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24 Novembre 2001
Viabilita'
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Spero che la chiusura della scorciatoia che evita agli automobilisti, provenienti dal casello e diretti a Binasco --> Pavia, di dover affrontare la rotonda dell' Agip, sia dovuta a imminenti lavori, altrimenti sarebbe proprio un' ulteriore bella pensata per risolvere il problema del traffico in quella zona già di per sè contorta.
Se qualcuno potesse dare delucidazioni in merito a tale chiusura (almeno per sapere quanto durerà), gliene sarei grato.

Edo Oliveri

22 Novembre 2001
L'Onorevole
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In replica allo scritto di Edo Oliveri del 21/11:
Caro Edo,
non è scandaloso che esistano persone come il maestro Sgarbi (lo chiamo
maestro perchè possiedo alcuni suoi scritti inerenti la storia dell'arte e
ti posso garantire che in questo campo ,e solo qui, Sgarbi parla con
cognizione di causa).

Persone, intendo, prive di rispetto per il prossimo nel senso più generale
del termine (vedi insulti gratuiti a chi non la pensa come loro, figli
illegittimi, "sceneggiate" in parlamento,e quant'altro ......)

Il vero scandalo è che queste persone ci governano (non so se Sgarbi sia
ancora parlamentare o no..comunque QUEL posto l'ha occupato, non
presenziando quasi mai ma sicuramente ricevendo uno stipendio a fine
mese!!!),insegnano ai nostri ragazzi, monopolizzano le pagine dei rotocalchi
e tuonano le loro aberranti teorie dai nostri teleschermi...
Questi personaggi fanno "AUDIENCE"....!!!!!

Ed è questo,credimi, ciò che veramente allucinante!!

Un cordiale saluto.
Isabella


21 Novembre 2001
La domenica sportiva
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Dal corriere di oggi, Giorgio Tosatti parla di Malesani

..Questa ansia di protagonismo è alla base del suo comportamento nel
dopo-derby. Soffriva da tempo: tutti parlavano del Chievo e nessuno di lui.
Un rodimento espresso anche in dichiarazioni abbastanza malevole nei
confronti della sua vecchia società. Non c'era gioia ma rivincita,
quasi rabbia.
Bastano le violentissime e gratuite accuse mosse ai suoi colleghi («son
tutti finti, di plastica») per dire quanta poca felicità ci fosse nella sua
esibizione. Semmai rancore e invidia. Perché offenderli se si comportano da
persone adulte, capaci di controllare le proprie emozioni, dando un doveroso
esempio a calciatori e tifosi? Un dirigente deve rispettare il proprio
ruolo; se è sguaiato, se dà fuori da matto come potrà pretendere che i
dipendenti si comportino bene? Questo dovrebbero capirlo persino i più
candidi dei qualunquisti. Con che faccia multare un giocatore fattosi
espellere per uno scatto di nervi?
Malesani è libero di comportarsi come crede, ma rivendicando questo diritto
nega ai suoi colleghi quello di agire in modo diverso. Lui è puro, gli altri
ipocriti. Io ho ragione, il mondo torto, mica male. Fosse stata almeno
spontanea quella recita così smodata, ma ne aveva chiesto
l'autorizzazione a Del Neri, la covava da giorni. Una provocazione,
una passerella preparata. Per sottolineare la bravura di Malesani, capace di
battere addirittura il Chievo, sia pure con un'autorete, una giusta
espulsione e qualche errore favorevole di Trentalange.
Raro vedere nel calcio mondiale sceneggiate simili persino nelle massime
manifestazioni: lo sport (va ricordato a chi lo commercia ma non lo conosce)
è controllo del proprio corpo e delle proprie emozioni, è rispetto per gli
sconfitti.

Sinceramente mi trovo abbastanza in accordo, almeno per quanto riguarda il
dare l'esempio.

