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31 Ottobre 2002
Siamo alle solite!
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Martedì scorso c'è stato uno dei periodici incontri genitori-insegnanti presso la scuola media di Binasco.
Tra le altre cose, abbiamo constatato che ci sarebbero da sistemare tende e infissi (almeno nella classe di mio figlio). Ci è stato detto che il problema, segnalato all'amministrazione comunale, risale all'ottobre dell'anno scorso (dicasi oltre un anno).
Scuola Statale e Immobile Comunale:
Come da copione, non si sa mai se il perdurare del problema sia a causa di segnalazioni "poco efficaci" dell'uno o interventi "poco solerti" dell'altro.
Questo in realtà è solo uno dei problemi. Forse marginale, forse secondario ma forse anche di (apparentemente) più facile soluzione.

Roberto Gerli

PS
L'amministrazione comunale legge queste righe in copia.
Anche la scuola è in c.c. ma non so se il suo indirizzo e-mail (preso dal portale della pubblica istruzione nazionale) sia attivo.


31 Ottobre 2002
Una ventata di genuino entusiasmo!
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Valentina carissima,
leggerti mi ha fatto "rivivere" quei sani entusiasmi che hanno caratterizzato la mia gioventù ... condivido la positività che, per fortuna, è viva e concreta nella gioventù ... in tantissimi giovani ... Per quanto riguarda gli esempi negativi, tutti noi dobbiamo farci un esamino di coscienza ... se da un lato è vero che oggi si tende ad "apparire" e tutto deve essere secondo dettami e stereotipi strategicamente proposti per garantire l'orientamento al profitto di coloro che offrono il mercato del superfluo che, all'improvviso si trasforma in ASSOLUTAMENTE INDISPENSABILE , dall'altro lato molti si adeguano passivamente o addirittura sono "fagocitati" dalle proposte di "paradisi pieni di niente" e, voi giovani, osservando a volte quello che gli adulti fanno e non fanno, come "i grandi" gestiscono la giustizia sociale, ebbene voi giovani vi scoraggiate ed i vostri sentimenti di "rivoluzionari per un mondo migliore" si scontrano violentemente con convenzioni, ipocrisie, ed infiniti esempi negativi ... ma è davvero solo così? ...
Io credo che tu (concedimi il "tu") cara Valentina hai comunque centrato una proposta unica e valida:
"... io desidero essere e non apparire ... ed ho voglia di fare ..."
E' l'unico vero modo di "fare" - "fare con buona volontà" ed io mi permetto di aggiungere: "fare, tenendo sempre presente che ognuno di noi è davvero libero se si impegna a garantire gli stessi diritti agli altri .. tutti ... vicini e lontani"

Paoli, nella canzone "... eravamo quattro amici al bar ..." ci evoca gli entusiasmi giovanili e gli "adattamenti" conseguenti ma ... forse si può davvero cambiare il mondo e la strada, che non è una bacchetta magica, ma un faticoso e polveroso percorso, comincia proprio con il desiderio di essere e la buona volontà di fare.

Mario Manzolini

31 Ottobre 2002
31 ottobre 2002: una data che non dimenticherò
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Grazie anche a Valentina per la sua notevole cultura e profonda riflessione
sullo stato giovanile (ha solo diciotto anni!!!). Penso che molto debba
riflettere la generazione “adulta” che spesso si limita a trattare i giovani
come “contenitori” da lustrare e rivestire o da imbottire di leccornie ed
idiozie, concentrandosi unicamente nella rincorsa del personale
interessuccio quotidiano anche laddove le necessità del vivere non lo
richiedono.
La notizia delle “probabili” novità su S. Maria in Campo mi rende
ulteriormente felice, perché forse ci si sta muovendo nel verso giusto, come
andavamo chiedendo da anni (rapporti con il comune di Casarile). Per me è
una buona giornata. Se sto sognando, per favore non svegliatemi.

