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4 Novembre 2001
Sentenza vergognosa
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....Il fatto non sussiste.....

Circa centocinquanta morti di cancro a causa di lavorazioni nocive.
L’intero ecosistema di Porto Marghera compromesso, forse per secoli, da un
apparato produttivo che, ingiustamente protetto da una classe politica
connivente continua, con l’alibi del “non era e non è scientificamente
provata la nocività” ad operare senza cautele (vedi impianti di telefonia
cellulare e campi magnetici).
Un pubblico ministero e i parenti delle vittime che, a fronte di pesanti
richieste di condanna e risarcimenti miliardari si ritrovano letteralmente
presi per i fondelli da una legislazione che, in materia di tutela
ambientale, definire da terzo mondo è un eufemismo.
Gli interessi miliardari protetti come sempre a dispetto di tutte le
evidenze.

Tutto ciò, se non ho capito male, per i nostri giudici semplicemente....non
sussiste?

Art. 32 della costituzione

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e
interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli
indigenti.......ecc.

C’è da vergognarsi di essere Italiani.

E voi, cosa ne pensate?

Cordialità

Gianfranco Salvemini

1 Novembre 2001
Caro "Cuginetto"
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Caro “cuginetto” Carlo Ordanini,

Innanzitutto grazie per il “cuginetto” anche se, purtroppo, come sapete
Giovanni e tu, per essere stato io il tuo padrino alla cresima, la mia età
anagrafica mi concede solo il lusso di essere un tuo “Cugino” molto prossimo
alla stagionatura.
Ho letto con interesse le tue riflessioni relative al dibattito sulle
“pedate nel culo” e credo giusto proporti altrettanti spunti di riflessione.
Innanzitutto, non mi pare che dagli scritti precedenti sia emerso un
confronto “politico”, perlomeno nei termini che sembrano emergere dal tuo
scritto, anche se, dovrebbe essere chiaro per tutti e non meravigliare più
nessuno, che gli argomenti trattati interessano tanto gli ambiti della
morale e della religione, quanto la politica nel senso della “polis”.
Giustamente, come tu dici, nessuno deve scandalizzarsi della propria
formazione, purché, aggiungo io, questa non ci faccia perdere il senso
critico rispetto all’evolversi o involversi delle cose della vita e la
disponibilità a cambiare opinioni e comportamenti.
Per quanto concerne il “colabrodo” (da me citato) è evidente che, per
diversi motivi, in primo luogo economici, a qualcuno, fino ad oggi, non ha
dato fastidio più di tanto; però, le responsabilità non sono della presunta
incapacità di noi “plebei” di trovare soluzioni a fronte della “presunzione”
di identificare problemi e colpe, ma ciò si deve “principalmente” ai governi
(da noi eletti) di destra, di sinistra, di centro, forse anche di sopra o di
sotto, in ombra o in luce, che hanno permesso, attraverso sanatorie, leggi
poco efficienti e politiche terzomondiste a dir poco fallimentari
(volutamente?) la situazione attuale, questo, checché non ti piaccia, ha
senso e come!
Sono contento che, dopo aver “clamorosamente constatato” che “le guerre non
sono mai giuste...ecc.” anche tu ti unisca al coro delle “frasi fatte” le
quali, dovresti saperlo, derivando nella maggior parte dei casi dalla
saggezza popolare, almeno in casi come questo, dovrebbero essere maestre di
vita. Proprio per ciò, porre la questione della giustezza del pensiero
pacifista nel giorno in cui il “terrorista di turno” (evito “l’arabo” perché
non è un fatto di etnia) dovesse buttarmi un siluro nel computer, è
quantomeno mal posto, perché, è abbastanza evidente, che in una situazione
del genere le reazioni emotive avrebbero il sopravvento sulla componente
razionale. Chi ha avuto la fortuna di non essere colpito in prima persona,
ha il dovere morale di manifestare solidarietà con i colpiti, di mantenere i
nervi saldi e di studiare contromisure efficaci. Visto come stanno andando
le cose in Afganistan e in negli States, qualche dubbio che la strada
intrapresa sia quella giusta mi rimane.
Non mi pare nemmeno corretto dire che la “tolleranza e il perdono generino
sempre consenso ed approvazione” anzi, quando sono macroscopicamente
ingiustificati non trovano affatto consenso, perlomeno a livello popolare
(anche negli scritti di Roberto e miei la cosa è ben evidenziata).
Giusto porre la questione della reciprocità (centro culturale/religioso
ecc.) però, come in precedenza qualcuno ha già citato nelle sue mail, non
dobbiamo dimenticarci che il nostro è un sistema democratico e in questo si,
siamo “diversi” (non mi piace superiori), da noi ognuno ha il “diritto” di
professare il proprio credo nei termini dell’art.8 della costituzione della
Repubblica Italiana, che cito testualmente per tutti coloro che fossero
stati colti da improvvisa amnesia:

“Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di
organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con
l’ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese
con le relative rappresentanze.”