Gianfranco Iannuzzi

21 Novembre 2001
L'onorevole
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L'ONOREVOLE Vittorio Sgorbi, Sgarbi o come si chiama ha definito gli
obiettori dei "culattoni", probabilmente spinto dal suo noto senso estetico.
Io che sono stato obiettore, mi inchino (ma non fino a 90°)davanti a questo
illuminato uomo di cultura che :
- sa talmente tante, troppe cose che non ha ritenuto opportuno di andarle a
raccontare (da docente) ai suoi allievi universitari ed è stato condannato
dal Tribunale di Bologna per FRODE allo Stato (assenteista dal primo
all'ultimo minuto).
- ha figli sparsi un pò qua e là, un pò riconosciuti e un pò no
- ha capito a fondo il valore sociale degli obiettori (specie di quelli che
svolgono servizio in comunità per disabili, orfani, tossicodipendenti e via
dicendo)
- a quanto pare, ha come primo metro di giudizio la sessualità di una
persona
- ha profondo rispetto per le diversità e le minoranze

Un bell' esempio di civiltà ed intelligenza...

Edo Oliveri

P.S. - vorrei rispondere riguardo alle luci del castello, credo che i colori
(il rosso ed il blu) siano stati scelti perché rappresentativi di
Binasco,infatti si ritrovano nello stemma del paese.



20 Novembre 2001
Illuminazione del castello
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Apprezzo l'idea di valorizzare il nostro bel monumento. Personalmente non ho tuttavia gradito il tipo di illuminazione scelto con i vari colori (molto simile al castello di Milano). Avrei preferito una lucepiù sobria e dai colori più caldi (come quella usata per la torre). Ovviamente si tratta solo di un giudizio del tutto personale.

Cordiali saluti.
V. Castellazzi

20 Novembre 2001
...Ociu ala curav!....scarpe antitalebano...
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Ogni volta che rileggo la mail rido fino allo sfinimento, va a finire che mi
ricoverano per farmi una flebo di risate per rimettermi in piedi.
Bravo! con due semplici battute sei stato in grado di descrivere un mondo,
in particolare quello pavese che ho frequentato per anni. "Fasulet in si
cavei e psà in di cavig" (fazzoletto sui capelli e pedate nelle caviglie)
era la frase di un corpulento amico pavese che descriveva così le sue
prodezze nelle partite di calcio, ricordando la quale io e l'amico Alberto
Tondù ridiamo ancora oggi di gusto. Le scarpe ammazzaterrorista poi le trovo
una proposta interessante da fare agli americani, se glie ne diamo anche un
paio delle mie.....altro che bomba atomica, con una passata si conquistano
tutto l'oriente.

Cordialità

Gianfranco Salvemini

20 Novembre 2001
Domenica "poco" Sportiva
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Il Verona recupera da 0-2 e vince per 3-2 sul Chievo un bel derby che tutti i mezzi di informazione hanno esaltato per 15 giorni. L'allenatore del Verona si butta sotto la curva a festeggiare di gioia spontanea la tanto attesa vittoria e i media lo fanno a pezzi......

Il SIGNOR TOSATTI sul Corriere Della Sera scrive:

"Malesani ferma la galoppata del Chievo di cui fu per molti hanni la guida e festeggia come se avesse vinto la Champions League: si riveda e si vergogni".............

Si VERGOGNI ?

Un altro bel commentatore al termine del TG1 delle 20 di Lunedì 19/11 dice: "Malesani è tra coloro che prendono miliardi per fare il proprio lavoro, dovrebbe dare l'esempio invece...."

INVECE COSA ?!?

Finalmente qualcuno osa esprimere se stesso in un mondo di FALSI (senza offendere alcuno) e lo trattiamo in questo modo ? E poi passiamo sotto silenzio che 2 "Mister" della serie A sono stati squalificati per BESTEMMIA in campo; forse sono questi coloro che danno l'esempio giusto ?

C'è un solo modo per definire la bella categoria di giornalisti e commentatori che mangiano sulla domenica sportiva italica: IGNOBILI MENTECATTI !

Tosatti & C. non siete degni di prendere lo stipendio che come contribuente del canone RAI anch'io contribuisco a passarvi !