Ciao a tutti

Gianfranco Salvemini


31 Ottobre 2002
Brava Valentina
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Brava Valentina, sono felice di vedere che anche i giovani propongono argomenti per invitare alla discussione i coetanei, grazie per avermi fatto notare che, “Pier Paolo la notte passeggiava per le borgate, mentre scriveva "Teorema", per cercare di raccontare la follia,” a questo punto mi sento meno Gabibbo, perché io ero certo che il mio passeggiare, spesso da solo, alla sera, era solo un modo per fare del moto, leggere il quotidiano di Binasco e riflettere sulle realtà che mi si presentavano davanti agli occhi. Invito altri a farlo e se volete potremmo utilizzare questo sito, magari per darci un appuntamento sotto i portici, quelli veri, una sera alla settimana o al mese e passeggiare scambiandoci le opinioni su ciò che vediamo cambiare in Binasco, e vi posso assicurare che di cambiamenti ce ne sono tutti i giorni.

A presto

Luciano Tosi



31 Ottobre 2002
Vogliamo essere costruttivi?
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Mi associo a quanto dice Gianfranco.
Chi è ormai "abituato" a fare politica (anche a livello locale e "non professionista") ha un approccio diverso nei riguardi dell'informazione.
Sicuramente considera gli interventi di Luciano (Tosi) a livello di pettegolezzo, qualunquismo, polemica fine a se stessa, bla bla bla.
Personalmente gli riconosco l'impegno che mette nel tentativo di sensibilizzare la gente (almeno quella che frequenta i portici di Binasco2000) su temi di interesse comune.
Intendiamoci: Mica sono d'accordo con tutto quello che dice o prendo come oro colato ogni sua parola. Ma almeno è uno che dice la sua schiettamente e/o ci fornisce informazioni senza che per averle debba frequentare un gruppo politico.
Ognuno può/deve elaborare e valutare come vuole le informazioni riportate secondo le proprie conoscenze sugli argomenti, le proprie convinzioni e la propria intelligenza.
"Purtroppo" Luciano è un amico e quindi qualcuno dirà che il mio giudizio è di parte. Chi se ne frega?
L'ho conosciuto nell'85 quando, agli inizi della Croce Bianca, ci siamo trovati nella stessa squadra (è stato anche il primo Comandante del Corpo Militi della sezione).
Lo considero estremamente coerente con se stesso (qualità non da poco) e quindi degno di stima e considerazione.
Riconosciamogli anche il merito di vivacizzare questo forum (che a volte "si ammoscia").

saluti
Roberto Gerli


31 Ottobre 2002
Brava
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Un po'.....prolissa ma brava Valentina.
telegraficamente

Roberto Gerli


31 Ottobre 2002
Messaggi veloci.
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Grazie ai due giovani (Francesco e Valentina) che scrivono queste
riflessioni.
Dimostrano tutto l'entusiasmo tipico della loro età (che andrebbe mantenuto
anche dopo), ma anche profondità nella riflessione e, guarda un po',
letture e conoscenze tutt'altro che superficiali. Vuoi vedere che il mondo
futuro non sarà tanto più brutto di com'è ora?
Per Gianfranco che sempre chiede di Santa Maria in Campo:
potrebbero esserci novità a breve, ne ho parlato ieri con il Sindaco di
Casarile.
A presto