Va da sè che, proprio nella misura in cui il nostro diritto costituzionale
tutela libertà di tutti, a mio avviso, come ho già detto nella precedente
mail, lo stato ha il dovere di mettere in atto contromisure nei confronti di
chi pretende di ledere questo diritto (da qualsiasi parte provenga),
evitando magari di finanziare con i soldi dei contribuenti edifici di culto
o edifici scolastici a quelle confessioni religiose che non ammettono il
diritto di reciprocità, o sbattendo velocemente in "galera" chi inneggiando
ai terroristi contrasta evidentemente con "l'ordinamento giuridico
Italiano".
Ti inviterei a non confondere il contraddittorio, la sana polemica o la
battuta ironica insite in un civile scambio di vedute su Internet, con la
mancanza di rispetto delle opinioni personali. Relativamente poi alla
mancanza di coraggio di “attaccare” (brutta espressione) un “body builder”
se ti riferisci al Gino Gilera (fratello del mio amico Fausto), che
preferisco definire un serio professionista dell’educazione fisica, tanto
che gli avevo affidato anche mio figlio; per quanto mi riguarda, dall’alto
dei miei 50 Kg peso lordo baffi e unghie comprese (sono magrolino a
sufficienza?), non ho mai mancato (vedi mail) di esprimergli il personale
apprezzamento o il mio dissenso senza problemi di sorta.
È vero, spesso anche chi ha avuto la fortuna di vivere direttamente certi
avvenimenti non ci ha capito un tubo o molto poco (vale anche per me). È
altrettanto vero che il sacrosanto diritto di esprimere opinioni, pur non
avendo vissuto certo cose, nessuno può negarlo, ci mancherebbe altro; però,
una cosa è l’opinione basata sullo studio serio e la corretta analisi
storica, altro sono le accuse di ipocrisia pseudoculturale, l’atteggiamento
sprezzante o il giudizio tanto al chilo alla “monsieur pressapoc” usati in
certe mail, che non mi sento assolutamente di accettare ne di condividere.


Gianfranco Salvemini




1 Novembre 2001
Castello Illuminato
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Ho visto il Castello illuminato.
Mi piace molto.
Complimenti e grazie.
Chissà che bello tra un mese quando saremo prossimi al Natale.
Saluti

Walter Pellegrin

31 Ottobre 2001
Cosa ne pensano i binaschini?
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Parlo da volontario della Croce Bianca ma intervengo a titolo personale (e non a nome dell'associazione).
Che il mercato esista da PRIMA delle sede è assolutamente inifluente e non ha senso utilizzarlo come argomento a favore.
La sede in quella ubicazione è stata gentilmente offerta dall'A.R.C.C.R.A. alla Croce Bianca.
Qualcuno ha comunque dato il permesso di costruirla in quella posizione e con quelle caratteristiche d'accesso (Amministrazione comunale) probabilmente senza neanche porsi/avvedersi del problema logistico conseguente.
E' innegabile che ci siano delle esigenze in conflitto.
Da parte nostra lamentiamo che la necessità di defilare gli automezzi lontano dalla sede ci crea disagi soprattutto di carattere operativo. Un esempio per tutti:
Al rientro dai servizi spesso è necessario dover rimettere in condizioni d'uso il materiale, l'interno dell'ambulanza o l'automezzo stesso. Lavare il materiale sporco, reintegrare quello utilizzato, manutenere l'automezzo ecc., ecc.
Farlo in un piazzale di pubblico passaggio, lontano dalla sede e senza un rubinetto dell'acqua a disposizione non è sicuramente la situazione migliore.
In definitiva ritengo che stiamo tutti (Croce Bianca e commercianti) subendo le conseguenze di un errore fatto "a monte" le cui soluzioni adottate saranno sempre di compromesso.