Gianni Oliveri


19 Novembre 2001
La campestre
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Sono venuto a conoscenza grazie al Dott.Enrico Donadeo ex atleta di salto in alto che il Professor Alberto Cuomo correva i 100 metri in 10''e 6 decimi:
ragazzi qui stiamo parlando di un tempo di grandissimo rilievo.
Sono contento finalmente inizia ad emergere il glorioso passato dell'atletica
di Binasco. Spero con questo di coinvolgere più persone che portino in rilievo
il loro passato di atleti della Virtus Binasco cosi potremo avere un bel quadro dei risultati ottenuti e racconti appartenenti alle loro esperienze.
Tornando alle campestri con i bramaroni che si svolgevano di solito
alla cascina Malcantone vicino al Vulton.( chi non sa dove sono le no de binasc
el sa rangia)
Siamo tutti schierati per la partenza dei 3500 metri
Il giudice di Pavia dice: PRONTI....VIE e subito dopo OCIU ALA CURAV.
Il Loris Soffritti parte con una delle sue risate capaci di coinvolgere una
platea di un Cinema. Vi lascio immaginare dopo 100 metri eravamo piegati in 2
a ridere. Per almeno 15 anni anni ci siamo trascinati quel Vie e Ociu la Curav
a tutte le gare lo ripetavamo.
Prima di chiudere vorrei descrivere l'abbigliamento da gara campestre.
Maglietta: mezza manica bianca senza logo (sevan nanca sa ler al logo)
Calzoncini: corti bianchi.
Calze: quelle che c'erano
Scarpe: in gomma e tela che usavi praticamente per tutte le attività,
la puzza che emanavano queste scarpe potrebbe essere utilizzata
per stanare Bin Laden dal bunker dove si nasconde:erano autentiche armi chimiche.
Per non tirarla lunga vi saluto e vi ringrazio

Alla prossima.

Gino Gilera
Walter Pellegrin


18 Novembre 2001
Complimenti
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Complimenti sinceri....ma anche non poche perplessità.

A Novembre, come tradizione vuole, alle visite al nostro cimitero si dedica
più tempo, ho avuto perciò la possibilità di visitare la nuova ala finita da
poco e ne sono rimasto favorevolmente impressionato, mi è piaciuta molto
l'architettura nel suo insieme fatta di volumi, spazi e percorsi ben
articolati che, pur nella razionalità della composizione, favoriscono, a mio
avviso, la preghiera e la meditazione. Ottima la scelta dei colori e dei
materiali, semplici ed economici, ma, al medesimo tempo, sobri e
dignitosamente eleganti. C’è stata l’abilità di evitare l’opprimente senso di
morte che si respira in certe cappelle gentilizie, costruite con marmi
blasonati e segni ridondanti, e il rischio di fare un’architettura
“magazzino di stoccaggio” come la vecchia ala dei colombari.
Non so chi sia l’autore del progetto, se è di Binasco o viene da lontano, se
è, come di solito succede in Italia, amico degli amici legato al partito
dominante di turno oppure no (francamente in questo caso non mi interessa
più di tanto), mi piacerebbe però fargli personalmente i complimenti e
scambiare quattro chiacchiere con lui perché, in un paese come Binasco, nel
quale la buona architettura anche cercandola col lanternino la si trova a
fatica, questo progetto costituisce un precedente che lascia ben sperare.
Per concludere due parole sulla sistemazione del centro storico. La scelta
amministrativa di creare una zona pedonale e di sistemare castello e piazza
mi trova “molto” in sintonia. Per quanto concerne l’assetto urbano e le
scelte architettoniche che è dato di vedere realizzate, a mio avviso, stiamo
navigando di “piccolo cabotaggio”. Ho la netta sensazione che si stia
perdendo una grande opportunità, ma è un discorso troppo lungo da farsi in
questa sede, meglio sotto i portici “reali” comodamente seduti al bar.

Alla prossima

Gianfranco Salvemini


17 Novembre 2001
Ma che bel castello...
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E' molto bello l'effetto dell'illuminazione, davvero!!
Sarebbe ancora meglio se fosse illuminato anche dal lato della chiesa.


