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| |  | | Pochissime righe Commenta Vedi solo questo argomento
"E poi mi pare, ma non vorrei sbagliare dato che non sono uno storico, che forse sia successo qualcosa anche l'11/09/2001, e abbia colpito qualche migliaio di persone che non avesse nulla a che fare con attività belliche."
Sappiamo benissimo che sono morte circa 3000 persone innocenti.
Ma forse l'intento di alcuni di noi è di attirare l'attenzione anche sui morti "non occidentali".
Dell'11 settembre si continua, giustamante, a parlare. Ma nei telegiornali, da Bruno Vespa, al Maurizio Costanzo Show, personalmente, non ho sentito parlare molto (se non per niente) di quanto sotto.
Riporto anche il link alla notizia (per verificare attendibilità):
http://www.rainews24.rai.it/Notizia.asp?NewsID=42845
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Da RaiNews24 29/10/2003
Almeno 15mila morti. E' il bilancio delle vittime irachene della guerra stilato da uno studio indipendente americano i cui risultati sono anticipati oggi dal quotidiano britannico The Guardian. Che precisa: sono oltre 4mila i morti fra i civili.
Il rapporto, preparato dal Project on Defense Alternatives, un istituto di ricerca di Cambridge (Massachussets) prende in considerazione il periodo di tempo che va dal 19 marzo, primo giorno di bombardamenti sulla capitale irachena, al 20 aprile, quando il controllo Usa sull'Iraq era ormai consolidato. Secondo il rapporto la maggior parte delle vittime si è registrata nella zona di Baghdad e sempre nella capitale si è avuto il maggior numero di vittime civili (tra 1.990 e 2.357, più della metà delle vittime civili a Baghdad).
Il rapporto del Project on Defense Alternatives è l'analisi più dettagliata sinora disponibile sulle vittime della guerra in Iraq. le stime contenute nel rapporto presentano sempre una doppia stima che indica il numero massimo e minimo delle possibili vittime.
Secondo il rapporto, il totale delle vittime irachene varia tra un minimo di 10.800 e un massimo di 15.100. i combattenti morti vanno da 7.600 a 10.800. I caduti non combattenti sono tra 3.200 e 4.300.
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Ciao
Karim
| |  |  | | | |  | | Pochissime righe Commenta Vedi solo questo argomento
Cari tutti, scusate l'intromissione ma volevo brevemente dire alcune cose.
Sono perfettamente d'accordo con le ultime due righe dell'intervento di Andrea, ma volevo solo permettermi di far notare qualche piccola lacuna temporale nella sua, peraltro ben documentata, ricostruzione storica. Non sono riuscito a trovare nessun riferimento a quanto successo nelle cosiddette "zone occupate" prima degli interventi stessi. E poi mi pare, ma non vorrei sbagliare dato che non sono uno storico, che forse sia successo qualcosa anche l'11/09/2001, e abbia colpito qualche migliaio di persone che non avesse nulla a che fare con attività belliche.
E poi mi chiedo come mai in certi paesi il Saddam di turno vive in una reggia dove anche lo sciacquone è d'oro massiccio, e la sua gente è sempre morta di fame, se non moriva ammazzata. Certo è più facile che sia qualcun altro a sfamare il popolo iracheno anziché uccidere i bambini, per questo era già bravissimo Saddam.
Tutto ciò premesso, resto convintissimo dell'inutilità di qualsiasi guerra, a maggior ragione di quelle all'interno dello stesso paese.
Saluti a tutti,
Carlo Ordanini.
| |  |  | | | |  | | Solo due righe Commenta Vedi solo questo argomento
Le ultime due righe dell'intervento di Andrea bastano a smontare qualsiasi stupida tesi atta a giustificare qualsiasi stupida guerra sul nostro pianeta.
Riccardo Benvegnù | |  |  | | | |  | | Un po' di storia Commenta Vedi solo questo argomento
Un po' di storia: quella che non c'è ancora sui libri di scuola.
1954: il governo degli USA rovescia in Guatemala il presidente Arbenz, democraticamente eletto: 200.000 civili uccisi.