ciao a tutti
Roberto Gerli


30 Ottobre 2001
Riflessioni
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Innanzitutto saluto tutti, ed in modo particolare chi ha già espresso la sua opinione in questa sede: Walter, Roberto, Giovanni ed il mio “cuginetto” Gianfranco. Lungi da me l’idea di voler pontificare in materia di rimedi contro questa o quella piaga sociale (e purtroppo quella del terrorismo è una delle peggiori, con tutto ciò che si porta dietro), o peggio ancora di dare giudizi (lo lascio fare ad altri molto più intelligenti del sottoscritto). Quello che mi sembra emergere da questo dibattito ha più del confronto politico dove ognuno si sente leso nel suo amor proprio se qualcuno, pur senza far nomi anche se si può in effetti vedere qualche allusione, tira in ballo il circolo culturale delle giovani marmotte piuttosto che i tre moschettieri o il pistolero più veloce del west; non dobbiamo né giustificarci né vergognarci della nostra formazione.
Detto questo, rendiamoci conto che se in Italia come in altri paesi succede quello che succede e siamo diventati un colabrodo, è perché di fatto, probabilmente, a qualcuno tutto questo non deve dispiacere più di tanto o non viene preso nella dovuta considerazione. E’ adesso non parlatemi di questo o di quel governo, perché non avrebbe nessun senso, la verità è che siamo bravissimi ad identificare i problemi e le colpe ma un po’ meno bravi ad affrontarli ed a risolverli. Le guerre non sono mai giuste, le guerre portano solo morte e distruzione e voglio far parte anch’io del coro delle “frasi fatte” dicendo che la violenza genera solo altra violenza. Dopo queste clamorose constatazioni mi viene spontanea una riflessione e cioè, ma c’è qualcuno di noi che se la sentirebbe di dire quanto sopra ai superstiti o ai parenti delle vittime di quel maledetto undici settembre? Non è che anche qualcuno di noi o voi cambierebbe certi suoi convincimenti se alle nove di mattina gli atterrasse un aereo direttamente sulla scrivania?
Non voglio fare né il sensazionalista né il moralista, ma se è vero che la violenza genera solo violenza, forse è anche vero che la tolleranza ed il perdono incondizionato generano consenso ed approvazione. Se poi volessimo parlare di tolleranza e di integrazione, vorrei chiedere a qualcuno di voi di provare ad andare in uno qualsiasi dei paesi in questione e provare a fare il lavavetri ad un semaforo, o ad aprire qualche centro culturale e/o religioso. Fatemi sapere…
Queste sono e rimangono, per fortuna, considerazioni meramente personali e spero che nessuno estragga dalla fondina la sua etichettatrice formato colt visto che è uno sport molto in voga. Io non me la prendo con nessuno, poiché ritengo che nell’ambito di un linguaggio civile, sia comunque un diritto di tutti quello di esprimere le proprie opinioni, sia che questi sia un body builder che nessuno ha il coraggio di attaccare o che sia un fragile magrolino, ma che comunque esprimono le proprie sensazioni. Nessuno è obbligato a condividere, basta dirlo. E poi non è che se uno certe cose le ha lette solo sui libri o le ha sentite dire non ha diritto di esprimersi, magari chi c’era e le ha vissute ci ha capito ancora meno.
Saluti a tutti, sempre e comunque rispettoso delle opinioni altrui.

Carlo Ordanini.


29 Ottobre 2001
Cosa ne pensano i binaschini?
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Ciao a tutti sono Eugenio e vorrei sapere dai Binaschini, cosa ne pensano dell'idea che al sabato al centro del mercato di Binasco ci sia un servizio di pronto intervento del 118.vorrei precisare che in questa zona è arrivato PRIMA il mercato e poi successivamente la croce bianca.cio' non toglie che io ammiri e rispetti le persone che offrono gratuitamente il loro tempo libero per questa causa (anche io faccio volontariato in altri enti). essendo un diretto interessato perche' io lavoro al mercato non voglio creare nessuna polemica ma penso che potremmo essere inseriti nel GUINNESS dei primati come : l'unico paese in italia con al centro del mercato un servizio di pronto intervente. per finire vorrei ringraziare nuovamente i volontari della croce bianca che nel momento del bisogno della mia famiglia (siamo soci) sono sempre intervenuti tempestivamente.