Paolo Frigerio


31 Ottobre 2002
Belle parole Fra...
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Francesco apri un dibattito in cui sento di dovermi inserire anche io, neo diciottene interessata -con l'entusiasmo, ma anche l'inesperienza di una ragazza vissuta nella bambagia di un Occidente ricco, di una Binasco felice, di una scuola per ragazzi fortunati e di una famiglia sicura- alla vita sociale, politica e culturale del suo Paese. Ci tengo a precisare questo perchè non vorrei incappare nella facile e semplice retorica in cui, a mio dispiacere, incappi tu, Francy, mio coetaneo amico. Perchè non basta citare Pasolini o Ionesco per elevarsi a giudice della superficialità giovanile. Tu citi Pier Paolo (Pasolini), autore che da anni coltivo con profonda umiltà e religiosa stima, con la stessa superficialità con cui i tuoi lontani coetanei citerebbero Eminem come trasgressore di chissà quale ordine sociale. Certo, fa "intellettuale di sinistra con la sensibilità e la purezza che questo mondo corrotto violenta" citare Pasolini. Ma lui ERA. Lui non diceva, non filosofava sulla bassezza e sulla povertà: lui ha vissuto il confronto-scontro e la contraddizione affettiva tra un padre borghese e un'anima popolare ed eccessiva, sensibile alla profondità e alla verità ("Ero eccessivo, come sempre, nelle mie passioni, ma anche lucido, purtoppo." Pier Paolo Pasolini, Vie Nuove, 4 ottobre 1962), ha sofferto l'ignoranza e la vanità di un'Italia divisa tra una borghesia moralista, cattolica, ottusa e un popolo disarmato, ma anche incazzato, emarginato, viscerale. Ma si trovava nel pieno di QUEL momento storico. Cosa significa citare Pasolini per parlare dei giovani di oggi "senza individualità"? Pier Paolo la notte passeggiava per le borgate, mentre scriveva "Teorema", per cercare di raccontare la follia, la perversione e il tratto così fragile della normalità, dello stare bene. E viveva la superficialità e l'innaturalezza della divisione tra anime in classi sociali. Ora mi senbra davvero superficiale - mi ripeto- citarlo in un modo così semplicistico e razionalizzato, con l'etichetta imborghesita con cui è stato lasciato alla storia, quella che stai usando tu per farci veder quanto sei superiore e lontano dai tuoi coetanei che pensano solo ai soldi. Francy lo sono anche io, ahimè, lontana da questi nuovi adolescenti. Ma non mi sento di aggredirli e giudicarli come fai tu, perchè il nostro momento storico è quello della prosperità e del commercio e del "dio danaro". Ora non possiamo dare la colpa solo ai nostri coetanei. Tu forse vai in una scuola dove ti fanno leggere Ionesco, mamma e papà ti danno i soldini per comprarti i libri di Pasolini, le tue non sono certo braccia strappate all'agricoltura e non lo saranno mai finchè avrai voglia di studiare, di vivere a casa, di avere il piatto pronto in tavola, un letto caldo e accogliente, così come non lo saranno le mie. Noi stiamo bene come i nostri coetanei superficiali, solo che mentre in una decina su cento abbiamo avuto gli incontri, le possibilità, gli appoggi e anche -perchè no- le capacità per conoscere la cultura (e non chiamarle nozioni perchè mi fai venire il sospetto che per te altro non siano), altri nostri coetanei non ne hanno avuto la fortuna. Non hanno avuto i mezzi -e per mezzi intendo anche la forza di volontà, la curiosità- per andare oltre le proposte medie di una società in linea di massima ferma, mediocre, passiva. Io trovo INGIUSTO e PRESUNTUOSO, quindi, sparare qualche nome d'autore risonante, qualche nozioncina di teatro a dimostrazione di chissà quale elevatezza culturale, spirtuale, critica. Francy, se fossi davvero elevato non cadresti nella retorica banalità di dire che ormai le ragazze aspirano solo a fare le veline!!!! Le tue sono belle parole, come tutti siamo capaci di dirne, ma tu chi sei? Cosa fai? Lotti, vivi e soffri davvero questa mediocrità? E come? Cerchi di diversificarti solamente -o meglio apparire diverso- o ti scontri con questi superficiali? Mi fa incazzare tremendamente sentir spalare sempre m.... sul mondo, sulla società e non vedere muovere un dito. Ci sono le possibilità, grazie a dio, perchè siamo in un paesino ricco e aperto e vivace, di fare o meglio ESSERE ALTRO. C'è la 285 che nasce con lo spirito di offrire un'alternativa, ma ci sono anche molti ragazzi dell'oratorio che ho avuto modo di conoscere meglio ed apprezzare al di là della diversa posizione politico-religiosa-culturale, ci sono tre compagnie teatrali, questo spazio per scrivere, associazioni su associazioni che fanno qualcosa per questo paesino, abbiamo avuto la possibilità di vivere un'esperienza così ricca e diversa come quella di Napoleone a Binasco, ma cosa continuiamo ancora a parlare, cosa ci facciamo qui a giudicare e fare retorica? C'è una vita che ci aspetta, e io personalmente sono stanca di parlare, perchè non mi fa sentire diversa. Mi sembra fin troppo facile. Io ho invece una gran voglia di fare, nel mio piccolo, di cambiare soprattutto me stessa e crescer, per essere un giorno in grado di guardare sempre più oltre le parole. ho voglia di essere. Ti aspetto.
P.S. odio il "lecchinaggio" e ho paura di esserne accusata per aver elogiato in questo modo Binasco e le sue componenti, ma era un modo per distogliere i miei coetanei dal piangersi solamente addosso.

