che è si resistenza,tenerezza, fraternità, austerità, nuova paternità, nuova fertilità, ma che è necessariamente il transito dall'emozione alla ragione sapienziale.
È dovere morale tornare alla ragione, alla competenza, al duro studio notturno, al confronto tra amici sui libri letti, sui problemi di cui si conoscono le coordinate. È dovere morale tornare nelle periferie, nelle sacrestie, nelle case di amici a fare pedagogia popolare, cultura popolare alternativa, a convertire i cuori ma anche le menti.
(Venerdì santo, 1980).
Se potrò all'incontro non mancherò.
Saluti
Gianfranco Salvemini
P.S. per Cristina
.....Forse la ricetta per riaccendere il dibattito, almeno sul sito, c'è: basta che ci rispondano o Salvemini, o Benvegnù; ..... a cui tutti fanno, da sempre, una gran fatica a NON rispondere. Sei un neo-binaschino? verifica questa regola aurea nel passato recente dei portici. E se i "citati" mostrano ulteriore benevolenza.........
Questa non l'ho proprio capita. Magari un giorno me la spieghi. | |  |  | | | |  | | Amur del Temp Commenta Vedi solo questo argomento
Cume se fa a parlà de la belessa?
la furma che sa dìs al fià del coeur?
La vardi e, nel murì, la mia parola
la dìs dumà del pòch restà nel moeur.
Franco Loi...
Pietro Gandini | |  |  | | | |  | | Molti di più Commenta Vedi solo questo argomento
All'appello rispondo.
Confermo che è in fase di organizzazione un incontro aperto a tutti coloro che vorranno dare il proprio contributo al nascente PD binaschino. Sicuramente entro fine mese (data e luogo da confermare).
.....spero di non aver interrotto un idillio a due....
Con simpatia.
Riccardo Benvegnù
| |  |  | | | |  | | In due..in teoria molti di più Commenta Vedi solo questo argomento
Caro Vincenzo, certo che dovremmo essere "almeno" 288, come scrivevo in una mia precedente, ed anche ragionavo, come tu fai, che un franco confronto parte dall'attuale situazione, oltre che da un serio confronto sulle convinzioni e sul possibile futuro; fra donne e uomini "di buona volontà", ognuno con il proprio livello di motivazione. Che fare? ( come diceva quello là.....ora ridotto a turismo "postumo" e di scarso buon gusto) Forse la ricetta per riaccendere il dibattito, almeno sul sito, c'è: basta che ci rispondano o Salvemini, o Benvegnù; ..... a cui tutti fanno, da sempre, una gran fatica a NON rispondere. Sei un neo-binaschino? verifica questa regola aurea nel passato recente dei portici. E se i "citati" mostrano ulteriore benevolenza.........alla fine magari meritiamo una data utile anche noi. Con gratitudine, la bollicina.
Cristina Gallione | |  |  | | | |  | | In due...spero di più Commenta Vedi solo questo argomento
In due?
Spero di più in realtà! Sono un “novello” binaschino e quindi poco conosco le vicissitudini locali; il Partito Democratico però può essere l’occasione per voltare pagina, senza buttare via il buono che il passato offre al futuro ma allo stesso tempo riformulare bene le basi del nuovo soggetto politico. Leggo sul forum e sui giornali locali le difficoltà presenti legate in particolar modo alla disomogeneità tra Margherita e Ds, forse bisognerebbe partire proprio da qui! Come dicevo però sono nuovo alla discussione indigena, pertanto per un attimo mi metto da parte pronto ad aggregarmi ed a contribuire nel mio piccolo a ciò che nascerà (??) e crescerà. In questo periodo lontano da elezioni non dovrebbe risultare molto complicato parlarsi in modo sereno confrontando le argomentazioni che ognuno porta anche se la situazione in consiglio comunale non agevola forse ciò
A presto
Vincenzo Pignataro
| |  |  | | | |  | | Antielegia Commenta Vedi solo questo argomento
Mio unico tema è ciò che non è più.
La mia ossessione, quanto si è perduto.
Mai più - il mio pungente ritornello.
Eppure amo questo cambio perpetuo,
questo variare istante dopo istante:
senza di lui ciò che chiamiamo vita
sarebbe pietra.
Josè Emilio Pacheco
Pietro Gandini | |  |  | | | |  | | Binaschini fino ai confini Commenta Vedi solo questo argomento
Stufo di essere cittadino di secondo ordine (come tanti) che per sfortuna risiede fuori dalla cerchia del "Centro", vorrei capire come vengono spesi i nostri soldi riguardo la pulizia e sistemazione delle strade.