11/09/73: la CIA partecipa alla preparazione del golpe che ha rovesciato il governo parlamentare di Allende. La CIA ha inoltre ammesso di aver organizzato l'uccisione del generale Scheneider che aveva dichiarato la propria intenzione di difendere il governo legale di Allende: 5000 cileni assassinati.
1977: il governo degli Stati Uniti sostiene il regime militare in El Salvador: 70.000 uccisi e 4 suore statunitensi che avevano denunciato i fatti.
1981: il governo USA addestra i Contras: 30.000 nicaraguensi morti.
Durante gli anni ottanta finanziano Saddam prima e vendono armi all'Iran poi; addestrano Bin Laden e lo aiutano economicamente.
1989: il presidente di Panama Noriega, che è anche agente della CIA, disobbedisce alla Casa Bianca: gli USA invadono Panama e lo destituiscono. 3000 civili uccisi.
Dal '91 fino a pochi mesi fa (e probabilmente adesso ricominceranno) gli aerei USA bombardano settimanalmente l'Irak: a causa di ciò e con l'aggiunta delle sanzioni imposte all'Irak, sono morti 500.000 bambini (fino ad ora).
Non sono 87 i miliardi di dollari spesi dagli USA per questa guerra ma 364.6 e nel bilancio per il 2004 hanno ne hanno già altri 379.9 (fonti: ministero della difesa).
Il Wto (Organizzazione Mondiale del Commercio) ha stimato che con 13 miliardi di dollari si può battere per un anno la fame in tutto il mondo.
Andrea Zurla | |  |  | | | |  | | Binaschino dove sei? Commenta Vedi solo questo argomento
Caro Karim, come spesso accade, quando si vuole essere brevi, si rischia di essere fraintesi. Io non volevo fare polemica, anche perchè l'argomento è troppo serio, ma avevo solo segnalato un mio pensiero, ma visto che tu pensi che c'era tanta gente, come alla messa domenicale delle 11, ti faccio notare, che se togliamo chi era presente in rappresentanza delle varie associazioni, forse vieni della mia opinione, non eravamo poi in tanti. Comunque il titolo della mia mail era molto preciso e mi chiedevo, Binaschino dove sei... e quindi nel mio accorgermi di chi mancava, c'era la tristezza di notare che a volte deve esserci una bandiera davanti per farci uscire di casa, e spesso non è la bandiera Italiana.
Tosi Luciano
| |  |  | | | |  | | Binaschino dove sei? Commenta Vedi solo questo argomento
Troppo tendenziosa caro Luciano la provocazione. Sono pacifista ma non
ho esposto bandiere della pace, il governo di centrodestra lo trovo
ogni giorno più indigesto ed ho trovato squallido il suo schierarsi a
favore dell'intervento armato di Bush, nonostante ciò mi è piaciuto lo
spirito di pace della missione militare Italiana in Iraq così come mi
era piaciuto lo spirito di pace delle missioni in Libano e in Bosnia
targate centrosinistra. Alla marcia della pace io c'ero e abbiamo
marciato insieme, e anche alla messa per i morti di Nassirya ero
presente, Binaschino in una chiesa stracolma di Binaschini. Questione
di punti di vista.
Come sempre la realtà è più complessa di quanto possa apparire. Non
sempre le provocazioni sono utili.
Saluti
Gianfranco Salvemini
| |  |  | | | |  | | Binaschino dove sei? Commenta Vedi solo questo argomento
Anch'io ero in chiesa martedì e, al contrario del signor Tosi, ho pensato tra me e me: "Quanta gente stasera".
Per chi non fosse stato presente immaginate la chiesa durante una messa domenicale delle 11.00.
E' verissimo che molta più gente ha partecipato alla "marcia della pace", ma non vedo perchè su tutto si debba fare polemica ed arrivare a dire che mancavano le persone che hanno "marciato".
Io penso che i 3/4 delle persone presenti in chiesa martedì fossero anche quelli che hanno marciato per la pace. Io ho partecipato a entrambe, il signor Tosi pure, e tanti altri.
Tra le altre cose, comunque, vorrei anche ricordare che per la marcia della pace (essendoci stato chiaramente più tempo) è stata anche fatta un'opera di volantinaggio e di informazione maggiore.
Invece, a volte, sembra che si vogliano per forza mettere alcune persone contro altre.