un saluto a tutti e grazie per questo spazio.
EUGENIO

28 Ottobre 2001
Ginnastica a scuola
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Perchè i ragazzi non sanno fare gli addominali correttamente?
Perchè non sanno fare le flessioni sulle gambe?
E altri esercizi fondamentali.
Perchè a scuola l'educazione fisica non viene insegnata come si deve?
Perchè dobbiamo sempre portare i nostri figli a fare altri sport dopo l'orario scolastico? Meno male che ci sono un sacco di attività.
Dico questo perchè mi capita spesso di allenare ragazzi che frequentano le superiori.Quando gli dico: fai le flessioni delle gambe oppure gli addominali
mi guardano come se gli avessi detto: adulla baella nassir barat salam.
Incredibile non li sanno fare.
Qualcuno non esercita bene la sua professione.
I ragazzi ne pagano le conseguenze.
Meditiamo solo un attimo.
Saluti
Gino Gilera (Walter Pellegrin)


25 Ottobre 2001
Chiusura da segnalare...
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Ciao Roberto.
scusate l'intermezzo in una discussione ben più seria ma è effettivamente giusto riportarvi gli sviluppi che ha avuto la mia protesta verso i vigili di Binasco. L'Assessore alla Polizia Municipale Migliavacca Roberto mi ha prontamente risposto dicendo che l'impedimento in via Colombo era stato un provvedimento 'd'urgenza' dovuto al traffico extracomunale che attraversava il centro di Binasco portando effettivamente un collasso della circolazione, adottato solo temporaneamente nei giorni 9 e 10 ottobre. Per ovviare a ciò le deviazioni sono state spostate lontano dal centro. Il mio messaggio, però, non era una protesta verso la chiusura di un tratto di strada piuttosto che un altro. Io lamento il fatto che la chiusura di alcune strade dovrebbe essere segnalata molto meglio per evitare clamorose inversioni di marcia davanti ad una transenna accompagnate da un sacco di improperi.
Ciao
Andrea Galbarini


23 Ottobre 2001
Reazione
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Caro Giovanni,
Mi sembra che la reazione, a prescindere dall'argomento, la scateni la tua presunta saccenteria e la scarsa (nulla?) considerazione per gli altri.
Non sono un sessantottino e nemmeno, quel che si dice, di sinistra ma non posso accettare di buon grado il tono del tuo atteggiamento.
Se dici che qualcuno la storia l'ha sentita alla FGCI, tu mi sembra l'abbia imparata da John Wayne.
Fare di tutta l'erba un fascio era prerogativa di qualcun altro che, spero, non abbia a che fare niente con te.
Idem dicasi per l'intolleranza culturale, razziale e religiosa.

saluti a tutti
Roberto Gerli



23 Ottobre 2001
Cerchiamo di ponderare....
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Cerchiamo di ponderare....