Mi muovo in moto tutti i giorni, estate ed inverno, pioggia o sole e sopratutto a Binasco, in quanto oltre ad abitarci ci lavoro; ed ogni giorno altre ad intuire cio' che gli automobilisti intendono fare come prossima mossa devo anche stare attento ogni volta che tocco il freno o sterzo il manubrio perche' a terra c'e' sempre di tutto.
Qualche giorno fa ho rischiato di finire a terra per della ghiaietta ad un incrocio, mentre ieri sera, all'incrocio tra via Ferraris e via Marconi, ho visto un ragazzino con un motorino cadere lungo disteso per lo stesso motivo e fortunatamente senza conseguenze.
Le stesse difficolta le si incontrano in bicicletta, amplificate dal cattivo stato di conservazione del manto stradale e dall'assenza di un'adeguata pista ciclabile (io per il momento dovrei mandare le bambine a scuola, non l'anziano alla casa di cura!!!!)
Faccio notare, ed invito a verificare personalmente, che al di fuori della cerchia centrale ogni oggetto pattumiera abbandonato da altrettanti incivili, rimane li fino a degradarsi naturalmente.
Un esempio?
La carcassa di un telefono all'incrocio menzionato prima, risiede ormai da 3 mesi e sta lentamente regredendo in diverse decine di pezzetti sparsi per l'incrocio; da notare che questo incrocio si trova ad una decina di metri dal deposito comunale dove parecchi addetti passano tutti i giorni, ma nessuno nota nulla.
Personalmente non ho mai visto passare un camioncino lavastrade nella zona in cui abito mentre in centro si, ma non lo paghiamo tutti questo servizio?
Paolo Pavanati | |  |  | | | |  | | in due... Commenta Vedi solo questo argomento
Grazie Vincenzo: condivido e mi associo, soprattutto alla volontà di mettere in discussione aperta e non di semplice facciata, o revisionistica visione, i convincimenti, che ci sono e sono forti. cominciavo a sentirmi come la bollicina dell'acqua lete. che dici, ci vediamo noi 2?
Cristina Gallione | |  |  | | | |  | | Enzo Biagi Commenta Vedi solo questo argomento
Purtroppo sono sempre i migliori che se ne vanno.
È una frase fatta, retorica, ma in questo caso ci stà. È vero sig.
Pignataro, Biagi potrebbe essere definito un archetipo di "UOMO", del
quale si stanno perdendo le tracce. Uomini con la schiena sempre
dritta, via via messi da parte in favore di uomini sempre più piccoli
senza anima, senza idee, senza palle, sempre disposti a qualsiasi
compromesso o bassezza pur di stare col potere; qualsiasi tipo di
potere, anche il potere da pollaio. Non so come finirà col nuovo PD,
può essere una buona occasione per dare una svolta di tipo etico e
morale alla politica Italiana, ma sarà necessaria molta attenzione,
perché disonesti, esperti di politichese, cacciaballe, venditori di
fumo e uomini piccoli devoti solo al dio denaro sono sempre in
agguato e pronti a saltare sul carro del vincitore.
Concludo anch'io con una frase di Bertolt Brecht che può essere anche
un invito.
"Chi non riflette non dubita mai, splendida è la sua digestione,
stupende le sue notti, egli non crede ai fatti ma soltanto a se stesso.
E tanto peggio per i fatti".
Biagi ci raccontava i fatti e ci metteva nella condizione di
riflettere; uomini piccoli piccoli hanno cercato di proibirglielo.
Non dimentichiamolo mai.
Saluti
Gianfranco Salvemini= | |  |  | | | |  | | Enzo Biagi Commenta Vedi solo questo argomento
In questi giorni la discussione nazionale verte su vari temi, immigrazione e finanziaria, editti e buoni propositi. Io vorrei semplicemente ricordare un grande uomo che ci ha lasciato, Enzo Biagi, uomo della Resistenza ed uomo dalla schiena dritta nei confronti dei poteri forti e non. Credo sia stato un punto di riferimento fondamentale ed un esempio di valori per i giovani e per le generazioni future. Il ricordo di Biagi mi spinge anche a pensare al Partito Democratico che sta nascendo, al Partito Democratico che vorrei… almeno. Libertà, cultura, memoria storica, rispetto per le istituzioni, capacità di analisi e discussione e, perché no, la grandezza di mettere in discussione anche convincimenti sulla fede e sulla concezione laica dell’essere umano. La speranza di chi come me ha votato alle primarie del PD è quella di vedere un nuovo soggetto politico capace di non fare revisionismo storico di bassa portata ma che sappia mettere alla base delle sue proposte di indirizzo politico buona parte degli insegnamenti che Enzo Biagi ci ha lasciato
So che il forum ha carattere “locale” ma permettetemi di trarre spunto da quanto scrivo anche per iniziare a gettare le basi per una discussione su questi temi partendo proprio dall’insegnamento che ci lascia Biagi
A lui ed alla sua memoria dedico quanto segue:
Voi, che emergerete dalla marea
Nella quale noi siamo annegati
Ricordate
Quando parlate delle nostre debolezze
Anche i tempi bui
Ai quali voi siete scampati.