Io credo nella pace, condanno l'attacco "preventivo" all'Iraq e l'appoggio che è stato dato a questo dall'Italia. Mi piacerebbe che il comando delle "forze di pace" passasse sotto l'ONU, sono convinto che i nostri carabinieri siano in "missione di pace". Condanno fermamente l'attacco terroristico di Nassirya e sono venuto in chiesa a pregare per le 19 vittime. Credo che i media abbiano esagerato (come spesso fanno) sull'argomento.
E, comunque, non credo che queste mie convinzioni siano in contraddizione una con l'altra.
Karim Riccardi | |  |  | | | |  | | Concorso fotografico Commenta Vedi solo questo argomento
Molte foto sono pervenute in sede CTG nelle ultime settimane, grazie a
tutti per l'impegno e l'affetto dimostrato all'iniziativa del Saltafoss. Per
visitare quella che si prospetta una delle piu belle mostre fotografiche che
si siano mai viste a Binasco (?!?), vi attendiamo sabato 29 e domenica 30 novembre,
presso il centro civico. In realta l'aggettivo piu indicato per questa
esposizione non e bella, ma VOSTRA! Accorrete numerosi per gustare con gli
occhi immagini degne degli artisti piu eccelsi, e chissa, potreste scoprire
che l'autore e un vostro amico, un vicino di casa ... e poter dire io lo
conosco, e di Binasco!
Grazie!
Tutto il ctg saltafoss vi attende | |  |  | | | |  | | Binaschino dove sei? Commenta Vedi solo questo argomento
Ieri sera mentre assistevo alla celebrazione della Santa Messa di commemorazione per i caduti di Nassirya, mi chiedevo, ma che poca gente c'è in chiesa e cercavo di darmi delle spiegazioni, poi arriva le predica di Don Gianni e ricorda la sera della "marcia della pace", bandiere, luci e la gente che a fatica riusciva ad entrare i chiesa, ... ed allora ho capito chi mancava.
Tosi Luciano.
PS. A proposito di informazione, su Binasco 2000, la commemorazione era per le ore 21.00 in realtà è iniziata alle 20.45, come indicato sui manifesti del comune.
| |  |  | | | |  | | Che tristezza Commenta Vedi solo questo argomento
Davvero che tristezza ha portato nei nostri cuori la notizia del massacro di Nassirya, ma che tristezza ha portato anche nel mio cuore, e penso di altri, le frasi di certe persone. Credo che quando uno spara ammazzando la colpa della morte altrui ricada sullo sparatore non sul bersaglio, non su chi l’ha mandato a fare il suo lavoro, mettere pace ed ordine in un paese, o meglio quello che ne resta, con addosso una divisa militare. Brutto dire “mi spiace per loro” aggiungendo poi una pagina di accuse sul ruolo di truppe d’occupazione, operazioni di neocolonialismo, interessi di poteri occulti. Lasciamo stare poi chi parla di retorica ottocentesca, di chi ha una visione dei militari moderni, quindi professionisti dipinti quasi come mercenari che rischiano la vita in nome del denaro, forse qualche bicchiere di vino in meno renderebbe la mente più lucida a certe persone.
Il dialogo si fa tra due persone che parlano no tra una che parla e l’altra che mi lancia contro un camion bomba, purtroppo una certa “cultura” anti occidentale, ed una visione “romantica” del personaggio terrorista stanno prendendo piede, già si è sentito usare il termine “partigiani iracheni” anziché “terroristi” e basta, non facciamo confusione viviamo in un mondo già difficile non complichiamolo di più. Trovo ridicolo il solo pensiero di ritirare tutte le truppe dall’Iraq, un regalo per i vari Saddam e Bin Laden, e ricordo che il primo è stato uno dei dittatori più sanguinari del secolo e non un benefattore del popolo. Lasciare il paese ora non è possibile, per portarvi la democrazia serve tempo, e si tempo perché chi è stato sotto dittatura per 34 anni non si sveglia la mattina e sa cosa è la democrazia. Senza parlare poi del fatto che strade, acquedotti, ospedali e città non si ricostruiscono da sole, e non dite che le hanno distrutte tutti gli americani che a quanto pare sono colpevoli di qualsiasi cosa accada di brutto nel mondo. Il caro Saddam, e si perché qualche fans lo ha fatto pure da noi, si divertiva a radere al suolo interi villaggi senza parlare che addirittura se un automobilista causava un incidente per punizione la casa gli veniva rasa al suolo, altro che patente a punti!