Bravo Roberto! la tua analisi sulla “cultura delle pedate nel culo” mi è
molto piaciuta, francamente trovo pericoloso che vi sia chi si ostini ad
avere una visione della realtà col paraocchi.
Non ho mai amato popoli e culture che pensano di avere modelli sociali che
“debbono funzionare per tutti”, men che meno chi, in ragione di una fede,
considera tutti gli altri “infedeli” nel senso più deleterio del termine
(Molti mussulmani sono di questa specie) e pretende, attraverso l’uso del
terrore o l’ intolleranza più becera, di modellare la realtà in esclusiva
funzione del proprio credo anche quando si trova in casa d’altri; si veda ad
esempio la difficoltà di realizzare presepi e feste di Natale “vere” negli
asili e nelle scuole (è successo anche a Binasco). Anch’io non sono così
sicuro che, pur con tutte le ragioni possibili, bombardare quattro poveri
straccioni (perché tale è la tragica situazione del popolo Afgano provato da
anni di guerre e dittature a raffica) sia la “panacea” per eliminare il
terrorismo e tutti mali dell’umanità. La cruda realtà dimostra che le
conseguenze più pesanti delle guerre le subiscono sempre i poveri e gli
emarginati; coloro che tirano le fila del terrore, i capi, i signori della
guerra, in genere se ne stanno ben protetti al sicuro e in non pochi casi
continuano a fare miliardi anche con chi sgancia le bombe sulle loro teste.
“Chi di spada ferisce di spada perisce” dice la saggezza popolare e anche il
Papa continua inascoltato ad invitarci a riflettere in tal senso.
Non ho una ricetta sicura per combattere gli integralismi e il terrorismo,
penso tuttavia che tutti noi dovremmo sforzarci di trovare modalità che
tendano a favorire il dialogo, l’integrazione fra le culture e il rispetto
delle differenze. Le “pedate nel culo”, nei termini in cui sono proposte,
checché se ne pensi sono violenza che fatalmente genera altra violenza, in
un pericoloso crescendo fino alle estreme conseguenze.
Trovo assurdo pretendere di dare libero accesso nel nostro paese solo a chi
è simile a noi o funzionale ai nostri puri interessi economici, tuttavia,
credo giusto che l’occidente, ed il nostro paese in particolare, la smettano
di essere il “colabrodo del mondo” ed esigano che chi viene a vivere da noi
debba in primo luogo rispettare la nostra cultura, la nostra religione, i
nostri usi e costumi, se vuole a sua volta essere rispettato. In caso
contrario “a casa!”.
Caro Giovanni Ordanini (per i lettori dei portici che non lo conoscono è mio
cuginetto) più che di sentirmi “immerso in un mare di ipocrisia pseudo
culturale”, leggendo certe mail ho la sensazione di essere immerso in un
mare di qualunquismo stile “trattoria dei cacciatori...annesso giardino e
balera” dopo abbondanti libagioni. Solo così mi spiego il fare di tutta
l’erba un fascio e lo sprezzante atteggiamento mentale rispetto a poveri
cristi emarginati (lavavetri, mercanti abusivi ecc.) che se non fossero
stati spinti a venire da noi per sfuggire alla “fame”, della quale è in
parte responsabile anche la “storia” e la politica dell’occidente, se ne
sarebbero stati volentieri a casa loro.
Quanto al “retaggio sessantottino”, ti ricordo, che all’epoca probabilmente
non frequentavi ancora l’asilo, probabilmente quello che sai è basato sul
sentito dire, dubito quindi razionalmente che tu abbia avuto modo di capirne
a sufficenza, e non c’e cosa peggiore di sparare giudizi tanto al chilo su
persone che non si conoscono e avvenimenti che non si sono vissuti. Inoltre,
so che a scuola eri in gamba e quindi la storia non dovresti avere bisogno
di studiarla, men che meno quella che insegnano al “circolo dei giovani
comunisti italiani” o al “fronte della gioventù”, però, visti i contenuti
dei tuoi ultimi scritti, credo proprio che almeno un grande ripasso ti
farebbe un sacco di bene.


Senza pretesa di intelligenza

Gianfranco Salvemini


22 Ottobre 2001
Cerchiamo di ponderare....
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Accolgo l'invito dell'amico Gino/Walter ad intervenire sotto i portici che ultimamente sono poco frequentati.
Siamo in una situazione difficile.
Dici di prendere a pedate nel sedere chi manifesta a favore del terrorismo. In prima battuta mi trovi a lucidare i puntali metallici degli scarponi ma intanto che lo faccio mi sorgono dei dubbi.
1) Sono contro il terrorismo ma sinceramente non riesco comunque ad appoggiare chi pensa di combattere il terrorismo bombardando le città (leggi americani). Non mi meraviglia perchè gli americani, per quanto se ne dica, hanno sempre perso i confronti armati non convenzionali. Dal Vietnam alle miriadi di "piccole" guerre civili terzomondiste nelle quali appoggiavano l'una o l'altra fazione. Non sono certo degli esperti in questo campo ma hanno la brutta abitudine di decidere (più o meno per tutti) cosa fare in ogni situazione.
Allora che faccio? Prendo a pedate anche gli americani?
2) Quando qualcuno manifesta pubblicamente, esercita il suo diritto alla libertà di parola. Le pedate si danno se le manifestazioni superano questo diritto e ledono materialmente qualcuno. Si deve fare attenzione nel rispondere alle parole con le pedate perchè potremmo cadere nel totalitarismo o, peggio, abboccare all'amo della provocazione.
3) E' vero. Ogni giorno di più i giornalisti si rivelano una brutta razza. Quantomeno densamente popolata da individui che antepongono ragioni di marketing del loro prodotto "notizia" all'informazione vera e propria. Però non dare voce a chi non ci và ci fa ricadere nel totalitarismo di cui sopra.