Valentina Maggio

31 Ottobre 2002
Vogliamo essere costruttivi?
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Conosco da tempo Luciano Tosi, e credo che accusarlo di “Gabibbare” solo
perché reduce da una sconfitta elettorale sia piuttosto gratuito.
Politicamente non la penso come lui, ma credo che, a modo suo, stia facendo
qualcosa di costruttivo. Poniamoci alcune realistiche domande: È un bene o
no che qualcuno si sia preso la briga di assistere (non da ieri) a tutti i
consigli comunali e che, avendone l’occasione, trasmetta all’esterno ciò che
viene deliberato?
“Gabibbare” per il paese mettendo in risalto ciò che non funziona (e ciò che
funziona si spera) è pura speculazione politica, o “informazione” e
occasione per chi amministra di relazionarsi coi cittadini mediante risposte
che quasi mai arrivano, salvo per precisazioni “risentite” ad inevitabili
errori?
Quanti cittadini, distratti dalle mille cose quotidiane, hanno la
possibilità di rendersi conto fino in fondo della realtà del paese? Lui per
lo meno ce ne mostra alcuni aspetti che molto probabilmente chi amministra
(a prescindere dalla casacca indossata) si guarderebbe bene dal mostrarci.
Si può pensare che chi come lui o Vella si è impegnato in politica sia mosso
unicamente da interessi di parte, ma liquidare così la questione mi sembra
troppo facile e banale.
Comprendo il Gino che vorrebbe toni più distesi, ma a meno di voler
trasformare questo sito in una “congrega di educande”, alcuni degli
argomenti e la personalità di chi scrive possono generare toni accesi, a mio
avviso è un bene che sia così.
Quanto al fatto che per prendere voti a Binasco “bisogna lavorare con tanta
umiltà”....Bhe, caro Gino per averlo frequentato l’ambiente ti assicuro che
di umiltà ne ho vista pochina ma in compenso di arroganza ne ho vista tanta,
inoltre, questo mi fa pensare che tu non abbia per niente seguito i
confronti radio dell’ultima tornata elettorale.
Concludo. Trovando molto giusta l’esigenza di avere discorsi “costruttivi”
ed essendo letteralmente “steso” più che “disteso” sulla situazione di
S.Maria in campo, invito Gino e gli altri lettori, a formulare proposte
“concrete e credibili” per ottenere risultati migliori. Aspetto fiducioso.

Un calice di Pio Cesare a tutti (peccato per gli astemi)

Gianfranco Salvemini

31 Ottobre 2002
Tanto distesi da dormirci sopra
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Caro Pino, da politico vero hai saputo attingere a ciò che ti faceva comodo dal mio primo scritto, Io partivo dal volantino della sinistra a proposito della FIAT, dove mi è sembrato di leggere "Dove è e dove va la politica del governo? intravedendo forse in malfede, che si voleva dare a questo governo colpe di altri. A questo punto ho posto una domanda, Dove sono finiti i miliardi che i cittadini italiani hanno dato alla Fiat in tutti questi anni, quando c’erano altri a Governare?? Io la risposta non l'ho letta, mentre non è mai stata mia intenzione banalizzare il problema dei lavoratori. Ho evidenziato la mia esperienza personale, dove nessuno mi ha aiutato e tu ne hai apporfittato per darmi del Berlusconino. Potevi benissimo evitarlo, ora che sono io a chiederti di specificare la tua esperienza dalla Grundig in poi, tu mi racconti degli albori dei tuoi 15 anni. Vedi di nuovo non rispondi. A proposito di Rozzano se rispondi non c'è nessun ostacolo, e il potrei continuare era relativo alla politica Binaschina, non intendevo certo insinuare che ho in mano tabulati segreti con informazioni che ti riguardano.