Il paese è stato occupato per interessi di petrolio? Al momento gli Usa stanno sborsando 87 miliardi di dollari, provate a calcolare quanto sono in Euro oppure in Lire, troppi soldi in ogni caso, non raccontiamoci fregnacce ci vorranno decenni per andare a pari con i conti, ovvio che se si trattava del Uganda non attaccavano ognuno fa i propri interessi e purtroppo il mondo è diviso in poco buoni e cattivi, decidete voi di quale parte siete, non dite però non faccio parte di nessuno dei due, non ha senso. Stare con i poco buoni vuol dire vivere in una società imperfetta ma libera, libera di professare la propria religione, esprimere le proprie idee, e contestare la stessa, con gli altri non mi pare sia lo stesso……..
Concludo scusandomi per la durezza dello scritto ma quando mi scappa la pazienza mi scappa.
Saluti a tutti
Giovanni Ordanini
| |  |  | | | |  | | Due parole sugli eroi Commenta Vedi solo questo argomento
Ebbene sì,è successo anche a noi italiani.Pensavamo forse di essere invulnerabili?O forse per il solo fatto di non essere inglesi o americani ci credavamo immuni da attentati?Siamo a tutti gli effetti in un paese in guerra e ne paghiamo le prevedibili conseguenze.
E poi basta con la retorica stile '800 !
Questi soldati non più di leva sono professionisti che si guadagnano in questo modo da vivere,e che gli si accolli il fardello di "eroi" mi pare un'ipocrisia fuori tempo.
Penso in tutta franchezza che se avessero trovato un lavoro ben retribuito in patria,non sarebbero andati in Iraq a morire;
a quanti dei nostri figli siamo disposti a preparare un simile futuro? Quanti figli dei nostri governanti sono in Iraq a rischiare la vita?E per che cosa?
Stefano Beoni | |  |  | | | |  | | Riflessioni Commenta Vedi solo questo argomento
Gli scritti di Pax Christi, di Zurla e Marchioni, mi trovano d'accordo.
Provo una profonda amarezza nel constatare come nelle menti di molti
regni ormai la confusione, non sappiamo più distinguere le differenze
fondamentali fra pace e guerra, lotta di liberazione da lotta al
terrorismo, non vogliamo capire che in caso di aggressione il
cosiddetto liberatore può risultare oppressore per la parte avversa
tanto da indurla a sposare le tesi del terrorista che nella sua logica
delirante si sente anch'esso un liberatore, il tutto manovrato ad arte
dall'ipocrisia imperante dei poteri forti. Nessuno nega che ridare
libertà ad un popolo possa anche richiedere l'uso delle armi, ma per
ridare la libertà a qualcuno è indispensabile che egli la desideri a
qualunque costo. Sicuramente la maggioranza degli Iracheni voleva
liberarsi di Saddam e dei suoi accoliti e forse nutriva anche qualche
desiderio di libertà democratica, ma è difficile pensare che fosse
disposto ad essere bombardato e massacrato per questo dopo che l'ONU e
l'ottanta per cento dell'opinione pubblica mondiale si era dimostrato
contrario all'intervento armato. Inoltre, il dopoguerra gestito in modo
dilettantesco, ha creato le condizioni ideali per il proliferare del
terrorismo internazionale in quell'area. Questo non significa essere
anti americani, personalmente nutro grande stima per la maggior parte
di quel popolo e per la loro cultura, ma occorre l'umiltà di osservare
in faccia la realtà, l'operazione Iraq si sta rivelando un boomerang,
le strategie e le aspettative si sono rivelate sbagliate e purtroppo
ormai si è superato il punto di non ritorno, impossibile lasciare al
proprio destino quel popolo senza il rischio di destabilizzare tutta
l'area medio orientale, alto il prezzo da pagare al terrorismo
rimanendo.