Mi rendo conto che il mio intervento è moderato e non dà un grande contributo per "vivacizzare" l'ambiente ma forse il messaggio è proprio questo: Cerchiamo di ponderare con calma tutti gli aspetti prima di lasciarci guidare dall'istinto.

ciao al caro amico Gino e a tutti gli altri

Roberto Gerli

PS
con riferimento al messaggio di Andrea sulla viabilità degli ultimi giorni devo dedurre che l'amministrazione comunale non gli ha risposto?


22 Ottobre 2001
Finalmente !
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Finalmente!
Era ora che qualcuno saltasse fuori a dire quello che
penso pure io.....in un mare di ipocrisia pseudo
culturale di retaggio sessantottino e dimentica della
storia recente c'è chi ha il coraggio di dire quello
che pensa.
Mi complimento con te Gino Gilera per il tuo
scritto in merito alle scriteriate (vorrei usare un
altro termine ma sarebbe censurato) dichiarazioni del
Imam di Torino sui fatti bellici di questi giorni.
Avrei voluto intervenire pure io ma lo ammetto,dopo
le polemiche innescate dalla mia frase sulla
gratitudine che dobbiamo agli USA ho desistito ad
esternare le esatte parole che hai scritto te.
E' inutile insistere "loro" sono diversi da noi, non
per quanto riguarda diritti civili innegabili ma per
il semplice, e sottovalutato, fatto che pensano in
modo completamente diverso dal nostro, hanno priorità,
valori ed ideali totalmente diversi e quindi per
logica impossibili da amalgamare con i nostri, di
conseguenza meglio accogliere nel nostro paese chi ha
un retaggio culturale simile al nostro.
Allora non avremo più mercatini, lavavetri, mercanti
di tappeti e soprattutto crocchi di musulmani, che per
la loro religione devono essere astemi ma che da noi
bevono di tutto, che insultano, molestano e sporcano
anche nei pressi dei nostri monumenti nazionali.
Saluto tutti e spero di scatenare qualche reazione
possibilmente intelligente, si astengano i perditempo
e chi di storia sa solo quello sentito al circolo
della federazione giovani comunisti italiani.

Giovanni Ordanini




19 Ottobre 2001
Pedate nel sedere...
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Quando decideremo di scendere in piazza ache noi
e prendere a calci nel sedere certa gente.
Sarà troppo tardi.
Mi riferisco al gruppo di musulmani che hanno manifestato a Torino Domenica 14 Ottobre.
I giornalisti Italiani poi andrebbero presi a pedate sul davanti perche non è ammissibile dare voce a chi appoggia il terrorismo.
Sono perfettamente daccordo con quello che ha scritto la Fallaci sul Coriere della Sera.
Poi queste persone vanno rispedite al loro paese perché non potranno mai integrarsi con noi.
Visto che un po'di tempo fà avevo ragione: provate a guardare le e-mail di luglio dopo i fatti di Genova.
Sono uno dei pochissimi che hanno il coraggio di dire quello che pensa.
Vorrei anche dire a chi continua a mandare e-mail(che secondo loro dovrebbero fare ridere) con contenuti inerenti gli atti terroristici e la guerra in corso in oriente di fare funzionare il cervello e di occuparsi di cose più serie.
Saluti
Gino Gilera - Walter Pellegrin

( speriamo di innescare una bella guerra di e-mail su i portici visto che non scrive più nessuno)



10 Ottobre 2001
Nuovo gioco dell'oca
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Sono residente in via Fermi e lavoro vicino a Melzo. Tutte le mattine, per andare al lavoro percorro via Roma, via Colombo, passo davanti alla pesa pubblica ed esco al semaforo di via Borgomaneri. Da due giorni trovo la via Colombo chiusa al traffico, senza che vi sia alcun impedimento fisico (lavori in corso o altro). Arrivato lì, per dirigermi verso la statale, non ho potuto far altro che passare davanti alle scuole medie, all’asilo e mi sono immesso in statale dallo stop di via Matteotti (indubbiamente meno sicuro di un semaforo!). Da qualche anno il comune di Binasco ha modificato la viabilità lasciando solo via Colombo per passare da via Roma a Binasco 2 e via Don Albertario per il percorso inverso. Non voglio discutere se chiudere arbitrariamente queste vie è corretto o meno ma chiedere a gran voce che quando il comune decide per l’interruzione al traffico di queste strade segnali opportunamente e per tempo tali impedimenti. Ad esempio mi sembra molto sensato che quando via Colombo sia chiusa ci siano delle segnalazioni all’altezza di via Pitagora, come sarebbe altrettanto utile che venisse segnalata anche la chiusura di via Don Albertario all’altezza di via Borgomaneri, in modo che chi torna da Pavia non arrivi fino a piazza Gramsci e sia costretto a fare inversione ed a tornare in statale per rientrare da via Matteotti.