A Gianni dico, io ho scritto: Comunque rimane sempre il problema dei bisognini, vedo che non basta mettere il COMUNICATO all’inizio di via Strina, se poi chi abita li vicino, viene nei giardinetti dell’AEO a passeggiare con il proprio cagnolino.

A Ginello dico che non voglio dimostrare niente a nessuno, mi sembrato che i portici potevano essere un modo per dire le proprie opinioni ed eventualmente accettarne le critiche e poi se segnalando situazioni o problemi locali si poteva magari permettere a chi può farlo di intervenire a risolverli. Non mi rode niente dentro, però dal momento che ho deciso di candidarmi ho preso un impegno con i cittadini e quindi il mio essere osservatore fotografo, mi può essere utile magari alle prossime elezioni per documentare ciò che non è stato fatto.

Comunque alla sera passeggio per Binasco perchè al momento è il solo modo che ho di fare un po di moto, dopo ore di macchina o di ufficio e non certo per spiare i miei concittadini.

Faccio una proposta, perchè se si vuole intervenire su argomenti proposti da altri non lo si fa magari dando risposte o proponendo alternative invece di andare a cercare le intenzioni di chi scrive, io lo farò dal prossimo scritto.

Luciano Tosi

29 Ottobre 2002
Toni più distesi
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Per me è sempre un grande piacere leggere le e-mail del Pino Vella questo non vuol dire che io sia di sinistra anzi a dire il vero sono un Leghista a livello nazionale.
Quello che non riesco a capire è il Tosi Luciano.
Cosa vuole dimostrare?
Cosa sta cercando?
Cosa gli rode dentro dopo la sconfitta elettorale?
Cosa continua a gabbibbare in giro per Binasco?
Scusami Luciano ma facci capire.
Avete fatto venire a Binasco una notissima famosissima cantante ballerina (Che tra l'altro ammiro molto)in occasione della chiusura della campagna elettorale. Credevate di prendere più voti? Guarda che per prendere voti a Binasco non devi abbagliare o stupire, qui devi lavorare con tanta umiltà.
Quale frequentatore abituale di questa rubrica mi piacerebbe
che ci fossero toni più distesi e più costruttivi, come dice il Pino e come scrivono ultimamente il Gianfarnco e il Francesco.
Saluti
Ginello da Montalcino(Walter Pellegrin)


29 Ottobre 2002
Caro Luciano...troppa distrazione può nuocere
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Le mie opinioni sulla situazione di crisi FIAT ho cercato di argomentarle ed esporle semmai, magari, esagerando anche nel dettaglio. Altro che mancanza di argomenti! Lungi da me la pretesa che le opinioni altrui debbano coincidere con quelle che io esprimo, anzi il confronto delle diverse opinioni danno opportunità e materiale di riflessione ad altri. Daltronde, penso, possiamo convenire che Binasco 2000 e questa stessa rubrica servono anche a questo. Ribadisco la sintesi del mio precedente scritto: La banalizzazione di un fatto delicato e grave quale la crisi FIAT, trattato in modo superficiale,sottolineando argomenti e cercando capri espiatori che nulla hanno a che fare con la complessa situazione che vive quell'industria e più in generale il panorama produttivo industriale di questo Paese.
Caro Tosi può anche darsi che abbia frainteso il tuo scritto ma se la matematica non è un opinione anche l'italiano ha un suo significato.
A proposito, due precisazioni alle tue affermazioni:
a) Che io abbia declinato la candidatura è vero. E' invece tendenziosa e falsa la tua affermazione che non mi avrebbero candidato. Il fatto poi che a monte di tale menzogna si presuma esserci una mia mancanza di rappresentatività nell'elettorato di sinistra, pur essendo anche questa una affermazione poco attendibile, mi impone un interrogativo? Può darsi che il sottoscritto abbia perso delle aderenze, in questo non ci vedo niente di ecclatante, sta nel naturale corso del tempo, delle vicende e della vita di uno che sceglie di fare attività politica e attraverso questo strumento dare il proprio contributo alla società e al Paese. Quello che lascia una qualche perplessità è che a sostenere tali menzogne è uno che il suo grado di rappresentatività o meglio dire l'indice di gradimento lo ha potuto misurare recentemente (votazioni amministrative) attraverso la testimonianza diretta del proprio elettorato.
b) Se sei interessato a conoscere la mia esperienza lavorativa non solo partendo, come la tua curiosità ti sollecita, dalla Grundig in poi ma dagli albori dei miei quindici anni quando in un pastificio in un Comune del Sud tiravo in spalla sacchi di farina e semola per immetterli nelle impastatrici, sono disponibile a raccontartela personalmente. Non penso tu possa sostenere che lo stesso interesse lo abbiano i lettori di questa rubrica.