Spero solamente che i nostri militari, ai quali va tutta la mia
solidarietà, continuino la loro opera con lo stesso spirito che ci ha
resi unici e benvoluti dalla gente comune sotto tutte le latitudini
nelle missioni di pace, che gli USA capiscano che non si può uscire dal
pasticcio senza un intervento serio dell'ONU e che in Europa una volta
per tutte si impari a camminare insieme.
Gianfranco Salvemini
P.s.: Non ho comprato ne esposto bandiere ma ricordo a chi si è
espresso con quasi disprezzo nei confronti di coloro che lo hanno
fatto, che se ci si riflette bene un posto in quella bandiera c'è anche
per militari italiani perchè sono stati concretamente operatori di pace
e forse proprio per questo sono stati colpiti. | |  |  | | | |  | | Guardiamo in faccia alla realtà... Commenta Vedi solo questo argomento
Senza l'intervento in Iraq Saddam e i suoi carnefici avrebbero continuato nel loro regno di terrore con esecuzioni, persecuzioni, eccetera eccetera. Quindi non si va ad imporre la pace, si va ad estirpare il male rappresentato da quegli esseri neanche degni di chiamarsi uomini. Con la forza???? ma stiamo scherzando?? Andare a difendere la povera e martoriata popolazione irachena è un imporre? Io non credo proprio. Chi vuole andare la e dialogare con i terroristi solo a parole si accomodi.....Se andassero via di colpo gli alleati, quella povera gente andrebbe in mano a quei terroristi. Se per certa gente la pace si tratta di lasciare stare, pregare, supplicare altri di comportarsi e di governare in un modo dignitoso scusate ma non si potrà mai ottenere nulla. Pero, se preferite, dato l'antiamericanismo che ormai è una moda...... allora andiamo ad imporre la Pace è vero, ma almeno noi crediamo nella libertà non nel terrore, crediamo nella pace ma quella tangibile non quella a parole. lo ribadisco, con i terroristi non si ragiona. Che sia una dieci o cento mila, le bandiere della pace esprimono una cosa che TUTTI vogliamo. Ma a parole è troppo facile mentre siamo a migliaia di km di distanza. Sono i militari che offrono aiuto umanitario a quella povera gente, che fisicamente danno aiuto in ogni modo. Chi ammazza per fomentare la paura non sono i nostri governanti, sono i terroristi. Purtroppo è clamoroso come la moda anitioccidentale abbia ribaltato le cose. Quindi smettiamola di dare addosso alla gente sbagliata, perche fino a prova contraria chi fa le cose da vigliacco non siamo certo noi....
Carlo Conti
| |  |  | | | |  | | Pace Commenta Vedi solo questo argomento
Da Odio nasce Odio, da Guerra nasce Guerra, la pace è una cosa troppo
grande per poterla scrivere su una bandiera (ed infatti è stata scritta su
migliaia di bandiere) ma è anche troppo grande per avere la pretesa di
volerla imporre con la forza o per potersi arrogare il diritto di essere i
soli a sapere di che cosa si tratta.
Pace si unisce ad Umiltà, Comprensione, Aiuto Disinteressato, ed altro
ancora sempre dello stesso tenore.
Anche io piango con le famiglie che sono nel dolore (12 carabinieri, 5
militari, 2 civili, 9 iracheni -chissà perché per i giornali gli iracheni
non sono civili-).
Nessuno critica i militari che sono al fronte, loro fanno quello che gli
viene chiesto (ordinato); la critica va verso i governanti che fanno le
scelte spesso per il loro tornaconto personale; e sul fatto che vanno a
morire per la NOSTRA pace fate un attimo la fatica di andarvi a leggere un
bel editoriale di V. Zucconi su Repubblica del 13/11. (www.repubblica.it/2003/k/sezioni/esteri/iraq6/zucconi/zucconi.html ndr)
Il Terrorismo è SEMPRE una vigliaccata, da qualunque parte stia e di
qualunque colore sia.
E ricordiamoci che Terroristi sono anche coloro che muovono i fili dietro a
quelli che sono in prima linea e lo sono anche quelli che forniscono armi
senza in apparenza mai sporcarsi le mani di sangue.