Saluti
Andrea Galbarini

PS Copia di questo messaggio è stata inoltrata ai Vigili di Binasco.

27 Settembre 2001
Ringraziamenti
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Grazie anche da parte mia all'associazione carabinieri per la ripresa del servizio di sorveglianza alle scuole medie, un lavoro indispensabile per tutta la comunità.

Gianfranco Salvemini

26 Settembre 2001
Altri ringraziamenti
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Io, invece, ringrazio l'associazione Carabinieri per la ripresa del loro servizio di sorveglianza nei pressi delle scuole medie.

Roberto Gerli


26 Settembre 2001
Fuochi d'artificio
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Un grande grazie all'associazione "Carabinieri in congedo" per lo splendido spettacolo pirotecnico di domenica 23 settembre.

Karim Riccardi

26 Settembre 2001
Fuochi d'artificio
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Vorrei fare i complimenti per lo splendido spettacolo di Domenica sera.

Grazie a chi li ha organizzati e offerti alla cittadinanza.

Luciano Tosi


24 Settembre 2001
"68"
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Caro Gianfranco,
Prevedevo/temevo una replica alla mia affermazione sul 68.
In realtà, come tu stesso dici, quel periodo è "semplicisticamente passato alla storia come "68".
Il mio "subire" era riferito alla situazione in cui mi sono trovato quando, da adolescente negli anni '70 alla scuola superiore, l'ho sempre sentito nominare, citare, ed elogiare senza mai capire cosa effettivamente era stato, aveva portato, ecc.
Magari ero "un po' indietro di cottura" ma la confusione mi è rimasta (magari sono rimasto ancora "al dente").
Anche il '68, come altri eventi passati, è in fase di rilettura (per moda o per necessità).
Per il momento, però, questa operazione non ha fatto altro che aumentare le non chiare idee che ho su quel periodo.
Forse è per questo che, bonariamente e quasi involontariamente, "stuzzico" chi ne può sapere di più.
Non me ne volere e magari traiamone spunto per un "sano dibattito".

ciao
Roberto Gerli

24 Settembre 2001
"68"
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Caro Roberto,
sono ovviamente d’accordo con quanto esprimi nel tuo scritto sulle torri
gemelle, molto significativa anche l’immagine finale. Un passaggio
però....“Io, che il "68" non l'ho vissuto (ma ne ho "subito" le conseguenze
pochi anni dopo)”... ho trovato altrettanto inquietante quanto la
gratitudine che “dobbiamo” agli USA citata da Giovanni Ordanini. Questa è un
ulteriore conferma che si è fatto di tutto per “cestinare” ed “occultare” in
modo troppo semplicistico un periodo storico del quale, se è vero che vi
furono contraddizioni (e non erano poche né di poco conto), è altrettanto
vero che vi furono conquiste sociali e culturali sia in ambito laico che
cattolico quali, una maggior consapevolezza dei diritti umani o la nascita
della coscienza ambientale, solo per citarne alcune.
Purtroppo è molto triste constatare che le generazioni successive, in nome
di una falsa libertà, hanno man mano sostituito quelle tensioni ideali e
quella voglia di cambiamento (lo ricordi lo slogan “La fantasia al potere”?)
con la risorta e più comoda cultura del “chi se ne frega”, che ha
contribuito non poco a precipitare il mondo nel secondo conflitto mondiale.
Se non vorremo ulteriormente “perdere”, dovremo effettuare una rilettura
“obiettivamente” critica di quell’eccezionale periodo, con lo scopo di
metterne in luce i lati positivi e negativi e trarne un adeguato bilancio,
altrimenti ai giovani non lasceremo altro che uno stupidissimo, banalissimo
numero.....68.....totalmente vuoto e allo stesso tempo pieno dei luoghi
comuni che vi sono stati inseriti da allora ad oggi.

Ciao

Gianfranco Salvemini

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