MI ricordi che dal 1975 al 1981 risiedevi a Rozzano e che potresti continuare il racconto.....Quale è l'ostacolo che ti impedisce di continuare? Raccontami, magari abbiamo fatto delle esperienze in comune che io non ricordo. Ti pregherei, però, facciamolo in privato. Anche questo potrebbe non interessare ai lettori e frequentatori di questa rubrica.


Pino Vella



29 Ottobre 2002
Diventare una velina...
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Gentile signor Salvenimi , sono perfettamente d'accordo con lei che attribuire alla totalità dei giovani odierni la mancanza di ideali e l' incapacità di rendersi conto che il denaro non deve essere il primo "valore" importante della vita sia sbagliato ,ma il mio era un messaggio rivolto , perlopiù , alla maggioranza dei ragazzi.
Come giustamente ha fatto notare con il suo esempio, molti adolescenti hanno il desiderio di essere "qualcuno" e non necessariamente di avere qualcosa , per fortuna esistono queste eccezioni che ci rendono ancora pieni di speranza ,ma la mia preuccupazione si riferisce al fatto che queste persono siano in costante diminuizione e che il diventare "qualcuno" si sia limitato al desiderio di diventare una "velina".


cordialità


Francesco Bertocco


28 Ottobre 2002
A proposito di confusione...
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Non faccio confusione, perchè ho scritto " vedo che non basta mettere il COMUNICATO all'inizio di via Strina, se poi chi abita li vicino, viene nei giardinetti dell'AEO a passeggiare con il proprio cagnolino, avendo in mano invece della paletta il telefonino" Vorrà dire che al prossimo incontro chiederò di vedere la paletta.

Tosi Luciano



28 Ottobre 2002
I ragazzi visti da uno...stagionato.
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I miei complimenti sinceri al giovane Bertocco per la sua accurata analisi.
Sono ringiovanito di un trentennio leggendo il suo scritto, perché le sue
tesi combaciano col pensiero di molti “giovani” della mia generazione.
Solo un paio di considerazioni:
• Le azioni e la filosofia di vita a cui ci si riferisce, purtroppo non sono
esclusiva del mondo giovanile, ma anche di molti della “cosiddetta” società
adulta, alla quale va ricondotta in parte la responsabilità dei
comportamenti dei giovani.
• Fortunatamente non tutti i giovani sono come descritto, molti coltivano
ancora buoni ideali e impegno in ambito sociale.
Nei primi anni settanta, un giorno di primavera, rimasi bloccato nel
traffico davanti all’istituto tecnico Giorgi di Milano, chieste spiegazioni,
alcuni studenti mi dissero che erano in sciopero perché il preside non
voleva concedere il “sei” politico. Per me, lavoratore e studente serale
fino all’età di circa trent’anni, la cosa suonò come un abominio.
L’anno scorso, in una sera di primavera, passando ancora casualmente davanti
al Giorgi, vidi molti giovani entrare per seguire i corsi serali. Rimasi
piacevolmente stupito e quasi mi commossi, perché, stupidamente, pensavo che
le scuole serali fossero pressoché estinte.
I giovani di oggi non sono tutti uguali, molti sono ancora disposti a fare
fatica e sacrifici, non per “avere” cose, ma per “essere” qualcuno o
qualcosa e, fortunatamente, senza pretendere il sei politico.

Cordialità

Gianfranco Salvemini


28 Ottobre 2002
Confusione ?
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Egregio signor Tosi,
il cartello con il comunicato relativo ai bisogni dei cani posto all'inizio di via Strina e' stato messo dagli abitanti della via (3 in particolare), tutti NON possessori di cani (nemmeno di gatti).