Luisa Colombo


17 Novembre 2001
Atletica che passione
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...già... sono passati proprio vent'anni; io ne avevo otto e muovevo i primi passi in questo mondo così incredibilmente e inspiegabilmente affascinante che è l'atletica.
Io insieme a un gruppetto di ragazzini matti che probabilmente non avevano i piedi buoni per una squadra di calcio (ma che ne tiravano comunque di calci ad un pallone nel campetto dietro le scuole medie!).
Qualcuno si è perso per strada, qualcuno ha lasciato e poi ha ripreso, magari dopo molti anni, perchè l'altetica è un po' come una droga (ma benefica) e prima o poi ci ritorni... la ami e la odi...soprattutto in questo periodo dell'anno, con pochissimi gradi e tantissimo freddo; con la nebbia che ti fa finire nei fossi o nei campi senza rendertene conto e con le gambe che gridano basta e il cuore che non le vuole ascoltare....
..finisco questa breve intrusione ricordando un grande amico di quei giorni, un amico con il quale ho imparato ad amare l'atletica e con il quale ne ho condiviso tutte le "prime volte": la prima pioggia, la prima nebbia, prima neve, il primo fango, la prima coppa, la prima distorisione alle caviglie... insieme a voi un piccolo pensiero all'amico Cristiano Bissa!

Andrea Zurla

15 Novembre 2001
Atletica che passione....
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Sì, concordo pienamente con quello che scrivono Walter e Roberto.
L'atletica è la disciplina più affascinante (anche se ultimamente è venuto
a galla il doping) soprattutto da praticare, perchè non servono che pochi
attrezzi (la lancia di Orzowei e cose simili) e il fisico, anzi la volontà.
Scrivi, scrivi Walter e racconta dei primi lanci di giavellotto al campo
dell'oratorio, con il Vince e il Fortunato che venivano con la 500
decappottabile per portare l'attrezzo.
(Il Vince si allenava tirando sassi, ma a volte il campo di calcio era
troppo corto e il suo braccio così in forma che finivano contro i vetri
delle case di via Turati...)
Dai raccontaci, perchè mi rendo conto che sono già passati 20 anni....
Faremo concorrenza ai ricordi del Sig. Porri.

Paolo Frigerio

13 Novembre 2001
In attesa del prossimo episodio
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Amico Gino/Walter,
personalmente ti invito a continuare con gli episodi legati al passato sportivo di Binasco.
Non solo per il gusto dell' "amarcord". Sono sicuro che grazie al tuo personale modo di esposizione (che in questo spazio ha già fatto storia) ne risulterà qualcosa di divertente legato alla nostra realtà locale che potrebbe anche riservare curiosità interessanti.
In fondo siamo nel posto giusto: Cosa c'è di meglio che "titare tardi" in buona compagnia, seduti ad un tavolino sotto i portici, davanti ad un aperitivo? (anche se questa è un immagine è virtuale).

ciao a tutti
Roberto Gerli


10 Novembre 2001
Atletica 1° Episodio.
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All'inizio (quando si andava a scuola con i calzoncini corti e un solo paio di scarpe) dovevi solo correre, era l'unico mezzo che avevamo a disposizione.
Facevamo le classiche corse campestri. In che periodo dell'anno?
In pieno Inverno con un freddo della .......... e i bramaroni che facevano da cornice.
Se uscivi vivo da simili condizioni climatiche ti trovavi poi a scrivere su
Binasco 2000.
Tanto per dire che se le fai adesso ci sarebbe una rivolta dei genitori,
sopra tutti le mamme, pari ai casini del G8 .
Il Grande Modolo Romano ci spronava a correre sempre, anche con la neve.
Qui mi stacco un attimo e dico all'amico Roberto Gerli che suo figlio ha scelto
la disciplina migliore in assoluto.
Solo con L'ATLETICA VERRAI FORGIATO DALLA NATURA.
Come nel film Conan Il Barbaro ve lo ricordate quel bambino che spingeva
la ruota sotto ogni intemperia.
Un bel giorno io e mio cugino Claudio decidemmo di aggiungere una nuova disciplina all'atletica di Binasco: era il Lancio del Giavellotto.
Con i nostri miseri risparmi decidemmo di acquistarlo.
Il Claudio disse: vado io a comprarlo a Milano.
Era ovvio che dovevi portarlo a casa con il pulman.Quando salì sul pulman
con il Giavellotto la gente lo guardava come se fosse scappato dal telefilm
Orzowei.
E da qui nascono tante altre storie che vi racconterò più avanti.
Se fa piacere.
Saluti
Gino Gilera
WAlter Pellegrin