Abbiamo camminato, cambiando più spesso i paesi delle scarpe,
Attraverso le guerre di classe, disperati
Quando c'era solo ingiustizia e nessuna rivolta.
Eppure sappiamo:
Anche l'odio verso la bassezza
Distorce i tratti del viso.
Anche l'ira per le ingiustizie
Rende la voce rauca. Ah, noi
Che volevamo preparare il terreno per la gentilezza
Noi non potevamo essere gentili.
Ma voi, quando sarà venuto il momento
In cui l'uomo sarà amico dell'uomo
Ricordate noi
Con indulgenza.
Da “Un discorso sugli Alberi” di Bertolt Brecht
Grazie Enzo
Vincenzo Pignataro
| |  |  | | | |  | | Società Cooperativa Sociale Sette Commenta Vedi solo questo argomento
Il Consiglio di Amministrazione della Società Cooperativa Sociale Sette Onlus ringrazia tutti i contribuenti che hanno destinato il 5 per mille a suo favore.
In particolare i contribuenti che hanno destinato il 5 per mille sono stati 226 per un importo totale di Euro 6.978,26, come risulta dal tabulato dell’Agenzia delle Entrate consultabile via internet.
Questo riconoscimento da parte dei contribuenti non può che essere uno stimolo al lavoro che questo Consiglio di Amministrazione, tutti i soci, i volontari e i dipendenti svolgono a favore dei più deboli e bisognosi di cure ed assistenza.
Ci adopreremo per dare, tramite questa rubrica e tramite Radio Hinterland Binasco, quelle informazioni che possono dare l’entità del lavoro che viene svolto.
A tutti un particolare e sentito grazie
Il Consiglio di Amministrazione
Aldo Oliveri
| |  |  | | | |  | | 4 novembre Commenta Vedi solo questo argomento
testimonianza, impegno sociale e saggezza ...
leggo con piacere quanto Daniela e Franco hanno scritto, l'intervento di un "vecchio Sindaco di Binasco" nella giornata dedicata a chi davvero ha dato la vita per la libertà, è stata una "lezione di vita" o meglio, una proposta di analisi della nostra quotidianità ... purtroppo io non c'ero ma Daniela e Franco mi hanno dato la possibilità di aver partecipato almeno virtualmente ... grazie a voi e grazie soprattutto all'Ingegner Erminio al quale chiedo di essere sempre più presente ed attivo tra noi ... la saggezza e il senso di giustizia non si comprano al mercato ... sono valori conquistati nelle cose di tutti i giorni che piano piano si radicano nell'animo per poi germogliare e spandere i pollini spetta a tutti noi farceli nostri e, insieme, camminare ... basta davvero pensare quante persone hanno dato la vita per la pace, la giustizia, la democrazia, la dignità dell'uomo oltretutto qualcuno si è fatto mettere in croce anche per questi valori.... dopo una semplice riflessione su questo che non si può far finta di niente.
(fuori tema)
Grazie a tutti coloro che hanno portato le caramelle e il denaro per comperarle ... molti bimbi indiani vi regaleranno sorrisi e, dopo aver scartato la caramella se la ciucceranno un pochino per poi rimetterla nella carta ... così dura di più .......
Mario Manzolini | |  |  | | | |  | | 4 novembre Commenta Vedi solo questo argomento
Concordo con Gianfranco. Sono forse un po’ troppo giovane per ricordarmi l’ingegner Astori come sindaco, e forse proprio per questo mi ha piacevolmente stupito il suo intervento: profondo, pieno di contenuti, di spunti di riflessioni, lucido, critico ma allo stesso tempo pieno di speranza. Penso che al nostro dibattito manchino persone del suo spessore…
Daniela Fabbri
| |  |  | | | |  | | 4 novembre Commenta Vedi solo questo argomento
Come ogni anno vado in piazza ad assistere alla commemorazione e sinceramente mi aspetto le solite cose: Corteo, banda, deposizione di fiori al monumento dei caduti, discorsi a volte un po' retorici delle autorità ecc. Anche quest'anno mi aspettavo questo, ma quando ha preso la parola l'Ing. Astori, ex sindaco Democristiano di Binasco, sono stato colto da entusiasmo. Partendo da un'ipotetica domanda dei caduti agli attuali cittadini italiani:
"Abbiamo combattuto e siamo caduti per darvi indipendenza e libertà. Voi cosa ne avete fatto?"