Va be' gabibbare per il paese ma veda di non fare confusione, grazie.

Giovanni Oliveri


28 Ottobre 2002
Caro Pino...questa sera ti scrivo.
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Caro Pino, ho atteso qualche giorno perché volevo lasciare spazio ad altri sull’argomento FIAT, ma visto che ti sei ripresentato tu, ti scrivo cosi mi distraggo un po…
Tosi = Berlusconino, Ordanini= Extraterrestre, ?? forse ti mancano gli argomenti seri per chiarire le tue idee, che non è obbligatorio, corrispondano a quelle degli altri. Tornando alla risposta al mio scritto, ti preciso alcune cose che forse non hai capito. Padrone in maiuscoletto è scritto con lo stesso spirito con cui sul volantino della sinistra la frase “dove è e dove va la politica industriale del governo? Era scritta in maiuscoletto e in grassetto. Io ho di proposito utilizzato “Padrone”, perché avendo sempre lavorato in piccole aziende artigiane, il padrone poteva decidere come e quando licenziarti e quindi non avevo ne art. 18 ne sindacati a proteggere il mio futuro. Quando mi sono messo in proprio, se leggevi bene capivi che non è stata una scelta, ma una necessità per non restare a 45 anni ad aspettare un lavoro dall’ufficio di collocamento non sarebbe mai arrivato e quando son tornato a fare il dipendente è stata l’azienda con cui collaboravo a propormelo. Io sono sceso in campo è mi è andata male, secondo il tuo giudizio, ma come mai tu non sei neanche stato candidato? Forse perché non sei più rappresentativo della tua sinistra Binaschina? A proposito di Fiat, tu che hai letto la storia della realtà industriale, forse non hai voluto capire che io intendevo la Fiat dall’acquisto dell’Alfa Romeo ( acquisto?? Leggere “PRODI” ) in poi, perché se da piccola bottega nel 1899 è diventata la FIAT di oggi, forse qualcosa di buono l’ha fatto. A Pomigliano, un responsabile della manutenzione mi ha detto, tutti i giorni si trova il modo per produrre un centinaio di macchine in meno, quindi io non pensavo ai “ soliti terroni” come hai scritto tu ma riportavo una realtà vista da vicino. Ford Focus, alla ditta che mi ha dato una Focus non devo chiedere perché non mi ha dato una Fiat, perché fino a due anni fa erano tutte Fiat Brava le macchine aziendali. Abusando di qualche tua esperienza… visto che la mia esperienza lavorativa va solo presa in giro, il pensiero del sig. Ordanini è un pensiero da extraterrestre, mi piacerebbe che tu spiegassi ai lettori dei portici quale è stata la tua esperienza lavorativa, partendo magari da GRUNDIG in avanti. Io ti ricordo che dal 1975 al 1981 ho abitato a Rozzano. Potrei continuare, perché tu forse non mi conosci bene, ma io seguo la vita cittadina da qualche hanno prima di quella che tu definisci sconfitta elettorale, avendo seguito parecchi consigli comunali, anche quando tra i consiglieri c’eri anche tu e mi ricordo quante battaglie hai fatto per i tuoi elettori, ma forse loro non l’hanno mai saputo.
A proposito di esperienza canora, dal 1968 al 1973 ho cantato e suonato la chitarra in un gruppo Rock che aveva parecchio seguito nella zona e si chiamava TERZA FRASE. Ora strimpello solo qualche canzone di Battisti, e canto in un coretto, che si esibisce nella chiesa di Binasco alla seconda domenica del mese, come vedi sono un tipo pieno di risorse.

Luciano Tosi



28 Ottobre 2002
A proposito di cani...
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Anch’io sono dispiaciuto per quanto è successo in questi giorni, anche il mio cocker è morto a 9 mesi avvelenato e da allora non ho più voluto cani per non riprovare il dispiacere provato in quei giorni. Comunque rimane sempre il problema dei bisognini, vedo che non basta mettere il COMUNICATO all’inizio di via Strina, se poi chi abita li vicino, viene nei giardinetti dell’AEO a passeggiare con il proprio cagnolino, avendo in mano invece della paletta il telefonino.