5 Novembre 2001
Caro (vecchio) Walter
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Sapevamo che eri vecchio e ce lo conferma la tua disponibilità a citazioni della storia ;-)
Scherzi a parte, trovo che potrebbe essere interessante conoscere qualcosa di quegli intrepidi che, nonostante l'onnipresentesempretroppoosannatosperssoatorto calcio, abbia coltivato una passione sportiva "di nicchia" con pochi mezzi (tutto o quasi tutto era per il calcio) e tanta voglia di fare.
Sono contento che mio figlio abbia scelto quale attività sportiva l'atletica leggera (che nonostante la dicitura ritengo uno sport da "duri") e spero che continui.
Stendendo un velo pietoso per il periodo delle scuole elementare e tralasciando quello delle scuole medie, ricordo che alle scuole superiori cercavano di insegnarci che non esiste solo il calcio.
Ogni anno c'era la corsa campestre a livello di classe e di istituto, i campionati interni di atletica leggera, tornei di basket, pallavolo e pallamano. Eppure erano in molti a lamentarsi perchè non si giocava a calcio (spesso si trattava di tesserati di società calcistiche).
Vai Walter. Rinverdisci gli antichi fasti di "Cassiodoro" e gli altri.

Saluti a tutti

Roberto Gerli

4 Novembre 2001
Non mi piace essere chiamato Body Builder
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Non mi piace essere chiamato Body Builder
anche se li ammiro molto sopratutto Il Grande ARNOLD SCHWARZENNEGGER.
Lui è un Body Builder.
Io sono semplicemente uno qualsiasi che nella sua vita sportiva
si è fatto un culo come una campana per la raccolta del vetro.
Ho iniziato ad allenarmi all'età di 14 anni.Ora ne ho 45.
Quindi sono esattamente 31 anni che mi alleno continuamente senza mai smettere.
Ho gareggiato provando l'ebrezza della sfida con l'avversario e con l'adrenalina che ti sale fino
all'ultimo capello.(guarda caso sono rimasto pelato)
Poche volte ho vinto e molte volte ho perso ma ero sempre presente sul campo di gara.
Quanti allenamenti duri ho sostenuto e sostengo ancora, guai se mi mancasse l'allenamento.
Ritengo che ogni tanto ti devi mettere alla prova ricercando la sofferenza dell'allenamento il quale ti lascia sempre dei dolori postumi e dei recuperi sempre più lunghi piu vai avanti negli anni.
In tutti questi anni ho praticato tante discipline sportive agonisticamente quali:
Atletica Leggera con il Grande Modolo Romano come maestro.
Calcio,Basket,
Karatè,Kick Boxing.
Quindi ho imparato molti metodi d'allenamento sperimentandoli sulla mia pelle
soffrendo,soffrendo soffrendo ma in conclusione contento con me stesso.
Tanto che dopo ogni allenamento mi dico Anche questo l'hai superato vecchio Walter.
Purtroppo nei periodi migliori della mia vita sportiva non esistevano metodologie
d'allenamento e di alimentazione come in questi ultimi anni.
Concludo perche mi sto facendo prendere la mano.
Ma prometto che ritornerò sull'argomento se può fare piacere, citando i nomi di chi ha fatto grande l'Atletica a Binasco.
Tutto questo per dire che quello che ho imparato nella mia vita Sportiva
cerco di metterlo a disposizione dei ragazzi.
Inoltre quando andavo ad allenarmi(praticamente tutti i giorni) la maggior parte
dei ragazzi di allora era seduta comodamente al Bar e mi guardavano come se fossi un matto.
Purtroppo non ho mai vinto niente d'importante per potermi vantare.
Ma di vittorie personali ne ho avute tante e hanno contribuito a farmi affrontare
le battaglie della vita.
Grazie per avermi dato la possibilità di potermi esprimere sul mio campo
che si chiama allenamento di cui vado molto fiero e che spero di conservare
fino ai .....tanni.
Saluti
Gino Gilera ( Walthereeggher)


4 Novembre 2001
Sentenza vergognosa
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....Il fatto non sussiste.....

Circa centocinquanta morti di cancro a causa di lavorazioni nocive.
L’intero ecosistema di Porto Marghera compromesso, forse per secoli, da un
apparato produttivo che, ingiustamente protetto da una classe politica
connivente continua, con l’alibi del “non era e non è scientificamente
provata la nocività” ad operare senza cautele (vedi impianti di telefonia
cellulare e campi magnetici).
Un pubblico ministero e i parenti delle vittime che, a fronte di pesanti
richieste di condanna e risarcimenti miliardari si ritrovano letteralmente
presi per i fondelli da una legislazione che, in materia di tutela
ambientale, definire da terzo mondo è un eufemismo.
Gli interessi miliardari protetti come sempre a dispetto di tutte le
evidenze.

