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13 Luglio 2009
Un provvedimento ingiusto: da immigrati a criminali.
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E’ diventata legge il testo che introduce il reato di immigrazione clandestina. L’effetto sarà quello di “trasformare un fenomeno sociale in un fenomeno criminale”
Migrare non è reato. O non dovrebbe esserlo. E invece in Italia diventa legge un testo che introduce nel nostro Paese proprio il reato di clandestinità.
Cosa ha a che fare questa fattispecie di reato con la sicurezza dei cittadini? Nulla!!! L’effetto di questo provvedimento sarà quello di “trasformare un fenomeno sociale come l’immigrazione in un fenomeno criminale”. L’ingresso e il soggiorno illegale dei migranti non rappresentano fatti che ledono, che colpiscono beni, individuali e collettivi, meritevoli di tutela penale. L’ingresso e il soggiorno illegale sono l’espressione di una condizione individuale, appunto quella del migrante, così come è la condizione del povero. Punire queste situazioni, l’ingresso e il soggiorno, significa in buona sostanza punire una persona per il fatto che è nata con un accento sbagliato”.
Ma allora, se non si occupa di sicurezza, qual è il senso vero del provvedimento? A leggere i diversi articoli ci si accorge che ciascuno di essi mira a mettere in una condizioni di inferiorità permanente i migranti. Alcuni esempi: innanzitutto il permesso di soggiorno a punti sancirà una condizione di subalternità definitiva per tutti gli stranieri, costantemente “messi alla prova” e passibili di vedersi cancellare dalla lista dei “buoni” anche dopo decenni di lavoro e di presenza regolare. Ma ciò che denuncia lo spirito profondo del provvedimento è l’impossibilità di registrare la nascita dei propri figli per i genitori privi di permesso di soggiorno. Insomma, in Italia nasceranno bambini “invisibili” e privi di identità giuridica. E ancora, il testo prevede il raddoppio dei tempi per il ricongiungimento familiare. Acquisire la cittadinanza per sposarsi diventerà quasi impossibile. Per non parlare delle nuove gabelle (fino a 200 euro) per tutte le pratiche relative al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno.

Non è più una legislazione anti immigrazione, è una legislazione che criminalizza gli immigrati, che ne fa persone illegali discriminate e penalizzate unicamente in forza della loro identità. Non dimentichiamo che nel nostro Paese si sono già conosciute le leggi razziali. Queste sono le nuove leggi razziali, perché il provvedimento ha la stessa, identica logica di quello del ’38”.
Certo è che questo testo ha una sua coerenza ed è certamente efficace rispetto all’obiettivo per il quale è stato scritto. Per sancire definitivamente la condizione di inferiorità dei migranti si introdurrà una nuova figura giuridica: il diritto disuguale, in barba alla Costituzione Italiana che prevede l’uguaglianza di fronte alla legge e non contempla in alcun articolo il diritto diseguale su base razziale. Si pensi che la sanzione prevista per lo stesso reato commesso insieme da un italiano e da uno straniero irregolare comporta una pena più grave per lo straniero irregolare. Questa è già di per sé una situazione di inferiorità, è un sistema che ha una sua diabolica coerenza.
Chiediamoci se tutto questo inciderà sulla situazione della convivenza e sulla situazione della democrazia nel nostro Paese.

Siamo solo al varo di una legge dello Stato, ma per qualcuno è come se già fosse entrata a pieno regime. Infatti Il ministro degli Interni ha ordinato i respingimenti di massa impedendo l’arrivo sulle nostre coste di centinaia di uomini e donne (magari in attesa di un bimbo), mettendo nel macabro conto dei rischi che queste procedure comportano anche l’ipotesi che qualcuno di loro potesse morire. Medici assai zelanti hanno sottratto il figlio alla madre perché priva del permesso di soggiorno, o presidi hanno ritenuto che bravissimi alunni non dovessero partecipare agli esami di maturità vista la mancanza di documenti e del codice fiscale.
La legge è stata appena approvata, eppure è scattato nel paese un meccanismo di rincorsa e gara a chi la applica per primo.
Perché, tra la gente, questa percezione sbagliata della realtà? Forse il sistema di tv e giornali ha qualche responsabilità? Ritengo che gran parte del sistema dell’informazione ha accettato una torsione, una riduzione del significato del termine sicurezza ai soli problemi legati all’immigrazione, marginalizzando, quasi occultando la questione della sicurezza, della criminalità organizzata. Nella comune accezione giornalistica i problemi venivano e continuano a venire dall’immigrazione. Così si è lasciato che l’incitamento all’odio razziale traboccasse.

La scelleratezza ha avuto il suo compimento, il testo sulla così detta sicurezza è stato approvato.
Ma da persone libere e di fede sinceramente democratica un interrogativo è doveroso: Ci si può rassegnare alla deriva razzista e xenofoba che attraversa il nostro paese?.
A chiedercelo siamo in TANTI.
Tra questi, cito la voce di don Luigi Ciotti che si è elevata FORTE E SICURA: “Quando viene messa a rischio la dignità delle persone e quando viene umiliato e soffocato un progetto di giustizia noi tutti abbiamo il dovere di parlare, di fare, di offrire il nostro contributo alla crescita della legalità. Nella Chiesa siamo chiamati a portare la testimonianza cristiana, ma anche la responsabilità civile. Nessuno dovrebbe dimenticare che il fondamento della legge è la persona umana e che le leggi devono rispondere ai bisogni delle persone umane. Di tutte le persone, non solo di alcune”.
Ho sentito il dovere di parlarne!
Pino Vella

Pino Vella
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