L’osservatore fotografo.

Tosi Luciano



28 Ottobre 2002
I ragazzi raccontati dai ragazzi
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Queste riflessioni sono rivolte genericamente ai giovani perché non voglio entrare nello specifico della mia realtà locale, ma prendere in considerazione l'universo giovanile nella sua totalità. Chi scrive è un giovane non ancora ventenne con alle spalle una breve esperienza di vita. Quel poco di esperienza mi sembra sufficiente per trarre alcune considerazioni sul comportamento dei miei coetanei.
Colpisce nelle azioni dei ragazzi odierni la banalità la superficialità con cui affrontano la vita. Molte delle scelte ruotano attorno al "dio denaro": la ricchezza facile ed immediata è la loro aspirazione più grande a discapito di qualsiasi avvenimento anche grave che avviene intorno alla loro vita. Il desiderio di denaro "facile" rende molti adolescenti privi della volontà di maturare come individui arricchendo la propria cultura di mille nozioni. Finiscono, con grande mio rammarico, ad imparare dalla vita lo stretto necessario per potere soddisfarne solamente sogni di carattere materiale, "oggetti" che rendono la vita degli individui ancor più insignificante dì quanto sia già. A parte questa smania di arricchirsi subito, e senza "sudore", gran parte di essi è priva di qualsiasi ideale sia politico, sia sociale sia culturale, per cui diventano "esseri senza individualità", intercambiabili come tanti soldatini irregimentati.
La mancanza di individualità non è un problema esclusivo dei nostri giorni, diversi intellettuali del passato affrontavano questo argomento polemicamente, come Pasolini, o in chiave altamente ironica come Eugene Ionesco, drammaturgo degli anni ‘50 e "iniziatore" del teatro dell’assurdo. Nella "Cantatrice calva" le due famiglie protagoniste che vivono nel vuoto culturale e morale più assoluto. Alla fine della rappresentazione si scambiano le parti riniziando con i ruoli invertiti. La gioventù è condannata a vivere questo "limbo" di ignoranza e incapacità di reagire davanti a questi problemi? Impossibile credere che non ci sia via d'uscita. Esiste, dunque uno spiraglio per poter giungere ad una soluzione?
Queste domande sono rivolte in particolare ai giovani, sperando che trovino una risposta, aprendo un dibattito che smuova questa situazione di stallo.

Bertocco Francesco


25 Ottobre 2002
L'amico dell'uomo...
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La mia "lamentela" relativa allo "sporco" dei nostri cani era ovviamente diretta a quei "padroni" poco propensi a seguire le regole stabilite per garantire a tutti pulizia ed igiene.
Barbara mi ha evocato "l'affetto" (passatemi il termine) che i miei due cani avevano per me ed Elena e quando se ne sono andati, anche io mi sono reso conto di tutto quello che ci avevano "dato" incondizionatamente ed hanno svolto anche il loro "dovere" di guardiani per la tutela della casa e la nostra sicurezza ...una notte che avevo lasciato fuori dal garage la mia macchina, alcuni malintenzionati hanno tagliato la rete metallica del giardino per penetrare ma non hanno fatto in tempo perchè i cani hanno fatto "un gran casino" costringendo gli autori della tentata penetrazione in casa d'altri a fuggire a gambe levate.
Il cane, se allevato ed educato rispettando la sua "dimensione" di animale, senza "umanizzarlo" ma indirizzarlo a comportamenti che giovino al suo inserimento nel mondo umano , ebbene, il cane diventa animale che vive in "simbiosi" con l'uomo ed a quel punto basta uno sguardo oppure un gesto ed il nostro "amico" percepisce immediatamente quello che intendiamo comunicare ... senza parole .... non sarà intelligenza ma certamente non è solo istinto ... loro capiscono ed imparano il nostro "linguaggio" degli sguardi e dei gesti oltre alla cadenza e il tono della nostra voce ... senza pretendere niente da noi ci danno tutta la loro amicizia e fedeltà incondizionate.

Mario Manzolini



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