Il 4 giugno di quest'anno il nostro parlamento ha votato la riforma della
legge 185 (faticosamente approvata nel 1990) sul controllo della vendita
delle armi da parte delle nostre aziende rendendola molto più libera e con
meno controlli sulla destinazione delle armi stesse (ovvero vendiamo a
tutti, ai pacifici per difendersi ed ai guerrafondai per attaccare,
l'importante è non vendere direttamente ai cosiddetti terroristi o a chi è
in "guerra" con noi... per il resto tutto è possibile, non ci interessa poi
sapere a chi verranno Rivendute le nostre armi, questo è un problema degli
altri...).
Saluti, Marco Marchioni | |  |  | | | |  | | Qualche pensiero... Commenta Vedi solo questo argomento
Solo qualche pensiero (e un po' di cifre!).
Quando si pensa ancora che l'uso della forza, la presenza della forza, la dimostrazione di forza servano a sconfiggere un'altra forza ci si illude, così come quando si pensa che "i nemici" debbano per forza arrendersi come in un film a lieto fine.
Vorrei anche capire se è necessario stare per forza dalla parte di qualcuno. Ci sono "i buoni" che lottano contro "i cattivi"? E forse "i cattivi" minacciano la pace che regna sovrana nel mondo?
E se "i buoni" sono "la coalizione", "i cattivi" sono i terroristi medio-orientali, musulmani, arabi, palestinesi, irakeni,?
Credo di si o almeno mi sembra di capire che sia così; e allora mi dico e chiedo: "I terroristi certamente non sono buoni (a parte quando sono poveri disperati e convinti-costretti da altri, che sicuramente non sono buoni ma sono furbi, perchè mandano i disperati al macello - un po' come durante le guerre di trincea). Ma la cosidetta "coalizione"? Tutti "buoni", difensori della pace e della giustizia, sempre con trasparenza e chiarezza? Con tutti i dittatori che hanno preso il potere militarmente nei loro paesi con l'aiuto dei "buoni", e tutte le persone uccise perchè protestavano contro quel potere militare, mi vengono dei dubbi!
Almeno nei film, "i buoni" (quelli veri) non costruiscono le pistole per poi venderle ai "cattivi"; al contrario nella realtà i cinque stati membri permanenti del Consiglio di sicurezza sono i produttori dell'85% degli armamenti e alimentano i 50 conflitti attualmente in corso nel mondo.
Andrea Zurla | |  |  | | | |  | | Il dolore e le riflessioni di Emergency Commenta Vedi solo questo argomento
Per la condivisa appartenenza a uno stesso paese, il fatto ci colpisce molto più da vicino di altri fatti identici.
Ma ogni volta che un essere umano muore per volontà, per decisione e ad opera di un altro essere umano ci assale lo sgomento che si prova di fronte all'assurdo.
Nessuno può ridurre questo avvenimento a dimostrazione di una tesi. Sarebbe insensato sentirlo come la prova di avere o avere avuto ragione. Dobbiamo tutti prendere atto che si è al di fuori della ragione, quando i rapporti tra esseri umani si esercitano con la forza, con le armi, con l'uccisione. La guerra è questo: è morte e dolore, evitabili e voluti; un'assurda disumanità non commisurabile con nessuna difficoltà, con nessun problema.
"Così non si combatte il terrorismo"
L'Associazione Beati i Costruttori di Pace esprime cordoglio, solidarietà e grande riconoscenza a tutti i giovani del contingente italiano e agli iracheni uccisi con loro a Nassiriya, in Iraq. Sappiamo con quali idealità, dedizione e coraggio molti di loro affrontano queste missioni difficili.
Ma non possiamo esprimere la nostra solidarietà politica alla scelta fatta dal Governo Italiano. Quanto accaduto speravamo non si verificasse, perché gli Italiani sono amati in Iraq per tutto quello che hanno fatto per la pace prima, durante e dopo la guerra voluta dal governo di Bush. Ma il servilismo delle scelte di Governo ha portato i nostri carabinieri e soldati alle dipendenze della forza occupante statunitense e ha posto un limite invalicabile. Come forza di occupazione la loro è rimasta una missione di guerra. L'abbiamo denunciato con chiarezza e continuiamo a farlo. Per questo richiamiamo tutte le forze politiche italiane a costruire
con gli altri Paesi europei un'altra modalità di presenza internazionale ONU, con il rientro delle forze di occupazione e governando la transizione con un chiaro riconoscimento della sovranità del popolo iracheno.