Astori ha fatto una lucida e disarmante analisi di alto profilo sulla società italiana, mettendo l'accento sulle storture della politica, sul fenomeno della criminalità diventata sistema, sulle troppe morti sul lavoro, sulla mancanza di prospettive per i giovani e sulla libertà senza regole. Un particolare richiamo ha dedicato alla società guidata da uomini piccoli, del quale un passaggio molto significativo: "Quando un uomo piccolo genera un' ombra lunga, significa che siamo al tramonto".
Il suo auspicio, che penso sia l'auspicio di molti, è che sia lasciato spazio e date opportunità alle giovani generazioni, perché esse sono l'alba di un giorno ancora tutto da vivere e da scoprire.
Caro Ing. Astori, l'ho conosciuta come il miglior sindaco di questo paese ed oggi le sue parole mi hanno commosso. Credo anch'io che sia giusto che i vecchi si facciano da parte, per lasciare spazio ai giovani, tuttavia credo che uomini come lei in pensione non debbano andarci mai. Lei alla comunità e alla politica di Binasco potrebbe dare ancora molto, sia in termini di operatività politica, che in termini di moralità e socialità. Credo che ci si sono parecchie possibilità, non è necessario entrare in una lista o far parte di un partito. Basterebbero la propria testimonianza storica, un costante rapporto con le giovani generazioni o più semplicemente rendere pubblico il proprio pensiero su ciò che ci circonda.
Le pagine di questa rubrica possono essere una buona occasione.
Con profondissima stima
Gianfranco Salvemini
| |  |  | | | |  | | 4 novembre Commenta Vedi solo questo argomento
Uomo .....
In agguato
in queste budella
di macerie
ore e ore
ho strascicato
la mia carcassa
usata dal fango
come una suola
o come un seme
di spinalba...
Soldato
uomo di pena
ti basta un'illusione
per farti coraggio
Un riflettore
di là
mette un mare
nella nebbia..
Pietro Gandini | |  |  | | | |  | | 4 novembre Commenta Vedi solo questo argomento
(valloncello dell'albero isolato il 27 agosto 1916)
Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro
Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto
Ma nel cuore
nessuna croce manca
E' il mio cuore
il paese più straziato..
Giuseppe Ungaretti....presente!
il 4 Novembre
Pietro Gandini | |  |  | | | |  | | Dopo 15 giorni di riflessione... Commenta Vedi solo questo argomento
Il dibattito ed i temi di dibattito fuggono via veloci.... dopo appena 15 giorni di "preallarme primarie del PD", con annessi proclami, precisazioni, distinguo, inviti ecc... ed altri 15 giorni di entusiasmi, critiche, perplessità, dichiarazioni su storie e pedigree, solleciti e forse qualche strumentalizzazione di uomini e fatti , diverse valutazioni del voto e dei suoi numeri.... ecco il silenzio. Silenzio che dovremmo rompere, che io sento la responsabilità di rompere, visto che, per parafrasare Pietro Rognoni, "sento comunque quell'entusiasmo per il progetto" di un nuovo partito forte di passato e di passati ( su cui ho già scritto delle congruenze e delle essenze democratiche, ugualitarie, sociali e costituzionali) e ancor più forte di futuro. Allora proviamo a riparlarne... all'indomani della Assemblea Costituente ed alle soglie della assemblea regionale. A scriverne qui, certo, perché è un buon luogo di dialogo, ma soprattutto faccia a faccia con le 288 persone che a Binasco un po' ci credono, se hanno deciso di spendere un quarto d'ora della loro vita e un euro dei loro risparmi ( qualcuno molto di più) per fare da levatrici al nuovo; forse vogliono anche costruirlo mattone su mattone, anche nel loro paese.
Un invito a tutti, ma soprattutto a quelli più avvezzi a organizzare luoghi di discussione e di confronto: fissiamo una data e vediamoci, invitiamo chi ritiene a parlarne, qui a Binasco. Anche portando dubbi, perplessità, preoccupazioni... al confronto con i forse facili entusiasmi. Io sono a disposizione.
Cristina Gallione | |  |  | | 
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