Tutto ciò, se non ho capito male, per i nostri giudici semplicemente....non
sussiste?

Art. 32 della costituzione

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e
interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli
indigenti.......ecc.

C’è da vergognarsi di essere Italiani.

E voi, cosa ne pensate?

Cordialità

Gianfranco Salvemini

1 Novembre 2001
Caro "Cuginetto"
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Caro “cuginetto” Carlo Ordanini,

Innanzitutto grazie per il “cuginetto” anche se, purtroppo, come sapete
Giovanni e tu, per essere stato io il tuo padrino alla cresima, la mia età
anagrafica mi concede solo il lusso di essere un tuo “Cugino” molto prossimo
alla stagionatura.
Ho letto con interesse le tue riflessioni relative al dibattito sulle
“pedate nel culo” e credo giusto proporti altrettanti spunti di riflessione.
Innanzitutto, non mi pare che dagli scritti precedenti sia emerso un
confronto “politico”, perlomeno nei termini che sembrano emergere dal tuo
scritto, anche se, dovrebbe essere chiaro per tutti e non meravigliare più
nessuno, che gli argomenti trattati interessano tanto gli ambiti della
morale e della religione, quanto la politica nel senso della “polis”.
Giustamente, come tu dici, nessuno deve scandalizzarsi della propria
formazione, purché, aggiungo io, questa non ci faccia perdere il senso
critico rispetto all’evolversi o involversi delle cose della vita e la
disponibilità a cambiare opinioni e comportamenti.
Per quanto concerne il “colabrodo” (da me citato) è evidente che, per
diversi motivi, in primo luogo economici, a qualcuno, fino ad oggi, non ha
dato fastidio più di tanto; però, le responsabilità non sono della presunta
incapacità di noi “plebei” di trovare soluzioni a fronte della “presunzione”
di identificare problemi e colpe, ma ciò si deve “principalmente” ai governi
(da noi eletti) di destra, di sinistra, di centro, forse anche di sopra o di
sotto, in ombra o in luce, che hanno permesso, attraverso sanatorie, leggi
poco efficienti e politiche terzomondiste a dir poco fallimentari
(volutamente?) la situazione attuale, questo, checché non ti piaccia, ha
senso e come!
Sono contento che, dopo aver “clamorosamente constatato” che “le guerre non
sono mai giuste...ecc.” anche tu ti unisca al coro delle “frasi fatte” le
quali, dovresti saperlo, derivando nella maggior parte dei casi dalla
saggezza popolare, almeno in casi come questo, dovrebbero essere maestre di
vita. Proprio per ciò, porre la questione della giustezza del pensiero
pacifista nel giorno in cui il “terrorista di turno” (evito “l’arabo” perché
non è un fatto di etnia) dovesse buttarmi un siluro nel computer, è
quantomeno mal posto, perché, è abbastanza evidente, che in una situazione
del genere le reazioni emotive avrebbero il sopravvento sulla componente
razionale. Chi ha avuto la fortuna di non essere colpito in prima persona,
ha il dovere morale di manifestare solidarietà con i colpiti, di mantenere i
nervi saldi e di studiare contromisure efficaci. Visto come stanno andando
le cose in Afganistan e in negli States, qualche dubbio che la strada
intrapresa sia quella giusta mi rimane.
Non mi pare nemmeno corretto dire che la “tolleranza e il perdono generino
sempre consenso ed approvazione” anzi, quando sono macroscopicamente
ingiustificati non trovano affatto consenso, perlomeno a livello popolare
(anche negli scritti di Roberto e miei la cosa è ben evidenziata).
Giusto porre la questione della reciprocità (centro culturale/religioso
ecc.) però, come in precedenza qualcuno ha già citato nelle sue mail, non
dobbiamo dimenticarci che il nostro è un sistema democratico e in questo si,
siamo “diversi” (non mi piace superiori), da noi ognuno ha il “diritto” di
professare il proprio credo nei termini dell’art.8 della costituzione della
Repubblica Italiana, che cito testualmente per tutti coloro che fossero
stati colti da improvvisa amnesia:

“Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di
organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con
l’ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese
con le relative rappresentanze.”