Non è vero che Bush vuole sconfiggere il terrorismo; sono altri gli scopi reali. I fatti dicono che questo metodo unicamente militare concentra e incentiva il terrorismo internazionale e ottiene l'effetto contrario.
Tutti gli appelli all'unità nazionale contro il terrorismo in questo momento rischiano di risultare ipocriti e ingannare i cittadini. Noi in
Italia sappiamo che il terrorismo può essere superato solo all'interno della legalità con il consenso e lo sforzo congiunto delle istituzioni e dei cittadini.
Per questo con dolore affermiamo che la responsabilità politica delle vittime uccise nell'attentato di Nassiryia ricade sulla scelta fatta dal Governo italiano.
Esprimere solidarietà sincera in questo momento per noi significa invertire immediatamente la rotta.
Associazione "Beati i costruttori di pace"
La violenza produce una violenza più efferata
In questo momento di dolore e di angoscia più che per le parole c'è spazio per le lacrime. La sezione italiana di Pax Christi - movimento cattolico internazionale per la pace - esprime vicinanza con la preghiera solidale ai parenti delle vittime di un attentato terroristico che, come ogni atto di violenza, non può ricevere mai nessun tipo di attenuante, di giustificazione e tanto meno di approvazione. Le povere vite che aggiungono i loro nomi alle troppe vittime che questa guerra ha già mietuto, dimostrano dolorosamente ancora una volta che la violenza produce soltanto una violenza più efferata anche quando ci viene presentata come la via inevitabile per la soluzione delle crisi internazionali...
Preparandoci a celebrare la Giornata Mondiale della Pace, insieme a Giovanni Paolo II è nostra ferma intenzione ribadire il valore della nonviolenza contenuto anche nel tema che ci viene proposto: Il diritto internazionale, una via per la pace. Piangendo la morte di tanti giovani auspichiamo che ciascuno faccia il proposito in questa ora solenne di ritornare a rafforzare gli strumenti del diritto internazionale.
Pax Christi Italia
testo inviato da Andrea Zurla
| |  |  | | | |  | | Schiamazzi notturni Commenta Vedi solo questo argomento
Quale sarebbe la soluzione, per far avere un po di pace, alle persone che
alla sera in largo loriga vorrebbero dormire in santa pace, ma non possono?
Tutte le sere fino a tardi, motorini, versi, risate a squarcia gola,
chiacchierate con urli da bar, da parte di assidui frequentatori
dell'oratorio? Il rispetto dov'è finito?
Chiamare i nostri vigili non serve a nulla, in quanto troppo impegnati a
controllare chissà che cosa (forse i numerosi errori di viabilità, come
giustamente qualcuno diceva), e neanche farlo presente ai responsabili
dell'oratorio stesso. Inoltre, anche parcheggiare la macchina dopo una
giornata di lavoro risulta impossibile, a causa di "buontemponi" che dalle
20 alla 1 di notte, sostano in oratorio in macchina, parcheggiando dove e
come capita, pur abitando a 100m da esso. Si predica bene e si razzola
male?
Spero in una risposta esaudiente. Almeno una...
Luca Sciacca
| |  |  | | | |  | | Odio Commenta Vedi solo questo argomento
Ho appena sentito delle 12 vittime italiane in Iraq. Immediatamente il mio pensiero va alle famiglie delle vittime di questa ennesima vigliaccata dei terroristi. Già terroristi. Non capisco come ancora oggi ci siano persone che contestano l'impiego delle forze della coalizione. Questa è la prova che armi di distruzioni di massa o no, in Iraq ci sono terroristi che devono essere estirpati. Chi compie atti di questo genere non sa che cosa vuol dire la pace. La pace. Una parola troppo grossa per sventolarla su di una bandiera ad arcobaleno. E troppo facile sventolare una bandiera e combattere i terroristi a parole. Pensate ancora che le parole siano sufficenti per portare la pace in Iraq? Purtroppo con i fanatici non si ragiona, loro non fanno sconti a nessuno. Oggi ci sono 12 famiglie italiane che hanno perso un loro caro perchè dall'altra parte del mondo c'è gente che non sa cosa vuol dire la pace. Credo che chi critica i militari oggi debba vergognarsi. Ricordatevi bene una cosa: sono quei ragazzi che vanno a morire per la NOSTRA pace.
Carlo Conti
| |  |  | | | |  | | Acqua Commenta Vedi solo questo argomento
Ciao a tutti!
Volevo chiedere se in paese si erano accorti della perdita d'acqua e conseguente allagamento che si sta verificando in largo loriga nonchè davanti a casa mia. Ormai il lago è presente da Domenica notte e nessuno ancora è intervenuto! Io sono amante della natura un po meno dei laghi artificiali (davanti a casa mia)!
Ciao a tutti
Carlo Conti
| |  |  | | | |  | | Anniversario Commenta Vedi solo questo argomento
Ieri sera sono stato alla tavola rotonda organizzata da RH sul ruolo dell’informazione nei comuni del sud Milano, c’era poca gente e la stampa blasonata si è resa latitante. Per la verità mi aspettavo un dibatto più orientato sul ruolo sociale dell’informazione, sui meccanismi che la regolano e sul potere dei media, invece si è trattato più che altro di una sorta di Amarcord sulle attività della radio che ha spaziato dalle motivazioni della sua nascita alle gestioni più recenti, con premiazione di alcuni collaboratori storici. Ovviamente, dati i festeggiamenti per i venticinque anni di attività, la cosa ci sta e forse ero io che avevo aspettative che non erano in programma.
Con mia sorpresa scopro dagli interventi dei sindaci che esiste una forte esigenza di canali di informazione per rendere “partecipi alla vita amministrativa” i cittadini. Il mio parere, espresso ripetutamente in questo sito, è che perlomeno per Binasco l’esigenza è una variabile tendente a zero in periodi normali con picchi tendenti a 100 in campagna elettorale.
Un contributo illuminante sul ruolo dell’informazione l’ha dato il sindaco di Rozzano che ha ricordato come la vicenda della recente sparatoria gestita in modo distorto dai media, abbia creato nel breve spazio di pochi giorni un danno di immagine che richiederà anni per essere sanato.
Sono mancati purtroppo contributi approfonditi su aspetti importanti dei media locali come l’analisi del perché negli anni settanta sono nate le radio private ed un bilancio ad un trentennio di distanza che, a mio avviso, le vede principalmente come dispensatrici di spazzatura, musica monocorde e pubblicità martellante. Sarebbe stato interessante capire come si colloca RH oggi all’interno di questo contesto, quanto il sospetto ventilato a suo tempo che la nascita di questa radio e del periodico il Castello fossero dovuti più ad esigenze di recupero del consenso elettorale locale (è di quegli anni la perdita del comune da parte dell’allora DC) che a filantropiche esigenze culturali e sociali, quale sia stato il reale livello di libertà di espressione permesso da RH, quali gli eventuali tabù che hanno dovuto aggirare gli operatori e quale tipo di cultura abbia dispensato. Inoltre, alla luce delle ripetute chiusure di emittenti locali, sarebbe stato interessante capire in modo approfondito se le radio locali hanno ancora un senso, un futuro ed eventualmente quale relazione potranno avere con i nuovi media che si affacciano all’orizzonte.
Concludo con un aneddoto che dimostra quanto sia importante il potere di gestire la comunicazione e i suoi risvolti sociali.
Ai tempi di Cavour il ministro della giustizia ricevette la domanda di grazia di un carcerato povero e con diversi figli, il Re, al quale spettava la decisione definitiva, ricevette un dispaccio del ministro che così scriveva:
“Grazia impossibile, lasciarlo in prigione”
il Re, che era a conoscenza delle condizioni del prigioniero firmò il messaggio, ma prima di renderlo esecutivo cancellò e spostò la virgola, il direttore del carcere ricevette
l’ordine:
“Grazia, impossibile lasciarlo in prigione”
La conquista della libertà può passare anche attraverso la gestione di una virgola.
Saluti
Gianfranco Salvemini
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