Va da sè che, proprio nella misura in cui il nostro diritto costituzionale
tutela libertà di tutti, a mio avviso, come ho già detto nella precedente
mail, lo stato ha il dovere di mettere in atto contromisure nei confronti di
chi pretende di ledere questo diritto (da qualsiasi parte provenga),
evitando magari di finanziare con i soldi dei contribuenti edifici di culto
o edifici scolastici a quelle confessioni religiose che non ammettono il
diritto di reciprocità, o sbattendo velocemente in "galera" chi inneggiando
ai terroristi contrasta evidentemente con "l'ordinamento giuridico
Italiano".
Ti inviterei a non confondere il contraddittorio, la sana polemica o la
battuta ironica insite in un civile scambio di vedute su Internet, con la
mancanza di rispetto delle opinioni personali. Relativamente poi alla
mancanza di coraggio di “attaccare” (brutta espressione) un “body builder”
se ti riferisci al Gino Gilera (fratello del mio amico Fausto), che
preferisco definire un serio professionista dell’educazione fisica, tanto
che gli avevo affidato anche mio figlio; per quanto mi riguarda, dall’alto
dei miei 50 Kg peso lordo baffi e unghie comprese (sono magrolino a
sufficienza?), non ho mai mancato (vedi mail) di esprimergli il personale
apprezzamento o il mio dissenso senza problemi di sorta.
È vero, spesso anche chi ha avuto la fortuna di vivere direttamente certi
avvenimenti non ci ha capito un tubo o molto poco (vale anche per me). È
altrettanto vero che il sacrosanto diritto di esprimere opinioni, pur non
avendo vissuto certo cose, nessuno può negarlo, ci mancherebbe altro; però,
una cosa è l’opinione basata sullo studio serio e la corretta analisi
storica, altro sono le accuse di ipocrisia pseudoculturale, l’atteggiamento
sprezzante o il giudizio tanto al chilo alla “monsieur pressapoc” usati in
certe mail, che non mi sento assolutamente di accettare ne di condividere.


Gianfranco Salvemini




1 Novembre 2001
Castello Illuminato
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Ho visto il Castello illuminato.
Mi piace molto.
Complimenti e grazie.
Chissà che bello tra un mese quando saremo prossimi al Natale.
Saluti

Walter Pellegrin

31 Ottobre 2001
Cosa ne pensano i binaschini?
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Parlo da volontario della Croce Bianca ma intervengo a titolo personale (e non a nome dell'associazione).
Che il mercato esista da PRIMA delle sede è assolutamente inifluente e non ha senso utilizzarlo come argomento a favore.
La sede in quella ubicazione è stata gentilmente offerta dall'A.R.C.C.R.A. alla Croce Bianca.
Qualcuno ha comunque dato il permesso di costruirla in quella posizione e con quelle caratteristiche d'accesso (Amministrazione comunale) probabilmente senza neanche porsi/avvedersi del problema logistico conseguente.
E' innegabile che ci siano delle esigenze in conflitto.
Da parte nostra lamentiamo che la necessità di defilare gli automezzi lontano dalla sede ci crea disagi soprattutto di carattere operativo. Un esempio per tutti:
Al rientro dai servizi spesso è necessario dover rimettere in condizioni d'uso il materiale, l'interno dell'ambulanza o l'automezzo stesso. Lavare il materiale sporco, reintegrare quello utilizzato, manutenere l'automezzo ecc., ecc.
Farlo in un piazzale di pubblico passaggio, lontano dalla sede e senza un rubinetto dell'acqua a disposizione non è sicuramente la situazione migliore.
In definitiva ritengo che stiamo tutti (Croce Bianca e commercianti) subendo le conseguenze di un errore fatto "a monte" le cui soluzioni adottate saranno sempre di compromesso.

ciao a tutti
Roberto Gerli


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